Terzo Forum delle Aree Marine Protette del Mediterraneo al Principato di Monaco

Di Giovanni Gugg
30 Nov 2021

Nel Principato dei Monaco è in corso la terza edizione del Forum delle Aree Marine Protette (AMP) del Mediterraneo, con oltre 300 partecipanti che si stanno incontrando – a Monaco e online – per definire obiettivi e azioni prioritarie in merito a questo settore.
Con l’inaugurazione del 28 novembre alla presenza di SAS il Principe Alberto II di Monaco, il programma ha 40 sessioni in agenda e si conclude il 1° dicembre. Lo scopo principale dell’evento è “finalizzare il contenuto della Roadmap post-2020 per le aree marine protette del Mediterraneo”, cioè realizzare un documento operativo che miri a garantire che il 30% del Mediterraneo sia effettivamente protetto entro il 2030.

Il primo Forum si ebbe nel 2012 ad Antalya, in Turchia, dove cominciò un dialogo internazionale tra la rete delle aree marine mediterranee, finalizzato a condividere esperienze e a sviluppare un programma di lavoro comune. Vi parteciparono anche rappresentanti delle istituzioni nazionali responsabili dell’ambiente, della pesca e del turismo, field manager, scienziati, organizzazioni della società civile, attori economici locali, istituzioni europee e mediterranee e internazionali.
La seconda edizione si ebbe nel 2016 a Tangeri, in Marocco, per fare il punto sullo stato del Mediterraneo e per la pubblicazione della Dichiarazione di Tangeri, un documento utile ad aggiornare una prima Roadmap del 2012, soprattutto in direzione di un approccio ecosistemico, rispettoso dello sviluppo sostenibile e con attenzione al cambiamento climatico.
Infine, questo terzo Forum delle AMP del Mediterraneo è in corso a Monaco e vi stanno partecipando anche molte Aree Marine Protette, ong e realtà istituzionali e scientifiche italiane.
In particolare, lunedì 29 novembre, nel panel DS05 « Au-delà de la protection forte : l’importance de zones tampons bien mises en œuvre et contrôlées dans les stratégies de zonage et de réglementation des AMP », hanno presentato le loro esperienze specifiche i rappresentanti dell’AMP di Punta Campanella (tra provincia di Napoli e Salerno) con Domenico Sgambati, il quale ha esposto alcuni progetti, come le visite guidate a terra e a mare alla baia di Ieranto, in canoa o in maschera e senza la presenza di barche; l’installazione di un campo-boe a Le Mortelle che consente l’ormeggio e la fruizione senza causare danni alla posidonia.
Al medesimo panel ha relazionato anche Pietro Vuolo, di Marevivo Salerno e Costiera Amalfitana, il quale si è soffermato su una zona del golfo di Salerno in cui cresce il numero di tartarughe di mare Caretta-caretta e che, evidentemente, va protetta al di là del perimetro dell’AMP di Punta Campanella.
A chiudere la sessione è stato lo studioso francese Joachim Claudet, del CNRS, che ha esposto lo stato di salute delle 1062 aree marine protette del Mediterraneo, le quali coprono il 6% del bacino e per la gran parte sono ancora poco strutturate per ridurre l’impatto umano sulla biodiversità, per cui, considerando anche la loro distribuzione disomogenea, il loro effettivo livello di protezione è solo dello 0,23% del bacino del Mediterraneo.

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