Macron vende aerei e treni a Zelensky, il conto va all’Europa , l Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva un piano per Gaza con una forza internazionale, ma Hamas si oppone. In Francia, l’associazione UFC-Que Choisir chiede ai responsabili della contaminazione dell’acqua di pagare i costi. Donald Trump fa clamore chiedendo la pubblicazione dei file Epstein
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Due le notizie del giorno qui in Francia: ancora problemi al Louvre, costretto a chiudere una galleria per fragilita’ strutturale, e Macron che vende armi e treni a Zelensky. Con i soldi dell’europa. Ci arriviamo tra poco, ma prima una riflessione: questo sbandierato progetto europeo, oltre a darci tappi irritanti alle bottiglie d’acqua non pare proprio darci eguali diritti. Lo abiamo capito ieri leggendo della triste e commovente vicenda delle gemelle Kessler.
Addio alle Gemelle Kessler: il Suicidio Assistito, un Diritto Tedesco che Divide l’Europa
Ieri, 17 novembre 2025, il mondo dello spettacolo ha salutato per sempre Alice ed Ellen Kessler, le iconiche gemelle nate a Arkadelphia nel 1936, scomparse a 89 anni nella loro casa di Grünwald, vicino Monaco di Baviera. Secondo quanto riportato dalla Bild e confermato dalle indagini della polizia bavarese, le sorelle hanno scelto di morire insieme attraverso il suicidio assistito, un gesto che riflette la loro inseparabile complicità: “Vogliamo stare nella stessa urna”, avevano confidato in passato, lasciando in eredità i loro beni a Medici Senza Frontiere. Un’uscita di scena dignitosa, pianificata con lucidità, che ha scioccato i fan ma non sorpreso chi conosce la loro storia di resilienza e autodeterminazione.
Questo epilogo solleva una domanda bruciante: perché in Germania è possibile accedere a un diritto come il suicidio assistito, mentre in Italia e Francia rimane un tabù legale? La risposta affonda le radici in sentenze giudiziarie, eredità culturali e ritardi politici che delineano un’Europa frammentata sul fine vita.
In Germania, tutto ruota attorno alla sentenza della Corte Costituzionale federale del febbraio 2020, che ha depenalizzato la “Beihilfe zum Freitod” – l’assistenza al suicidio – dichiarando incostituzionale la precedente legge che la criminalizzava in ogni caso. La Corte ha invocato il principio di autodeterminazione: ogni persona matura ha il diritto di decidere sul proprio corpo e sulla propria morte, purché non ci sia un interesse commerciale o coercitivo. Non si tratta di eutanasia attiva (vietata), ma di un supporto neutro – pillole letali fornite da associazioni come la tedesca Dignitas o simili – dopo colloqui psicologici e medici. Dal 2020, migliaia di tedeschi ne hanno usufruito, con una cornice etica che bilancia compassione e tutela. La RFT, con la sua storia di rigore costituzionale post-nazista, vede nel suicidio assistito un’estensione dei diritti civili, non un cedimento al dolore.
Al contrario, in Italia il cammino è un labirinto di ostacoli. La Corte Costituzionale, nel 2019, ha aperto una breccia: il suicidio assistito è tollerato in casi estremi – malattie irreversibili, dipendenza da trattamenti vitali, sofferenza fisica o psichica non sopportabile, con rifiuto consapevole – ma solo se non si configura come “aiuto al suicidio” punibile dall’articolo 580 del Codice Penale. Manca però una legge organica: il referendum del 2022 per la legalizzazione è fallito per scarsa affluenza, e il DDL sul fine vita, approvato in commissione nel 2025, langue in Parlamento, ostacolato da lobby cattoliche e timori di “scivolamento etico”. L’Italia, intrisa di tradizione cristiana, privilegia la sacralità della vita, relegando il dibattito a sentenze spot piuttosto che a un diritto universale.
