BHV vs Shein: il patron scrive ai fornisseurs promettendo pagamenti istantanei Bardot in ospedale: l’icona 91enne ricoverata di nuovo a Toulon Sarkozy dal carcere: annuncia il libro “Journal d’un prisonnier” per dicembre Vietnam: piogge torrenziali causano decine di morti Australia: divieto social per under 16 COP30: incendio sospende lavori, Francia minaccia veto
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La foto di copertina su francia24.com non e’ certo di Brigitte, Brigitte Bardot come puo’ vederla chiunque si avventuri ai mercati di St Tropez la mattina. E’ invece un’immagine dell’attrice al suo meglio. Come vogliamo ricordarla, perche’ – si – tutti invecchiano, ma questo non implica che gli ultimi ricordi debbano essere quelli della fase finale della propria vita. Ma partiamo da Shein.
BHV in crisi: il patron scrive ai fornitori per fermare l’emorragia di marchi
Il grande magazzino BHV di Parigi sta affrontando una grave crisi dopo l’apertura di una boutique Shein lo scorso mese, che ha provocato il ritiro di numerose marche prestigiose come Sandro, Maje, Paraboot, Dior, Guerlain e Agnès B. Queste ultime rifiutano di essere associate al colosso cinese della fast-fashion, accusato di pratiche controverse. Altri ritiri sono dovuti a ritardi nei pagamenti accumulati. In una lettera indirizzata ai 3.000 fornitori, rivelata da La Lettre, Frédéric Merlin, presidente della Société des grands magasins (SGM) che gestisce il BHV, annuncia la fine imminente della ristrutturazione avviata nel 2023, quando il negozio era “destinato a chiudere”. I dirigenti promettono di essere “pienamente operativi entro la fine del 2025” per “scrivere una nuova pagina della storia del BHV”, inclusi il riacquisto dei locali e una riorganizzazione, come l’installazione di una hall alimentare al piano interrato. Karl-Stéphane Cottendin, direttore generale, ha dichiarato che l’arrivo di Shein è “solo la prima tappa visibile di questa trasformazione” e che “la linea direttrice del BHV va ben oltre Shein”. Per contrastare le lamentele sui ritardi, la SGM introduce un “modello di incasso inedito” che permette ai fornitori di ricevere “ogni giorno il prodotto delle vendite, netto di commissioni, in modo 100% automatizzato, senza ritardi né rischi di tesoreria”. Una lettera interna recente nega “difficoltà di pagamento” e afferma che i regolamenti avvengono nei termini (il 25 del mese per SEGM, il 30 per BHV). Per il gruppo SMCP (Sandro, Maje, ecc.), un deposito di garanzia di 450.000 euro copre ampiamente le posizioni, con 373.000 euro saldati per ottobre. I dirigenti insistono: “Non esiste alcun debito, ritardo o incidente di pagamento per queste marche. Qui non si tratta di tesoreria, ma di immagine”. Tuttavia, Merlin ha ammesso “arretrati in corso di risoluzione”, equivalenti a “tra dieci e quindici giorni di fatturato”, ovvero “tra 5 e 12 milioni di euro”.
Bardot ospedalizzata: l’icona animalista di nuovo in ospedale a Toulon
Brigitte Bardot, 91 anni e leggendaria militante per la protezione animale, è stata ricoverata da diversi giorni all’ospedale Saint-Jean di Toulon. Si tratta della seconda ospedalizzazione quest’autunno, dopo aver lasciato la sua residenza La Madrague a Saint-Tropez per motivi di salute. L’informazione è stata confermata da ICI Provence e Var Matin. Lo scorso ottobre, era già stata ammessa nello stesso ospedale per un intervento chirurgico minore, descritto dalla Fondazione Brigitte Bardot come “particolarmente soddisfacente”. Aveva poi fatto ritorno a casa per riposare e riprendersi.
Je ne sais pas quel est l’imbécile qui a lancé ce soir cette fake news sur ma disparition mais sachez que je vais bien et que je n’ai pas l’intention de tirer ma révérence. À bon entendeur
— Brigitte Bardot (@brigitte_bardot) October 22, 2025
In quell’occasione, aveva smentito voci sulla sua morte sul suo account X (ex Twitter): “Je vais bien”, e “non so chi sia l’imbecille che ha lanciato questa ‘fake news’ sulla mia scomparsa, ma sappiate che (…) non ho intenzione di tirare la riverenza. A buon intenditore”. Al momento, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Bardot, che ha abbandonato il cinema negli anni ’70 per dedicarsi alla causa animale, vive principalmente a La Madrague e in una seconda casa, La Garrigue, nascosta nel verde, che ospita animali e una cappella privata. Nel gennaio 2023, era stata ricoverata per insufficienza respiratoria.
