Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #75

15 Giu 2020

La situazione sanitaria

Ieri sera, domenica 14 giugno, in Francia il bilancio dell’epidemia Covid-19 era di 157.220 persone positive al nuovo coronavirus. Si tratta di un aumento di 407 persone rispetto al giorno precedente. Di questi, 10.881 (-28 rispetto al giorno prima) sono ospedalizzati e, tra questi, 869 sono in rianimazione (-2). Dall’inizio dell’epidemia, i pazienti dimessi sono 72.859 (+51), mentre i decessi sono 29.407 (+9), di cui 19.023 in ospedale e 10.384 nelle case di riposo.
Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur le persone attualmente ricoverate in ospedale perché positive al Covid-19 sono 722, 1 in meno del giorno precedente; di queste 58 si trovano in rianimazione. Le persone decedute sono 923, mentre quelle rientrate a casa sono 5.149.
Più nello specifico del dipartimento delle Alpes-Maritimes, il numero delle vittime dall’inizio dell’emergenza è di 248 (183 in ospedale, 65 negli Ehpad). Attualmente, in Costa Azzurra ci sono ancora 89 persone contagiate ricoverate in ospedale, di cui 3 in rianimazione; 677, invece, sono i pazienti guariti e rientrati nel proprio domicilio.

Le misure preventive

La notizia francese di quest’ultimo fine settimana, in merito alla pandemia di Covid-19, è il discorso che ieri sera il Président de la République ha tenuto in diretta televisiva dall’Eliseo, allo scopo di fare il punto sulla seconda fase di deconfinamento e di voltare pagina sulla crisi del coronavirus: è ora di ricostruire l’economia, ma anche di affrontare il problema del razzismo e della violenza della polizia.
Dopo due mesi, Emmanuel Macron ha indirizzato ai francesi la sua quarta allocuzione dal marzo scorso: il 12 marzo per assicurare che dopo tre giorni le elezioni municipali si sarebbero regolarmente tenute; il 16 marzo per annunciare l’inizio del confinement il giorno dopo; il 13 aprile per fare il punto della situazione e per presentare le tappe delle prime riaperture previste dall’11 maggio; il 14 giugno, ieri, per spiegare come il déconfinement accelererà e quali strategie verranno seguite per uscire definitivamente dalla crisi sanitaria ed economica.
Il discorso è durato 20 minuti e può essere riassunto in cinque argomenti principali: 1) Déconfinement; 2) Economia; 3) Decentralizzazione; 4) Sostegno alla polizia; 5) Presidenza.
Sul primo punto, Macron ha annunciando che tutta la Francia, tranne la Guyana francese e Mayotte, da oggi è “verde” che il presidente ha definito come “una prima vittoria contro il virus”. Visibilmente soddisfatto, Macron ha sottolineato la necessità di imparare “tutte le lezioni” impartite dal coronavirus, al fine di consolidare “i nostri punti di forza” e di correggere “le nostre debolezze”. Per questa ragione, dal 22 giugno gli studenti dovranno obbligatoriamente tornare nelle scuole e nei collége, ma non i licei (secondo i dati più recenti del ministero dell’Educazione Nazionale, solo 1,8 milioni di scolari, su un totale di 6,7 milioni, sono tornati a scuola e raramente a tempo pieno). Da oggi, invece, è possibile tornare a far visita agli anziani nelle case di riposo (Ehpad) e nell’Ile-de-France, cioè nella regione parigina, possono riaprire caffè e ristoranti; inoltre le frontiere sono aperte con gli altri Paesi europei, compresa l’Italia.
Per quanto riguarda l’economia, Macron ha spiegato che per sostenere i settori in crisi sarà necessario aumentare il debito pubblico, ma ha escluso un aumento delle tasse: “La ricostruzione economica, ecologica e inclusiva sarà la chiave della nostra indipendenza”. L’ammontare dei sostegni finanziari mobilitati per far fronte alla recessione è di “quasi 500 miliardi di euro”, una cifra mai stanziata prima. Il Capo dello Stato ha anche annunciato investimenti massicci nell’istruzione e nella formazione dei giovani.
Il tema della decentralizzazione emerge da quelle lezioni imposte dall’epidemia, perché è necessario che le istituzioni siano più vicine ai cittadini, per cui bisognerà dare più “libertà e responsabilità” ai sindaci, agli ospedali, alle università: “Non tutto può essere deciso a Parigi”. A questo proposito Macron ha toccato l’argomento elettorale: il secondo turno delle elezioni comunali si dovrebbe svolgere (il condizionale è ancora d’obbligo) il 28 giugno, ma bisognerà “evitare il più possibile i raduni”, che dunque dovranno essere molto ristretti, dal momento che “sono la principale occasione per la diffusione del virus”.
Discostandosi dall’argomento sanitario, il presidente ha poi toccato altri temi, tra cui quello più forte delle ultime settimane in larga parte del mondo, ossia la violenza della polizia e il razzismo, che ha portato a manifestare tantissime persone anche in Francia. Macron ha assicurato che “saremo intransigenti di fronte al razzismo, all’antisemitismo e alla discriminazione”, per cui bisognerà fare di tutto per evitare discriminazioni dalla scuola al mondo del lavoro per le origini o per il colore della pelle di ciascuno. Tuttavia, ha sottolineato che “la Repubblica non cancellerà alcun nome o statua della sua storia”, dopodiché ha ribadito piena fiducia nelle forze di polizia, le quali “meritano il sostegno delle autorità pubbliche e il riconoscimento della Nazione”.
Infine, Emmanuel Macron ha annunciato un nuovo discorso a luglio, quando fornirà maggiori dettagli sulle prime azioni e sul nuovo percorso che intende dare alla sua presidenza: “Ci attendono sfide storiche”. Tra queste anche un rilancio dell’Unione Europea? Secondo il presidente, durante la crisi sanitaria l’Europa “è stata all’altezza” e “l’accordo franco-tedesco su un piano congiunto di debito e investimenti per rilanciare l’economia del continente è una svolta storica”, perché finalmente è un “noi” e non la somma di tanti “io”.

Consigli personali

La grave epidemia di Covid-19 ha causato enormi problemi, come sappiamo, eppure l’esperienza accumulata dai medici ci permette di cominciare a capire qualcosa in più anche su altre malattie. Tra i più elevati fattori di rischio di contrarre il nuovo coronavirus ci sono il diabete, l’ipertensione, l’obesità e le malattie cardiovascolari e al CHU (Centre Hopitalière Universitaire) di Nizza i dottori si sono domandati il perché, arrivando a intuire talune correlazioni, ossia che sono tutte patologie associate al danneggiamento dei micro vasi sanguigni (al contrario dei grandi vasi come le arterie). Ciò ha permesso di sperimentare nuove terapie da parte di un’equipe di medici, composta da dermatologi, anatomopatologi, rianimatori e specialisti di vasi sanguigni. Si tratta ancora di sperimentazioni, ma focalizzate sulle microvaschette dei pazienti Covid-19 ricoverati in terapia intensiva presso l’ospedale l’Archet 1 di Nizza.
Il consiglio odierno, dunque, è un semplice, ma prezioso, suggerimento a effettuare un controllo in più se si soffre una di quelle malattie o se se ne ha il sospetto.

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