Francia24: Il ritorno di Celine Dion a Parigi, video – Sussidio statale per i Gatti in Francia? – Anche la plastica vittima della guerra – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
31 Mar 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 31 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Francia24: Il ritorno di Celine Dion a Parigi, video – Sussidio statale per i Gatti in Francia? – Anche la plastica vittima della guerra – Meteo Parigi e Milano

“Non vedo l’ora di rivedervi”: il messaggio di Céline Dion che annuncia su France 2 il suo ritorno sul palco a Parigi nell’autunno 2026

Céline Dion ha fatto un bellissimo regalo ai suoi fan in occasione del suo compleanno. In un messaggio trasmesso su France 2 e sui suoi canali social lunedì 30 marzo, la cantante ha annunciato il suo grande ritorno sulle scene a Parigi per una serie di dieci concerti, che si terranno ogni mercoledì e sabato, dal 12 settembre al 14 ottobre. I biglietti in prevendita saranno disponibili a partire dal 7 aprile per i fan che si saranno registrati sul suo sito ufficiale entro il 2 aprile.

La star canadese non sale sul palco dal 2020 e non si esibisce in Francia dal 2016. Il suo ultimo tour, il “Courage World Tour”, era stato annullato a causa della pandemia di Covid-19 e, successivamente, per i sintomi causati dalla sindrome della persona rigida, una malattia neurologica incurabile da cui è affetta.

Nel video, Céline Dion si rivolge direttamente al suo pubblico: “Buongiorno a tutti voi. Sapete, nella mia carriera ho registrato molti messaggi di auguri, ma per la prima volta ne registro uno per il mio compleanno. Devo ammettere che non è facile nascondermi dal mio stesso compleanno, ma volevo dirvi che sto davvero bene. Per quanto riguarda la mia salute, mi sento bene, mi sento forte, canto molto e faccio persino un po’ di danza.

Ma ho qualcosa di molto importante da dirvi. In questi ultimi anni, non c’è stato un solo giorno in cui non abbia sentito le vostre preghiere, il vostro sostegno e, naturalmente, il vostro amore. Anche nei momenti più difficili, eravate lì. Mi avete aiutata in modo inspiegabile e mi sento davvero fortunata a poter contare su di voi. Mi mancate molto.

Tutto questo mi riporta al mio compleanno. Quest’anno riceverò il miglior regalo di tutta la mia vita: avrò la fortuna di venire a trovarvi e di poter cantare ancora per voi a Parigi, a partire dal prossimo autunno, nel mese di settembre. Sono così felice! Mi sento forte e super emozionata, anche un po’ nervosa, certo. Ma soprattutto, sono immensamente grata a tutti voi. Non vedo l’ora di rivedervi. Buon compleanno a me stessa, vi voglio bene e a presto. Un grande bacio.”

L’annuncio segna la fine di una lunga assenza dalle scene per l’artista, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare pubblicamente le sfide legate a una rara patologia neurologica. La serie di concerti a Parigi nel 2026 rappresenta uno degli eventi musicali più attesi del decennio per i fan della cantante québécoise.

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Aiuti sociali: quando gli influencer diffondono fake news

La CAF (Cassa di assegni familiari) e l’Assicurazione Malattia in Francia hanno lanciato un allarme contro la crescente diffusione di informazioni false sui social media, in particolare su TikTok. Molti influencer stanno suggerendo ai propri follower di richiedere sussidi statali inesistenti, come ad esempio aiuti economici per il mantenimento degli animali domestici. Il problema principale è che queste agevolazioni non esistono, ma i creatori di contenuti traggono profitto grazie ai numerosi clic generati.

Sulla piattaforma TikTok circolano video che avvisano gli spettatori di presunti aiuti che i cittadini francesi non starebbero riscattando. Alcuni montaggi, spesso realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, sostengono che cani e gatti saranno inclusi nel calcolo degli assegni familiari, con un contributo di 230 euro per ogni animale. Tuttavia, si tratta di una notizia del tutto falsa: in Francia solo gli esseri umani possono essere presi in considerazione per tali prestazioni.

Altre clip promettono bonus consistenti, fino a 400 euro al mese, per chiunque guadagni meno di 2.000 euro mensili. Spesso questi account inseriscono scritte minuscole in fondo al video con diciture come “ipotesi per il dibattito” per tutelarsi legalmente, ma l’impatto resta comunque disorientante. Damien Ranger-Martinez, direttore della comunicazione della CNAF, ha spiegato che queste fake news provocano decine di migliaia di chiamate e mail inutili, intasando i servizi di assistenza e danneggiando gravemente il funzionamento quotidiano degli uffici.

L’obiettivo degli influencer è puramente economico: video che promettono guadagni facili o che utilizzano immagini di animali diventano virali rapidamente, superando spesso il milione e mezzo di visualizzazioni. Più clic ottengono, maggiore è la remunerazione che ricevono da TikTok. Dal canto suo, il social network assicura di impiegare ingenti risorse tecnologiche e umane per identificare e rimuovere i contenuti che diffondono disinformazione.

Il fenomeno della disinformazione sui sussidi pubblici evidenzia come le dinamiche di monetizzazione dei social media possano avere ripercussioni concrete sull’efficienza della pubblica amministrazione, spingendo gli utenti a rincorrere bonus inesistenti e sovraccaricando i servizi statali.

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Editoriale di Rachel – L’assegno di mantenimento per il gatto Fuffi

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Benvenuti nel 2026, l’anno in cui il vostro gatto non solo ignora i vostri ordini con la solita aristocratica noncuranza, ma secondo TikTok dovrebbe pure ricevere un sussidio statale. Pare che in Francia la gente abbia preso d’assalto gli uffici pubblici chiedendo i 230 euro mensili promessi da qualche genio della lampada digitale per il mantenimento del felino casalingo. Ma davvero siamo arrivati al punto che un video generato dall’intelligenza artificiale ha più autorevolezza di un regolamento ministeriale? La prossima volta chiederemo il bonus vacanze per i pesci rossi, d’altronde lo stress da boccia è un tema sociale serissimo che merita un’attenzione particolare della politica.

E che dire di questi influencer, paladini del nulla cosmico che confezionano bufale con la stessa cura con cui si sceglie un filtro bellezza? Si inventano bonus da 400 euro per chi guadagna poco, salvo poi scrivere in caratteri microscopici che si tratta di una semplice ipotesi per il dibattito. Geniale, no? È come se io vi dicessi che da domani pioveranno lingotti d’oro in Piazza Duomo e poi aggiungessi a bassa voce che è solo una metafora meteorologica. Intanto loro incassano i clic e la Cassa per le indennità familiari affoga tra migliaia di telefonate di cittadini giustamente disperati, ma ingiustificabilmente creduloni.

La cosa piu’ esilarante e’ la reazione delle piattaforme social. TikTok assicura di mettere in campo eserciti di umani e robot per stanare la disinformazione, eppure questi video scalano le classifiche piu’ velocemente di una hit estiva. Forse perche’ l’algoritmo non mangia la verita’, ma si nutre avidamente di indignazione e speranza spicciola? Vedere persone che chiedono disperatamente nei commenti come fare domanda per un sussidio inesistente mette una tristezza infinita, interrotta solo dal fastidio per chi lucra spudoratamente su questa ignoranza programmata.

Alla fine la colpa e’ sempre della solita vecchia pigrizia intellettuale mascherata da modernita’. Se un avatar creato al computer ci dice che lo Stato ci regala soldi perche’ abbiamo un gatto, noi ci crediamo perche’ e’ molto piu’ facile che leggere un noioso decreto. Il giornalismo dovrebbe spiegare i fatti, ma ormai passa il tempo a rincorrere le smentite di baggianate talmente colossali che persino Pinocchio si sentirebbe un dilettante. In attesa del bonus per i sogni nel cassetto, continuate pure a scorrere lo schermo: la realta’ e’ rimasta fuori, a pulire la lettiera del gatto a proprie spese.

Koan del giorno

Un monaco chiese al Maestro: Maestro, se l’intelligenza artificiale dice che il mio gatto ha diritto a un sussidio statale, perché il postino continua a portarmi solo bollette da pagare?

Il Maestro rispose: L’immagine del pane non sazia mai il ventre, ma il rumore del morso simulato arricchisce sempre chi vende il grano finto.

Allora il monaco insistette: Eppure migliaia di persone bussano alla porta del tesoriere chiedendo l’oro promesso dai video sullo schermo.

Il Maestro sorrise e disse: Quando il saggio indica la legge, lo stolto guarda il profilo dell’influencer per vedere se ha abbastanza follower per avere ragione.

Ma torniamo alle notizie.