Sarkozy annuncia il libro: “Le Journal d’un prisonnier” in uscita il 10 dicembre
L’ex presidente Nicolas Sarkozy ha annunciato il 21 novembre la pubblicazione del suo libro “Le Journal d’un prisonnier” il 10 dicembre, edito da Fayard (controllata da Vincent Bolloré). L’annuncio è arrivato via X, dove descrive la sua esperienza carceraria: “In prigione, non c’è niente da vedere, e niente da fare. Dimentico il silenzio che non esiste alla [prigione della] Santé dove c’è molto da sentire. Il rumore è purtroppo costante. Come nel deserto, la vita interiore si fortifica in prigione”. Sarkozy, 70 anni, è stato incarcerato per tre settimane alla prigione della Santé a Parigi, dal 21 ottobre al 10 novembre 2025, a seguito della condanna nell’affare del finanziamento libico. Il 25 settembre 2025, il tribunale correzionale di Parigi lo ha dichiarato colpevole di associazione a delinquere, con una pena di cinque anni di prigione (con mandato di deposito e esecuzione provvisoria) e un’ammenda di 100.000 euro. I fatti riguardano l’uso di collaboratori per sollecitare un finanziamento occulto dalla Libia di Muammar Gheddafi per la sua campagna presidenziale del 2007. Sarkozy proclama la sua innocenza e ha fatto appello; il processo in appello è fissato dal 16 marzo al 3 giugno 2026. Questa detenzione, inedita per un ex presidente nella storia della Repubblica francese, ha suscitato dibattiti accesi. La corte d’appello di Parigi, che lo ha liberato sotto controllo giudiziario, ha motivato il mandato di deposito con la “gravità eccezionale” dei fatti, mentre Sarkozy vi vede una motivazione legata all'”odio”.

Editoriale di Rachel – Dal cellulare al best-seller: Sarkozy trasforma le sbarre in inchiostro?
Oh, la Francia, patria di rivoluzioni e di… resurrezione letteraria! Ecco Nicolas Sarkozy, il nostro ex presidente dal temperamento infuocato, che emerge dalle sue tre settimane dietro le sbarre con un annuncio che sa di colpo di teatro: “Le Journal d’un prisonnier”, in uscita il 10 dicembre.
Edito da Fayard, naturalmente, con il tocco di Vincent Bolloré a garantire un lancio da star. Su X, Sarkozy dipinge la prigione della Santé come un deserto rumoroso, dove “non c’è niente da vedere, niente da fare”, ma oh, meraviglia, la vita interiore si rafforza. Come un eremita forzato che scopre l’illuminazione tra clangori e echi costanti. Dalla mia finestra affacciata sul mondo politico, non posso fare a meno di sorridere con un velo di scetticismo. Ecco un uomo di 70 anni, primo ex capo di Stato a varcare quelle porte carcerarie nella storia della Quinta Repubblica, condannato per associazione a delinquere in quel torbido affare libico – fondi occulti da Gheddafi per la campagna del 2007, con collaboratori a fare da intermediari. Cinque anni di pena, 100.000 euro di ammenda, esecuzione provvisoria.
Lui grida all’innocenza, all’odio dei giudici, e già annuncia l’appello per marzo 2026. La corte motiva con “gravità eccezionale”, lui ribatte con “motivazioni legate all’odio”. Un duello classico, tra giustizia e potere. Ma il vero spettacolo è questa metamorfosi: da imputato a autore. Tre settimane di detenzione – non un’eternità, certo, ma abbastanza per un memoir che promette introspezione. È la rivincita del politico caduto? O l’ennesimo atto di un sistema dove la prigione diventa palcoscenico per rilanciare l’immagine? Mentre il dibattito infuria, ci chiediamo: è davvero il silenzio interiore a parlare, o è il calcolo di chi sa che un libro può riscrivere la narrazione? In Francia, dopotutto, amiamo i nostri scandali serviti con un bicchiere di filosofia. Sarkozy, da carcerato a cronista di se stesso: un twist che solo qui poteva accadere. Ah, la politique spectacle – sempre pronta a sorprendere!

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se un leader è imprigionato ingiustamente, come può fortificare la sua vita interiore?”
“Nel rumore costante, trova il deserto,” rispose Zhaozhou.
“Allora perché proclama la sua innocenza al mondo?” insistette il monaco.
“Perché le sbarre non imprigionano la voce, ma la affinano,” replicò Zhaozhou.
