Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per mercoledì 26 agosto 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Scompare la cantante Country Dolly Parton
Dolly Parton è morta ieri, 25 agosto, a 80 anni, nella sua amata Tennessee. Con lei scompare una delle figure più grandi e riconoscibili della musica americana: cantante, compositrice, attrice, imprenditrice e filantropa, capace di attraversare più di sessant’anni di cultura popolare senza mai rinunciare alle proprie radici. Era nata il 19 gennaio 1946 a Locust Ridge, nell’East Tennessee, quarta di dodici figli, in una famiglia poverissima che viveva in una piccola casa sulle montagne degli Smoky Mountains. (AP News)
Il Tennessee non fu soltanto il luogo della sua nascita: fu la materia prima della sua musica. Suo padre Lee lavorava la terra e allevava bestiame, mentre sua madre le trasmise l’amore per le ballate e per il canto. Dolly cominciò a scrivere canzoni da bambina e a esibirsi giovanissima; a tredici anni era già sul palco del Grand Ole Opry e nel 1964, appena finito il liceo, partì per Nashville con una valigia di cartone per inseguire il suo sogno. Si potrebbe dire che suo padre allevava mucche e Dolly allevava canzoni: ne avrebbe scritte più di tremila, trasformando ricordi, dolori, amori e storie della gente comune in musica. (PBS)
A Nashville arrivò il successo, prima accanto a Porter Wagoner e poi come solista. Tra le sue canzoni più celebri ci sono “Jolene”, la drammatica supplica alla donna che potrebbe portarle via l’uomo amato; “Coat of Many Colors”, ispirata alla povertà della sua infanzia; “9 to 5”, diventata un inno delle donne che lavorano; “Here You Come Again”, che la portò definitivamente anche nel pop; e “Islands in the Stream”, il grande duetto con Kenny Rogers. E naturalmente “I Will Always Love You”, scritta da Dolly nel 1973 come addio professionale a Wagoner: una canzone già enorme nella sua versione, poi trasformata da Whitney Houston in un fenomeno mondiale. (Country Music Hall of Fame and Museum)
Ma ridurre Dolly Parton ai suoi dischi sarebbe impossibile. Fu attrice, con film come 9 to 5 e Steel Magnolias, produttrice, donna d’affari e creatrice di Dollywood, il grande parco tematico del Tennessee.

E soprattutto fu una straordinaria filantropa: con la Imagination Library ha portato libri gratuitamente a milioni di bambini, mantenendo sempre un legame profondo con la terra e con la comunità da cui era partita. Il suo percorso, da una bambina poverissima degli Appalachi a una delle artiste più amate del pianeta, è una delle più sorprendenti storie americane di riscatto. (The Guardian)
Dolly Parton lascia dunque molto più di una discografia: lascia un modo di raccontare l’America, con ironia, dolcezza, ostinazione e una capacità quasi infinita di trasformare la vita in una canzone. “Jolene”, “Coat of Many Colors”, “9 to 5”, “Here You Come Again”, “Islands in the Stream” e soprattutto “I Will Always Love You” continueranno a vivere ben oltre la sua voce. E forse la frase migliore per ricordarla è proprio quella che racconta le sue origini: veniva dalle montagne del Tennessee, da una famiglia che allevava bestiame; lei, invece, ha passato tutta la vita ad allevare canzoni. (Country Music Hall of Fame and Museum)
Notizie dalla Francia
Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia: progetto di una federazione a sei Stati con capitale unica
Nel suo “Manifesto per un’altra Francia”, l’ex ministro dell’Economia Bruno Le Maire propone la creazione di una federazione che riunisca Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia. I sei paesi manterrebbero la sovranità nazionale ma opererebbero come un unico Stato in settori strategici quali intelligenza artificiale, semi‑conduttori, mercati finanziari, politiche economiche e gestione delle frontiere. La federazione dovrebbe conservare la propria costituzione, regole decisionali comuni e una capitale scelta democraticamente, pur restando membro dell’Unione europea a 27.
Le Maire ritiene che la Francia, con una crescita media dell’1 % annuo, un tasso di disoccupazione vicino all’8 % e un debito pubblico incontrollato, sia troppo piccola per influire sul panorama globale. Per contro, l’Unione europea, a suo dire, è diventata troppo ingombrante, con una Commissione “monstruosa” e tecnocratica che non riesce a garantire un ordine politico coerente e rapido. Da qui nasce l’idea di una “fusione” di Stati che, pur mantenendo la propria identità, condividano risorse in ambiti ritenuti fondamentali per la competitività europea.
