Francia24: Furto Louvre, Intervista al Procuratore di Parigi “Fate ancora a tempo a restituire i gioielli” – Più difficile chiedere uno scoperto in banca – Bloccato Azure di Microsoft – Meteo Parigi

Di Redazione Francia24
30 Oct 2025

In un’intervista a FranceInfo, di cui riportiamo la trascrizione completa, Laure Beccuau, procuratrice di Parigi, ha confermato che uno dei due sospettati del furto al Louvre è stato incriminato per furto in banda organizzata e associazione a delinquere, con l’altro che seguirà presto; entrambi hanno ammesso parzialmente il coinvolgimento. Ma ha anche affermato che non si sa nulla di dove si trovino i gioielli e invitato i ladri a restituirli. L’intera intervista al termine del notiziario di oggi.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 30 ottobre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Conti Correnti: Stretta sugli Scoperti Bancari

Stretta sui conti in rosso in Francia: dal 2026, le banche dovranno valutare la solvibilità dei clienti per autorizzare gli scoperti, alla stregua di un vero e proprio credito al consumo. Una misura, frutto di una direttiva europea, che mira a combattere il sovraindebitamento, ma che solleva forti preoccupazioni tra i correntisti, molti dei quali si chiedono come potranno affrontare le spese impreviste senza la flessibilità del passato. Le nuove regole, più severe, impongono alle banche di non autorizzare più automaticamente gli scoperti, rendendo la vita difficile a chi si trova spesso in difficoltà economiche.

Editoriale: E se fossimo noi cittadini a essere severi con l’Europa ?  

Ci permettiamo qui un breve editoriale. L’Europa, quella della commuissione non eletta, impone alle banche di essere piu’ severe con noi cittadini. E se fossimo noi a imporre all’Europa di essere piu’ disciplinata? Perche’ a noi sembra che i maggiori spenditori oltre i limiti siano gli stati stessi, con i loro debiti pubblici di cui parliamo anche qui su francia24 (leggere questo articolo). Quindi, come si permettono di aver da ridire su uno scoperto di magari soli 300 euro quando loro fanno debiti per “trilioni” (miliardi) di Euro?

Budget 2026: Scontro Fiscale, Sinistra e RN Uniti Contro le Multinazionali

Fronte comune contro il governo all’Assemblea Nazionale: deputati di sinistra e del Rassemblement National hanno votato in prima lettura una nuova normativa che mira a tassare pesantemente le multinazionali, con un gettito stimato di 26 miliardi di euro. Un’alleanza inattesa che ha irritato l’esecutivo, il quale denuncia una “follia fiscale” e teme ritorsioni da parte degli Stati Uniti, in particolare per la raddoppiata “tassa GAFAM”. Il Premier Sébastien Lecornu ha dichiarato: “Non viviamo su un’isola”, richiamando alla necessità di non disgiungere la fiscalità dall’attrattività e dalla crescita economica. La mossa, vista da molti come un tentativo di riequilibrare i conti pubblici, ha scatenato un acceso dibattito sulle sue reali implicazioni economiche e geopolitiche.

La parola a Rachel

 

 

rachel

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Editoriale di Rachel – Rosso in banca, o l’arte di stringere la cinghia europea?

Oh, la belle France, sempre pronta a reinventare le regole del gioco finanziario, come se non bastassero già le bollette salate e i caffè a prezzi d’oro. Dal 2026, addio agli scoperti bancari facili: le banche dovranno scrutare la solvibilità dei clienti come se stessero concedendo un prestito per una villa sulla Costa Azzurra. Una direttiva europea per combattere il sovraindebitamento, dicono. Nobili intenti, certo, ma immaginate la scena: il correntista medio, già alle prese con spese impreviste – un guasto all’auto, una visita dal dentista – che si ritrova a compilare moduli e a pregare per un’approvazione. Niente più flessibilità automatica, solo burocrazia e valutazioni rigorose. Come se la vita quotidiana non fosse già un esercizio di equilibrismo!

E non è finita qui, perché all’Assemblea Nazionale si è formata un’alleanza da film: sinistra e Rassemblement National uniti per bastonare le multinazionali con tasse da capogiro, puntando a incassare 26 miliardi di euro. Una “tassa GAFAM” raddoppiata che ha fatto storcere il naso al governo, con il Premier Lecornu a tuonare: “Non viviamo su un’isola”. Giusto, signor Premier, ma forse qualcuno ha dimenticato che le isole fiscali sono proprio quelle che attirano le grandi aziende. Teme ritorsioni dagli USA? Ovvio, perché tassare i giganti tech non è come multare un parcheggiatore abusivo. È un azzardo geopolitico che potrebbe spaventare investimenti e crescita, tutto in nome di riequilibrare i conti pubblici. Dalla nostra postazione, osserviamo questo spettacolo: da un lato, regole più strette per i piccoli debitori; dall’altro, un fronte unito contro i colossi. Ma alla fine, chi paga davvero? I cittadini, intrappolati tra austerity quotidiana e sogni di giustizia fiscale. Ah, la politica francese! Un circo dove i numeri ballano, ma il pubblico resta con il portafoglio vuoto.

