Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 23 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Elezioni Municipali 2026 in Francia: la sinistra tiene le grandi città, l’estrema destra avanza nei centri medi
Il secondo turno delle elezioni municipali francesi, svoltosi domenica 22 marzo 2026, ha delineato un panorama politico dai chiaroscuri netti. Con un’affluenza nazionale attestata al 57%, le grandi metropoli hanno confermato la fiducia alla sinistra, mentre il centro-destra e l’estrema destra hanno messo a segno colpi significativi nelle città di medie dimensioni.’
In questa immagine una chiara rappresentazione della situazione:

A Parigi, Emmanuel Grégoire (Partito Socialista), sostenuto da Ecologisti e Comunisti, ha ottenuto una vittoria netta con il 50,81% dei voti. La sua principale sfidante, l’ex ministra della Cultura Rachida Dati, si è fermata al 41,18%, non riuscendo a ribaltare il vantaggio costruito da Grégoire al primo turno. Anche Marsiglia resta a sinistra: il sindaco uscente Benoît Payan è stato rieletto con il 54,7% dei consensi, staccando nettamente il candidato del Rassemblement National (RN) Franck Allisio (40,1%).
A Lione, l’ecologista Grégory Doucet ha completato una rimonta inaspettata vincendo con il 50,67% dei voti contro lo sfidante Jean-Michel Aulas, ex patron dell’Olympique Lione. Aulas, sostenuto dal centro e dalla destra, ha tuttavia annunciato un ricorso legale denunciando presunte irregolarità nelle operazioni di voto.
Per La France Insoumise (LFI) il bilancio è contrastante. Se da un lato il movimento ha conquistato città simboliche come Roubaix, con la vittoria di David Guiraud (53,19%), e Vénissieux, dall’altro ha fallito l’obiettivo di espugnare Tolosa e Limoges, dove hanno prevalso i candidati del centro-destra.
La serata è stata particolarmente difficile per i Verdi (EELV), che hanno perso diverse città conquistate nel 2020. Bordeaux è passata al macronista Thomas Cazenave, mentre Besançon è tornata alla destra dopo settant’anni di amministrazione progressista. Anche Poitiers ha visto la sconfitta della sindaca ecologista uscente Léonore Moncond’huy a favore del centrista Anthony Brottier.
Sul fronte della destra moderata, i Républicains (LR) celebrano vittorie storiche a Clermont-Ferrand e Brest, oltre alla riconquista di Besançon. Bruno Retailleau ha salutato questi risultati come la conferma della solidità del partito a livello locale.
L’estrema destra segna un punto fondamentale a Nizza, dove Eric Ciotti (UDR, alleato del RN) ha spodestato il rivale storico Christian Estrosi con il 48,54% dei voti. Nonostante il fallimento nel conquistare grandi comuni come Tolone o Nîmes, il Rassemblement National espande la sua rete di sindaci in numerose città medie, tra cui Agde, Carcassonne e Montargis, consolidando la propria strategia di radicamento territoriale.
Infine, tra le figure di rilievo nazionale, l’ex Primo Ministro Edouard Philippe è stato rieletto a Le Havre con il 47,71%, rafforzando la sua possibile corsa alle presidenziali del 2027. Sorte opposta per François Bayrou, leader del MoDem, clamorosamente sconfitto a Pau dal socialista Jérôme Marbot per soli 344 voti.
L’articolo analizza i risultati del ballottaggio delle elezioni comunali francesi del 2026, evidenziando la tenuta della sinistra nelle grandi aree urbane e lo spostamento verso destra di molti centri medi, in un contesto di affluenza superiore rispetto al 2020 ma inferiore al 2014.
Fact Check by GPT-OSS:20b
Parigi resta a sinistra: Emmanuel Grégoire vince nettamente il secondo turno delle municipali
Emmanuel Grégoire, il socialista ex primo vicesindaco di Anne Hidalgo, ha conquistato la mairie di Parigi con il 53,1% dei voti al secondo turno, secondo le stime Ipsos-BVA-Cesi per France Télévisions, Radio France e LCP-Public Sénat. Rachida Dati, candidata della destra, si è fermata al 38%, mentre Sophia Chikirou di La France Insoumise ha chiuso terza con l’8,9%. Una triangolare che si è risolta con un margine ampio per la sinistra, confermando Parigi come roccaforte progressista nonostante le manovre dell’opposizione.

