Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #33

16 Apr 2020

La situazione sanitaria

Il 15 aprile, trentesimo giorno di confinamento in Francia, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia le autorità sanitarie hanno registrato meno pazienti ospedalizzati sul territorio nazionale. I dati continuano ad essere alti e drammatici, e l’Agenzia Sanitaria Francese invita alla cautela perché è già accaduto che molti decessi venissero registrati in ritardo, fenomeno che potrebbe accadere anche ora a causa del prolungato weekend di Pasqua.

In Francia, il numero di persone positive al Covid-19 attualmente sotto trattamento medico sono 74030; di queste, 31779 sono ospedalizzate, cioè 513 in meno rispetto a martedì. Per il settimo giorno consecutivo cala anche il numero dei pazienti in terapia intensiva: 273 in meno, ma il livello resta comunque molto alto, 6457.

Dal 1° marzo, i decessi totali hanno raggiunto la terribile cifra di 17167, di cui 10643 in ospedale e 6524 in centri specializzati. Solo nelle ultime ventiquatt’ore, 514 morti sono avvenute in ospedale e 924 negli Ehpad. Dall’inizio dell’emergenza, le persone che hanno contratto la malattia sono complessivamente 106206.

Nella nostra regione, Provence-Alpes-Cote-d’Azur, le persone positive al coronavirus sono 11692, quelle ospedalizzate sono 1926, di cui 403 in rianimazione. Le persone decedute sono 397 e 2350 quelle dimesse.

Una nave militare francese ha dovuto attraccare al porto di Toulon per soccorrere l’equipaggio vittima dell’epidemia di coronavirus: 668 marinai su 1767 che erano a bordo della portaerei Charles De Gaulle sono risultati positivi al Covid19. Inizialmente erano 50. Al momento 31 di loro sono ricoverati e uno è in rianimazione.

 

Le misure preventive

La giornata di ieri è stata caratterizzata da visioni diverse sugli sviluppi dell’epidemia e delle sue conseguenze socio-economiche. Sul piano sanitario, il prof. Raoult, discusso promotore di una terapia sperimentale a Marsiglia, ha ribadito a più riprese che «l’epidemia potrà sparire in primavera», ma l’Agenzia Regionale Sanitaria della regione PACA è di opinione diversa, perché ha diffuso un comunicato in cui precisa che «l’epidemia di coronavirus non sta scomparendo; nella nostra regione, proprio ieri, sono stati registrati 481 nuovi casi». Altri medici, inoltre, invitano alla cautela, così da evitare di diffondere speranze che potrebbero rivelarsi false. Sul piano economico, invece, il ministro Bruno Le Maire ha dichiarato che «questa crisi non è questione di settimane, non di mesi, ma di anni»; secondo le sue stime il prodotto interno lordo francese si ridurrà dell’8% nel 2020.

È stato annunciato che il primo ministro Édouard Philippe presenterà «in gran parte prima dell’11 maggio il piano di uscita dal confinamento». Intanto, il presidente del Consiglio scientifico, Jean-François Delfraissy, che consiglia l’Eliseo nella lotta contro il coronavirus, ha spiegato che, realisticamente, dopo l’11 maggio 18 milioni di cittadini francesi dovranno prolungare il loro isolamento, ossia le persone di età superiore ai 65-70 anni e tutte quelle con patologie rischiose (respiratorie, insufficienza cardiaca, ipertensione, obesità, ecc.).

L’incertezza è molta, per cui monta anche la preoccupazione; la Federazione nazionale dei cinema francesi, ad esempio, ha fatto sapere che ha forti timori per il futuro del settore, anche perché lunedì sera nel suo discorso alla nazione il presidente Macron ha esplicitamente affermato che festival, concerti, musei e, appunto, cinema non potranno riaprire prima di metà luglio. Apprensioni simili sono state espresse anche da vari rappresentanti del settore turistico, infatti, ad oggi, tutte le partenze organizzate dai tour-operator da e per la Francia sono state spostate a dopo il 29 maggio.

A proposito di trasporti, la SNCF, la società delle ferrovie francesi, chiede che dopo la riapertura del Paese di viaggi sui suoi convogli indossando delle mascherine; nelle ultime settimane il traffico ferroviario è diminuito drasticamente e ci si aspetta che riprenda gradualmente entro l’estate, ma, appunto, con l’obbligo per i passeggeri di indossare mascherine.

Un piccolo passo in avanti, tuttavia, è previsto tra qualche giorno: dal 20 aprile alcune attività economiche potranno riaprire, specie nel settore agricolo e rurale.

A Nizza, invece, il sindaco Estrosi sta studiando dei provvedimenti per alleviare il peso delle bollette dell’acqua e dell’elettricità dei residenti in città. Nulla è stato ancora deciso, ma nell’entourage del sindaco l’idea è di operare una sorta di compensazione, infatti «i consumi dei servizi comunali sono diminuiti a causa della ridotta attività, mentre quelli familiari stanno aumentando, per cui uno potrebbe compensare l’altro».

Intanto anche la Regione mette in campo delle misure di sostegno, specie per le famiglie più povere, che riceveranno un aiuto di 150 euro, più 100 euro aggiuntivi per ciascun bambino. Le famiglie destinatarie del provvedimento sono quelle che già benecifiano del reddito attivo di solidarietà (RSA) o dell’indennità di solidarietà specifica (ASS). Invece le famiglie che non rientrano nelle categorie precedenti, ma che ricevono assistenza abitativa, avranno 100 euro per bambino. Gli importi saranno versati automaticamente il 15 maggio e non bisogna effettuare alcuna procedura. Ulteriori aiuti sono stati previsti per gli studenti in difficoltà e per gli operatori sanitari.

A Cagnes-sur-Mer, infine, oggi comincerà la distribuzione di ben 7000 mascherine per infermieri, medici e altro personale sanitario. Il materiale sarà consegnato dalle 14 alle 17 in place Gabriel Péri sotto forma di drive, ossia senza scendere dalle auto.

 

Consigli personali

Ormai in Francia si è confinati da quasi un mese, per cui tutti avranno trovato un proprio ritmo quotidiano, per quanto difficoltoso. Accanto ai consigli già noti per alleviare questa situazione, come strutturare la propria giornata in modo da ottimizzare il tempo e porsi un piccolo obiettivo, come ad esempio fare un po’ di ginnastica ogni giorno, gli esperti ripetono che è necessario coltivare l’affettività e la cura di sé. Tra i metodi suggeriti c’è la scrittura. Ne abbiamo scritto già ieri, ma oggi torniamo su quel consiglio segnalandovi l’iniziativa dell’associazione culturale “Il Sileno”, intitolata “Il mio spazio vissuto”, che intende stimolare il racconto del proprio ambiente quotidiano in brevi contributi (350 parole al massimo), che vanno a formare una mappa dei nostri isolamenti, così da abbattere le pareti che ci separano. Per saperne di più  mentre per guardare la mappa delle testimonianze già arrivate potete andare sul sito della rivista.

 

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