Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.Chi è Vadym Iermolaiev
Dopo il tentativo di assassinio avvenuto ieri a Monaco Monte-Carlo Francia24 ha deciso di approfondire la figura delle vittime. Dalle ultime informazioni di Martedi’ 30 pomeriggio l’oligarca é fuori pericolo, mentre la moglie é in prognosi riservatao.
Ma chi è Vadym Iermolaiev?
Vadym Iermolaiev
Nato a Dnipro nel 1968, Vadym Iermolaiev è uno dei più ricchi uomini d’affari dell’Ucraina, con un patrimonio stimato oltre i 300 milioni di dollari, che lo colloca al 23° posto nella classifica dei più facoltosi del paese. La sua fortuna deriva dal Gruppo Alef, un conglomerato attivo nei settori agroalimentare, edilizio, dei materiali da costruzione, immobiliare e nella produzione di bevande alcoliche tramite Alef‑Vinal. Iermolaiev è stato tra i protagonisti della trasformazione urbana di Dnipro, con Alef che nel 2021 ha inaugurato la più grande centrale a biomassa del Paese. Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina per ottenere quella cipriota, una scelta comune tra gli oligarchi dell’Europa orientale per motivi fiscali e di protezione patrimoniale. Dopo l’invasione russa del 2022 si è trasferito a Monaco, dove è entrato a far parte del cosiddetto “Battaglione Monaco”, un raggruppamento informale di miliardari ucraini rifugiati sulla Costa Azzurra.
Affari in Crimea e legami con la Russia
La figura di Iermolaiev è circondata da controversie. Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la sua controllata Alef‑Vinal‑Crimea ha continuato a operare nella penisola sotto la normativa russa, versando le tasse al fisco di Mosca. Documenti citati da autorità investigative ucraine indicano che la filiale avrebbe pagato al bilancio federale russo quasi 490 milioni di rubli nel 2021. A dicembre 2023 il Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale dell’Ucraina ha imposto a Iermolaiev una sanzione decennale, congelando i beni e bloccando le operazioni finanziarie. È inoltre sotto inchiesta per aver lasciato il Paese nel 2022, violando le disposizioni che vietano l’espatrio agli uomini in età militare.
Sospetti sul movente
Il movente dell’attentato rimane incerto. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: una vendetta legata agli affari in Crimea, un regolamento di conti all’interno dell’oligarchia ucraina, oppure un’azione riconducibile a presunti legami con ambienti russi. La sofisticazione dell’ordigno, con schegge metalliche progettate per massimizzare le ferite, suggerisce una pianificazione professionale. Iermolaiev incarna il profilo dell’oligarca che ha cercato di navigare tra due fronti, mantenendo attività economiche in territorio occupato dalla Russia pur presentandosi come imprenditore europeo, una posizione particolarmente pericolosa in tempi di guerra.

Editoriale di Rachel – Oligarchi a Montecarlo: la nuova frontiera del lusso da guerra
Che meraviglia: mentre la gente comune si dibatte tra le macerie di una guerra che non ha chiesto il loro consenso, gli oligarchi ucraini trovano rifugio sotto i riflettori di Montecarlo. E noi, poveri europei, continuiamo a riversare fondi come se fossero caramelle, indebitando persino i figli dei rifugiati per tenere acceso quel luccichio di “solidarietà”. Non è forse un po’ comico vedere i figli di una famiglia ucraina crescere tra i casinò, mentre la loro patria brucia?
Il caso Iermolaiev è il colpo di scena perfetto per questo dramma all’italiana. Un uomo che, pur avendo venduto la cittadinanza ucraina per una passaporto cipriota – l’ennesimo trucco fiscale per não pagar nada –, si ritrova vittima di un ordigno artigianale in una delle vie più chic del Principato. Dov’è la logica di una “retribuzione” così cruda? Forse è il prezzo da pagare per aver scelto di fare affari con la Russia mentre il suo paese si difende da quella stessa Russia. O è solo un episodio di quel circo di potere dove le pistole sparano a caso, ma sempre dietro una porta blindata di denaro.
E poi c’è la storia della “caccia all’uomo” che si svolge tra i parchi di Beausoleil come un gioco da tavolo. Le autorità monegasche investigano, ma a chi servono davvero queste indagini? Se i media si limitano a citare il procuratore senza domandarsi perché questi ricchi si nascondono a Montecarlo, ci regalano un’altra puntata di “Chi ha rotto il vaso?” dove il vaso è il futuro di un intero popolo. Il loro “movente sconosciuto” è una scusa per non ammettere che l’Europa, sotto il velo della solidarietà, ha creato un club di rifugiati di lusso.
Alla fine, quello che ci resta è un brutto spasso: mentre i parlamenti approvano bilanci record per i “rifugiati” appena arrivati, i loro figli si allenano a suonare il violino su una terrazza vista mare, sperando di non sentire più le bombe. L’Europa ha fatto del pagamento di debiti la sua arma di difesa, ma il prezzo più alto lo pagano proprio quelli che dovevano essere protetti. E intanto, nel frattempo, l’oligarca ferito si lamenta del suo “sabotaggio” mentre la gente di Dnipro conta i pezzi di vita che gli restano. Che spettacolo!
Koan del giorno
Monaco: “Maestro, perché gli oligarchi fuggono in una città dove il sole splende ma le ombre sono d’oro?”
Maestro: “Perché credono che il denaro possa scaldare il cuore più di un fuoco di trincea, ma dimenticano che il vero calore nasce dal sacrificio, non dal lusso.”
Monaco: “Allora, Maestro, se il sacrificio è la chiave, perché le loro famiglie ancora pagano il conto di una guerra che non hanno scelto?”
Maestro: “Perché l’universo ama le parabole: chi compra il biglietto di prima classe per la fuga, deve comunque attraversare il tunnel dell’incertezza; alla fine, tutti arrivano alla stessa stazione, dove la vita paga il suo vero prezzo con un sorriso cinico.”
Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 kHz.