Rachilda Dati
Rachida Dati era partita in svantaggio di dodici punti al primo turno, ma nell’entre-deux-tours aveva tentato il tutto per tutto: prima la fusione con la lista centrista di Pierre-Yves Bournazel, poi il ritiro provvidenziale di Sarah Knafo, la candidata di estrema destra che aveva sfiorato il 10%. Sembrava che i voti di centrodestra e destra estrema potessero convergere massicciamente su di lei, ma il report non è stato sufficiente a ribaltare la partita. La sinistra ha martellato sul “pericolo” di un’alleanza implicita tra Dati e l’estrema destra, evocando scenari da incubo tipo Chirac con Le Pen a sostegno.
Grégoire, dal canto suo, ha scelto la linea dura: niente fusione tecnica con Sophia Chikirou, accusata di aver “passato il tempo a colpirci”. Il messaggio ai suoi elettori è stato chiaro: un voto per LFI avrebbe solo aiutato Dati. La partecipazione è salita al 61,3%, in leggero aumento rispetto al primo turno, segno che la posta in gioco ha mobilitato i parigini. Alla fine, la strategia del “campo largo” a sinistra ha funzionato senza bisogno di compromessi: Parigi resta saldamente a sinistra, e Grégoire può brindare a una vittoria limpida e senza debiti politici.
A Lione la destra annuncia ricorso

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale.
Editoriale di Rachel
Benvenuti nel teatro nazionale francese, dove la politica non è mai noiosa, è solo incomprensibile a chi non ha il manuale delle sottigliezze galliche. A Parigi, Rachida Dati si lancia in una rimonta da film d’azione: fusione lampo con i centristi, ritiro provvidenziale della ragazza di estrema destra che misteriosamente sparisce proprio quando serviva, e via con la grande coalizione anti-sinistra. Sembra il sogno bagnato di ogni commentatore di talk-show: “finalmente la destra si unisce!”. Risultato? Grégoire vince con la faccia di chi non ha dovuto nemmeno sporcarsi le mani stringendo la zampa a Mélenchon. La sinistra urla “pericolo fascista!”, poi brinda con champagne bio senza aver ceduto un millimetro. Classico: minacciare l’apocalisse per tenere tutti in riga, e poi vincere senza muovere un dito. Chapeau.
A Lione invece entriamo nel genere commedia giudiziaria. Jean-Michel Aulas, l’uomo che per vent’anni ha fatto credere che l’Olympique Lyonnais fosse il Real Madrid di periferia, perde di un soffio (51,1% a 48,9%) e immediatamente grida al complotto: “irregolarità! Ricorso! L’écart è sotto i mille voti!”. Traduzione simultanea dal politichese francese: “Ho perso, ma non accetto la sconfitta perché in Francia perdere di misura è solo un invito a fare causa”. Il povero Doucet, che probabilmente stava già preparando il discorso ecologista-commovente, si ritrova a dover difendere il seggio in tribunale invece che in consiglio comunale. Perché sì, in questo paese meraviglioso la democrazia si misura anche in numero di avvocati assoldati il lunedì mattina.
Nel resto della Francia è il solito circo a tre piste: la sinistra tiene le sue città-fortezza come se fossero Verdun, la destra incassa qualche contentino qua e là, l’estrema destra festeggia a Nizza come se avesse preso la Bastiglia, e tutti quanti – vincitori e vinti – si guardano con l’aria di chi ha appena scoperto l’acqua calda: “ma guarda un po’, l’astensione è scesa… forse stavolta ci hanno preso sul serio”. O forse semplicemente i francesi, dopo aver passato cinque anni a lamentarsi di tutto, ogni tanto vanno a votare per non sentirsi in colpa.
Morale della favola? In Francia la politica è come il traffico parigino: tutti corrono, si insultano, si tagliano la strada, si fondono, si ritirano all’ultimo secondo, e alla fine nessuno arriva davvero primo, ma tutti sono convinti di aver vinto moralmente. E se perdono, beh, c’è sempre il ricorso. O il ricorso al ricorso. O il ricorso al ricorso al ricorso. Parce que c’est comme ça, chez nous.
