Le Pen: attesa decisione Corte d’Appello sulla sua ammissibilità alle presidenziali

Di Redazione Francia24
7 Jul 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Il caso degli assistenti FN al Parlamento europeo torna al centro della scena politica

Il panorama elettorale si fa sempre più incerto: nel pomeriggio di oggi la Corte d’Appello di Parigi deve pronunciarsi sulla ricorsiva di Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, per capire se l’ex presidente del Parlamento europeo, ora al centro di un’inchiesta su presunti pagamenti illeciti a favore di suoi assistenti, sia effettivamente esclusa dalla corsa alla presidenza della Repubblica.

Il contesto giudiziario

Nel dicembre scorso il tribunale di Parigi ha condannato la Le Pen a tre mesi di reclusione e a una multa per “uso indebito di fondi europei” legati a contratti di assistenti del partito. L’assoluzione è stata respinta, ma il difensore ha presentato ricorso in appello sostenendo che le violazioni non costituiscono reati penali ai sensi del codice elettorale.

Le implicazioni per la candidatura

Se la Corte d’Appello confermerà la condanna, la legge elettorale prevede l’inidoneità a candidarsi per chi è stato condannato con sentenza definitiva per reati contro il patrimonio pubblico. In tal caso, la Le Pen sarebbe costretta a ritirare la sua lista, aprendo lo sportello a una possibile ricandidatura del suo braccio destro, Jordan Bardella, oppure allanciare un nuovo candidato in tempi stretti. Al contrario, un annullamento o una riduzione della pena potrebbe consentire a Le Pen di mantenere la sua presenza sul seggio.

Reazioni dei protagonisti

Il direttore di campagna di Le Pen ha dichiarato che “la fiducia dei cittadini non può essere messa in discussione da una decisione giudiziaria”. Dall’altra parte, il presidente del Consiglio ha sottolineato che “l’integrità del processo elettorale è sacra” e ha invitato la magistratura a dare una risposta rapida e chiara. I principali partiti di opposizione hanno chiesto trasparenza totale, temendo che un eventuale ritorno di Le Pen in pole position possa nuocere al dibattito democratico.

Il sospetto pubblico

Le indagini sugli assistenti europei, avviate nel 2020, hanno già alimentato un dibattito acceso sul rapporto tra partiti nazionalisti e fondi dell’Unione. La decisione odierna, attesa da giorni, potrebbe non solo definire il futuro di una delle protagoniste più controverse della scena politica francese, ma anche tracciare un precedente importante sul modo in cui la giustizia si rapporta ai politici di alto livello.

In sintesi, il pubblico francese e gli osservatori internazionali attendono con tensione il verdetto della Corte d’Appello, consapevoli che il suo esito avrà ripercussioni decisive sull’intero panorama elettorale di quest’anno.


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