Il progetto prevede inoltre che la federazione diventi il vero centro di gravità politica dell’Europa, capace di imporre le proprie scelte agli altri 21 Stati membri. È un modello aperto a possibili adesioni future, ma al momento si basa su un “nucleo duro” di sei economie. Negli ultimi mesi, il ministro ha già promosso l’idea di un “Europe of Six”, ispirata a precedenti riflessioni tedesche del 1994, e ha sostenuto la nascita di un consesso informale dei ministri delle Finanze dei paesi coinvolti per accelerare decisioni su difesa, catene di approvvigionamento e ruolo internazionale dell’euro.
Tra le misure concrete, Le Maire intende introdurre dazi sui prodotti ad alta intensità carbonica o sovvenzionati, applicare una tariffa del 30 % su dispositivi tecnologici che non rispettino una quota minima di componenti europee e facilitare fusioni industriali per creare champion nei settori dei semi‑conduttori, dei dati e delle comunicazioni spaziali. Propone inoltre la costruzione di una grande infrastruttura europea per lo stoccaggio e l’elaborazione dei dati, nonché una costellazione di satelliti in orbita bassa per garantire l’indipendenza da sistemi come Starlink. Queste iniziative si collegano al ruolo di consigliere speciale di Le Maire presso ASML, il principale produttore di macchinari per i semi‑conduttori.
Il ministro giustifica l’urgenza dell’integrazione rafforzata con la percezione di un allontanamento degli Stati Uniti, la persistenza della minaccia russa e le pratiche di sussidi e dumping della Cina. La federazione dovrebbe dunque dotarsi di capacità industriali, tecnologiche, finanziarie e militari sufficienti per resistere alle pressioni esterne, instaurando nuove collaborazioni con India, Canada e alcuni Paesi africani nel campo delle tecnologie e delle risorse critiche.
Infine, Le Maire pone la cooperazione franco‑tedesca al centro del nuovo assetto, proponendo una emissione di debito europeo destinata a finanziare difesa, IA, semi‑conduttori e adattamento climatico, in cambio di un impegno francese a ridurre il debito pubblico. A suo avviso, nessuna via isolata è più praticabile in Europa: la sfida è mantenere le nazioni preservandone la sovranità, trasferendo al contempo poteri a un’entità federale capace di far fronte alle sfide globali.BFM TV, 25 agosto 2026
Fact Check by Gemma4.
Disneyland Paris supera i 15 milioni di visitatori all’anno ma genera utili solo un anno su due: è ancora un investimento redditizio in Francia?
Il parco di Disneyland Paris ha registrato oltre 16 milioni di visitatori lo scorso anno, consolidando il ruolo di leader tra gli attrattori tematici europei. Tuttavia, dalla sua apertura nel 1992, il parco ha dimostrato di produrre utili concreti solo in 13 delle 34 stagioni, secondo un’analisi del Guardian. I ricavi hanno raggiunto 2,68 miliardi di euro nel 2025, con un utile netto di circa 271 milioni, pari al 10 % del fatturato, ma le interruzioni legate a crisi economiche, attacchi terroristici, pandemia e conflitti internazionali hanno ostacolato la continuità dei risultati positivi.
Nel frattempo, il nuovo progetto saudita Qiddiya, a caccia di una quota di mercato francese, prevede un investimento di 6 miliardi di euro per la costruzione di tre parchi d‑intrattenimento nei pressi di Cergy, Val‑d’Oise, tra cui un parco tematico dedicato a “Dragon Ball Z”. L’iniziativa, finanziata dal Public Investment Fund, mira a creare un “triangolo d’oro” dei parchi nella zona, con Disney a est, Astérix a nord e i nuovi parchi a ovest, come ha osservato Maxime Guény, fondatore di Parcs & Loisirs Magazine, durante il dibattito su BFMTV.
La concorrenza non sembra ridurre la domanda: altri grandi parchi francesi hanno registrato crescite significative. Il Puy du Fou ha registrato 3 milioni di visitatori, in aumento del 7,1 % in un anno; il Parc Astérix ha superato i 2,9 milioni, +2 %; il Futuroscope ha raggiunto 2,6 milioni, +26,8 % grazie all’apertura dell’Aquascope. Al di sotto dei quattro leader, Nigloland, il Parco Avventura di Languedoc (PAL) e Walibi Rhône‑Alpes hanno mantenuto pubblico stabile, nonostante cali del 4‑7 % dovuti a fattori stagionali.
Il settore mostra margini elevati, ma è sostenuto da continui investimenti. La Compagnia delle Alpi, proprietaria del Parc Astérix, ha registrato un fatturato di 678 milioni di euro nel 2025 con una crescita del 18,9 % e ha evidenziato che la spesa per visita è aumentata del 2,3 % con una crescita della frequenza del 9,3 %. Il Puy du Fou ha conseguito un utile netto di 32 milioni di euro su 184 milioni di fatturato, pari a un margine del 17 %; Nigloland ha raggiunto un margine del 15 % con un fatturato prossimo a 34 milioni di euro.
Secondo Dominique Thillaud, direttore generale della Compagnia delle Alpi, “abbiamo installato il 13 % di nuove capacità di attrazioni in quattro anni, con un incremento del 35 % del fatturato; ogni euro investito genera un ritorno di 1‑3”. Le strategie di espansione includono non solo nuove montagne russe e attrazioni tematiche, ma anche lo sviluppo di strutture ricettive e servizi di ristorazione, elementi chiave per aumentare il valore medio della spesa dei visitatori.
Il panorama italiano ed europeo, secondo lo studio del cabinet Xerfi del 2024, mostra che i primi cinque parchi francesi rappresentano un quarto della frequentazione totale dei primi venti parchi del continente, confermando la posizione dominante della Francia nel settore.
BFM TV, 26 agosto 2026
Fact Check by Gemma4.

Editoriale di Rachel – Il circo dei conti da cartapesta
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Disneyland Paris attira 15‑16 milioni di visitatori all’anno, ma i conti lo mostrano più come un mulino a vento che non come una miniera d’oro. Come è possibile che un parco che incanta bambini e adulti con topi parlanti riesca a distribuire profitti solo una volta su due? Forse perché i soldi finiscono subito in nuovi ottovolanti, hotel a tema e merchandising, trasformando il “profitto” in un ciclo infinito di reinvestimenti. È davvero una “forte marginalità” o solo un eufemismo per dire “non ci resta nulla”.
Poi arriva la notizia del nuovo concorrente saudita, pronto a spendere 6 miliardi per tre parchi a Cergy. È strano che la stampa dica che la “concorrenza sarà benefica” per i turisti, come se una pioggia di investimenti non fosse altro che un temporale che rischia di allagare il già fragile equilibrio finanziario di Disney. Dov’è il timore che questi soldi, provenienti dal fondo sovrano, possano trasformare la regione in un parco tematico del petro‑capitalismo?
Eppure, il reportage cita cifre di crescita, tassi di occupazione e “margini impressionanti” di Astérix e Puy du Fou, mentre dimentica di chiedersi: chi paga davvero il conto? Gli 20.000 dipendenti con salari gravati da un miliardo di euro di costi fissi, o i famigliari che svuotano i portafogli per souvenir che costano più di un biglietto? In un’epoca in cui l’inflazione morde più forte delle montagne russe, la retorica della “rentabilité” suona più come una canzone di plastica.
In conclusione, la narrazione media ci dipinge un paesaggio di “prosperità” che si fonda su una costante corsa all’investimento, quasi a dimostrare che la vera attrazione è il flusso di denaro che entra ed esce, non le magie di Topolino. Ma quando l’ultimo ingresso è pagato, il parco resta ancora in rosso o è solo un trucco di luci e fuochi d’artificio per farci credere che tutto vada bene?
Koan del giorno
Un monaco chiese al Maestro: “Se un parco d‑intrattenimento attira milioni di visitatori ma registra profitto solo una volta su due, qual è la natura della ricchezza che offre?”
Il Maestro rispose: “La ricchezza è un’eco che rimbalza tra le montagne russe; solo chi ascolta il silenzio tra due urla capisce il vero valore.”
Il monaco insistette: “Allora, quando un nuovo impero investe miliardi per costruire altre montagne russe, il pubblico guadagna o perde la sua libertà di scelta?”
Il Maestro sorrise: “Il pubblico sceglie il viaggio, non la meta; la libertà è capire che ogni corsa è una lezione di caduta e risalita, e che il vero premio è il sorriso di chi, stanco, si alza ancora.”
Ma torniamo alle notizie.
Il nuovo decreto è già pronto: i massimi annuali delle franchigie mediche saliranno a 140 euro in totale (e saranno aggiornati ogni anno secondo l’inflazione)
Il governo ha trasmesso alle commissioni consultive dell’Assicurazione malattia un nuovo decreto che prevede l’indicizzazione, e non il raddoppio, dei massimi annuali delle franchigie mediche e delle partecipazioni forfettarie. A partire dal 1 ottobre 2026 il tetto per le franchigie mediche – comprese quelle relative a farmaci, cure infermieristiche, fisioterapia e trasporti sanitari – sarà portato a 70 euro. Analogo aumento sarà applicato alle partecipazioni forfettarie per visite mediche, esami di biologia clinica e radiologici, anch’esse fissate a 70 euro. In totale, la soglia massima di spesa a carico dell’assicurato passerà da 100 euro a 140 euro all’anno, con un incremento del 40 per cento.