 


Posate usa e getta, bottiglie, sacchi della spazzatura… La plastica è l’altra vittima della guerra in Iran (e i prezzi volano a livelli mai visti in 25 anni)

L’impennata dei prezzi dell’energia, legata alle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz, sta scatenando uno shock senza precedenti nella petrolchimica mondiale. Il risultato è un rapido aumento dei costi della plastica — e presto di numerosi prodotti di uso quotidiano — con effetti che potrebbero durare fino a due anni.

L’esplosione dei prezzi energetici dovuta al conflitto con l’Iran sta iniziando a propagarsi ben oltre i mercati petroliferi. Secondo diversi esperti, i consumatori noteranno presto rincari su molti beni comuni in plastica, conseguenza diretta delle tensioni geopolitiche e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali.

Il fulcro del problema è lo Stretto di Hormuz, un’arteria strategica dove transita circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. La chiusura, o anche solo la minaccia a questa via marittima, provoca una crisi nel settore petrolchimico che coinvolge indirettamente il 95% dei prodotti quotidiani.

Dall’inizio delle ostilità a fine febbraio, il prezzo del petrolio greggio è balzato da circa 67 a 108 dollari (al 30 marzo), con un incremento superiore al 60%. Nello stesso periodo, i prezzi del gas naturale in Europa e Asia sono aumentati della stessa misura. Poiché oltre il 99% della plastica deriva da combustibili fossili, il costo di produzione è estremamente sensibile alle variazioni energetiche.

Secondo Patrick Penfield, professore alla Syracuse University, prodotti come posate usa e getta, bevande in bottiglia e sacchi della spazzatura saranno i primi a subire rincari nelle prossime settimane. I dati di Plastics Exchange mostrano che i prezzi delle resine plastiche sono già cresciuti di oltre il 10% in un solo mese. Michael Greenberg, CEO di Plastics Exchange, ha dichiarato di non aver mai visto un aumento mensile del polietilene così brutale in 25 anni di attività.

L’impatto è spesso difficile da identificare immediatamente per il consumatore, poiché la plastica è presente in ogni fase della produzione e del packaging. Tuttavia, l’effetto si diffonderà rapidamente anche al settore alimentare attraverso l’aumento dei costi di imballaggio in un arco di tempo compreso tra due e quattro mesi.

Il ruolo del Medio Oriente è centrale in questa dinamica: la regione rappresenta circa il 15% della produzione mondiale e un quarto delle esportazioni globali di polietilene e polipropilene, due materie plastiche essenziali. Circa l’84% della capacità produttiva di polietilene del Medio Oriente dipende dallo Stretto di Hormuz per le esportazioni via mare.

Anche in caso di una rapida risoluzione del conflitto, la catena di approvvigionamento non tornerebbe alla normalità immediatamente. Gli esperti prevedono che i consumatori potrebbero subire questi aumenti per uno o due anni, confermando che lo shock attuale ha superato ampiamente i confini del solo settore energetico per colpire l’intera economia dei consumi.

L’articolo analizza le ripercussioni economiche globali del conflitto in Iran, focalizzandosi sullo shock nel settore petrolchimico e sull’inevitabile aumento dei prezzi dei prodotti plastici di consumo quotidiano a causa della crisi nel Golfo.

Fact Check by GPT-OSS:20b


Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

Escalation in Medio Oriente e blocco dei cieli spagnoli

La situazione nel quadrante mediorientale si fa sempre più incandescente dopo la morte di altri due Caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano. I militari sono rimasti vittime di un’esplosione di origine ancora ignota che ha distrutto il loro veicolo nei pressi di Bani Hayyan, portando a tre il numero dei soldati internazionali caduti nelle ultime ventiquattro ore. In risposta all’intensificarsi del conflitto, il governo di Madrid ha preso una decisione drastica chiudendo il proprio spazio aereo ai voli militari degli Stati Uniti diretti verso la zona delle operazioni. Contemporaneamente, dal fronte americano giungono le pesanti minacce del presidente Trump, il quale ha avvertito Teheran di essere pronto ad annientare l’isola di Kharg, snodo vitale per l’industria petrolifera iraniana, qualora i negoziati non dovessero produrre risultati immediati.

