Breaking News: L’agenzia Fitch declassa il rating del debito francese

Di Redazione Francia24
12 Sep 2025

Ne avevamo parlato nel notiziario del week end e la notizia è puntualmente arrivata: il debito della Francia inizia a far paura ai mercati. Ne riparleremo nei prossimi giorni.

Decisione di Fitch sulla Francia

L’agenzia di rating Fitch ha recentemente declassato il rating sovrano della Francia, portandolo da AA a A. Questa decisione, molto attesa dato il contesto di crisi politica e di bilancio che sta attraversando il paese, segna un importante passo indietro per la reputazione finanziaria della nazione.

Prospettive di bilancio e instabilità politica

Secondo Fitch, la Francia difficilmente riuscirà a riportare il suo deficit di bilancio al 3% del PIL entro il 2029. L’agenzia sottolinea inoltre come l’instabilità politica interna stia compromettendo la capacità del sistema politico di attuare un risanamento delle finanze pubbliche.

Confronto con altre agenzie di rating

Fino a questo momento, Fitch attribuiva al debito francese un rating “AA- con prospettiva negativa”. Similmente, Standard & Poor’s adotterà una valutazione il prossimo 28 novembre. Moody’s, invece, esprimerà il suo giudizio il 24 ottobre, mantenendo un rating equivalente (Aa3) con una prospettiva stabile.

Impatto dell’aumento del debito pubblico

L’agenzia di rating evidenzia come l’incremento del debito pubblico limiti le possibilità della Francia di far fronte a eventuali futuri shock economici senza aggravare ulteriormente la sua situazione finanziaria. L’agenzia americana ha inoltre commentato che “la caduta del governo durante un voto di fiducia illustra la crescente frammentazione e polarizzazione della politica interna”.

Analisi degli esperti

Éric Dor, direttore degli studi economici presso l’IESEG School of Management, definisce la svalutazione come una conseguenza “logica” della “assenza di un piano credibile di risanamento di bilancio sostenuto da una maggioranza”. L’attuale instabilità politica rende quasi impossibile l’elaborazione di una legge di bilancio per il 2026 che possa incidere sulla riduzione del deficit pubblico, già attestato al 5,4% del PIL, a fronte di un debito che raggiunge il 114% della ricchezza nazionale.

Reazioni politiche

Il ministro dimissionario dell’Economia, Éric Lombard, ha espresso su social network il suo “prendere atto della decisione di Fitch (…), motivata dalla situazione delle nostre finanze pubbliche e dall’incertezza politica, nonostante la solidità dell’economia francese”. L’ex Primo Ministro François Bayrou ha invece commentato, in modo più critico, che “un paese che le sue ‘élite’ conducono a rifiutare la verità è condannato a pagarne il prezzo”.

Effetti sui tassi di interesse e sui mercati

La decisione di Fitch avrà un impatto concreto sull’aumento dei tassi a cui la Francia si finanzia sui mercati? Secondo Christopher Dembik, consulente in strategie di investimento presso Pictet AM, “non cambierà nulla, è un non-evento”. I mercati, infatti, avrebbero già reagito negativamente alla situazione francese, con tassi obbligazionari in aumento fin dallo scioglimento dell’Assemblea nazionale nel luglio 2024. Attualmente, la Francia si indebita a tassi più elevati di Spagna, Portogallo e persino Grecia, avvicinandosi a quelli dell’Italia.

Mercati già preparati alla svalutazione

Anche Lucile Bembaron, economista presso Asterès, ritiene che “i mercati avevano già integrato una svalutazione”, considerando quanto fosse “diventato difficile giustificare il rating francese di Fitch”, superiore a quello di altri paesi europei con tassi di interesse inferiori. Éric Dor conferma che spesso l’impatto di una svalutazione è minimo perché gli investitori sono già consapevoli dei problemi di un paese e li incorporano nei tassi richiesti sulle obbligazioni. Secondo lui, basandosi sui tassi a cui si finanzia, la Francia è già valutata “come BBB dai creditori”.

