Incendi a Marsiglia, Città Soffocata dal Fumo – Macron dice la sua al Parlamento britannico – SFR in vendita, non passi lo straniero

Di Marco Hugo Barsotti
8 Jul 2025

Benvenuti all’appuntamento del 9 luglio 2025 con le notizie di FranciaOggi a cura della redazione di Radio Nizza.Il notiziario è in onda su RadioNizza e su Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile in podcasting su tutte le piattaforme.

Incendio Devastante alle Porte di Marsiglia: Città Soffocata dal Fumo

Oltre 700 ettari in fumo tra Pennes-Mirabeau e Marsiglia, centinaia di evacuazioni e disagi diffusi.

Un violento incendio sta mettendo in ginocchio la regione di Marsiglia, divampato a Pennes-Mirabeau e propagatosi rapidamente verso la città, devastando oltre 700 ettari di vegetazione. La situazione, seppur “controllata” secondo il prefetto, non è ancora “fissata”, alimentando la preoccupazione per i residenti del 16° arrondissement e di Pennes-Mirabeau, invitati a rimanere confinati per evitare l’esposizione al denso fumo. Il Ministro dell’Interno, Bruno Retailleau, è atteso sul luogo per fare il punto sulla drammatica situazione.

La mobilitazione è massiccia: oltre 820 vigili del fuoco, supportati da 230 mezzi, sono al lavoro per domare le fiamme, con nove pompieri che hanno riportato lievi ferite. Le autorità hanno provveduto all’evacuazione di circa 400 persone, per le quali sono stati allestiti centri di accoglienza. Una ventina di abitazioni sono state più o meno colpite dal rogo, anche se fortunatamente non si registrano vittime. La circolazione ferroviaria è interrotta da e per Marsiglia, con ripercussioni anche sulla stazione di Lione Part-Dieu, e si prevedono forti disagi anche per la giornata di domani. L’aeroporto di Marsiglia-Provenza è rimasto chiuso per ore, con almeno 70 voli cancellati, e una riapertura parziale è prevista solo in serata. Intanto, un altro fronte di fuoco, a Narbonne, ha divorato oltre 2000 ettari, con il confinamento della popolazione parzialmente revocato. Météo-France ha posto tre dipartimenti (Bouches-du-Rhône, Var, Vaucluse) in allerta rossa per il rischio incendi, mentre il Presidente Macron ha espresso le sue “pensate” ai feriti e a tutti gli abitanti delle regioni colpite.

 

Il Presidente francese dinanzi al Parlamento britannico: un appello all’unità e alla difesa dell’ordine mondiale.

Emmanuel Macron si è rivolto oggi al Parlamento britannico a Westminster, un gesto altamente simbolico che segna un nuovo capitolo nelle relazioni tra Francia e Regno Unito. È la prima visita di Stato di un presidente francese dal 2008, quando fu Nicolas Sarkozy a compiere questo passo, e arriva dopo anni di gelo diplomatico seguiti alla Brexit. Il presidente ha lanciato un forte appello a superare le recenti divisioni, esortando le due nazioni a rafforzare i legami, in particolare nel campo della difesa, per proteggere insieme l’ordine mondiale.

Il discorso di Macron ha risuonato con echi storici, richiamando la memorabile allocuzione del Generale de Gaulle nel 1960, che seppe all’epoca lodare lo spirito e le istituzioni britanniche. L’attuale presidente ha sottolineato l’importanza di rinsaldare l’alleanza franco-britannica, considerata cruciale per affrontare le sfide globali attuali. Downing Street ha definito la visita “storica”, evidenziando la volontà reciproca di dare un nuovo impulso a un rapporto che ha radici profonde e un futuro comune da costruire.

Fondi Europei: Bufera sul Rassemblement National, Sotto Indagine la Destra Radicala

L’Ufficio del Procuratore Europeo apre un’inchiesta sull’utilizzo improprio di 4,3 milioni di euro da parte del partito di Marine Le Pen e dei suoi alleati.

Un nuovo terremoto scuote la destra radicale francese e i suoi alleati europei. L’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) ha annunciato l’apertura di un’indagine formale sul Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen e sul disciolto gruppo europarlamentare “Identità e Democrazia” (ID), di cui facevano parte anche la Lega italiana e Alternative für Deutschland (AfD). L’accusa è grave: presunto uso improprio di ben 4,3 milioni di euro di fondi del Parlamento Europeo tra il 2019 e il 2024.

La vicenda emerge da un rapporto parlamentare, rivelato in precedenza da Le Monde in collaborazione con testate investigative tedesche e austriache, che ha messo in luce come la maggior parte dei fondi contestati sarebbe andata a beneficio di società appartenenti a un ex consigliere di Marine Le Pen e a sua moglie. Jordan Bardella, attuale leader del nuovo gruppo “Patriots for Europe” che ha succeduto a ID, ha immediatamente bollato l’indagine come una “nuova operazione di molestie da parte del Parlamento Europeo”. Il Parlamento, dal canto suo, ha dichiarato di “prendere atto della decisione” del procuratore e di voler “cooperare pienamente” con le autorità. Questa inchiesta si aggiunge a un contesto già teso per Marine Le Pen, che a marzo ha subito una condanna in Francia per una presunta truffa di “posti di lavoro fittizi” al Parlamento UE, una sentenza contro cui ha presentato ricorso e che, se confermata, la escluderebbe dalle elezioni presidenziali del 2027.

L’editorialedi Rachel

Reality Check

Eccoci di nuovo. Appena il Rassemblement National prova a ripulire la propria immagine in vista di nuove sfide elettorali, spunta magicamente l’ennesima indagine per fondi mal spesi. “Nuova operazione di molestie”, tuona Bardella, e quasi quasi ci scappa la lacrimuccia. Ma per favore! Parliamo di milioni di euro, mica di spiccioli caduti dalla tasca. E guarda caso, i fondi finiscono nelle tasche di consulenti e parenti stretti. È la solita storia, un copione già visto che non stupisce più nessuno, tranne forse chi continua a credere alla favola del “partito del popolo” che non sbaglia mai. Forse è tempo che il partito di Le Pen si doti di un ufficio contabile più trasparente, o almeno di uno studio legale meno affollato. Perché, se ogni volta che si avvicina un’elezione spunta fuori un nuovo scandalo finanziario, il problema non è l’accanimento giudiziario, ma forse la gestione delle finanze.

 

SFR in Vendita: Il Governo Francese Vigile sull’Acquisizione Straniera

Il Ministro dell’Industria Marc Ferracci si pronuncia sulla possibile cessione dell’operatore telecom, definendo la telefonia una “questione di sovranità”.

L’operatore di telecomunicazioni SFR potrebbe finire nelle mani di un acquirente straniero, e il governo francese si dichiara “molto vigile” sulla questione. Marc Ferracci, Ministro dell’Industria, ha sottolineato l’importanza strategica del settore delle telecomunicazioni, definendolo una “questione di sovranità” per la Francia. La casa madre di SFR, Altice France, fortemente indebitata, ha avviato un processo di ristrutturazione del debito e la vendita degli asset di SFR è una delle possibilità.

Una tale operazione potrebbe ridurre il numero degli operatori telefonici in Francia a tre (Orange, Bouygues e Free), con potenziali ripercussioni sul mercato. Il ministro Ferracci ha espresso preoccupazione per la possibilità di un rialzo significativo dei prezzi degli abbonamenti per i consumatori francesi, pur riconoscendo la necessità per gli operatori di avere la capacità di continuare a investire nelle reti, in particolare nella fibra ottica, dove la Francia vanta una delle migliori coperture in Europa. Sebbene il ministro non si sia sbilanciato su un eventuale blocco governativo dell’operazione, ha ribadito la massima attenzione agli attori che si presenteranno, sottolineando che “le infrastrutture telefoniche sono elementi di sovranità”. La cessione di SFR, valutata secondo voci di mercato a circa 30 miliardi di euro, potrebbe ridisegnare lo scenario delle telecomunicazioni francesi, un cambiamento che non si vedeva dall’ingresso di Free nel 2012.

 

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