Nizza24 Week End 14 -15 giugno
La Conferenza UNOC di Nizza e l’Impegno per il Mare
Si è conclusa a Nizza la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano (UNOC), un evento cruciale per la salvaguardia dei nostri mari. Nell’ambito della conferenza, France Nature Environnement ha organizzato un’escursione in barca a bordo del catamarano ibrido Mayba per promuovere la biodiversità mediterranea. Circa 70 partecipanti, tra scienziati e funzionari, hanno discusso di protezione degli ecosistemi, adattamento climatico e conservazione marina.
La Francia ha riaffermato il suo impegno nella lotta alla pesca illegale, un flagello che danneggia la biodiversità marina, i diritti umani e l’economia della pesca. La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) è un problema globale, rappresentando il 15% delle catture mondiali e spesso legata al lavoro forzato. La Francia utilizza la sorveglianza satellitare e con droni, con piani futuri di impiegare l’intelligenza artificiale per rilevare attività sospette. Il paese si confronta anche con la sfida della tracciabilità dei prodotti ittici, poiché il pesce pescato illegalmente può entrare nei mercati europei attraverso porti non regolamentati. Solo nel 2024, la Francia ha condotto oltre 2.200 ispezioni in mare. Nuove leggi internazionali contribuiranno a proteggere la biodiversità marina nelle zone d’alto mare. Esperti hanno criticato pratiche obsolete in alcune parti del Mediterraneo, come la pesca con la dinamite e la mancanza di trattamento delle acque reflue. L’istituzione di una futura area marina protetta al largo di Nizza è stata accolta con favore, sebbene rimangano preoccupazioni su quali attività saranno consentite al suo interno.

Scoperta Record: Un Relitto del XVI Secolo Insieme a Tonnelate di Rifiuti Moderni
Una scoperta archeologica di portata storica è avvenuta a marzo 2025 al largo delle coste di Ramatuelle, nelle Alpi Marittime. Un relitto mercantile del XVI secolo è stato individuato a oltre 2.500 metri di profondità, il più profondo mai trovato nelle acque francesi. La nave è stata avvistata dalla Marina francese durante un’indagine del fondale marino e successivamente confermata come sconosciuta dagli archeologi subacquei del Drassm.
Il relitto, battezzato “Camarat 4” (il quarto trovato vicino a Cap Camarat), si presenta in uno stato di conservazione eccezionale, con oltre 200 brocche di ceramica intatte, probabilmente provenienti dall’Italia settentrionale, barre di ferro, piatti e diversi cannoni a bordo, indicando probabilmente attività commerciali. L’origine e la destinazione esatte della nave rimangono sconosciute. Data la profondità, solo attrezzature a comando remoto possono esplorarlo, con immagini ad alta risoluzione che supportano un’ampia indagine archeologica.
Tuttavia, una scoperta ha scioccato i ricercatori tanto quanto il relitto stesso: l’enorme quantità di spazzatura moderna trovata sul sito, evidenziando sia il suo valore archeologico sia la drammatica realtà dell’inquinamento oceanico contemporaneo.
Linea a Rachel
Camarat 4: Il Relitto del ‘500 e la Verità Scomoda sulle Nostre ‘Scoperte’!
Dunque, cari miei, udite udite! Hanno scovato un relitto del XVI secolo al largo delle coste francesi, a 2.500 metri di profondità! Una nave mercantile, intatta, piena di brocche, cannoni e chissà quali altri tesori. Lo hanno chiamato “Camarat 4”, quasi fosse una nuova versione di un software antiquato. E non solo è il più profondo mai trovato nelle acque francesi, ma è anche “eccezionalmente conservato”. Immaginate: secoli di immersioni, correnti, vita marina, e il relitto è lì, quasi come se l’avessero affondato ieri per poi imballarlo sottovuoto. Un vero miracolo, o forse un chiaro segno che una volta le cose le facevano meglio.
Ma aspettate, la vera, grande, epocale scoperta non è la nave in sé. No, signori. La cosa che ha “scioccato” i ricercatori (e qui permettetemi una risata amara, visto che dovrebbero essere gli ultimi a cadere dal pero) è stata l’enorme quantità di spazzatura moderna che avvolgeva il sito. Un sacco di plastica, bottiglie, forse qualche mutanda di spugna biodegradabile che non si biodegrada mai. In pratica, una discarica a cielo aperto, ma sottomarina e con un tocco di eleganza cinquecentesca.