Vive la République, vive la chicane, et vive le drama.

Koan del giorno
Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Le Figaro – Ultimatum di Trump nel Golfo: lo Stretto di Hormuz sull’orlo del baratro
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato una sfida senza precedenti alla Repubblica Islamica, fissando un ultimatum di quarantotto ore per la riapertura totale dello Stretto di Hormuz. In un messaggio che ha raggelato le cancellerie internazionali, Trump ha minacciato di cancellare letteralmente le centrali elettriche iraniane se il traffico marittimo non riprenderà regolarmente entro il limite stabilito. Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha immediatamente avviato consultazioni d’urgenza con la Casa Bianca, cercando di mediare una situazione che rischia di trascinare il mondo in una guerra aperta. La tensione è alimentata dalla consapevolezza che un blocco prolungato di questa vitale arteria commerciale provocherebbe la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni, mettendo in ginocchio le economie globali già fragili.
BFM Business – Difesa e rinnovabili: il costo della convivenza tra radar e pale eoliche
Il Regno Unito si appresta a investire centodieci milioni di euro per aggiornare i propri radar militari, ormai compromessi dalle interferenze generate dai parchi eolici offshore e terrestri. Le turbine in rotazione, infatti, creano disturbi ai sistemi di puntamento, rendendo difficile la rilevazione di droni e altre potenziali minacce aeree. A differenza della strategia britannica, basata sul rinnovo tecnologico a carico dello Stato, la Francia ha optato per una soluzione normativa decisamente più drastica e restrittiva. Le autorità francesi hanno concesso alle forze armate un potere di veto quasi assoluto sull’insediamento di nuovi impianti energetici. In diverse regioni, l’esercito ha già iniziato a bloccare i progetti di sviluppo eolico ritenuti pericolosi per l’integrità dello spazio aereo nazionale, anteponendo di fatto la sicurezza strategica alla transizione ecologica.
FranceInfo – Elon Musk contro il parquet di Parigi: scontro totale sulla valutazione di X
Il miliardario Elon Musk ha scatenato una durissima polemica contro i magistrati francesi, definendoli letteralmente ritardati mentali dopo che questi hanno segnalato alle autorità americane possibili irregolarità finanziarie. Al centro della disputa ci sarebbe una presunta valutazione artificiale del social network X e della startup X AI, operazione che secondo gli inquirenti del parquet di Parigi servirebbe a gonfiare il valore delle aziende per attirare investitori ignari. Musk ha respinto ogni accusa con il suo consueto stile provocatorio, accusando la magistratura francese di interferire negli affari privati di un’azienda statunitense per motivi puramente politici. Questo scontro frontale segna un nuovo minimo storico nelle relazioni tra il magnate della tecnologia e le istituzioni europee, portando il dibattito sulla regolamentazione dei giganti digitali a un livello di tensione verbale mai visto prima.
FranceInfo – Clima fuori controllo: l’Onu lancia l’allarme rosso per l’arrivo di El Niño
L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite ha emesso un avvertimento senza precedenti, affermando che il clima terrestre è più instabile oggi che in qualsiasi altro momento della storia registrata. L’ombra di El Niño incombe sul pianeta, minacciando di spingere le temperature medie globali verso nuovi picchi drammatici. Gli esperti avvertono che non si tratta di semplici variazioni stagionali, ma di una rottura sistemica degli equilibri naturali che influenzerà i raccolti, le riserve idriche e la frequenza di eventi meteorologici catastrofici. L’appello alle grandi potenze è chiaro: senza una riduzione immediata e drastica delle emissioni, i cicli di feedback climatico diventeranno irreversibili, rendendo vaste aree del globo inabitabili. Il rapporto sottolinea come il tempo della prevenzione sia ormai scaduto, lasciando spazio esclusivamente a una gestione dell’emergenza permanente.

Editoriale di Rachel – Eco-terrorismo ONU: il clima come arma di ricatto globale
L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite ha appena lanciato l’ennesimo allarme apocalittico: il clima è «più instabile che mai nella storia registrata», El Niño farà schizzare le temperature, i raccolti spariranno, vaste zone diventeranno inabitabili e i feedback loops sono ormai irreversibili. La prevenzione? Finita. Ora solo «gestione dell’emergenza permanente». E la soluzione? Riduzione drastica e immediata delle emissioni, o il gioco è fatto.
Traduzione: dateci il controllo totale sull’economia mondiale, o il pianeta muore. Questo non è più scienza: è terrorismo climatico con bollo ONU. Usano modelli catastrofisti per terrorizzare governi e cittadini, dipingendo ogni estate calda come la fine dei tempi e ogni El Niño come il diavolo in persona. Intanto tacciono sulle previsioni fallite degli ultimi trent’anni, sui cicli naturali che hanno sempre esistito, sul fatto che la CO₂ non è un veleno ma il gas della vita vegetale.
Il messaggio è sempre lo stesso: rinunciate a crescita, energia affidabile, libertà di movimento, o sarete responsabili della fine del mondo. È un ricatto morale mascherato da rapporto scientifico. E mentre loro predicano austerità dal jet privato al vertice di turno, a noi tocca pagare bollette salate, subire blackout “verdi” e sentirci in colpa per aver acceso il riscaldamento.
Basta. Il clima varia da milioni di anni. L’uomo contribuisce, sì, ma non è il demiurgo del tempo atmosferico. Smontare l’economia globale per inseguire zeri netti impossibili non salverà nessuno: impoverirà miliardi per arricchire pochi. Questo eco-terrorismo va chiamato col suo nome: propaganda ideologica, non meteorologia.
BFM – La Germania punta sull’India per risolvere la crisi della manodopera qualificata
Di fronte a una carenza cronica di lavoratori specializzati che minaccia la crescita industriale, la Germania ha deciso di rivolgersi al subcontinente indiano per reclutare nuove risorse. Il governo tedesco ha lanciato programmi specifici per facilitare l’ingresso di giovani talenti indiani, offrendo percorsi di integrazione rapida e contratti di lavoro nel settore tecnologico e manifatturiero. Questa mossa strategica mira a colmare i vuoti lasciati da una demografia interna in declino e da un sistema educativo che non riesce a stare al passo con le richieste delle imprese. La collaborazione tra Berlino e Nuova Delhi rappresenta un cambiamento epocale nelle politiche migratorie europee, trasformando la necessità economica in un ponte tra culture diverse. Tuttavia, la sfida resta quella dell’integrazione sociale a lungo termine in un Paese dove il dibattito sull’immigrazione è ancora fortemente polarizzato.
Le Figaro – Strage in Sudan: attacco con droni colpisce un ospedale durante l’Eid
Un devastante attacco condotto con droni ha colpito l’ospedale universitario di el-Daein in Sudan, provocando la morte di almeno sessantaquattro persone proprio durante le celebrazioni della festa dell’Eid. Tra le vittime si contano tredici bambini, oltre a medici e infermieri che stavano prestando soccorso ai feriti in una zona già martoriata dai conflitti interni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha condannato fermamente l’incidente, definendolo una violazione barbara dei diritti umani fondamentali e delle convenzioni internazionali sulla protezione delle strutture sanitarie. La situazione nel Paese africano continua a peggiorare, con i combattimenti che non risparmiano i civili e rendono quasi impossibile l’invio di aiuti umanitari nelle province più colpite. La comunità internazionale osserva con impotenza una crisi che sembra destinata a degenerare in una carestia su vasta scala.
BFM Business – Petrolio e guerra: il monito di TotalEnergies sull’economia mondiale
Patrick Pouyanné, amministratore delegato di TotalEnergies, ha lanciato un avvertimento severo sulle conseguenze di un conflitto prolungato in Medio Oriente. Secondo il top manager, circa dieci milioni di barili di petrolio al giorno rischiano di rimanere bloccati nel Golfo Persico se le ostilità non cesseranno immediatamente. Un blocco di questa entità non avrebbe solo ripercussioni sui prezzi della benzina alla pompa, ma colpirebbe duramente l’intera catena di approvvigionamento industriale globale. Pouyanné ha sottolineato che tutte le economie mondiali soffriranno se la crisi dovesse protrarsi per più di sei mesi, portando a un’inflazione incontrollabile e a una possibile paralisi dei trasporti internazionali. Le imprese sono chiamate a diversificare rapidamente le proprie fonti energetiche, anche se nel breve periodo la dipendenza dai flussi mediorientali rimane l’anello debole del sistema produttivo occidentale.
Le Monde – Montenegro: la sfida del primo Paese a entrare nell’Unione con l’euro in tasca
Il Montenegro sta accelerando le procedure per l’adesione all’Unione Europea, portando con sé una particolarità storica unica: il Paese utilizza ufficialmente l’euro come moneta nazionale fin dal 2002, pur non facendo parte della zona euro. Questa scelta fu dettata dal trauma di un’iperinflazione che negli anni novanta raggiunse livelli astronomici, spingendo le autorità di Podgorica ad abbandonare la vecchia valuta per ancorarsi alla stabilità della moneta unica europea. Oggi, il percorso di integrazione del Montenegro è visto come un laboratorio per i futuri allargamenti nei Balcani occidentali. Le istituzioni europee devono però affrontare il paradosso di un Paese che ha già adottato la moneta senza aver ancora recepito tutte le normative fiscali e bancarie richieste da Bruxelles. Il successo di questa transizione sarà fondamentale per dimostrare la capacità dell’Europa di integrare territori con storie economiche complesse e travagliate.
Le Figaro – Ladurée Café: la sfida premium della pasticceria francese al mercato globale
La celebre maison Ladurée ha inaugurato a Parigi il suo primo Ladurée Café, segnando l’ingresso ufficiale del marchio nel settore dei coffee shop di lusso. L’obiettivo è quello di sfidare i colossi mondiali del caffè offrendo un’esperienza francese autentica e raffinata, che unisce la pasticceria d’alta scuola alla cultura contemporanea della colazione veloce. Sono già previste oltre cinquanta aperture in tutto il mondo, con particolare attenzione ai mercati degli Stati Uniti e dell’Asia, dove il brand gode di un prestigio altissimo. Questa mossa strategica punta a democratizzare il lusso senza perderne l’esclusività, trasformando il rito del caffè in un momento di degustazione premium. Il successo di questo format potrebbe ridefinire gli standard del settore, portando l’eleganza parigina nelle strade delle principali metropoli internazionali.
BFM – L’addio di Christian Estrosi: Nizza chiude un’epoca e saluta il suo sindaco
Christian Estrosi ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla vita politica locale, segnando la fine di un lungo regno sulla città di Nizza. L’ex sindaco, figura dominante della scena politica della Costa Azzurra per decenni, ha scelto di fare un passo indietro lasciando spazio a una nuova generazione di amministratori. La notizia ha colto di sorpresa molti osservatori, proprio mentre la città ha scelto di affidarsi a Eric Ciotti, confermando lo spostamento dell’asse politico cittadino verso posizioni più radicali. L’eredità di Estrosi, fatta di grandi opere pubbliche e di una trasformazione urbana senza precedenti, rimarrà un punto di riferimento per il futuro della regione. Tuttavia, il suo addio apre una fase di incertezza e di ricomposizione delle alleanze all’interno del centrodestra francese, in un momento in cui le divisioni interne minacciano di indebolire la coalizione a livello nazionale.
FranceInfo – Arrestato Ganito: finisce la fuga del detenuto evaso da Villepinte
Dopo due settimane di ricerche intense, le forze dell’ordine hanno arrestato Ilyas Kherbouch, meglio conosciuto come Ganito, il detenuto protagonista di una fuga spettacolare dalla prigione di Villepinte. L’uomo è stato interpellato in una località balneare nel sud della Francia grazie a un’operazione coordinata che ha coinvolto i reparti speciali della gendarmeria. Insieme a lui è stata fermata la sua compagna, un’ex agente della sorveglianza penitenziaria che è stata radiata dal corpo proprio per i suoi legami con il fuggitivo. La fuga di Ganito, pianificata nei minimi dettagli con la complicità di soggetti travestiti da agenti di polizia, aveva messo in grave imbarazzo il sistema carcerario francese, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei penitenziari di massima sicurezza e sulla correttezza del personale interno incaricato della sorveglianza.