Un altro monaco intervenne: “E se la condanna fosse meritata?”
Zhaozhou sorrise: “Allora il deserto diventa specchio, e l’interiore si rivela nel silenzio che non esiste.”
Ma torniamo alle notizie del giorno.
Il Mistero della Senna: Riaperto il Caso della “Donna dai Tatuaggi a Farfalla”
Gli investigatori francesi stanno riaccendendo i riflettori su un caso di cronaca nera rimasto irrisolto per anni: l’identificazione di una donna il cui corpo fu recuperato dalle acque della Senna nel 2016. L’unica traccia distintiva e straziante lasciata dal mistero è la serie di tatuaggi a farfalla che decoravano il suo corpo. A quasi un decennio di distanza, la polizia giudiziaria sta sfruttando i progressi della tecnologia forense e database internazionali per cercare corrispondenze e risalire alla sua identità. Il caso, noto in Francia come la “femme aux papillons tatoués”, simboleggia uno dei filoni di indagine più complessi, dove la mancanza di denunce di scomparsa o di DNA nei registri rende l’identificazione un’impresa ardua. L’obiettivo è chiudere il cerchio su questa tragica vicenda e portare giustizia.
EN DIRECT | Discours du Premier ministre, Sébastien Lecornu, au Congrès des maires. https://t.co/aaYSYBEwX0
— Gouvernement (@gouvernementFR) November 20, 2025
Braccio di Ferro sul Bilancio: Lecornu Forza la Mano sulla Difesa
Mentre il dibattito sul Bilancio dello Stato continua a navigare in acque agitate in un Parlamento privo di maggioranza assoluta, il Ministro Sébastien Lecornu ha messo in atto un cambio di strategia per uscire dall’impasse. Secondo le indiscrezioni di Matignon, Lecornu avrebbe l’obiettivo di “dimostrare che il governo è in grado di governare” annunciando un dibattito e un voto a brevissimo termine (già la prossima settimana) sulle questioni di difesa e sul rafforzamento delle forze armate. Questa mossa è interpretata dagli analisti politici come un tentativo di isolare le opposizioni più radicali (in primis LFI e RN, accusate di “cinismo” e “velleità ideologiche”) costringendole a prendere posizione su un tema di unità nazionale, come la sicurezza e la spesa militare, per poi sbloccare il quadro finanziario generale.
Violenza di Genere: Il Governo Vaglia un Piano Quadro con 53 Misure
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Ministra per le Pari Opportunità, Aurore Bergé, ha presentato un progetto di legge quadro che comprende 53 misure, volto a rafforzare la lotta contro la violenza domestica e sessuale. Le iniziative puntano su quattro pilastri: migliore formazione delle forze dell’ordine e del personale sanitario, potenziamento dei sistemi di rilevamento precoce dei segnali di abuso, programmi di prevenzione più mirati e sanzioni più severe per i responsabili. Tuttavia, Franceinfo sottolinea come, a distanza di un anno dal clamoroso processo di Mazan, l’azione legale e pratica per contrastare la “sottomissione chimica” (l’uso di droghe per stupro) proceda ancora in modo frammentario e insufficiente. Tra le misure più visibili adottate sul territorio, si sta diffondendo in molte panetterie francesi l’uso del “violentometro” sui sacchetti del pane: uno strumento grafico per aiutare le vittime a misurare la gravità delle violenze subite.
Il Mistero della Senna: Riaperto il Caso della “Donna dai Tatuaggi a Farfalla”
Gli investigatori francesi stanno riaccendendo i riflettori su un caso di cronaca nera rimasto irrisolto per anni: l’identificazione di una donna il cui corpo fu recuperato dalle acque della Senna nel 2016. L’unica traccia distintiva e straziante lasciata dal mistero è la serie di tatuaggi a farfalla che decoravano il suo corpo. A quasi un decennio di distanza, la polizia giudiziaria sta sfruttando i progressi della tecnologia forense e database internazionali per cercare corrispondenze e risalire alla sua identità. Il caso, noto in Francia come la “femme aux papillons tatoués”, simboleggia uno dei filoni di indagine più complessi, dove la mancanza di denunce di scomparsa o di DNA nei registri rende l’identificazione un’impresa ardua. L’obiettivo è chiudere il cerchio su questa tragica vicenda e portare giustizia.
Braccio di Ferro sul Bilancio: Lecornu Forza la Mano sulla Difesa
Mentre il dibattito sul Bilancio dello Stato continua a navigare in acque agitate in un Parlamento privo di maggioranza assoluta, il Ministro Sébastien Lecornu ha messo in atto un cambio di strategia per uscire dall’impasse. Secondo le indiscrezioni di Matignon, Lecornu avrebbe l’obiettivo di “dimostrare che il governo è in grado di governare” annunciando un dibattito e un voto a brevissimo termine (già la prossima settimana) sulle questioni di difesa e sul rafforzamento delle forze armate. Questa mossa è interpretata dagli analisti politici come un tentativo di isolare le opposizioni più radicali (in primis LFI e RN, accusate di “cinismo” e “velleità ideologiche”) costringendole a prendere posizione su un tema di unità nazionale, come la sicurezza e la spesa militare, per poi sbloccare il quadro finanziario generale.
Violenza di Genere: Il Governo Vaglia un Piano Quadro con 53 Misure
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Ministra per le Pari Opportunità, Aurore Bergé, ha presentato un progetto di legge quadro che comprende 53 misure, volto a rafforzare la lotta contro la violenza domestica e sessuale. Le iniziative puntano su quattro pilastri: migliore formazione delle forze dell’ordine e del personale sanitario, potenziamento dei sistemi di rilevamento precoce dei segnali di abuso, programmi di prevenzione più mirati e sanzioni più severe per i responsabili. Tuttavia, Franceinfo sottolinea come, a distanza di un anno dal clamoroso processo di Mazan, l’azione legale e pratica per contrastare la “sottomissione chimica” (l’uso di droghe per stupro) proceda ancora in modo frammentario e insufficiente. Tra le misure più visibili adottate sul territorio, si sta diffondendo in molte panetterie francesi l’uso del “violentometro” sui sacchetti del pane: uno strumento grafico per aiutare le vittime a misurare la gravità delle violenze subite.
Meteo Parigi
Gelo persistente su Parigi: Massime a 5 gradi e rischio brina notturna La capitale francese affronta un’altra giornata di freddo intenso questo 25 novembre, con temperature massime che raggiungono a fatica i 5 gradi, circa 4 gradi sotto la media stagionale. Secondo il bollettino aggiornato alle 04:00, l’affidabilità è alta, segnalando condizioni invernali stabili. La mattina presenta un cielo nuvoloso con possibili deboli precipitazioni (probabilità 15%), che potrebbero trasformarsi in brina o fiocchi leggeri. La temperatura percepita è intorno a 1 grado, con venti deboli da nord-ovest a 10 km/h e raffiche fino a 20 km/h. Indice UV nullo. Nel pomeriggio, schiarite parziali ma temperature ferme a 5 gradi, con venti a 15 km/h. La sera porta cieli sereni ma un calo a 2 gradi, e la notte vede minime a -2 gradi con rischio gelate. Il quadro climatico conferma un’anomalia fredda, con piovosità deficitaria del 25% e suolo secco (indice siccità 2/5). I prossimi giorni manterranno il freddo, con un lieve rialzo nel weekend.
Milano sotto zero:
Freddo artico e nebbia padana in arrivo Per i prossimi 15 giorni in Lombardia, persiste un regime di freddo secco. L’impulso artico di oggi evolve in condizioni rigide ma stabili. Il fine settimana (26-27 novembre) sarà asciutto, con schiarite e minime a -3 gradi, rischio brinate estese. Massime a 6-7 gradi. Lunedì 28 appare “previsione incerta” con possibili piovaschi misti a neve e massime a 4 gradi. A seguire, alternanza di velature e sereno, ma minime fino a -5 gradi a fine mese, confermando un “Burian padano” tenace, più freddo della norma storica.
Editoriale di Rachel – Previsione incerta
O solo un eufemismo per “preparati al peggio”? Oh, Milano, avvolta nel tuo mantello di nebbia e gelo! I meteorologi ci deliziano con bollettini da thriller: freddo artico, aria secca, e quel “previsione incerta” per lunedì che suona come “non ne capiamo un tubo, ma mettiti il cappotto”. Weekend asciutto con schiarite timide, minime sotto zero che trasformano i marciapiedi in scivoli, massime a 6-7 gradi? Roba da ibernazione. Poi, velature, sereno alternato, e minime a -5 gradi: il “Burian padano” come un ospite indesiderato che non se ne va. Dalla mia sedia, con sciarpa al collo, penso: non potevano dirlo schietto? “Lunedì? Potrebbe nevicare o splendere – sorpresa!” Invece, “incerta”, per farci sentire in un mistero. È il meteo, non un enigma! Forse per drammatizzare. Intanto, Milano resiste con ironia: guanti, tè caldo e un sacco di pazienza per questo freddo che “non molla”. Perché se le previsioni sono incerte, vivere qui è un’avventura!
Chiusura.
On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e in onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano
