interviste

Migranti a Ventimiglia: gli scout genovesi portano un po’ di umanità oltre ogni confine

27 Apr , 2017  

Migranti a Ventimiglia una situazione difficile che si protrae dall’estate 2016.

La frontiera francese per loro è chiusa e allora non resta che accamparsi in città nell’attesa di passare il confine, affrontando ancora una volta, dopo il viaggio in mare, altri rischi e pericoli: quello di essere investiti in autostrada nel buio di una galleria o di precipitare dal  “sentiero della morte” che dalle alture alle spalle di Ventimiglia conduce all’entroterra di Mentone.

Poi, come se non bastasse, all’asprezza della Gendarmeria si è unita la scarsa umanità di un’ordinanza del sindaco ventimigliese che ordinava (usiamo il passato perché dovrebbe essere stata revocata al momento) il divieto per chiunque di dare da mangiare agli immigrati, ad eccezione dei canali Caritas e Croce Rossa. Quindi se un cittadino fosse stato mosso da compassione e avesse dato da mangiare a un affamato sarebbe stato multato.

In questo contesto si muove il mondo dell’associazionismo sia italiano che francese e noi di Radio Nizza vogliamo raccontarvi la storia degli scout del gruppo Genova 5 dell’Agesci che negli ultimi mesi hanno reso testimonianza di umanità e carità cristiana, raccogliendo giovani migranti  dispersi in montagna e partecipando a manifestazioni pubbliche di solidarietà promosse da decine di associazioni in prima fila nella difesa dei diritti umani e da figure storiche dell’impegno nel sociale come don Ciotti e padre Alex Zanotelli.

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