Le Monde

Israele introduce la pena di morte per i reati di terrorismo

Il Parlamento israeliano ha approvato in via definitiva una legge estremamente controversa che stabilisce la pena di morte per le persone condannate per atti di terrorismo. Il provvedimento, sostenuto con forza dalle ali più a destra della coalizione di governo e in particolare dal ministro della sicurezza Itamar Ben-Gvir, sembra essere stato strutturato specificamente per essere applicato ai prigionieri palestinesi accusati di attentati mortali contro cittadini israeliani. La notizia ha immediatamente scatenato un’ondata di proteste da parte delle organizzazioni per i diritti umani e di diverse cancellerie internazionali. Un’organizzazione non governativa israeliana ha già annunciato il deposito di un ricorso urgente presso la Corte Suprema per bloccare l’applicazione della norma, definita contraria ai principi fondamentali dello Stato.

FranceInfo

Céline Dion rompe il silenzio e torna sul palco a Parigi

Dopo una lunga e sofferta assenza dalle scene dovuta a gravi problemi di salute, Céline Dion ha annunciato il suo ritorno trionfale a Parigi per l’autunno del 2026. Attraverso un video messaggio carico di emozione diffuso sulla televisione pubblica francese, la stella del Québec ha dichiarato di essere finalmente pronta a riabbracciare il suo pubblico con una serie di dieci concerti che si terranno tra settembre e ottobre. La cantante era stata costretta a ritirarsi a causa di una rara patologia neurologica che aveva compromesso le sue corde vocali e la capacità di camminare, ma le recenti cure sembrano aver dato i risultati sperati. L’annuncio ha scatenato una vera e propria caccia ai biglietti, con migliaia di fan pronti a iscriversi alle prevendite per assistere a quello che viene già definito l’evento musicale dell’anno.

 

BFM Business

Airbus testa Bird of Prey contro la minaccia dei droni

Il colosso aerospaziale Airbus ha completato con successo in Germania i test del Bird of Prey, un nuovo sistema di difesa aerea progettato per contrastare la guerra a basso costo. Si tratta di un intercettore autonomo e riutilizzabile capace di abbattere i droni kamikaze utilizzando missili dal costo contenuto, nell’ordine di poche migliaia di dollari. L’obiettivo tecnologico è rendere la difesa dei cieli economicamente sostenibile, evitando di sprecare munizioni sofisticate e milionarie contro minacce di massa prodotte su scala industriale. Questo test segna l’ingresso ufficiale della difesa europea in una nuova generazione di armamenti robotizzati, pronti a rispondere alle tattiche di saturazione che stanno caratterizzando i conflitti moderni dalla periferia dell’Europa al Medio Oriente.

BFM

Il G7 si mobilita contro il caro energia e i blocchi commerciali

I ministri delle finanze e dell’energia delle nazioni del G7 si sono riuniti d’urgenza in videoconferenza per analizzare la gravissima instabilità dei mercati energetici globali. Nel comunicato finale, le potenze industriali hanno rivolto un appello pressante a tutti i paesi produttori affinché si astengano dall’imporre restrizioni ingiustificate alle esportazioni di idrocarburi. La preoccupazione principale riguarda l’impennata del prezzo del greggio, che minaccia di soffocare la ripresa economica globale. I sette grandi si sono detti pronti a intraprendere ogni misura necessaria per garantire la stabilità delle forniture, sottolineando che l’energia non deve essere utilizzata come strumento di ricatto politico in un momento di estrema fragilità delle relazioni internazionali.

BFM Business

Utile da record per TotalEnergies grazie alla scommessa sul greggio

In un contesto di crisi energetica generalizzata, TotalEnergies emerge come il grande vincitore finanziario del mese di marzo. Secondo indiscrezioni di mercato, la compagnia petrolifera francese avrebbe realizzato un profitto eccezionale di un miliardo di dollari in soli trenta giorni. Il successo sarebbe frutto di una posizione finanziaria senza precedenti nella storia dei mercati petroliferi: TotalEnergies sarebbe stata l’unica grande azienda a scommettere massicciamente sulla fiammata dei prezzi del greggio poco prima dell’escalation del conflitto iraniano. Mentre i consumatori soffrono per i rincari alla pompa, i bilanci della multinazionale segnano massimi storici, sollevando nuove polemiche sulla tassazione degli extraprofitti energetici in tempo di guerra.

Le Monde

Difesa comune: patto decennale tra Ucraina e Bulgaria

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato con soddisfazione la firma di un accordo di difesa della durata di dieci anni con la Bulgaria. L’intesa tra Kiev e Sofia non si limita alla fornitura di armamenti, ma prevede una cooperazione industriale strutturale per la produzione congiunta di armi sul territorio di entrambi i paesi. La Bulgaria, nota per la sua rilevante capacità produttiva bellica di matrice sovietica e moderna, diventa così un partner strategico fondamentale per la resistenza ucraina. L’accordo si focalizzerà in particolare sulla fabbricazione di droni d’attacco e munizioni di grosso calibro, garantendo all’Ucraina un flusso costante di forniture militari indipendentemente dalle oscillazioni della politica internazionale occidentale.

