La solidarietà di Nizza e delle Alpes-Maritimes con Beirut e il Libano

6 Ago 2020

Le terribili esplosioni di nitrato di ammonio avvenute il 4 agosto 2020 all’Hangar 12 del porto di Beirut sono state devastanti su tutti i piani: per il numero delle vittime (ad oggi, 6 agosto, il bilancio va oltre i 135 morti) e dei feriti (oltre 5.000), per l’entità dei danni (si stimano almeno 300.000 persone rimaste senza tetto), per non parlare delle ricadute economiche e alimentari per l’intero Libano.

La tragedia ha impressionato tutto il mondo, compresa la Francia, che con quel Paese ha lunghi e duraturi rapporti di cooperazione e amicizia. Il presidente Emmanuel Macron, infatti, stamattina è volato a Beirut per portare la solidarietà dei francesi, nonché per incontrare le autorità locali e contribuire a organizzare i soccorsi; con il presidente, infatti, è partito anche un primo carico di aiuti.

Solidarietà ai beiruttini e ai libanesi, però, è arrivata anche dalle province francesi, come ad esempio dalla città di Nizza e dal dipartimento delle Alpes-Maritimes.

Attraverso il CCAS (Centre Communal d’Action Sociale), la Ville de Nice sta organizzando una raccolta di donazioni finanziarie e materiali a favore delle vittime di Beirut. Per maggiori informazioni e per contribuire, potete visitare il sito-web istituzionale del comune di Nizza: QUI.

Il sindaco della città, Christian Estrosi, ha diffuso un messaggio di cordoglio per le vittime e di vicinanza agli abitanti di Beirut nel quale, anche in qualità di presidente della rete delle città Euromed, di cui fa parte pure Beirut, si impegna a fornire un sostegno attivo ed efficace.

Anche il dipartimento delle Alpi Marittime si è immediatamente attivato, come ha reso noto il presidente del consiglio dipartimentale, Charles-Ange Ginésy, il quale ha annunciato che nella prossima seduta plenaria del Consiglio verrà votato un provvedimento di urgenza con cui si doneranno 50.000 euro alle associazioni caritative e umanitarie che operano attualmente sul luogo del disastro.

Disponibilità di intervento, infine, è arrivata anche da Patrick Villardry, presidente dell’ULIS, l’unità leggera di intervento e soccorso, di Saint-Laurent du Var, che ha offerto di inviare tre cani di salvataggio e tre istruttori cinofili; al momentosi è in attesa che dal Libano comunichino che tale offerta sia realmente necessaria.

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