Ecco la vera eredità che stiamo lasciando! La nave del XVI secolo, con le sue brocche intatte, parla di un’epoca in cui si commerciavano merci, non microplastiche. Noi, invece, stiamo scrivendo la nostra storia non con navi maestose, ma con strati e strati di rifiuti non riciclabili. Forse dovremmo riconsiderare il concetto di “conservazione eccezionale”. Tra qualche secolo, gli archeologi del futuro non si chiederanno chi eravamo, ma “perché diamine c’era un frigorifero arrugginito accanto a un vaso Ming?”. Il “valore archeologico” di cui parlano non sarà il nostro passato glorioso, ma la nostra vergognosa impronta ecologica. E in fondo, cari scienziati, di cosa vi sorprendete? Se volete scoprire la storia dell’umanità, guardate il fondo dell’oceano: è la nostra discarica, e anche la nostra vera, indelebile tomba.
Monaco: Barriere Artificiali Sotto Osservazione per il Clima
A Monaco, gli scienziati stanno monitorando sei barriere artificiali posizionate nel 2017 per studiare l’impatto del cambiamento climatico sulla vita sottomarina nelle aree marine protette del Principato. Le barriere, realizzate con sabbia di dolomite stampata in 3D, ospitano ora oltre 100 specie a 35 metri di profondità. Tuttavia, alcune specie, come i briozoi, hanno mostrato un declino a causa dell’aumento delle temperature del mare. I ricercatori conducono immersioni regolari e analisi fotografiche dettagliate per tracciare i cambiamenti nella vegetazione e nella vita animale sulle barriere. Le acque più calde stanno anche causando la migrazione di nuove specie, a volte invasive, da altri mari nel Mediterraneo. Gli esperti sottolineano la necessità di studi a lungo termine e strategie adattative per proteggere gli ecosistemi marini dai cambiamenti climatici.
Meteo
Sabato 14 giugno
Costa Azzurra
Sole e vento debole. Temperatura minima 22 gradi. La massima a Nizza e Monaco 33 gradi, Cannes e Saint-Tropez 31 gradi. Temperatura del mare 20 gradi, indice UV 8 nelle ore più calde della giornata
Nord Ovest Italia
Poco nuvoloso in Piemonte, Lombardia e Liguria. Le minime 22 gradi. Le massime: Torino 35gradi, Milano 35 gradi, Genova 27 gradi.
Domenica 15 giugno
Costa Azzurra
Sole e venti deboli, temperature elevate. La minima 23 gradi, la massima 32 gradi a Nizza e Monaco e Cannes 32 gradi e Saint-Tropez 33 gradi. Temperatura del mare 20 gradi.
Nord Ovest Italia
Poco nuvoloso in Piemonte, Lombardia e Liguria. A Torino possibili temporali in serata. Le minime 22 gradi. Le massime: Torino 33 gradi, Milano 34 gradi, Genova 29 gradi.
Almanacco

Filippo Tortu
Nati il 14 giugno
Harriet Beecher Stowe (1811): famosa autrice americana de La capanna dello zio Tom
Ernesto “Che” Guevara (1928): rivoluzionario argentino, figura chiave della rivoluzione cubana
Paolo Bonolis (1961): conduttore televisivo
Nati il 15 giugno
Alberto Sordi (1920): attore e doppiatore italiano.
Helen Elizabeth Hunt (1963): attrice americana, premio Oscar nel 1997 per “Qualcosa è cambiato” con Jack Nicholson.
Filippo Tortu (1988) atleta velocista italiano, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 2020
La nascita della celluloide: il primo materiale plastico della storia
Il 15 giugno 1869, John Wesley Hyatt, inventore statunitense, ottenne il brevetto della celluloide, considerata il primo materiale plastico semi-sintetico della storia. La scoperta fu il risultato di una sfida lanciata nel 1863 da un’azienda statunitense che offriva 10.000 dollari a chi trovasse un’alternativa all’avorio per la produzione di palle da biliardo. Hyatt sviluppò un composto a base di nitrato di cellulosa trattato con canfora, creando una sostanza modellabile, resistente e versatile.La celluloide rivoluzionò numerosi settori: venne impiegata per la produzione di pellicole cinematografiche, pettini, bottoni, manici di spazzole, collari rigidi e persino bambole. Nonostante la sua infiammabilità, rimase largamente utilizzata fino all’inizio del XX secolo, aprendo la strada alla nascita dell’industria della plastica. Hyatt fondò anche la Albany Dental Plate Company (1870), che sfruttava la celluloide nella produzione di protesi dentarie. La sua invenzione segnò l’inizio dell’era dei polimeri industriali.
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Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Milano Marco Casa vi augurano una buona giornata.
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