Le Figaro

Pakistan mediatore inaspettato tra Trump e Teheran

Il ruolo del Pakistan come intermediario nel conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran ha sorpreso molti osservatori diplomatici, ma sta rivelando un’efficacia insospettabile. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sembra essere riuscito a conquistare la fiducia del presidente Donald Trump, posizionandosi come il canale di comunicazione principale per evitare uno scontro frontale totale. La mediazione di Islamabad si concentra sulla negoziazione di corridoi sicuri per le petroliere nello stretto di Hormuz, cercando di mitigare le minacce di blocco navale. La posizione geopolitica del Pakistan e i suoi storici legami con entrambe le potenze lo rendono l’unico attore in grado di dialogare simultaneamente con la Casa Bianca e con i vertici militari iraniani.

FranceInfo

Camionisti e agricoltori in rivolta contro il caro carburante

Le strade della Francia sono nuovamente teatro di forti mobilitazioni da parte degli autotrasportatori e degli agricoltori, messi in ginocchio dall’impennata dei costi del gasolio. I sindacati di categoria hanno organizzato operazioni a passo d’uomo sulle principali arterie stradali e autostradali per denunciare la disperazione di un settore che non riesce più a coprire i costi operativi. La Federazione Nazionale dei Sindacati degli Agricoltori ha chiesto esplicitamente al governo un aiuto diretto di trenta centesimi al litro, definendo insufficienti le misure di sostegno finora ipotizzate dal primo ministro Lecornu. Il governo si trova di fronte a una situazione esplosiva, con il rischio di blocchi dei rifornimenti che potrebbero paralizzare l’intera economia nazionale nei prossimi giorni.

Le Monde

Chirurgia estetica clandestina: tragedia a Lione

Il settore della chirurgia plastica francese è in stato di allerta dopo la morte di una donna a Lione a seguito di un intervento estetico illegale. Una sospetta è stata arrestata e incriminata per omicidio colposo dopo aver praticato iniezioni di sostanze non autorizzate in un ambiente non medico. Il Sindacato Nazionale di Chirurgia Plastica è intervenuto con durezza, chiedendo alle autorità di colpire con fermezza le cosiddette iniettrici abusive prima che si verifichino ulteriori drammi. Il fenomeno delle pratiche estetiche clandestine, spesso pubblicizzate sui social media a prezzi stracciati, sta diventando una vera emergenza sanitaria, alimentata dalla ricerca ossessiva della perfezione estetica a scapito della sicurezza medica fondamentale.

BFM Business

Liquidazione ufficiale per l’Istituto Nazionale del Consumo

Si chiude un’era per la tutela dei cittadini francesi con l’ufficializzazione della liquidazione dell’Istituto Nazionale del Consumo. La storica testata 60 millions de consommateurs si trova ora ufficialmente alla ricerca di un acquirente che possa garantirne la sopravvivenza editoriale e l’indipendenza. La crisi finanziaria dell’ente pubblico è diventata irreversibile, nonostante i tentativi di ristrutturazione degli ultimi anni. La scomparsa di questa voce critica rappresenterebbe un duro colpo per la trasparenza del mercato e per i diritti dei consumatori, in un periodo segnato da forti speculazioni sui prezzi e truffe informatiche sempre più sofisticate che colpiscono quotidianamente migliaia di famiglie.

Le Figaro

Bandiere europee rimosse dai municipi governati dall’RN

Nuova bufera politica in Francia dopo che diversi sindaci appartenenti al Rassemblement National, appena eletti nelle recenti consultazioni municipali, hanno iniziato a rimuovere le bandiere dell’Unione Europea dalle facciate dei municipi. Da Canohès a Cagnes-sur-Mer, i primi cittadini della destra radicale rivendicano il gesto come un atto di sovranità nazionale e di fedeltà ai simboli repubblicani francesi. Il governo, attraverso il ministro per l’Europa Benjamin Haddad, ha duramente condannato queste iniziative definendole puro populismo che danneggia l’immagine della Francia all’estero. La polemica sta spaccando l’opinione pubblica locale, tra chi sostiene la scelta dei sindaci e chi vede nella rimozione dei vessilli blu un segnale pericoloso di isolazionismo.

