Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #18

La situazione sanitaria

Il bilancio del 24 marzo in Francia sulla pandemia Covid-2019 è di 22300 casi positivi, di cui 10176 ospedalizzati (2516 in rianimazione). I morti sono 1100, ma questo dato considera solo le persone decedute in ospedale, per cui bisogna aggiungere quelle perite in casa o negli ospizi, che però non sono censite. Solo ieri, ad esempio, in una casa di cura per anziani si sono avute 13 vittime e 84 contagiati. A livello nazionale, i guariti sono 3281.

Nella regione PACA il bilancio è di 509 persone positive al coronavirus ospedalizzate, di cui 133 in rianimazione, tutte negli ospedali di Alpes-Maritimes, Bouches-du-Rhône, Vaucluse e Var. Le persone decedute, invece, sono 26.

L’azienda sanitaria regionale ha chiarito che il virus circola attivamente nella regione, per cui non è più possibile ricostruire sistematicamente i contatti delle persone positive alla malattia. Anche ieri, dunque, le autorità hanno spiegato che, in caso di sintomi (tosse, febbre) è fondamentale chiamare il proprio medico o il SAMU-Centre 15, cioè il servizio delle urgenze sanitario; soprattutto non bisogna recarsi al pronto soccorso, così da evitare il rischio di contagiare altre persone. Infatti i più esposti sono proprio gli operatori sanitari: nell’ospedale universitario di Nizza sono già una decina i medici e gli infermieri ammalatisi per il coronavirus.

Le misure preventive

Il consiglio scientifico dell’esecutivo in merito alla pandemia ha stimato che la quarantena andrà «inevitabilmente prolungato» al di là delle due settimane previste inizialmente: «Realisticamente, il “confinement” durerà almeno 6 settimane, compresa quella già trascorsa», perché – al momento – si tratta della sola strategia realmente efficace, se si riesce a beneficiare di una larga adesione della popolazione; l’alternativa sarebbe una campagna di disinfezione a grande scala e l’isolamento delle persone a rischio.

Come in Italia, anche in Francia è uscita una nuova versione dell’autocertificazione per poter uscire di casa in deroga alla quarantena; potete scaricarlo QUI.

Le multe per chi non rispetta questo provvedimento sono salate: 135 euro (375 euro in caso di maggiorazione), ma può arrivare a 1500 euro in caso di recidiva; se l’infrazione è ulteriormente ripetuta si arriva a 3700 euro e 6 mesi di detenzione.

Il comune di Cannes e la CACPL (Communauté d’agglomération Cannes Pays de Lérins) hanno fornito mascherine e guanti a tutti gli operatori in contatto col pubblico. Si tratta di circa 675 agenti che ora sono tutti dotati di strumenti di protezione grazie agli stock di mascherine messi da parte in anticipo dal comune, nell’ambito di una prevenzione dei rischi che va avanti da alcuni anni. Come ha poi aggiunto il sindaco: «Ora è responsabilità della collettività locale di contribuire a mantenere delle barriere il più solide possibile contro il virus per evitare che continui a propagarsi o, almeno, per rallentarlo».

L’università di Nizza ha lanciato una piattaforma di ricerca collaborativa sulla pandemia: i medici della città potranno condividervi le loro constatazioni sui casi sospetti e scambiarsi informazioni preziose per conoscere meglio il virus e aiutare tutti gli operatori sanitari a effettuare le migliori diagnosi. Il dottore David Darmon, direttore del dipartimento di Medicina generale dell’università, ha spiegato che: «Ci troviamo dinanzi a una doppia difficoltà: la prima è che conosciamo male questa malattia; la seconda è la penuria di test».

In effetti, la polemica più forte ieri in Francia è stata proprio sul basso numero di tamponi effettuati: al momento sono solo 5000 al giorno, ma il ministro della Sanità Olivier Véran ha assicurato che si passerà a 9000.

Consigli personali

Come ogni giorno, ecco qualche consiglio per affrontare questo difficile periodo. Un’idea viene dalla Cinémateque di Nizza, che ha aperto una “sala cinematografica digitale” gratuita per gli abitanti della Métropole Nice Côte d’Azur: ogni settimana tanti film da guardare direttamente da casa, cliccando QUI.

Proprio il mantenimento di una socialità attraverso la tecnologia è un obiettivo da curare, così da resistere con meno difficoltà all’isolamento. Si moltiplicano, infatti, gli “aperitivi” o le “riunioni di famiglia” a distanza attraverso le videochiamate; un fenomeno già noto in Italia, ma in grande espansione anche in Francia e in Costa Azzurra, come si evince da tante testimonianze riportate dalla stampa. Particolarmente toccanti sono le parole di Brigitte, una nizzarda, intervistata da France Bleu: «Compirò 60 anni a metà aprile, proverò a festeggiare via Skype con la mia famiglia e i miei amici. Talvolta con le mie figlie ci organizziamo con delle patatine, una mette della musica e balliamo come se fossimo vicine nella stessa stanza».

(Per la foto di copertina ringraziamo la scrittrice Michelle Grillo che ce ne ha fatto dono)

Please follow and like us:

Related Post