BFM Business – Violenza in Cisgiordania: attacchi dei coloni seminano il terrore nei villaggi
Una serie di violenti raid condotti da coloni israeliani ha colpito diversi villaggi palestinesi nella Cisgiordania occupata, provocando numerosi feriti e ingenti danni materiali. La scintilla della violenza è scoppiata dopo l’uccisione di un giovane colono di diciotto anni, travolto da un veicolo mentre si trovava a bordo del suo quad. Per rappresaglia, decine di persone hanno assaltato abitazioni e proprietà private, dando fuoco a stalle e veicoli sotto gli occhi di una comunità internazionale sempre più allarmata. Il rischio di un’escalation incontrollabile nell’area è altissimo, con le tensioni che minacciano di estendersi anche alle città vicine. Le autorità locali faticano a mantenere l’ordine, mentre il numero delle vittime civili continua a salire, rendendo ogni prospettiva di dialogo politico tra le parti sempre più lontana e difficile da concretizzare.
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Meteo Parigi e Milano per lunedì 23 marzo 2026

Parigi tra schiarite e nubi passeggere
Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet indicano per oggi, lunedì 23 marzo, una situazione di grande stabilità atmosferica con un’affidabilità molto elevata confermata dal bollettino delle ore 03:30. La mattinata si apre con un cielo variabile che tende a schiarirsi rapidamente lasciando spazio a ampie zone di sereno. Durante il pomeriggio la capitale francese vedrà un’alternanza tra nubi alte e sole splendente, con un indice UV moderato pari a 3 che invita alla prudenza all’aperto. La sera si manterrà gradevole e poco nuvolosa, mentre la notte trascorrerà tranquilla con una parziale copertura che non porterà alcuna precipitazione. Le temperature oscilleranno tra una minima di 6 e una massima di 17. Il vento soffierà dai quadranti settentrionali con raffiche che potranno toccare i 20 chilometri orari.
Milano splende sotto un sole primaverile
Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle ore 03:10, la città di Milano godrà di un tempo splendido con un’attendibilità altissima fissata al 95 percento. La mattina inizia con cieli poco nuvolosi che lasceranno prontamente il posto a un sole radioso per tutto il resto del lunedì. Il pomeriggio sarà caratterizzato da un clima mite e tipicamente primaverile, mentre la sera e la notte proseguiranno con condizioni di totale serenità e assenza di foschia. Le temperature vedranno una minima di 7 e una punta massima di 17, con lo zero termico che si attesterà intorno ai 1597 metri di quota. I venti saranno molto deboli e soffieranno prevalentemente da ovest, garantendo una giornata di calma assoluta senza alcuna allerta meteorologica.

Editoriale Meteo di Rachel – La dittatura del cielo sereno
Oh, guardate, c’è il sole sia a Parigi che a Milano. Un evento assolutamente inaudito che sicuramente scatenerà i soliti profeti di sventura pronti a giurare che un pomeriggio a 17 gradi a fine marzo sia il preludio inequivocabile dell’apocalisse termica globale. Mi raccomando, non azzardatevi a godervi questa piacevole brezza senza prima aver consultato l’ultimo grafico allarmista che trasforma una normalissima giornata di inizio primavera in un grido d’aiuto disperato della Terra in agonia. Non sia mai che ci si limiti a chiamarla bella giornata senza dover espiare qualche colpa ecologica tra un caffè e l’altro.
Chissà se riusciremo mai a distinguere la meteorologia dalla politica senza che qualcuno si senta in dovere di scusarsi per il fatto che non piova. Oggi i dati dicono che il cielo è limpido e i parassiti come la zecca del cane sono a livelli minimi, ma sono certa che troverete il modo di attribuire questa fastidiosa mancanza di catastrofi imminenti a qualche peccato ambientale commesso durante il fine settimana. Restate pure in ansia mentre io mi godo il sole, d’altronde l’indignazione climatica è l’unico accessorio che non passa mai di moda, nemmeno quando fuori si sta divinamente bene.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: Il sole oggi splende sia a Parigi che a Milano, è questa la prova che il mondo è in armonia?
Zhaozhou rispose: Se porti con te un ombrello quando il cielo è vuoto, ti bagnerai con la tua stessa preoccupazione.
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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