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Lo scoperto bancario è un credito o no?”

“Sì,” rispose Zhaozhou.

“Allora perché le banche lo stringono come una catena?” disse il monaco.

E Zhaozhou: “Perché vede la solvibilità nel vuoto, e così evita il baratro dell’illusione.”

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Lo scoperto bancario è un credito o no?”

“No.” rispose Zhaozhou.

E il monaco: “Tutti i conti hanno bisogno di flessibilità. Perché questo non ce l’ha?”

“Perché il debito si accumula come tasse sulle multinazionali, e l’isola dell’equilibrio svanisce nel mare della realtà.”, concluse Zhaozhou.

Ma torniamo alle notizie di oggi.

Violenza Sessuale: Consenso al Centro della Legge

Svolta storica in Francia: il non-consenso ora al centro della definizione di stupro e aggressione sessuale. Dopo un lungo iter legislativo e l’approvazione finale del Senato, la Francia si allinea a molti altri Paesi europei con una legge attesa da anni dalle associazioni femministe e dalle vittime. L’obiettivo è rafforzare la tutela delle persone aggredite e garantire maggiori condanne, come auspicato da un’ex ministra, sebbene alcune avvocatesse femministe esprimano scetticismo sulla sua efficacia pratica, definendola “simbolica ma controproducente” senza un rafforzamento concreto dei mezzi giudiziari.

 

Uragano Melissa Devasta i Caraibi: Decine di Morti e Distruzione Senza Precedenti

 

L’uragano Melissa ha lasciato una scia di distruzione senza precedenti nei Caraibi. Giamaica e Haiti, in particolare, sono state colpite duramente: decine i morti e intere città sommerse dall’acqua e rase al suolo. Un responsabile dell’ONU sul posto ha parlato di “devastazione totale a livelli mai visti prima”, con la crisi umanitaria che si aggrava di ora in ora. I venti, con raffiche oltre i 400 km/h, hanno trasformato intere aree in scenari apocalittici. L’emergenza è altissima e gli aiuti internazionali sono in partenza per sostenere le popolazioni colpite.

 

 

Massacro nelle Favelas di Rio: Oltre Cento Morti in un Blitz Antidroga

Un’operazione antidroga della polizia nelle favelas di Rio de Janeiro si è trasformata in una carneficina, lasciando sul campo almeno 119 morti. Il presidente brasiliano Lula si è detto “sconvolto” di fronte a quello che è stato definito il raid più sanguinoso nella storia della città. L’episodio riaccende il dibattito sulla brutalità delle forze dell’ordine e sulla violenza endemica che affligge le aree più povere del Brasile. La difesa civile e diversi ospedali hanno confermato il tragico bilancio, mentre le organizzazioni per i diritti umani chiedono un’indagine approfondita sull’uso della forza da parte della polizia.

Panne Colossale per il Cloud Microsoft: Servizi Interrotti a Livello Globale

Una panne massiccia ha paralizzato i servizi cloud di Microsoft a livello globale, lasciando milioni di utenti e aziende senza accesso a strumenti essenziali. Il blackout ha colpito per ore diverse piattaforme e servizi, causando disagi e rallentamenti significativi nelle attività lavorative e quotidiane. Le cause precise dell’interruzione sono ancora in fase di accertamento, ma l’episodio riaccende il dibattito sulla centralità delle infrastrutture cloud e sulla loro vulnerabilità in un mondo sempre più interconnesso e dipendente dalla tecnologia.

Intertvista al procuratore di Parigi

E come promesso ecco il testo integrale dell’intervista al Procuratore di Parigi, trasmessa ieri da FranceInfo. L’intervista e’ a cura di Jean-Baptiste Marteau:

Furto al Louvre: Laure Beccuau, la Procuratrice della Repubblica di Parigi, descrive un'”operazione estremamente ben preparata”
Jean-Baptiste Marteau: Innanzitutto, parlavamo di due persone arrestate in custodia da tre giorni e mezzo. Sono davanti a un giudice istruttore. A che punto siamo?

Laure Beccuau: Prima di entrare sul vostro set, sono stata informata che uno dei due imputati era appena stato incriminato per le qualifiche che abbiamo ritenuto, ovvero quella di furto in banda organizzata e quella di associazione a delinquere.

Jean-Baptiste Marteau: L’altro dovrebbe esserlo stasera?

Laure Beccuau: Le indagini a livello dei magistrati istruttori continuano e, ovviamente, le incriminazioni saranno associate nel prosieguo di questa serata.

Jean-Baptiste Marteau: Avete detto in particolare poco fa in conferenza stampa che questi due sospettati hanno riconosciuto parzialmente i fatti. Concretamente, cosa significa? Cosa hanno riconosciuto?

Laure Beccuau: Allora, ciò che intendo dire è che hanno riconosciuto il loro coinvolgimento nel furto senza però dettagliarne tutta l’organizzazione e, ovviamente, forse l’integralità della loro partecipazione.

Jean-Baptiste Marteau: Sono proprio loro quelli che si vedono nelle immagini, che erano presenti nella galleria d’Apollon?

Laure Beccuau: Su questo punto, le loro dichiarazioni potendo essere evolutive, ovviamente, non possiamo dedurre dalle loro dichiarazioni questa conclusione. Tuttavia, posso condividere una convinzione: alla luce degli elementi oggettivi che abbiamo nella procedura, gli investigatori e i magistrati del pubblico ministero, siamo tutti convinti che le due persone presentate oggi sono quelle che erano nella galleria d’Apollon, effettivamente.

Jean-Baptiste Marteau: Avete detto che hanno cambiato veicolo all’andata e al ritorno. Significa che siamo di fronte a un’operazione estremamente ben preparata, minuziosamente orchestrata?

Laure Beccuau: Questa operazione è stata effettivamente estremamente ben preparata poiché l’insieme dei protagonisti ha utilizzato veicoli di supporto, ha saputo procurarsi questo veicolo camion con piattaforma che ha permesso loro di accedere alla galleria d’Apollon. Avevano gli attrezzi. Avevano previsto di incendiare questo veicolo con piattaforma, ovvero avevano pensato alle tracce che potevano lasciare dietro di sé. Ma l’intervento estremamente rapido di una pattuglia di polizia e di agenti di sorveglianza del museo del Louvre ha posto fine a questo progetto di incendiare il veicolo.

Jean-Baptiste Marteau: Hanno lasciato molti indizi. Dalla vostra esperienza, da ciò che sapete di questo genere di affari, questi due sospettati provengono dal grande banditismo?

Laure Beccuau: Bisogna fare attenzione oggi di fronte allo sviluppo della criminalità organizzata, come abbiamo potuto constatarlo in un dossier estremamente mediatico, come quello del dossier [Mohamed] Amra o nei dossier di rapimenti di imprenditori di criptovalute. La criminalità organizzata è un’associazione di profili oggi. Ci sono persone estremamente esperte, e poi ci sono persone che si possono reclutare sui social network, inclusi quelli senza alcun precedente penale, per salire immediatamente al livello più alto dello spettro della criminalità organizzata. Quindi anticipare profili su un gruppo è un po’ vano. È man mano che avvengono gli arresti che si scopre come si è costituito il gruppo.

Jean-Baptiste Marteau: Le due persone arrestate non sono necessariamente le più esperte. Forse sono state un po’ sopraffatte durante l’operazione.

Laure Beccuau: Abbiamo due profili diversi, se mi baso sul loro casellario giudiziario. Uno dei due ha effettivamente un casellario giudiziario essenzialmente legato a una criminalità stradale. Invece, l’altro ha già nel suo casellario diverse condanne per furto, in particolare un furto che consisteva nell’attacco a un distributore automatico con un’auto, il che è comunque il segno di una determinazione e di un radicamento in una forma di criminalità organizzata.

Jean-Baptiste Marteau: Avete affermato che erano almeno quattro ad aver partecipato a questo furto. Significa che non escludete che siano molti di più, che la rete sia molto più vasta?

Laure Beccuau: Nulla può essere escluso in questa fase dell’inchiesta, anche se ha già fatto formidabili progressi. Perché la rete potrebbe essersi strutturata pensando a quelli che avrebbero fornito i veicoli, quelli che avrebbero fatto i sopralluoghi, forse un mandante. Tutto ciò rientra nelle supposizioni al momento.

Jean-Baptiste Marteau:  Ci sono almeno due persone in più?

Laure Beccuau: Ci sono almeno due persone in più con assoluta certezza poiché li vediamo sulle immagini di videosorveglianza sia della città di Parigi che del museo del Louvre, che di altri sistemi di videoprotezione.

Jean-Baptiste Marteau: Sappiamo che non potete dire tutto. Sono almeno identificati, queste due persone aggiuntive. Avete tracce di DNA?

Laure Beccuau: Abbiamo piste. Da lì a dirvi se sono identificati, è un altro aspetto dell’inchiesta che mi permetterà di affermarlo.

Jean-Baptiste Marteau: I gioielli, avete detto in conferenza stampa, “non sono ancora in nostro possesso”. Significa che pensate che un giorno li recupereremo?

Laure Beccuau: Voglio mantenere questa speranza, questa convinzione. La fondo su un certo numero di elementi. Il pubblico ministero di Parigi, da un certo numero di mesi, è stato incaricato di furti all’interno dei musei. […] Ogni volta, non solo abbiamo avuto incriminazioni, ma almeno in due di essi, una parte dei gioielli rubati è stata recuperata, a volte attraverso la negoziazione, la restituzione volontaria, altre volte grazie all’azione dei servizi investigativi.

Jean-Baptiste Marteau: È probabilmente un furto che è stato commissionato. Sapete se sono stati commissionati da un gruppo, da individui?

Laure Beccuau: Non supererò questa tappa di un mandante con assoluta certezza. Ancora una volta, la sua presenza è possibile, ma possiamo anche aver ritenuto l’aggiunta di diverse forme di profili che ora prendono di mira i musei. Bisogna sapere che i nostri musei, ma non solo i nostri, i musei a livello europeo, possono essere l’obiettivo di reti di criminalità organizzata che hanno individuato questi obiettivi possibili e che considerano facili.

Jean-Baptiste Marteau: Ma avete detto che questi gioielli oggi sono invendibili. Significa che forse è un collezionista che ha chiesto specificamente che fossero rubati? È una possibilità?

Laure Beccuau: È una possibilità tra le altre. E quando parlavo di gioielli invendibili, ciò che volevo dire è che sono invendibili su un circuito legale. Qualsiasi persona che avesse la volontà di appropriarsene, di venderli, persino di possederli, può essere perseguita per ricettazione di furto e incorrere nelle pene previste per questo crimine.

Jean-Baptiste Marteau: Pensate che questa inchiesta durerà ancora giorni, settimane, mesi?

Laure Beccuau: Vista la mobilitazione degli investigatori, la tecnicità che ho già avuto occasione di sottolineare, spero che conoscerà accelerazioni maggiori, perché è il tempo che giocherà a nostro favore.

Nota

La frase “Fate ancora a tempo a restituire i gioielli” la abbiamo sentita nell’intervista trasmessa dalla radio FranceInfo. La stessa frase non risulta pero’ presente nella trascrizione francese, motivo per il quale non la si puo’ trovare nel corpo dell’intervista riportata.

Parigi, un mattino sereno poi nuvole: Le Previsioni del Giorno

Parigi si prepara a una giornata  che, seppur annunciata come “bella”, si preannuncia con un cielo meno limpido del previsto. Il bollettino, stilato da Gilles Matricon e aggiornato alle 07:30, indica temperature in un intervallo mite tra i 9 e i 16°C, con un’ottima affidabilità.

Questa mattina, la capitale ha visto un cielo che tendeva a schiarirsi, ma con una persistente velatura di nuvole alte. Le temperature si sono assestate intorno ai 10°C, con una percezione di 8°C a causa di raffiche di vento da Est fino a 25 km/h. Nessun rischio di precipitazioni e un indice UV debole (1). Il pomeriggio offrirà un bel tempo, seppur con nuvolosità variabile che farà capolino tra le schiarite, portando le massime a toccare i 17°C (percepiti 16°C), con venti da Est a 15 km/h e raffiche fino a 30 km/h. Anche in serata, il bel tempo sarà accompagnato da qualche passaggio nuvoloso, con temperature intorno ai 14°C (percepiti 12°C). La notte vedrà ancora un cielo variabile con belle schiarite e temperature che scenderanno a 11°C (percepiti 9°C), sempre senza rischio di pioggia.

Prospettive a Lungo Termine: Parigi, un Autunno tra Vento e Nuvole

Parigi si affaccia sui prossimi quindici giorni con un quadro meteorologico che promette una certa stabilità nelle temperature, ma un’intrigante variabilità sul fronte del cielo. Le previsioni indicano un alternarsi di giornate nuvolose, schiarite generose e qualche rovescio isolato, tipico di un autunno che non sa decidersi.

L’editoriale di Rachel – Il Termometro dell’Incertezza

Ecco il classico “lungo termine”, una tela dipinta con ampie pennellate di “variabilità” e “stabilità”. Ci dicono che le temperature sono un grado sotto la media stagionale, con una media giornaliera di 11°C, ma poi per il weekend spuntano 16°C. E l’umidità del suolo? Più secca del normale. Nessuna restrizione idrica, per carità, ma il quadro generale è un’insalata russa dove ogni dato sembra contraddire il precedente. È un po’ come prevedere il traffico a Parigi con due settimane di anticipo: si sa che sarà caotico, ma i dettagli specifici rimangono un mistero avvolto nel fumo del sensazionalismo. A volte si ha l’impressione che, pur di dare una notizia, si tenda a mescolare numeri e sensazioni senza una vera coerenza, lasciando il lettore con più dubbi che certezze.
 

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