La Francia, pur laica, segue un copione simile: l’eutanasia attiva è reato (fino a 30 anni di carcere), e il suicidio assistito non ha una regolamentazione specifica, spesso equiparato a omicidio compassionevole. La legge Claeys-Leonetti del 2016 permette solo l’eutanasia passiva – interruzione di cure con sedazione profonda – ma Macron ha bocciato nel 2024 una proposta di legge per l’eutanasia attiva, citando “divergenze etiche”. Qui, l’influenza del laicismo repubblicano si scontra con paure di abusi su anziani e disabili, lasciando i malati in un limbo di sedazioni palliative, senza l’opzione di un addio attivo.
Le Kessler, con la loro scelta tedesca, illuminano un abisso europeo: da un lato, la libertà di morire come estensione della libertà di vivere; dall’altro, catene morali e legislative che negano agency ai sofferenti. In un continente che ha legalizzato l’eutanasia in Belgio, Olanda e Spagna, Italia e Francia paiono ancorate a un passato che, forse, è tempo di superare. Chissà se il loro addio non diventi il catalizzatore per un dibattito più coraggioso.
Macron vende aerei e treni a Zelensky, paga l’Europa
L’Ucraina si prepara a modernizzare la sua difesa aerea con un acquisto “storico” di cento aerei da combattimento Rafale dalla Francia e di una cinquantina di treni Alstom. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno siglato a Parigi una “dichiarazione d’intenti” che, secondo le parole di Parigi, mira a “mandare un messaggio chiaro alla Russia”. L’annuncio ha già avuto un impatto positivo sui mercati, con i titoli di Dassault Aviation e Thales che hanno visto una spinta al rialzo.
Editoriale
La velina dei media francesi è trionfante: l’Ucraina si riarma, compra 100 aerei Rafale e 50 treni Alstom. Tutto grazie a Macron. Ma fortunatamente esiste anche BFM Business che si chiede: l’Ucraina se lo può permettere? E la risposta è no. Si tratta di oltre 10 miliardi (non milioni) di euro, al minimo. La proposta di Macron è semplice: tramite von der Leyen ha fatto sapere che il conto lo deve pagare l’Europa. Con altri bond che pagheranno i nostri figli — ne abbiamo parlato spesso — con tasse o magari con i soldi congelati dei russi in Europa. Non aggiungiamo nulla, ciascuno può farsi l’idea che preferisce.

Editoriale di Rachel – Rafale per Kiev, o il conto che vola più in alto dei jet?
Oh, che spettacolo al Palais de l’Élysée! Macron, con quel suo sorriso da venditore di tappeti volanti, stringe la mano a Zelensky e annuncia: cento Rafale per l’Ucraina, più cinquanta treni Alstom per sfrecciare verso la vittoria. Un “messaggio chiaro alla Russia”, dicono i comunicati, e i mercati già brindano con i titoli di Dassault che schizzano come missili. Da qui, dalla nostra postazione affacciata sulla Promenade des Anglais – dove l’aria sa di sale e non di polvere da sparo – mi immagino la scena: champagne per i leader, e per noi comuni mortali? Un bel malloppo di bollette future.
Ma ecco il twist, cari amici: chi tira fuori i quindici miliardi (sì, miliardi, non spiccioli da caffè)? L’Ucraina, con le sue tasche bucate dalla guerra, non certo. Entra in scena Von der Leyen, con il suo piano geniale: bond europei, tasse da rincari, o magari un bel prelievo dagli asset russi congelati – quei soldi che da anni son lì, come un elefante nella stanza che nessuno osa toccare. Macron vende sogni d’acciaio, ma il conto lo spedisce a Bruxelles, e da lì rimbalza dritto nelle nostre borse. Ho provato a fare due conti sul retro di un tovagliolo, qui a Nizza: tra inflazione e rate, finiamo a pagare jet che non vedremo mai atterrare sul nostro cielo azzurro.
E allora, ci si chiede: è diplomazia o un gioco di prestigio? Vendiamo armi per la pace, ma con i soldi dei nostri nipoti – un circolo vizioso dove il “salvare l’Europa” significa sempre alleggerire i nostri portafogli. Perché se i Rafale volano alto, i debiti lo fanno ancora di più, e noi restiamo a terra a guardare le scie. Ah, la Francia e i suoi grandi gesti! Sempre un’illusione da ammirare, ma da pagare con la realtà.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Maestro, un re vende spade d’oro a un mendicante in guerra. È generosità o un debito che vola via?”
