La prima cosa, da non mancare assolutamente, è vederla: la pub che sta facendo il giro del mondo, il lupo poco amato:
E ora possiamo parlarne.
Una campagna natalizia sta facendo il giro del mondo, superando i confini francesi e diventando un vero fenomeno virale. Parliamo dello spot di Natale 2025 di Intermarché, che abbandona la tradizione dei “tearjerker” realistici per abbracciare un mondo fiabesco animato, con un messaggio profondo su pregiudizi, tolleranza e il potere della buona cucina.
Un lupo vegetariano che conquista tutti
Per anni Intermarché, insieme all’agenzia Romance, ha dominato la scena delle pubblicità natalizie francesi con storie umane toccanti e realistiche. Quest’anno, però, la catena di supermercati ha deciso di cambiare rotta, optando per un formato ibrido: sequenze live-action che incorniciano un cuore animato in 3D. Il risultato è un corto di oltre due minuti intitolato “Le Mal-Aimé” (Il Malamato), ispirato alla canzone di Claude François.
La storia inizia in una famiglia reale: uno zio regala a un bambino un peluche a forma di lupo, terrorizzandolo. Per calmarlo, lo zio inizia a raccontare una fiaba, e lo schermo si trasforma in un bosco incantato, dipinto come le pagine di un libro per bambini. Qui vive un lupo stanco di essere temuto e isolato. Su consiglio di un saggio riccio, decide di diventare vegetariano, imparando a cucinare piatti deliziosi con verdure, funghi e ingredienti freschi – tutti disponibili, ça va sans dire, nei negozi Intermarché.
Grazie alla sua nuova passione culinaria, il lupo prepara una quiche e invita gli animali della foresta a un banchetto natalizio, superando i pregiudizi e trovando finalmente amici e accettazione.
Un hybrid audace tra live-action e animazione
La regia è firmata da Nadège Loiseau per le parti live-action (prodotto da Divine) e dal collettivo Illogic per l’animazione (prodotto da WIZZ). Come spiegato in un approfondito articolo su LBBOnline, l’obiettivo era evocare l’immaginazione di un bambino, evitando il 3D iper-realistico per un effetto pittorico “hand-crafted”, con texture di pennellate e un’estetica da libro illustrato.
Quasi tutto ciò che appare sullo schermo è stato modellato, animato e dipinto a mano da un team di artisti, in un processo durato un anno. Un riferimento chiave per l’integrazione del cibo? “Spirited Away” di Miyazaki, per rendere i piatti vegetariani appetitosi senza spezzare l’emozione narrativa.
Numeri da record e un messaggio anti-IA
Lo spot, diffuso dal 6 dicembre 2025, ha rapidamente accumulato decine di milioni di visualizzazioni sui social, diventando virale soprattutto all’estero (Stati Uniti in primis). Il presidente di Intermarché, Thierry Cotillard, ha festeggiato su LinkedIn: il “nostro lupo malamato è ora amato dal mondo intero”.
In un momento in cui giganti come Coca-Cola e McDonald’s vengono criticati per spot generati con intelligenza artificiale, questa produzione 100% umana (senza IA) è stata elogiata come una “lezione” al settore. Media internazionali come Le Monde, Daily Mail e France 24 hanno sottolineato il contrasto, celebrando l’artigianalità francese.
Una perdita di ascolti? No, un guadagno di cuori
Diversamente dalle campagne precedenti, qui non c’è una promozione diretta, solo il logo e il claim “Ognuno ha una buona ragione per mangiare meglio”. Eppure, il film tocca corde profonde: amicizia, superamento degli stereotipi, gioia della condivisione a tavola. Gli animali della foresta, con design teneri e espressivi, hanno conquistato il pubblico, al punto che molti chiedono un lungometraggio.
Cui prodest? Al Natale vero
In un panorama pubblicitario sempre più dominato dall’IA veloce e low-cost, Intermarché dimostra che investire in creatività umana paga. Non solo in visibilità globale, ma in emozioni autentiche. Come ha detto uno dei registi di Illogic: “Abbiamo trattato questo progetto come una scena di un lungometraggio animato, con personaggi stratificati e vera emozione”.
Resta da vedere se questo lupo vegetariano ispirerà altre campagne a riscoprire l’artigianato. Intanto, auguriamo a tutti un Natale di tolleranza, buoni piatti… e magari una quiche homemade