Implicazioni per i fondi di investimento

Tuttavia, Dor evidenzia che questa revisione di Fitch potrebbe avere conseguenze sui tassi, dato che un declassamento da AA ad A “innesca effetti di soglia automatici sulla domanda di obbligazioni del paese da parte dei grandi investitori, generando un effetto al rialzo sul tasso di interesse”. Molti fondi di investimento hanno infatti regolamenti che limitano o vietano la detenzione di obbligazioni sovrane con rating inferiore ad AA o AAA. Di conseguenza, il declassamento del debito pubblico francese nella categoria A potrebbe portare a vendite nette delle sue obbligazioni sui mercati e a un conseguente calo della domanda.

Conseguenze per le finanze pubbliche

Questo scenario rappresenterebbe una notizia negativa per i conti pubblici francesi, considerando che l’onere del debito ammonta già a 67 miliardi di euro quest’anno e si prevede superi i 100 miliardi entro la fine del decennio.

La Francia si trova ad affrontare una sfida significativa a causa del suo crescente debito pubblico e dell’instabilità politica interna. L’agenzia di rating Fitch ha sottolineato queste preoccupazioni declassando il rating sovrano del paese. Questa decisione potrebbe avere ripercussioni sul costo del finanziamento per lo Stato, dato che molti investitori istituzionali sono vincolati da regole che limitano l’acquisto di obbligazioni con rating inferiore ad AA. L’incapacità di raggiungere gli obiettivi di bilancio e la frammentazione politica sono tra i fattori chiave che hanno portato a questa valutazione. La situazione economica e finanziaria della Francia continua a essere sotto stretta osservazione da parte dei mercati internazionali e delle agenzie di rating.

spazio al commento di Rachel

rachel

La Francia non ha un piano

eccoci qua. Un’altra puntata del magnifico show francese, questa volta con la benedizione ufficiale di Fitch. L’agenzia di rating, con la serafica calma di chi annuncia che la tua casa sta scivolando a valle, ha declassato la Francia da AA a AA-. Come se non lo sapessimo già. L’aria era satura di un’inevitabile sconfitta, e ora abbiamo il timbro ufficiale. La Francia ha perso un’altra stella sulla sua discutibile reputazione finanziaria.

La motivazione? Un’assenza di un piano credibile, una maggioranza politica che sembra un gruppo di estranei seduti a un tavolo, e un debito pubblico che cresce più velocemente della nostra irritazione. Un paese che, per ammissione dei suoi stessi ex-ministri, si rifiuta di affrontare la verità. Che spettacolo. Che magnifico, tragicomico, teatro dell’assurdo. Mentre la Francia si dibatte in un caotico valzer politico, i suoi conti pubblici si svuotano, e l’onere del debito, che quest’anno è già di 67 miliardi, si prepara a superare i 100 miliardi prima che la decade finisca.

Ma la parte più esilarante, la vera perla, è la reazione dei mercati. Gli esperti, con un’alzata di spalle collettiva, ci dicono che non cambierà nulla, che è un “non-evento”. E sapete perché? Perché i mercati avevano già capito tutto. Avevano già incorporato la follia, la frammentazione e l’incapacità di agire. Come se la Francia fosse un parente imbarazzante di cui tutti conoscono già le stranezze. Si indebita a tassi più alti di Spagna, Portogallo e persino della Grecia. La Francia si sta avvicinando a un baratro finanziario con la nonchalance di chi passeggia in un parco.

Eppure, a questo punto, non si tratta solo di tassi o di deficit. Si tratta di dignità. Un paese che ha perso la sua dignità, un punto di rating alla volta, un voto di fiducia fallito alla volta. Un paese che ha la capacità di finanziare se stesso solo con la benevolenza di investitori che non sono vincolati da regolamenti e che non hanno ancora perso del tutto la speranza. Che spasso. Un declassamento che non è una notizia, perché la vera notizia è che la Francia non ha più un piano. E che, a quanto pare, va bene così.

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