Francia24: Scandalo Capgemini, la società francese fornisce all’ICE i nomi dei migranti presunti illegali – Emily in Paris all’ombra di Arnault – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
28 Jan 2026

La copertina del notiziario di oggi su francia24.com è dedicata alla seconda notizia della giornata, quella relativa alla famiglia Arnault. La notizia è che la famiglia stessa, il padre Bernard e il figlio Arnauld (insieme agli altri figli) stanno aumentando la loro quota di capitale all’interno del gigante del lusso LVMH. Arnault è il vice-président e PDG (Amministratore Delegato) di Christian Dior ed è ovviamente il personaggio a cui si ispira il fidanzato di Mindi in Emily in Paris. Nella realtà, ovviamente, Bernard ben si guarda dall’abbandonare il gruppo guidato dal padre per inseguire l’amore di una cinese presunta ricca…ma tutti i dettagli sulla famiglia Arnault tra poco, per ora…

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 28 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA su Francia24.com e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti

 

Scandalo Capgemini, la società francese fornisce all’ICE i nomi dei migranti presunti illegali

Il colosso francese Capgemini, specializzato in servizi digitali e quotato al CAC 40, è finito sotto i riflettori a seguito della rivelazione della sua collaborazione con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), la polizia migratoria federale statunitense. Secondo le informazioni fornite dall’Osservatorio delle multinazionali e diffuse dal telegiornale “20 heures” di France 2, il gruppo opera attraverso la sua filiale Capgemini Government Solutions (CGS) per supportare l’agenzia nell’individuazione dei migranti sul territorio americano.

La notizia arriva in un momento di forte contestazione per l’ICE, le cui operazioni hanno recentemente portato alla morte di due cittadini americani, Renee Wood e Alex Pretti, in Minnesota, riaccendendo il dibattito sui metodi dell’agenzia.

In Francia, le rivelazioni hanno scatenato immediate reazioni politiche. Il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha dichiarato all’Assemblea nazionale di aver interpellato Capgemini, esigendo trasparenza totale sulle attività svolte e invitando l’azienda a “mettere in discussione la natura di tali attività”. Similmente, la Ministra della Difesa, Catherine Vautrin, ha chiesto vigilanza sui contratti delle aziende francesi, ricordando che “il rispetto dei diritti umani è un tema fondamentale”. Il deputato di La France insoumise, Hadrien Clouet, ha rincarato la dose, affermando che è ora che la Francia “si assuma le sue responsabilità” per le collaborazioni private con l’ICE.

Contratti Milionari per la Localizzazione

Secondo i documenti consultati da France 2, la filiale americana di Capgemini è coinvolta in diversi contratti. A dicembre, ha vinto un accordo da 4,8 milioni di dollari (circa 4 milioni di euro) per servizi di “indagine e verifica degli antecedenti personali”.

Un mese prima, Capgemini Government Solutions si era aggiudicata un contratto ben più oneroso, del valore di 365 milioni di dollari (306 milioni di euro), per servizi di skip tracing, una tecnica usata per localizzare persone. Il contratto prevede l’erogazione di bonus finanziari legati alle performance operative dell’ICE.

L’Osservatorio delle multinazionali ha inoltre ricordato che i legami contrattuali tra Capgemini e l’agenzia migratoria risalgono al 2007. L’azienda aveva recentemente affermato sul proprio sito (dichiarazione ora rimossa) di lavorare “a stretto contatto” con le operazioni di espulsione dell’ICE per ridurne tempi e costi.

La Difesa del CEO e la Richiesta del Sindacato

Il direttore generale di Capgemini, Aiman Ezzat, ha risposto alle polemiche tramite un messaggio su LinkedIn, sostenendo di aver appreso della firma del contratto di dicembre tra la filiale americana e l’ICE solo tramite “fonti pubbliche”. Ezzat ha giustificato la situazione affermando che la filiale CGS opera autonomamente, è soggetta alla legislazione statunitense e impone regole di isolamento che impediscono alla direzione centrale di accedere a informazioni o contratti classificati.

Nonostante questa spiegazione, il Ministro Lescure ha replicato che tale giustificazione “non è sufficiente” e che un’azienda deve sapere cosa succede al suo interno. Il sindacato CGT di Capgemini ha intanto chiesto “l’immediata e pubblica interruzione di qualsiasi collaborazione con l’ICE”, sostenendo che tali partnership rendano il gruppo “un complice attivo di gravi violazioni dei diritti umani”.

In risposta alle violenze denunciate, i deputati de La France insoumise (LFI) hanno annunciato la presentazione di una risoluzione contro l’ICE, chiedendo al governo di denunciare le violazioni dei diritti umani e di interdire l’accesso dei responsabili dell’agenzia al territorio europeo.

Il colosso IT francese Capgemini è sotto pressione politica e sindacale per il suo ruolo di supporto tecnologico nelle controverse operazioni di localizzazione e arresto condotte dall’agenzia di polizia migratoria americana ICE.

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Roland Lescure Chiede a Capgemini di “Fare Luce” sul Contratto con la Polizia di Immigrazione Statunitense (ICE)

Il Ministro dell’Economia francese, Roland Lescure, ha invitato martedì 27 gennaio il gruppo informatico francese Capgemini a “mettere in discussione” le sue attività. La dichiarazione è arrivata all’indomani delle rivelazioni di “L’Œil du 20 heures” sull’esistenza di un contratto stipulato da una filiale del gruppo con la polizia americana per l’immigrazione (ICE), un’agenzia molto criticata dell’amministrazione Donald Trump.

Secondo l’indagine di France 2, che ha ripreso le informazioni pubblicate la scorsa settimana dall’associazione L’Observatoire des multinationales, Capgemini avrebbe fornito all’ICE uno strumento per l’identificazione e la localizzazione di persone straniere.

“Invito Capgemini a fare luce in modo estremamente trasparente sulle attività che svolge, su questa politica e, senza dubbio, a rimettere in discussione la natura di tali attività”, ha dichiarato il Ministro Roland Lescure durante la sessione di domande al governo all’Assemblea Nazionale.

Il direttore generale di Capgemini, Aiman Ezzat, ha affermato di aver appreso “da fonti pubbliche” la firma di un contratto a dicembre tra la sua filiale americana e l’ICE. Secondo il dirigente, la struttura di questa filiale indipendente, soggetta alla legislazione statunitense, impone regole di separazione dalla direzione centrale dell’azienda. Questa filiale “prende decisioni in autonomia” e “dispone di reti ermetiche”, ha proseguito il capo del gruppo.

All’Assemblea Nazionale, Roland Lescure ha affermato di aver interpellato l’azienda in merito. “Ho detto loro che questa spiegazione non è sufficiente e che il minimo indispensabile, (…) è che un’azienda che possiede filiali sappia cosa accade al loro interno, ed è ciò che Capgemini si è impegnata a fare”, ha commentato il ministro, dopo che la polizia federale dell’immigrazione era stata coinvolta nella morte di due cittadini americani uccisi a Minneapolis (Minnesota) a meno di tre settimane di distanza.

Il Ministro francese Lescure interviene pubblicamente per esigere trasparenza da Capgemini riguardo ai suoi controversi servizi tecnologici forniti all’agenzia federale statunitense per l’immigrazione, l’ICE.

Fact Check by GPT-OSS:20b

 

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LVMH: La famiglia Arnault supererà la soglia del 50% del capitale “all’inizio di quest’anno”

Il CEO della società LVMH, Bernard Arnault, ha dichiarato martedì 27 gennaio che il gruppo familiare supererà questa soglia di partecipazione nelle prossime settimane. Un passo visto come un messaggio di fiducia sulle prospettive a lungo termine della società.

La famiglia Arnault aumenterà ulteriormente la propria quota nel capitale di LVMH. Lo stesso CEO lo ha annunciato durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati annuali del leader mondiale del lusso.

“Abbiamo già quasi il 50% del capitale. Poiché ora iniziamo un nuovo anno, abbiamo il diritto di riacquistare (titoli, N.d.R.). Supereremo il 50% all’inizio di quest’anno. Avremo quindi più del 50%”, ha dichiarato il dirigente.

Secondo il rapporto semestrale dell’azienda, alla fine di giugno 2025, il gruppo familiare Arnault deteneva il 49,44% del capitale di LVMH.

Un gruppo familiare focalizzato sul medio-lungo termine

“Non so se questo (l’aumento di capitale della società, N.d.R.) piacerà agli osservatori, agli investitori”, ha riconosciuto il CEO di LVMH.

Bernard Arnault ritiene, tuttavia, che questo prossimo superamento della soglia del 50% del capitale invii un chiaro segnale di fiducia da parte della famiglia. “Vedete, crediamo in ciò che facciamo e lo dimostriamo in particolare con questo”, ha affermato il dirigente.

In precedenza, Bernard Arnault aveva difeso il modello familiare della sua azienda, anche se ciò poteva non “piacere” agli analisti.

“Il gruppo familiare non è vincolato ai risultati del trimestre, pensa a medio termine, investe a medio termine e crea prodotti per il lungo termine. Non siamo ossessionati da ciò che accadrà nel prossimo trimestre, anche se ha una sua importanza,” ha spiegato il CEO. “Finora non ci è andata male,” ha aggiunto.

Il dirigente ha anche espresso ottimismo “a lungo termine”, pur mostrandosi più prudente per il breve termine.

Bernard Arnault ha citato le incertezze economiche e le crisi geopolitiche, ma anche le “politiche di alcuni Stati, compreso il nostro, che sono piuttosto contro le imprese, volte a tassarle al massimo e quindi a creare disoccupazione”. Visto ciò, “c’è motivo di essere un po’ riservati,” ha aggiunto.

Aumentare il flusso di cassa (Cash Flow)

In questo contesto, “applicheremo la stessa tecnica del 2025. Creeremo prodotti bellissimi e cercheremo di venderli in tutto il mondo. Apriremo nuove boutique,” ha proseguito il dirigente.

“E gestiremo il più attentamente possibile, limiteremo costi e spese, facendo ciò che abbiamo fatto quest’anno, in modo che nel 2026 anche il flusso di cassa (cash-flow) sia in progressione,” ha concluso Bernard Arnault.

Nel 2025, il flusso di tesoreria disponibile d’esercizio di LVMH è aumentato dell’8% a 11,3 miliardi di euro, nonostante il calo dei risultati della società. La direttrice finanziaria, Cécile Cabanis, ha attribuito questo risultato in particolare a una buona “selettività degli investimenti”.

LVMH ha presentato risultati finanziari 2025 generalmente in calo. Tuttavia, gli analisti notano che la società ha superato nettamente le aspettative (circa il 3,5%) a livello di risultato operativo corrente.

Nonostante un’evoluzione “fiacca” delle vendite nel quarto trimestre, con in particolare un calo del 3% su base comparabile per la divisione moda e pelletteria (cifra in linea con le aspettative), la società di intermediazione Bernstein sottolinea la buona tenuta dei margini, aggiungendo che “LVMH sembra trarre vantaggio dalla difficile congiuntura per riordinare i suoi affari”.

L’articolo riporta le dichiarazioni rilasciate dal CEO di LVMH, Bernard Arnault, il 27 gennaio 2026, a seguito della presentazione dei risultati finanziari dell’anno fiscale 2025, confermando l’intenzione del gruppo familiare di superare la quota di controllo del 50% nel capitale della società.

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Editoriale di Rachel – Emily in Paris all’ombra di Arnault: quando il vero lusso è fingere che le tasse non esistano

Eccoci qua, 28 gennaio 2026, con Bernard Arnault che dal palco dei risultati LVMH 2025 ci regala la sua lezioncina di fiducia familiare: supereremo il 50% del capitale “all’inizio di quest’anno”, perché “crediamo in ciò che facciamo”. Parole che suonano quasi commoventi, se non fosse che, tra una frase e l’altra, il patron del lusso mondiale si lascia scappare un paio di stoccate alle “politiche di alcuni Stati, compreso il nostro, che sono piuttosto contro le imprese, volte a tassarle al massimo e quindi a creare disoccupazione”. Capito, eh? Le tasse sono il vero nemico. Non le crisi geopolitiche, non il calo delle vendite in Cina, non la congiuntura fiacca: le tasse. Quelle che, a suo dire, strangolano le aziende e generano disoccupazione. Peccato che, mentre lui parla, la famiglia Arnault stia semplicemente comprando altre azioni per blindare il controllo. Soluzione pratica, zero drammi, massimo pragmatismo. Il capitalismo familiare ringrazia.

Ma la parte più divertente arriva quando si scopre che uno dei suoi figli – Frédéric, per la precisione, vice-président e PDG di Christian Dior – ha ispirato uno dei personaggi della soap opera più ridicola degli ultimi anni: il fidanzato di Mindy in Emily in Paris. Nella serie, il povero rampollo del lusso molla tutto (o quasi) per inseguire una storia d’amore con una cantante cinese presunta ereditiera, tra cuori spezzati, gelosie da boulevard e dialoghi che farebbero arrossire un teleromanzo degli anni ’80. Nella realtà? Frédéric Arnault è saldamente al suo posto, a guidare Dior, a presidiare il fortino familiare, a non mollare un centesimo di potere per inseguire nessuna cotta transcontinentale. Evviva il realismo.

E allora viene da chiedersi: possibile che la fiction sia così brava a sorvolare sulle questioni fiscali (quelle che tanto preoccupano papà Bernard) per concentrarsi solo su vicende amorose ridicole, mentre nella vita vera gli Arnault rispondono alle tasse con un semplice “compriamo di più”? Forse è proprio questo il vero lusso: poter criticare le imposte in conferenza stampa, blindare il 50%+ del capitale e lasciare che Netflix trasformi la tua dinastia in una telenovela di baci sotto la Tour Eiffel. Perché alla fine, mentre noi mortali litighiamo con il Fisco per due centesimi di IVA, loro possono permettersi di giocare sia al patriarca severo che al personaggio da rom-com. E noi? Noi guardiamo Emily in Paris su Netflix, paghiamo l’abbonamento e continuiamo a chiederci perché il nostro conto in banca non si moltiplichi per magia come le azioni LVMH.

Ah, la Francia. Dove il lusso non evade le tasse: le supera comprando se stesso.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Joshu: “Il padrone del palazzo d’oro critica le tasse del re, ma poi compra altre stanze del palazzo. Perché non le lascia andare?”

Rispose Joshu: “Perché sa che il palazzo è suo solo quando nessuno può portarglielo via.”

Il monaco insistette: “E se invece lasciasse tutto per amore, come nelle storie che raccontano i poeti?”

Joshu sorrise e disse: “Le storie d’amore finiscono quando l’amore finisce. Il palazzo resta. Tu scegli: inseguire il bacio o tenere la chiave?”

Un altro monaco, ascoltando, chiese: “Ma il padrone non ha paura che il palazzo diventi troppo pesante da portare?”

E Joshu: “Pesante? No. È solo che, una volta che hai il cinquanta per cento più un mattone, smetti di contare i mattoni e inizi a contare le generazioni. È questo il vero amore: duraturo, noioso, e mai in saldo.”

Ma torniamo alle notizie.

Espulsioni, Domande di Asilo, Titoli di Soggiorno: I Punti Chiave del Rapporto Annuale sull’Immigrazione del Ministero dell’Interno Francese

L’anno 2025 ha visto un aumento dell’immigrazione legale in Francia, spinto soprattutto dalle motivazioni umanitarie e dalla protezione dei rifugiati. Parallelamente, le partenze forzate si sono accelerate, in particolare le espulsioni. Questi dati preliminari, pubblicati dal Ministero dell’Interno il 27 gennaio, offrono una panoramica delle dinamiche migratorie, un tema centrale nel dibattito politico nazionale.

Aumento dei titoli di soggiorno guidato da motivi umanitari

La Francia ha rilasciato 384.000 primi titoli di soggiorno (esclusi i rinnovi) nel 2025, segnando un aumento dell’11,2% (+39.000) rispetto al 2024.
Questo incremento è dovuto principalmente alla categoria umanitaria, che ha visto quasi 93.000 titoli concessi, con una crescita del 65% in un anno. Questa categoria include i titoli attribuiti ai rifugiati e ai beneficiari della “protezione sussidiaria”, destinata ai richiedenti asilo minacciati nel loro Paese.
Gli studenti stranieri sono l’altro motore della crescita e rimangono la prima categoria di beneficiari, con circa 118.000 titoli rilasciati (+6,4%).
I titoli di soggiorno per motivi economici sono invece in calo, con 51.000 rilasci (-12,6%), mentre l’immigrazione familiare è rimasta stabile (91.000 titoli).
Sebbene i tre Paesi del Maghreb si collochino in testa, rappresentando un quarto dei titoli totali, i loro cittadini hanno ricevuto meno titoli rispetto al 2024 (con cali per Marocco, Algeria e Tunisia). Viceversa, si registra un forte aumento dei primi titoli rilasciati a cittadini ucraini (quadruplicati, a 14.400) e afghani (+45,8%) per motivi umanitari.

Gli ucraini in testa alle richieste di asilo

Il numero di prime richieste di asilo è diminuito in modo significativo nell’arco di un anno (-10,1%), attestandosi a 116.746. Questo dato si inserisce in un generale calo osservato anche a livello europeo. Nonostante la diminuzione delle domande, le decisioni favorevoli sono progredite: le concessioni di asilo sono aumentate del 12,1%, portando il tasso di accettazione della protezione al 52,1% — “più di una domanda d’asilo su due è stata accettata”. L’Ucraina rimane il primo Paese di origine dei richiedenti asilo in Francia (11.677 prime domande), sebbene anche qui si registri una flessione nelle richieste.

Accelerano partenze ed espulsioni

Parallelamente all’aumento delle ammissioni, gli allontanamenti dal territorio sono fortemente progrediti. Questo termine copre sia le “partenze forzate sotto scorta”, sia le “partenze volontarie accompagnate dallo Stato” e le “partenze spontanee dopo decisione amministrativa”. In totale, si contano quasi 25.000 allontanamenti nel 2025, con un aumento del 15,7% rispetto al 2024. Le partenze forzate, ovvero le espulsioni, sono aumentate di oltre il 21%, segnando un inasprimento della politica di esecuzione delle misure di allontanamento.

Meno naturalizzazioni dopo l’inasprimento dei criteri

Nel 2025, 62.235 persone hanno ottenuto la nazionalità francese (contro le 66.745 del 2024), registrando un calo del 6,8%. La flessione ha colpito soprattutto le naturalizzazioni per decreto (-13,5%), dopo l’entrata in vigore, nel maggio 2025, di una circolare dell’allora Ministro dell’Interno Bruno Retailleau che ha irrigidito le condizioni di accesso alla nazionalità, in particolare sul livello di francese richiesto e sulla valutazione dell’integrazione professionale del candidato.

Il numero totale di titoli di soggiorno è in lieve aumento

Secondo il rapporto, al 31 dicembre 2025 erano validi in Francia 4,47 milioni di titoli di soggiorno, con un aumento del 3,2% in un anno. L’Insee stimava che al 1° gennaio 2024 circa 6 milioni di stranieri (l’8,8% della popolazione totale di 68,4 milioni) risiedessero in Francia. I tre principali Paesi di origine degli immigrati restano Algeria, Marocco e Portogallo.

Resoconto dei dati preliminari forniti dal Ministero dell’Interno francese il 27 gennaio 2026, riguardanti i flussi migratori e le politiche di gestione per l’anno 2025.


Editoriale di Rachel – La Trasparenza a Intermittenza

Ah, la meravigliosa arte della sorpresa istituzionale. Ci voleva il sacro occhio della televisione pubblica, “L’Œil du 20 heures”, per illuminare il ministro Roland Lescure sul fatto che Capgemini, un fiore all’occhiello della tecnologia francese, stesse facendo affari sporchi con l’ICE, la controversa polizia americana dell’immigrazione. Capgemini stava fornendo strumenti di localizzazione per rintracciare persone: una cosa che, diciamocelo, non è esattamente un’attività da opera pia. E ora, il ministro sgrana gli occhi e chiede all’azienda di “fare la luce”. Luce? Ma dove diavolo era la funzione di vigilanza etica o politica prima che l’inchiesta giornalistica facesse il suo dovere? Evidentemente, la moralità aziendale e l’attenzione governativa si attivano solo quando i riflettori mediatici puntano dritti sui conti in banca.

La difesa avanzata dal direttore generale di Capgemini, Aiman Ezzat, meriterebbe un premio per la comicità involontaria. Ha dichiarato di aver scoperto il contratto “da fonti pubbliche”, e che la filiale americana opera con “reti stagne” e autonomia decisionale. Certo, come no. Dobbiamo credere che un colosso globale da miliardi di euro non abbia la più pallida idea di quali contratti stia firmando una delle sue strutture operative più grandi in un paese straniero, soprattutto quando quel contratto riguarda un’agenzia federale così politicamente calda. Le “reti stagne” sono uno splendido eufemismo per dire: “Vogliamo i profitti generati dalla repressione, ma laviamo le mani dalla responsabilità morale”.

E il Ministro Lescure, dopo aver interpellato Capgemini, afferma che la scusa non è sufficiente. Grazie, Ministro, siamo tutti sollevati dalla sua ovvia constatazione. Ma cosa succede adesso? Il rituale è chiaro: Capgemini si impegnerà a “essere più trasparente” (leggi: a nascondere meglio la prossima volta), farà qualche promessa generica sull’etica e, con ogni probabilità, continuerà a incassare i soldi. La vera questione non è se Capgemini sappia cosa fanno le sue filiali – lo sanno, eccome – ma fino a che punto un governo è disposto a tollerare l’etica di profitto zero-responsabilità delle sue multinazionali prima che la stampa le costringa a un imbarazzante bagno di trasparenza.



Rassegna Stampa francese

Il bilancio 2026 approda al Senato dopo il duplice rigetto delle mozioni di censura all’Assemblea nazionale. Intanto, il colosso Capgemini è sotto i riflettori per il suo contratto con l’ICE americana. Il mercato del lusso accusa un colpo, con LVMH che vede un calo dell’utile netto, mentre il settore dell’abbigliamento infantile Okaïdi chiede il concordato preventivo.

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BFM Business

Il Budget 2026 approda al Senato: Respinte le Mozioni di Censura, Legge Adottata Definitivamente dall’Assemblea

Il progetto di legge finanziaria per il 2026 è stato definitivamente adottato dall’Assemblea nazionale, nonostante gli ultimi tentativi dell’opposizione. Le due nuove mozioni di censura presentate, una dalla sinistra radicale (escluso il Partito Socialista) e l’altra dal Rassemblement National, sono state respinte dai deputati nella tarda serata di ieri. L’Esecutivo guidato dal Primo Ministro Sébastien Lecornu ha superato l’ennesimo ostacolo politico, potendo contare sul sostegno della maggioranza e su una evidente divisione delle opposizioni, che non sono riuscite a trovare un fronte unito per far cadere il Governo. Il testo ora passa all’esame del Senato.

Nonostante l’adozione forzata attraverso l’ennesimo ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione, la procedura ha scatenato accese polemiche. La maggioranza ribadisce la necessità di garantire la stabilità economica del Paese e l’attuazione di misure cruciali per l’economia, mentre le opposizioni denunciano un eccessivo autoritarismo da parte dell’esecutivo. Tra i provvedimenti previsti nel bilancio si annoverano la revisione delle spese, l’aumento della prima di attività e, in un taglio significativo, la soppressione dell’aiuto per la patente di guida destinato agli apprendisti, misure che continuano a polarizzare il dibattito pubblico.

FranceInfo

Immigrazione: Il Ministero dell’Interno Pubblica il Rapporto Annuale su Espulsioni e Richieste di Asilo

Il Ministero dell’Interno ha reso noto il suo rapporto annuale sull’immigrazione, fornendo una panoramica dettagliata delle dinamiche demografiche e amministrative relative a espulsioni, richieste d’asilo e rilascio di titoli di soggiorno. L’analisi sottolinea che l’attenzione del governo rimane focalizzata sul mantenimento di un equilibrio tra accoglienza e fermezza, in linea con le recenti direttive politiche sull’ordine e la sicurezza. I dati mostrano un incremento nelle procedure di espulsione, a fronte di una stabilizzazione delle domande di protezione internazionale rispetto all’anno precedente.

Il rapporto evidenzia come la gestione dei flussi migratori continui a rappresentare una delle sfide più delicate per l’amministrazione, in un contesto europeo caratterizzato da forti pressioni sui confini. Vengono messe in luce anche le criticità legate all’integrazione e al tempo di elaborazione delle pratiche di asilo, spesso oggetto di dibattito e critiche da parte delle associazioni umanitarie. Il Governo ha promesso di snellire ulteriormente le procedure burocratiche per i titoli di soggiorno, pur mantenendo un rigore assoluto nell’applicazione delle leggi.

Le Monde

Sottomissione Chimica: L’Ex Senatore Guerriau Condannato a Quattro Anni di Carcere, Di Cui 18 Mesi Effettivi

Si è concluso a Parigi il processo contro l’ex senatore Joël Guerriau, ritenuto colpevole di aver drogato la deputata Sandrine Josso a sua insaputa nel 2023, con l’intento di commettere aggressione sessuale o stupro. Il tribunale correzionale di Parigi lo ha condannato a quattro anni di reclusione, di cui trenta mesi con la condizionale e diciotto mesi di carcere effettivo. La sentenza, che prevede anche l’interdizione dai diritti civili e l’obbligo di curarsi, è stata accolta con “immenso sollievo” dalla vittima, Sandrine Josso, che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto.

Tuttavia, l’avvocato dell’ex senatore, 68 anni, ha immediatamente annunciato l’intenzione di presentare ricorso. Questa mossa legale ha una conseguenza immediata cruciale: la pena detentiva, pur essendo stata emessa con un mandato di deposito a effetto differito, non è esecutiva fino alla sentenza d’appello, lasciando Guerriau libero per il momento. La condanna riflette la gravità del reato di “sottomissione chimica”, una pratica sempre più al centro del dibattito sulla violenza di genere, ma l’annuncio dell’appello prolungherà i tempi della giustizia per la vittima.

Editoriale di Rachel – Giustizia a rate e il privilegio dell’attesa

Eccoci qui, la République che celebra il coraggio di Sandrine Josso, mentre Joël Guerriau, l’ex senatore, si gode una condanna che suona più come un “appuntamento futuro” con la prigione. Quattro anni totali, diciotto mesi da scontare, ma aspettate un attimo: ricorso presentato e, voilà, il mandato di detenzione a effetto differito senza esecuzione provvisoria entra in scena. Che dire? La giustizia, quando si tratta di uomini potenti, si muove sempre con una certa, elegante lentezza.

Se foste un cittadino comune, sorpresi a rubare una baguette (forse un’esagerazione, ma rende l’idea), la detenzione sarebbe immediata. Ma se sei un ex senatore, accusato di un crimine abietto come la sottomissione chimica, la legge ti offre il lusso di fare ricorso stando comodamente a casa, o forse in qualche lussuosa residenza in attesa del secondo atto giudiziario.

È un’immagine potente, questa: la pena inflitta come promessa, non come conseguenza immediata. La credibilità della nostra classe politica, già messa a dura prova da scandali finanziari, ora si confronta con il ritardo delle sbarre. Ci si chiede se questo “effetto differito” sia un segno di rispetto per il processo legale o semplicemente l’ennesima dimostrazione che, nel palazzo del potere, le regole ordinarie hanno sempre una corsia preferenziale. Josso è sollevata, certo. Ma la strada per la vera giustizia, a quanto pare, è lastricata di appelli.

FranceInfo

Guerra in Ucraina: Un Bilancio Umano Colossale con Quasi Due Milioni di Vittime Militari

Secondo una nuova e inquietante analisi pubblicata dal Center for Strategic and International Studies (CSIS), un influente think tank americano, la guerra in Ucraina ha causato circa due milioni di vittime militari totali, includendo morti, feriti e dispersi sia russi che ucraini. Si tratta di cifre che superano di gran lunga qualsiasi altro conflitto che abbia coinvolto una grande potenza dalla Seconda Guerra Mondiale. L’estensione delle perdite è attribuita principalmente alla parte russa, che secondo il CSIS avrebbe subito circa 325.000 perdite mortali su un totale stimato di 1,2 milioni di vittime complessive dall’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Il rapporto evidenzia come l’esercito di Mosca stia avanzando con una lentezza definita “notevole” sul campo di battaglia, sottolineando l’alto costo umano delle operazioni. Questi numeri, se confermati, metterebbero in seria discussione la capacità di resistenza a lungo termine della Federazione Russa, nonostante le stime di Mediazona e della BBC, basate su dati pubblici, riportino un bilancio provvisorio di 163.600 soldati russi deceduti. Il divario tra le diverse stime riflette la difficoltà di ottenere dati precisi in un conflitto di tale portata, ma la gravità della situazione umana resta innegabile.

Le Figaro

Contratto Capgemini-ICE: Il Ministro Lescure Chiede Trasparenza, Azione in Borsa in Calo

La controversia legata al contratto tra il colosso francese dei servizi digitali Capgemini e l’agenzia di polizia americana per l’immigrazione e le dogane (ICE), duramente criticata per presunte violazioni dei diritti umani, continua a creare onde d’urto in Francia. Roland Lescure, Ministro dell’Economia, ha richiesto ufficialmente a Capgemini di “fare piena luce” sull’accordo, chiedendo maggiore trasparenza e un’attenta riflessione sulle attività della filiale americana coinvolta. Le rivelazioni del programma “L’Œil du 20 heures” hanno messo in luce l’uso da parte dell’ICE di strumenti di identificazione forniti dal gruppo francese, generando un forte dibattito etico.

Il mercato azionario ha reagito negativamente alla notizia e al clima di incertezza, con il titolo Capgemini che ha registrato un calo di oltre il 2% in Borsa. Il gruppo, pur avendo rilasciato dichiarazioni difensive sull’innocuità dell’incarico, non ha placato le preoccupazioni del Ministro e degli osservatori. La richiesta di Lescure non si limita alla semplice spiegazione tecnica, ma esige che l’azienda si interroghi attivamente sulle implicazioni morali e sociali dei servizi offerti a un’agenzia che opera in un contesto di estrema tensione politica e giudiziaria negli Stati Uniti, specialmente dopo i recenti episodi di violenza a Minneapolis.

BFM

Crollo Utile Net LVMH nel 2025: Il Colosso del Lusso Accusa il Colpo del Settore Moda e Pelletteria

Il gigante mondiale del lusso, LVMH, ha chiuso l’anno 2025 registrando un calo del 13% nel suo utile netto, un dato che ha sorpreso gli analisti nonostante le aspettative di rallentamento nel settore. La flessione è stata attribuita principalmente al segmento Moda e Pelletteria, tradizionalmente il motore del gruppo, che ha sofferto in particolare nella prima parte dell’anno. Bernard Arnault, presidente e CEO, ha comunque cercato di infondere fiducia, annunciando che la famiglia Arnault supererà la soglia del 50% del capitale sociale LVMH all’inizio di quest’anno, un segnale di impegno a lungo termine verso le prospettive della società.

Il mercato borsistico ha seguito attentamente la pubblicazione di questi risultati, che aprono la stagione dei bilanci per il settore del lusso. Nonostante la contrazione della redditività, il management si dichiara fiducioso per il 2026, indicando che i dati del quarto trimestre mostrano segnali di ripresa. La sfida per LVMH sarà ora quella di navigare le incertezze economiche globali, in particolare sui mercati asiatici, e mantenere la propria leadership innovando e investendo nei marchi di punta.

FranceInfo

Polemica “No Kids” in TGV: Il Presidente di SNCF Jean Castex Si Dichiara “Sconvolto”

È destinata a prolungarsi la polemica scatenata dall’introduzione di una nuova classe premium sui TGV, che in alcune tratte prevede scompartimenti o aree interdette ai bambini, i cosiddetti “spazi senza bambini” o “no kids”. Jean Castex, presidente della SNCF, si è detto “sconvolto” e “completamente folle” per l’ondata di critiche che ha travolto la compagnia ferroviaria. Castex ha ribadito che l’offerta risponde a una specifica domanda di clientela che cerca tranquillità durante il viaggio, un’esigenza legittima all’interno di una differenziazione dei servizi.

Il dibattito ha rapidamente assunto toni aspri, dividendo l’opinione pubblica tra chi rivendica il diritto a un viaggio silenzioso e chi denuncia una deriva discriminatoria e anti-familiare. La direzione della SNCF, per voce del suo presidente, ha voluto precisare che gli spazi “premium” sono un’opzione limitata e non rappresentano un divieto generalizzato per le famiglie, ma piuttosto un tentativo di modernizzare e segmentare l’offerta per tutte le tipologie di passeggeri, cercando di bilanciare le esigenze di tutti gli utenti.

Le Figaro

Clima: Trump Esce Ufficialmente dall’Accordo di Parigi e Si Vanta delle Vendite di Gas all’Europa

In un gesto che conferma la sua politica isolazionista e scettica sul clima, il Presidente americano Donald Trump ha ufficializzato l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima. L’annuncio è stato accompagnato da dichiarazioni provocatorie, in cui Trump ha lodato i benefici economici della sua politica energetica, sostenendo che l’America ha quadruplicato le sue vendite di gas all’Europa, un risultato che, a suo dire, dimostrerebbe come l’Europa si sia “privata di molti posti di lavoro” aderendo ai vincoli climatici.

Questa mossa segna una battuta d’arresto per gli sforzi globali di mitigazione del cambiamento climatico e riaccende le tensioni commerciali e geopolitiche con l’Unione Europea. Le critiche internazionali sono immediate, ma l’amministrazione americana difende la decisione come necessaria per rilanciare le trivellazioni e l’industria fossile nazionale. L’uscita formale dall’accordo è stata una promessa chiave della campagna elettorale di Trump, che continua a dare priorità alla supremazia economica interna rispetto agli impegni ambientali multilaterali.

BFM Business

Stati Uniti: Fiducia dei Consumatori Crolla ai Minimi dal 2014 per Costo Vita e Crisi Sanitaria

La fiducia dei consumatori americani ha registrato un crollo drammatico a gennaio, toccando il livello più basso dal 2014. L’ultima indagine mensile pubblicata da Conference Board rivela che i timori legati all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e della benzina, la stagnazione dell’occupazione e le preoccupazioni persistenti sulla sanità pubblica sono i principali fattori che hanno determinato questo pessimismo. Questo indice è considerato un termometro fondamentale per prevedere le future tendenze di spesa e l’andamento economico generale del Paese.

Il sentiment negativo dei consumatori arriva in un momento delicato per l’amministrazione, che sta cercando di gestire una serie di crisi interne. Sebbene i dati macroeconomici complessivi non mostrino un collasso immediato, la percezione diffusa di incertezza sul costo della vita quotidiana e sulle prospettive di stabilità lavorativa sta erodendo il morale delle famiglie. Gli analisti temono che un prolungato calo della fiducia possa tradursi in una riduzione della spesa discrezionale, ostacolando una ripresa economica completa.

BBC News

Scandali in Corea del Sud: L’Ex First Lady Kim Keon Hee Rischia il Processo per Corruzione

La Corea del Sud è scossa da una serie di scandali che vedono coinvolta l’ex First Lady, Kim Keon Hee, moglie dell’ex Presidente Yoon Suk Yeol. La donna è attesa in tribunale per una serie di accuse che vanno dalla corruzione alla gestione di fondi illeciti. I media locali hanno ampiamente trattato le vicende che la vedono protagonista, spesso incentrate sull’acquisto e l’utilizzo di beni di lusso, in particolare costose borse firmate, e su presunte manipolazioni borsistiche risalenti al periodo in cui era in carica il marito.

Queste indagini, che hanno contribuito a minare la credibilità dell’amministrazione precedente, sono percepite come una cartina di tornasole della lotta alla corruzione ai massimi livelli politici. Sebbene l’ex First Lady abbia sempre negato ogni accusa, le prove raccolte dalla procura sembrano puntare verso un processo imminente. La vicenda continua a dominare il dibattito pubblico, focalizzando l’attenzione sui legami tra potere politico e interessi economici privati nella repubblica asiatica.

BFM Business

UE e India Concludono l’Accordo Commerciale Più Vasto della Storia: Dazi Ridotti del 90%

Dopo vent’anni di estenuanti negoziati, l’Unione Europea e l’India hanno siglato quello che è stato definito come il più grande accordo commerciale mai raggiunto, destinato a coinvolgere due miliardi di persone e circa il 25% del Prodotto Interno Lordo mondiale. L’intesa prevede una riduzione media dei dazi doganali del 90%, aprendo prospettive di crescita senza precedenti per numerosi settori. Tra i principali beneficiari europei ci sono le esportazioni di automobili, vino, pasta e altri prodotti alimentari, che finora erano gravate da tasse molto alte nel mercato indiano.

Parallelamente, i settori indiani, in particolare l’acciaio e il tessile, vedranno un accesso facilitato al mercato europeo. L’accordo giunge in un momento strategico in cui l’Europa cerca di diversificare le sue catene di approvvigionamento e di rafforzare i legami economici al di fuori dei tradizionali partner occidentali, soprattutto alla luce delle crescenti tensioni geopolitiche globali. L’intesa, però, getta anche un’ombra sul futuro di alcuni settori sensibili, per i quali il rischio di una concorrenza sleale o eccessiva dovrà essere monitorato attentamente dalle autorità europee.

BFM

Crisi nel Settore Abbigliamento: Okaïdi Chiede il Concordato Preventivo, Sconfitta della Fast-Fashion

L’insegna francese di abbigliamento per bambini Okaïdi ha presentato una richiesta di redressement judiciaire, l’equivalente del concordato preventivo, per le sue attività in Francia, che impiegano circa duemila dipendenti. Il gruppo tessile IDKids, proprietario del marchio, ha motivato la decisione con la forte pressione competitiva esercitata sia dall’ascesa della moda ultra-veloce (ultra fast-fashion) che dal boom del mercato dell’usato e della seconda mano. L’azienda, con sede a Roubaix, cerca una ristrutturazione focalizzata sul marchio “Okaïdi+”, un tentativo di modernizzazione e riposizionamento strategico.

Questa mossa evidenzia le profonde difficoltà che stanno attraversando i marchi tradizionali di fascia media in un panorama del consumo in rapida evoluzione. La richiesta di protezione giudiziaria mira a consentire la riorganizzazione finanziaria e operativa, salvaguardando il futuro della maggior parte dei posti di lavoro. La sfida di Okaïdi è di riconquistare una clientela sempre più attenta ai prezzi e alle pratiche di consumo sostenibile, bilanciando qualità e competitività.

FranceInfo

Olimpiadi Invernali Milano-Cortina: L’Invio di Agenti ICE Genera Forte Malcontento in Italia

L’annuncio dell’invio di agenti dell’ICE, la polizia per l’immigrazione statunitense, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, ha scatenato reazioni di forte sdegno in Italia. L’agenzia federale americana ha voluto rassicurare, specificando che il loro ruolo non sarà di polizia immigrazione, bensì di supporto antiterrorismo e sicurezza in collaborazione con le forze dell’ordine italiane. Tuttavia, la presenza di agenti di un corpo così controverso sul suolo italiano ha sollevato forti perplessità politiche e tra l’opinione pubblica.

La notizia, ripresa dai principali media internazionali, ha messo in luce le sensibilità legate alle politiche migratorie promosse dall’amministrazione americana, soprattutto dopo le recenti proteste a Minneapolis per la morte di Alex Pretti, ucciso da un agente federale. L’ICE è percepita in molti Paesi europei come un simbolo di repressione, e il suo dispiegamento, anche se ufficialmente circoscritto a compiti di sicurezza, è visto come un’ingerenza o un segnale politico sgradito sul territorio italiano in vista di un evento globale.

FranceInfo

Indennizzo Negato agli Orfani dei “Malgré-nous”: L’Assemblea Nazionale Respinge la Proposta

Un voto controverso all’Assemblea Nazionale ha respinto la proposta di legge che mirava a indennizzare gli orfani dei cosiddetti “Malgré-nous”, gli alsaziani e mosellani incorporati forzatamente nell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. La decisione ha suscitato profonda amarezza e indignazione nelle regioni dell’Alsazia e della Mosella e tra le associazioni delle vittime. Il dibattito ha toccato corde emotive legate alla memoria storica e al riconoscimento del trauma subito da queste famiglie, costrette a vedere i propri cari combattere sotto una bandiera imposta.

Nonostante l’ampio sostegno morale alla causa, la proposta non ha trovato la maggioranza necessaria per essere adottata. I detrattori del provvedimento hanno sollevato preoccupazioni relative all’apertura di un potenziale precedente legale per altre richieste di indennizzo legate a eventi storici, oltre a questioni di bilancio. Il rifiuto riapre una ferita storica mai completamente rimarginata, lasciando gli orfani in attesa di un pieno riconoscimento nazionale.

Le Monde

Minneapolis: La Star NBA Wembanyama “Orripilato” dopo la Morte di Alex Pretti da Parte dell’ICE

Victor Wembanyama, la stella francese del basket NBA che milita nei San Antonio Spurs, ha espresso il suo orrore e la sua profonda preoccupazione per la morte di Alex Pretti, un manifestante ucciso a Minneapolis durante le operazioni della polizia anti-immigrazione ICE. Wembanyama si è detto “orripilato” e ha condannato l’incidente che ha scosso la città americana. Le sue parole, riportate sui social media, hanno un peso significativo, unendosi al coro delle celebrità che prendono posizione contro le violenze dell’ICE negli Stati Uniti.

L’atleta ha sottolineato quanto sia “folle che le persone possano far finta che l’omicidio di civili sia tollerabile”. La sua reazione si inserisce in un contesto di crescente indignazione non solo a livello locale, ma anche globale, in cui sportivi e artisti di fama, come Katy Perry e Natalie Portman, stanno utilizzando la loro piattaforma per denunciare le politiche e le operazioni violente della polizia federale americana sul territorio, chiedendo un ripensamento delle misure di sicurezza interna.

FranceInfo

La Piattaforma Kick Nel Mirino della Giustizia Francese Dopo la Morte dello Streamer Jean-Pormanove

La giustizia francese ha aperto un’inchiesta preliminare che prende di mira la piattaforma di streaming Kick, cinque mesi dopo la tragica morte del popolare streamer Jean-Pormanove. La decisione arriva a seguito di denunce relative al contesto e alle dinamiche che hanno portato al decesso, sollevando interrogativi sulla moderazione dei contenuti e sulle responsabilità delle piattaforme sociali in caso di contenuti sensibili o pericolosi. L’apertura dell’indagine riflette una crescente volontà da parte delle autorità di regolamentare gli spazi digitali e di far rispettare gli standard etici e legali.

Kick, una piattaforma che è spesso stata associata a contenuti meno regolamentati e a un pubblico di nicchia, dovrà ora fornire spiegazioni dettagliate sui suoi protocolli di sicurezza e di gestione degli utenti. Il caso di Jean-Pormanove ha riacceso il dibattito sulla salute mentale degli streamer e sulla pressione mediatica e sociale alla quale sono sottoposti, elementi che potrebbero aver giocato un ruolo nelle circostanze della sua morte.

BFM Business

Servier Svolta sull’Oncologia: Il Farmaco Voranigo Supera il Daflon come Motore di Crescita

Il laboratorio farmaceutico Servier, secondo in Francia per dimensioni, ha annunciato di aver superato i suoi obiettivi di fatturato annuo, grazie al successo commerciale del suo farmaco anticancro Voranigo. Questo prodotto si è imposto come il nuovo traino per la crescita, superando il Daflon, un pilastro storico delle vendite del gruppo noto per il trattamento dei disturbi venosi. Questo spostamento di focus conferma la strategia di Servier di puntare sempre più sull’oncologia, un segmento ad alto valore aggiunto e in forte espansione.

L’investimento massiccio nella ricerca e sviluppo di terapie oncologiche sta dunque dando i suoi frutti, permettendo al laboratorio di diversificare le sue fonti di reddito e di rafforzare la sua posizione nel mercato globale. Il successo di Voranigo non è solo un trionfo finanziario, ma rappresenta anche un passo avanti significativo nella lotta contro il cancro, consolidando la reputazione di Servier come attore chiave nell’industria farmaceutica di alta specializzazione.

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Koan del giorno
Un maestro Zen chiese al suo discepolo, “Se un uomo potente commette un errore e la condanna è certa, ma l’incarcerazione è differita, la Giustizia è stata compiuta?”
Il discepolo rispose: “Il metallo ha il peso del suo valore, ma se non risuona, a che serve la bilancia?”
Il maestro replicò: “Se la prigione è rimandata da un appello, il senatore è ancora sulla montagna o è già in un’ombra?”
Il discepolo concluse: “È nell’ombra del suo privilegio. E quell’ombra, è ciò che ci impedisce di vedere la vera cella.”

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Meteo

Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 28 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Meteo Parigi e Île-de-France

Gelo secco sulla Capitale: temperature in deficit rispetto alla norma

Parigi si risveglia questo mercoledì 28 gennaio 2026 sotto una cappa grigia e un clima decisamente più rigido rispetto alla media stagionale. Secondo il bollettino dell’esperto Adrien Thomas, aggiornato alle 03:30, la situazione presenta un’affidabilità molto alta, con temperature che si manterranno basse per l’intero arco della giornata.

La mattinata è stata caratterizzata da un cielo molto nuvoloso o coperto, con minime che hanno toccato i 3 gradi (temperatura percepita 3 gradi) e assenza totale di precipitazioni. L’indice UV rimane a zero. Nel pomeriggio, la situazione non cambierà: il cielo resterà molto nuvoloso e coperto, con massime che non supereranno gli 8 gradi (temperatura percepita 7 gradi). I venti, calmi per gran parte della giornata, potranno raggiungere raffiche massime di 10 km/h. La nota climatica del giorno sottolinea che le temperature odierne sono inferiori di 1 grado rispetto alla norma storica (6 gradi), confermando un periodo di freddo secco.

Tendenza: l’anticiclone freddo mantiene i cieli chiusi, precipitazioni sotto media

La Capitale francese e l’Île-de-France rimarranno imprigionate in questo scenario grigio e asciutto per i prossimi giorni. La tendenza a breve termine non segnala variazioni significative, con il mantenimento di temperature basse e cieli spesso coperti, ma senza il rischio di piogge consistenti. Questa persistente assenza di piogge porta il deficit pluviometrico a toccare il -25% rispetto alla norma, nonostante l’assenza di restrizioni idriche attive sul dipartimento. Le condizioni di tempo freddo e stabile sono attese almeno fino al fine settimana.

Meteo Milano e Lombardia

Milano sotto la pioggia: perturbazione atlantica porta instabilità e freddo

Milano si prepara a una giornata di piogge e tempo instabile, risultato dell’avvicinarsi di una perturbazione atlantica che sta bloccando il nord Italia. Il bollettino di 3B Meteo, aggiornato alle 05:33, indica un’attendibilità delle previsioni alta (80-90%). Le temperature si mantengono su valori tipicamente invernali.

La giornata vedrà cieli molto nuvolosi o coperti con piogge deboli che si protrarranno senza sosta, con un accumulo stimato di 13mm. La massima raggiungerà i 7 gradi e la minima i 4 gradi. Lo zero termico, rilevante per le zone montane, è stimato intorno ai 1204 metri. I venti soffieranno moderati da Nord-Nordovest al mattino e da Nordovest nel pomeriggio. Per quanto riguarda la Lombardia, il commento del previsore Daniele Berlusconi indica che la perturbazione è in grado di portare piogge e rovesci anche temporaleschi sulle basse pianure, mentre sulle Orobie si attendono nevicate diffuse, più intense nelle prime ore del giorno, con una quota neve che scende fino a circa 1300 metri.

La Tendenza: rapido miglioramento post-perturbazione, ma il clima resta invernale

Dopo l’ondata di maltempo che interesserà Milano per tutto il mercoledì, le condizioni meteorologiche sono destinate a migliorare rapidamente. Già da giovedì si prevede il ritorno a cieli più soleggiati, sebbene le temperature non subiranno un drastico rialzo. Le massime si attesteranno tra i 6 e gli 8 gradi, mantenendo un clima decisamente fresco. Le previsioni a 15 giorni per la città indicano un periodo di variabilità, con un mix di giornate nuvolose e schiarite, ma con un generale indebolimento dei fenomeni piovosi a partire dal fine settimana.

L’editoriale meteo di Rachel

La Bussola del Sensazionalismo

Se c’è una cosa che i meteorologi e la stampa generalista sanno fare bene, è attribuire al “cambiamento climatico” qualsiasi cosa accada. Oggi, per esempio, abbiamo due realtà: Parigi gela con temperature sotto la media e una siccità secca del 25%. Nessuno grida alla crisi perché fa troppo freddo per essere il riscaldamento globale. Poi c’è Milano, afflitta da una pioggia persistente. Ecco che magicamente, il cassetto del sensazionalismo si riapre: “Perturbazione Atlantica in agguato” è il bel modo di dire che la colpa è della catastrofe imminente. Ma seriamente? Un temporale a gennaio a Milano è ora un segno premonitore? E il freddo anomalo e la siccità di Parigi? Quelli sono solo ‘meteo normale’, ovviamente. Non vi stancate mai di tirare fuori il jolly climatico solo quando piove dove fa comodo, lasciando nel dimenticatoio l’altra metà delle anomalie.

Il Koan del Meteo.

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Milano, oggi mercoledì 28 gennaio, ha la natura di pioggia e basse temperature?”
“Si, di pioggia e basse temperature,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese: “Allora perché si attribuisce questa pioggia insistente alla catastrofe climatica, mentre il gelo secco e la siccità di Parigi rimangono mere ‘anomalie stagionali’?”
E Zhaozhou: “Perché l’uomo non misura il clima dal termometro o dal pluviometro, ma dall’eco del tamburo mediatico che amplifica solo la paura utile al giorno, ignorando il resto del cielo.”


Chiusura.

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