“È un uccello con ali di ferro,” rispose Zhaozhou. “Vola, ma non porta via il peso del cielo.”
“Ma se il mendicante non paga, chi regge il volo?” insistette il monaco.
“Quelli che credono di star a terra,” replicò Zhaozhou. “Il debito non cade; si moltiplica come echi nel vento.”
Un’altra volta, un monaco chiese a Zhaozhou: “Maestro, l’Europa offre carri armati con monete altrui. È vittoria o illusione?”
“No,” disse Zhaozhou. “È un ponte di carta su un fiume di spade. Attraversalo, e vedi che l’altra riva è la tua ombra.”
Louvre: Chiusa una Galleria per “Fragilità Strutturale”
Una delle gallerie del celebre Museo del Louvre a Parigi è stata chiusa al pubblico a causa di “fragilità strutturali”. Si tratta della Galleria Campana, che ospita una preziosa collezione di ceramiche greche, la cui chiusura è stata decisa per permettere verifiche approfondite sulle travi di sostegno del piano superiore. Un imprevisto che mette in luce le sfide della conservazione di uno dei patrimoni artistici più importanti del mondo.
Social Network: la Francia verso strette sui Minori
Il gruppo parlamentare macronista all’Assemblea nazionale, “Ensemble Pour la République”, si appresta a depositare una proposta di legge per regolamentare l’uso dei social network da parte dei minori. Il testo, co-firmato dall’ex Premier Gabriel Attal, prevede misure severe: divieto di accesso alle piattaforme per i minori di 15 anni e la sospensione degli account dei più giovani già presenti. Inoltre, si mira a istituire un “coprifuoco digitale” per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni, per contrastare i rischi legati all’uso eccessivo e incontrollato.
Novasco: L’Agonia della Siderurgia Francese, 500 Licenziamenti e Azione Legale
Il futuro dell’acciaieria Novasco appare sempre più cupo. Dopo un’acquisizione parziale, solo uno dei quattro stabilimenti è stato salvato, con la prospettiva di oltre 500 licenziamenti. La situazione ha spinto il governo francese a passare all’offensiva, annunciando un’azione legale contro il fondo di investimento britannico Greybull, che nel 2024 aveva rilevato Novasco promettendo ingenti investimenti (90 milioni di euro), dei quali, a quanto pare, ne avrebbe versati solo 1,5 milioni. Un duro colpo per la siderurgia francese e per i lavoratori coinvolti.
Louvre: Chiusa una Galleria per “Fragilità Strutturale”
Una delle gallerie del celebre Museo del Louvre a Parigi è stata chiusa al pubblico a causa di “fragilità strutturali”. Si tratta della Galleria Campana, che ospita una preziosa collezione di ceramiche greche, la cui chiusura è stata decisa per permettere verifiche approfondite sulle travi di sostegno del piano superiore. Un imprevisto che mette in luce le sfide della conservazione di uno dei patrimoni artistici più importanti del mondo.
Acqua del rubinetto: chi paga il conto della contaminazione?
L’associazione francese per la tutela dei consumatori, UFC-Que Choisir, ha lanciato un appello per imporre ai responsabili della contaminazione dell’acqua potabile di farsi carico dei costi di bonifica. Una richiesta che arriva mentre la Francia deve fare i conti con la presenza di sostanze inquinanti, tra cui il Cloruro di Vinile Monomero (CVM), un gas cancerogeno che minaccia alcune tubature francesi. La questione della qualità dell’acqua è tornata prepotentemente al centro del dibattito, anche a seguito di un richiamo formale da parte della Commissione Europea, che ha messo in mora la Francia per il mancato rispetto delle direttive sulla qualità idrica.
Caso Epstein: Trump cambia rotta, si accende il dibattito sui documenti segreti
Donald Trump ha fatto un passo indietro nella controversa vicenda dei file di Jeffrey Epstein, il miliardario accusato di traffico sessuale. In una mossa a sorpresa, il presidente americano ha chiesto la pubblicazione dei documenti, precedentemente bloccati, che potrebbero rivelare legami imbarazzanti e dettagli scottanti su personaggi di alto profilo. Questo cambio di rotta arriva dopo che email del defunto Epstein avrebbero suggerito che Trump fosse “a conoscenza delle ragazze”. Nel frattempo, la saga ha già avuto ripercussioni significative, con il governo britannico che si prepara a ritirare all’ex principe Andrea l’ultimo titolo militare, a causa del suo coinvolgimento nella vicenda.
Gaza: via libera dell’ONU a forza internazionale, ma Hamas rifiuta
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato un piano per Gaza che prevede il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione. Tredici Paesi hanno votato a favore del testo, mentre Russia e Cina si sono astenute. Il piano include la messa in sicurezza dei confini in collaborazione con Israele ed Egitto, la smilitarizzazione di Gaza e il disarmo dei “gruppi armati non statali”. Tuttavia, Hamas ha già categoricamente respinto la risoluzione, affermando che una forza internazionale dovrebbe essere schierata solo ai confini per monitorare il cessate il fuoco e non all’interno del territorio palestinese, ritenendo che ciò avvantaggerebbe l’occupazione israeliana. In un contesto già teso, l’umanitaria crisi continua ad aggravarsi, e mentre in Cisjordania il premier Benjamin Netanyahu condanna le violenze “di una manciata di estremisti” israeliani, la Germania ha annunciato la revoca dell’embargo sulle esportazioni di armi verso Israele.
Nomina di Prestigio: César Troisgros è il “Cuoco dell’Anno”
Una buona notizia per il mondo della gastronomia francese: César Troisgros è stato eletto “Cuoco dell’Anno” dalla prestigiosa guida Gault & Millau. Il giovane chef, erede di una dinastia culinaria, porta avanti la tradizione di famiglia con innovazione e talento, confermando l’eccellenza della cucina d’oltralpe.
L’Inverno Bussa alle Porte di Parigi e Milano: Temperature in Picchiata e Primi Brividi Artici
Parigi Congelata: Dalla Mattina Fredda al Rischio Pioggia Notturno
La giornata di martedì 18 novembre a Parigi si annuncia con un netto peggioramento delle condizioni meteorologiche. L’esperto Gilles Matricon, nel suo bollettino aggiornato alle 03:45, prevede un’escursione termica tra 1 e 8 gradi, con valori mattutini decisamente inferiori alla media stagionale, circa 4 gradi sotto la norma. La previsione gode di un’ottima attendibilità.
La mattinata parigina si è aperta con schiarite timide tra nubi sparse e una temperatura percepita di 1 grado, senza alcun rischio di pioggia e un indice UV molto basso (1). Nel pomeriggio, il cielo si farà più coperto, con brevi spiragli di sereno e la colonnina di mercurio che non supererà gli 8 gradi. I venti soffieranno da sud-ovest a 10 km/h, con raffiche fino a 25 km/h. La serata vedrà ancora molte nuvole, temperature intorno ai 6 gradi (percepiti 3 gradi a causa del vento teso da sud-ovest, con raffiche fino a 30 km/h). La notte porterà un ulteriore calo, con 5 gradi (percepiti 2 gradi) e un rischio del 35% di qualche debole goccia di pioggia, accompagnata da raffiche fino a 40 km/h.
Prospettive a 15 Giorni sull’Île-de-France: tra Gelo e Incognite
Il quadro meteorologico per l’Île-de-France nei prossimi quindici giorni si preannuncia freddo e variabile. Già da domani, mercoledì 19, le massime non supereranno i 7 gradi, con venti tesi fino a 45 km/h e qualche piovasco. Giovedì 20 sarà ancora coperto, con temperature tra 2 e 5 gradi e venti fino a 35 km/h, mentre venerdì 21 si preannuncia nebbioso e gelido, con minime intorno allo zero. Il fine settimana, sabato 22 e domenica 23, vedrà condizioni variabili con poco nuvoloso e nubi sparse, ma le temperature si manterranno basse, tra 0 e 5 gradi, e venti che si attenueranno. Il freddo artico si farà sentire con insistenza per gran parte del periodo, portando gelate diffuse e un terreno che, già ora, risulta più secco del normale, sebbene il rischio di incendi sia al momento basso. La pioggia è attesa ben al di sotto della media stagionale, con un deficit del 20%.
Milano: Venti Artici in Arrivo, Rischio Pioggia e Nebbia a Metà Settimana
Milano: Venti Artici in Arrivo, Rischio Pioggia e Nebbia a Metà Settimana
A Milano, martedì 18 novembre si prospetta una giornata inizialmente con cieli poco nuvolosi, destinati a migliorare nel corso delle ore con ampie schiarite, ma con un clima che si farà gradualmente più pungente. Le previsioni, aggiornate alle 07:34 da Daniele Berlusconi di 3BMeteo, vantano un’affidabilità molto alta (90-95%).
Per la giornata odierna, la temperatura massima registrata sarà di 13 gradi, la minima di 7 gradi, con lo zero termico che si attesterà intorno ai 1338 metri. I venti, assenti al mattino, diventeranno moderati da Est nel pomeriggio. Non si segnalano allerte meteo. La mattinata vedrà nubi sparse con circa 9-10 gradi e un indice UV debole, mentre dal primo pomeriggio il cielo si farà poco nuvoloso, con temperature che sfioreranno i 12-13 gradi. In serata, attese ampie schiarite e cieli sereni, con le temperature che scenderanno gradualmente tra 9 e 7 gradi. Attenzione all’indice di qualità dell’aria, valutato come “accettabile”, e all’indice pollinico, che risulta basso.
Le Prossime Due Settimane a Milano: Aria Polare e Maltempo Incerto
La Lombardia si prepara a un brusco cambiamento a partire da metà settimana. Mercoledì 19 vedrà velature sparse e temperature tra 3 e 7 gradi, ma il vero freddo arriverà da giovedì 20, con cieli coperti, pioviggini e nebbia, e un range termico tra 6 e 9 gradi. Venerdì 21, pur con una previsione considerata “complicata”, porterà pioggia e un ulteriore calo delle temperature (3-6 gradi). Il fine settimana, sabato 22 e domenica 23, sarà caratterizzato da tempo variabile con poco nuvoloso e nubi sparse, ma le minime scenderanno sotto lo zero (-1/0 gradi). Le correnti artiche in arrivo determineranno un clima decisamente più freddo del normale per la stagione, con massime che faticheranno a superare gli 8-10 gradi in città, e un rischio di gelate notturne. Da lunedì 24, attesa ancora pioggia e temperature prossime allo zero. Il bilancio pluviometrico rimane sotto la media, mentre la temperatura media è 4 gradi più fredda del normale stagionale (5 gradi contro una media di 9).
L’editoriale di Rachel
La Sibilla e il Ghiaccio: previsioni a confronto
Che spettacolo, signori! Da un lato abbiamo Parigi, con la sua “netta degradazione” che promette brividi polari e persino qualche goccia notturna. Dall’altro, Milano che, con la sua proverbiale pazienza, “andrà migliorando” prima di abbracciare le gelide correnti artiche. Ma la musica è la stessa: il freddo sta arrivando, o è già qui. Curioso notare come La Chaîne Météo per la capitale francese parli di “affidabilità molto buona” mentre 3BMeteo per il capoluogo lombardo dichiari un rassicurante 90-95% di “attendibilità molto alta”. Eppure, la narrazione è differente. Parigi si “degrada nettamente” con 4 gradi sotto la norma e suolo secco, mentre Milano “migliora” con un 4 gradi sulla media stagionale e zero allerte. Sembra quasi che ogni redazione scelga la sua chiave di lettura per raccontare l’inverno che avanza. Il tutto, ovviamente, condito dal solito mantra: è colpa del cambiamento climatico. Ma tra “degradazione” e “miglioramento”, il freddo è l’unica costante. E allora, chi ha ragione? Forse la verità sta nel mezzo, o forse, come al solito, è solo una questione di click bait. Intanto, tirate fuori i piumini.
Chiusura
Ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono con quelle delle redazioni di Radio Nizza e Centrale Milano 1575 KHz.
On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e in onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