FranceInfo

Sciopero dei docenti contro i tagli alle classi

Il mondo della scuola francese si ferma per una giornata di protesta nazionale che vedrà l’adesione di circa il 30% degli insegnanti della scuola primaria. Lo sciopero, indetto dai principali sindacati dell’istruzione, mira a contestare la politica di tagli ai posti di lavoro e la chiusura di numerose classi prevista per il prossimo anno scolastico. Oltre alle rivendicazioni salariali e alla richiesta di una rivalutazione degli stipendi legata all’inflazione, i docenti denunciano un degrado costante delle condizioni di insegnamento e una mancanza di investimenti nelle strutture scolastiche periferiche. Numerose manifestazioni sono previste nelle principali città del paese, con il rischio di pesanti disagi per le famiglie e per il normale svolgimento delle attività didattiche.


Meteo Parigi e Milano per martedì 31 marzo 2026

Parigi e un cielo costantemente coperto

Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet indicano per oggi, martedì 31 marzo, una situazione meteorologica caratterizzata da una spiccata nuvolosità su tutta la capitale francese. Il bollettino delle ore 03:45 conferma una affidabilità molto buona nonostante il cielo si presenti decisamente carico per l’intera giornata. Durante la mattina e il pomeriggio si alterneranno brevi e timide schiarite in un contesto dominato dalle nubi, ma fortunatamente senza alcun rischio di precipitazioni. La sera e la notte seguiranno lo stesso andamento con una copertura persistente che manterrà le temperature tra una minima di 6 e una massima di 11 gradi. Il vento soffierà da nord-ovest con raffiche che potranno raggiungere i 30 chilometri orari, mentre l’indice UV rimarrà molto basso a causa dello schermo nuvoloso.

Milano tra sole splendente e vento forte

Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle ore 05:01, la città di Milano godrà di una giornata stabile e ampiamente soleggiata con una affidabilità altissima del 95 per cento. Il cielo resterà sereno o poco nuvoloso per tutta la mattina e il pomeriggio, regalando un clima gradevole interrotto però da una ventilazione settentrionale decisamente tesa. I venti da nord saranno infatti i grandi protagonisti della giornata con raffiche che potranno toccare i 70 chilometri orari, motivo per cui è stata emessa un’allerta meteo specifica. Le temperature oscilleranno tra i 9 della minima e i 16 della massima, con lo zero termico che si attesterà intorno ai 1427 metri di quota. Anche per la serata e la notte non si prevedono cambiamenti significativi, con un contesto che rimarrà asciutto e completamente privo di piogge.

rachel

Editoriale Meteo di Rachel – Se starnutisci è colpa del riscaldamento globale

Ancora una volta ci troviamo a commentare un banalissimo cielo coperto a Parigi e quattro folate di vento a Milano come se fossero l’anticamera dell’apocalisse climatica. Non trovate adorabile come ormai ogni singola nuvola leggermente più grigia del solito venga spacciata per un segnale inequivocabile della fine dei tempi da parte di chi deve vendere ansia un tanto al chilo? Forse dovremmo smetterla di guardare il termometro con l’apprensione di un ipocondriaco e accettare il fatto che a fine marzo possa fare fresco o tirare vento senza dover necessariamente disturbare i massimi sistemi della climatologia mondiale.

Se oggi avete i capelli spettinati dalle raffiche milanesi, per i catastrofisti di professione sarà sicuramente un complotto dell’effetto serra e non un normalissimo fenomeno di compressione atmosferica. Mi chiedo seriamente se arriveremo al punto di tassare i sospiri per ridurre le emissioni di anidride carbonica mentre aspettiamo che qualche guru ci spieghi che la mancanza di pioggia odierna è il castigo per aver usato troppo il phon. Godetevi questo martedì di ordinaria amministrazione meteorologica, ammesso che i vostri sensi di colpa ecologici, alimentati da dati che oggi non dicono nulla di nuovo, ve lo permettano ancora.

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou se il forte vento che scuoteva la valle fosse un segno della collera del cielo contro gli uomini. Zhaozhou indicò una quercia che ondeggiava e rispose che il vento non ha mani per colpire né voce per gridare, eppure riesce a far danzare l’intero bosco senza mai aver studiato la musica. Il monaco allora domandò come avrebbe potuto trovare la calma in mezzo a tanta agitazione, e il maestro concluse dicendo che se diventi parte del vento non avrai più nulla contro cui lottare.

E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli.