Francia24 mercoledì 18 giugno
Buongiorno dalla redazione di Nizza: i quotidiani francesi sono moonopolizzati questa mattina dalla guerra tra Iran e Israele. Oltre i titoli che stiamo per leggervi, per la prima volta questa mattina abbiamo ascoltato su France Info quello che il giornalista di Radio Radicale Mariano Giustinollm ripete da giorni: la gioia delle donne iraniane per questo colpo che sperano mortale al regime degli ayatolla. Un regime, e’ il caso di ricordarlo, che non si fa scrupolo di uccidere le donne se solo portano male il velo che sono costrette a indossare. Ma passiamo alle notizie
France Info: Guerra in Medio Oriente: L’Iran non mostrerà “alcuna pietà” per Israele, avverte la Guida Suprema Ali Khamenei
Per la prima volta in sei giorni di scontri, Teheran ha dichiarato di aver lanciato almeno un missile ipersonico su Israele nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 giugno. Le Guardie Rivoluzionarie si sono congratulate per aver utilizzato “missili Fattah-1”, secondo un comunicato diffuso dalla televisione di Stato (prima di essere bombardata). Contemporaneamente, Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana, ha dichiarato su X che il suo Paese non mostrerà “alcuna pietà” nei confronti degli israeliani.
Le Figaro: Il punto sul conflitto in Medio Oriente
Il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del vertice del G7 in Canada, ha ribadito la necessità di “riportare tutti al tavolo dei negoziati” e ha avvertito che qualsiasi tentativo di cambio di regime in Iran tramite la guerra porterebbe al “caos” nel Paese. Intanto, Donald Trump ha lasciato il vertice in anticipo, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato il rafforzamento del loro “dispositivo difensivo” in Medio Oriente, inviando la portaerei Nimitz. Gli attacchi israeliani in Iran sono proseguiti martedì, causando almeno 224 morti secondo l’ultimo bilancio ufficiale di domenica. Da venerdì, l’aviazione israeliana ha colpito centinaia di siti militari e nucleari, uccidendo alti ufficiali e scienziati nucleari iraniani. Martedì sera, le autorità iraniane hanno avvertito di imminenti attacchi “punitivi” sulle città israeliane di Haifa e Tel Aviv, esortando la popolazione civile a lasciare queste aree. Gli attacchi iraniani hanno causato 24 morti in Israele, secondo il governo. Un consiglio di sicurezza e difesa si terrà oggi all’Eliseo alle 16:00, per affrontare la situazione in Medio Oriente.

Cittadini francesi in Iran: Le famiglie si interrogano sul proprio destino mentre gli scontri continuano
Mentre la guerra tra Israele e Iran prosegue, con l’intensificarsi degli scontri, la situazione dei cittadini francesi residenti in Iran solleva preoccupazioni. Diversi Paesi, tra cui Ucraina, Cina, India e Thailandia, hanno annunciato l’evacuazione dei propri connazionali, ma la Francia per il momento non ha adottato una misura simile. Il Ministero degli Esteri francese ha semplicemente invitato i suoi cittadini a “astenervi imperativamente da qualsiasi viaggio nel Paese”.
Le famiglie francesi sul posto lamentano una gestione della crisi da parte delle autorità francesi che definiscono “scandalosa”. Una madre di famiglia, che preferisce restare anonima, ha espresso la sua frustrazione: “Non è per nulla previsto voler ci aiutare a uscire dal territorio, e in particolare l’accoglienza su territori vicini. Dov’è l’autorità francese? Perché non abbiamo il diritto di essere informati su un possibile piano di uscita?”. Armand Meimand, presidente del consiglio consolare responsabile dei francesi in Iran, ha aggiunto: “Sono estremamente sollecitato dai francesi residenti a Teheran, che si chiedono cosa stia succedendo. Ho creato un gruppo WhatsApp per cercare di condividere le esperienze degli uni e degli altri, è lo stato di emergenza e abbiamo proprio l’impressione che nessuno si occupi di noi. Il numero d’emergenza funziona solo fino alle 20”.
E per un commento a questa notizia linea a Rachel
Realtà in tasca
Ebbene sì, il governo francese, con la sua proverbiale ‘sollecitudine’, ha ancora una volta superato se stesso. Mentre nazioni più ‘rozze’ mobilitano aerei e risorse per evacuare i propri cittadini da una zona di guerra dove volano missili ipersonici, l’Eliseo sfodera la sua arma segreta: un rassicurante ‘consiglio vivamente di non viaggiare’ e un numero d’emergenza che, udite udite, smette di funzionare alle otto di sera. Un capolavoro di pragmatismo! Immaginate la gioia dei nostri connazionali intrappolati a Teheran, che possono contare su un gruppo WhatsApp per scambiarsi consigli sulla sopravvivenza. Forse, per Macron, il vero ‘realismo’ è abbandonare i propri cittadini al loro destino, con l’unica direttiva di non disturbare i vertici del G7. Una strategia di ‘resilienza passiva’, dove il supporto è talmente assente da diventare quasi una forma d’arte. Bravissimi, continuiamo così a dimostrare quanto ci ‘preoccupiamo’ di chi è davvero in pericolo.
Infine grande spazio alle notizie sull’uscita di Luca de Meo da Renault, societa’ che ha “raddrizzato” (per italianizzare un’espressione francese). Oggi si parla del settore del lusso
BFM Business: Dal settore automobilistico al lusso: Luca de Meo e la nuova frontiera dei dirigenti
Il mondo del lusso sta assistendo a un fenomeno sempre più diffuso: quello dei dirigenti provenienti da settori tradizionalmente meno “glamour” che assumono le redini delle più prestigiose case di moda e gioielleria. L’ultimo esempio è Luca de Meo, ex direttore generale di Renault, che è stato nominato a capo del gruppo di lusso Kering (che include Gucci, Balenciaga, Bottega Veneta e Saint Laurent). Questo passaggio, che avverrà quest’estate, è un segnale forte di un cambiamento nella governance delle case di lusso.
Questa tendenza, già avviata nel settore della bellezza, si sta ora estendendo alla moda, alla gioielleria e all’orologeria, poiché le sfide organizzative, logistiche e strategiche stanno diventando tanto cruciali quanto l’estetica. Altri profili emblematici di questa evoluzione includono Ilaria Resta, nominata PDG di Audemars Piguet nel 2023, dopo una carriera in Procter & Gamble e Firmenich. O ancora Jordi Constans, ex direttore di Danone, che nel 2012 è diventato CEO di Louis Vuitton. Patrice Louvet, veterano di Procter & Gamble, dal 2017 è alla guida di Ralph Lauren. E infine, Leena Nair, ex direttore delle risorse umane di Unilever, che nel 2021 è stata nominata direttore generale di Chanel. Questi leader dimostrano la crescente importanza di combinare sensibilità del prodotto, eccellenza operativa e visione strategica globale in un settore che vuole rimanere desiderabile, ma anche sostenibile e globale.
Radio Nizza si sdoppia
E da oggi sono presenti due home page su Radio Nizza: quella classica, raggiungibile all’indirizzo radionizza.it si concentrera’ da oggi esclusivamente sulle notizie relative alla Costa Azzurra. Quella nuova, raggiungibile a questo indirizzo https://www.radionizza.it/notizie-dalla-francia-e-europa/ o a a francia24.it parlera’ invece della Francia in generale, o meglio delle notizie come riportate dalla stampa francese. Notizie in generale, non necessariamente (anzi, diremmo per nulla) relative alla Costa Azzurra. Sara’ quest’ultimo notiziario ad essere emesso su Milano grazie a Centrale Milano 1575 KHz. Speriamo con questo di accontentare i tanti ascoltatori che ci hanno scritto lamentando una certa confusione nel nostro modo precedente di impaginare le notizie. La linea torna a Milano
Vi ricordo che questo notiziario è disponibile tramite Alexa (chiedendo di suonare Radio Nizza o Centrale Milano), in versione Podcast , in streaming e on air sui 1575 Khz.
UE verso lo stop definitivo a gas e petrolio russi
La Commissione Europea propone il divieto di nuovi contratti per l’importazione di energia russa dal 2026. Obiettivo: eliminare totalmente gas e petrolio russi entro il 2027 per porre fine al ricatto energetico di Mosca.
Strage a Kyiv: il peggior attacco in un anno
Missili e droni russi colpiscono Kiev: almeno 14 morti e oltre 100 feriti. Colpiti edifici residenziali, con decine di dispersi tra le macerie; l’Ucraina denuncia oltre 400 munizioni lanciate in una sola notte.
Gaza, sangue vicino agli aiuti: 47 morti a Khan Younis
Droni e carri armati israeliani aprono il fuoco su civili in attesa di cibo: oltre 300 feriti secondo la protezione civile. Ospedali al collasso e situazione “fuori controllo” nel sud della Striscia.
Venezia si ribella al matrimonio di Jeff Bezos
Attivisti veneziani preparano proteste contro le nozze sfarzose di Jeff Bezos con Lauren Sánchez, previste dal 23 al 28 giugno. Previsti blocchi di calli e tuffi nei canali per disturbare l’evento, accusato di trasformare la città in un palcoscenico per i ricchi.
Morte di Matthew Perry: medico si dichiara colpevole
Il dottor Salvador Plasencia si dichiarerà colpevole per aver distribuito ketamina all’attore Matthew Perry prima della sua morte. Rischia fino a 40 anni di carcere.

Matthew Perry
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Francia
Cieli in prevalenza sereni per l’intera giornata a Parigi con 30 gradi di temperatura massima, Strasburgo sole e 27 gradi di massima
Giornata soleggiata con poco vento. Lungo la costa temperatura minima 20 gradi, massima 30 gradi. A Tenda 26 gradi.
Italia
Milano poco nuvoloso 20 gradi la minima 31 la massima, Torino sole 20 gradi 31 la massima, Genova poco nuvoloso 24 gradi la minima 32 la massima.
Almanacco

Isabella Rossellini
Personaggi illustri nati il 18 giugno
1942 – Paul McCartney, musicista britannico
1943 – Raffaella Carrà, showgirl e cantante italiana
1946 – Fabio Capello, allenatore di calcio italiano
1952 – Isabella Rossellini, attrice e modella italo-statunitense
Un fatto storico accaduto il 18 giugno
L’Appello del 18 Giugno: la voce della Resistenza francese
Il 18 giugno 1940, il generale Charles de Gaulle, rifugiato a Londra dopo l’armistizio richiesto dalla Francia alla Germania nazista, pronunciò un celebre discorso radiofonico alla BBC. In quell’intervento, noto come l’Appello del 18 Giugno, de Gaulle invitò i francesi a non arrendersi e a continuare la lotta contro l’occupazione tedesca. Il giorno precedente, il maresciallo Philippe Pétain, nuovo capo del governo francese, aveva annunciato la fine dei combattimenti. De Gaulle denunciò questa resa come prematura e incostituzionale, proponendosi come guida della Francia Libera. Anche se pochi ascoltarono il discorso in diretta, il suo testo fu ampiamente diffuso nei giorni successivi e divenne un simbolo della resistenza. Il 28 giugno 1940, il governo britannico riconobbe de Gaulle come leader dei Francesi liberi. Questo discorso segnò l’inizio ufficiale della Résistance française.
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Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Milano Marco casa vi augurano una buona giornata.
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