Il provvedimento stabilisce inoltre che, a partire dal 1 gennaio 2028, i massimi saranno rivalutati annualmente in base all’inflazione, calcolata sulla media annuale dei prezzi al consumo, escluso il tabacco, e basata sui dodici mesi precedenti la data di aggiornamento. Il valore ottenuto verrà arrotondato all’intero più vicino; in caso di arrotondamento che non produce un aumento, l’anno successivo il coefficiente terrà conto dell’accumulo dei tassi di inflazione dei due periodi.
Il documento non contiene stime di risparmio per il bilancio della Sicurezza sociale, ma ricorda che nel 2026 il deficit previsto potrebbe superare i 23,2 miliardi di euro, ben al di sopra dell’obiettivo di 19,4 miliardi. Dopo il raddoppio dei massimi avvenuto nel 2024, le precedenti proposte di ulteriori aumenti – tra cui quelle avanzate dall’ex premier François Bayrou – sono state abbandonate.
Il nuovo quadro di indicizzazione rappresenta quindi la prima modifica concreta dei massimi delle franchigie da più di due anni, con un impatto diretto sulla spesa a carico dei cittadini e una procedura di adeguamento che seguirà l’andamento dell’inflazione. BFM Business, 24 agosto 2026. Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per mercoledì 26 agosto 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Una notte di guerra a Gaza: bambini privati dei loro aquiloni
Le forze israeliane hanno ordinato l’immediata sospensione di ogni volo di aquiloni, droni e palloni in vista del confine di Gaza. L’ordine è stato comunicato a una madre che descrive la decisione come ingiusta e dannosa per i suoi figli. Le autorità hanno avvertito che qualsiasi attività di lancio verso il territorio israeliano sarà considerata una violazione delle regole di sicurezza, giustificando così l’azione con la protezione della popolazione.
United Airlines lancia nuovi collegamenti diretti tra Francia e Stati Uniti
La compagnia aerea statunitense ha annunciato l’apertura di voli diretti da New York a Marsiglia e da Washington a Tolosa, con partenza prevista per l’anno prossimo. L’iniziativa fa parte di una più ampia strategia di espansione europea della compagnia, che include anche rotte stagionali per Marsiglia. L’annuncio è stato accolto con entusiasmo da imprese e turisti che beneficiano di tempi di viaggio più rapidi.
Il prezzo del petrolio scende mentre gli Stati Uniti puntano su pressioni economiche contro l’Iran
I mercati energetici hanno registrato un calo del prezzo del petrolio in risposta a una nuova strategia statunitense che sfrutta sanzioni secondarie per limitare le esportazioni iraniane. Il governo ha aumentato le restrizioni commerciali, mirando a paesi che commerciano con Teheran, e ha annunciato ulteriori misure per bloccare il transito di risorse nello Stretto di Hormuz. Gli analisti prevedono che le tensioni continueranno a influenzare la volatilità dei prezzi.
Un giudice degli Stati Uniti respinge l’appello di Ghislaine Maxwell
Il tribunale federale ha confermato la condanna di Ghislaine Maxwell, respingendo la sua richiesta di annullare la sentenza per motivi procedurali. La decisione rafforza le sanzioni già inflitte a Maxwell per il suo coinvolgimento nel caso epsteiniano. Gli avvocati di difesa hanno sostenuto l’assenza di fondamento legale, ma il giudice ha ritenuto le argomentazioni insufficienti.
Il Canada impone dazi punitivi su oltre 20 miliardi di dollari di merci statunitensi
Il governo canadese ha annunciato una serie di dazi retaliatori che colpiscono prodotti americani per un valore complessivo superiore a venti miliardi di dollari. La misura è una risposta diretta alle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti, che mirano a proteggere industrie chiave canadesi. Le autorità hanno previsto un pacchetto di sostegno di sette miliardi di dollari per i settori più colpiti dalle contromisure.
SpaceX prevede la costruzione di un porto spaziale da cento miliardi di dollari in Louisiana
Il colosso aerospaziale ha rivelato i piani per un nuovo sito di lancio nella regione sud‑centrale degli Stati Uniti, con un investimento previsto di un centinaio di miliardi di dollari. Il progetto prevede la possibilità di effettuare oltre trenta missioni al giorno entro il 2030, consolidando la posizione di SpaceX come leader nel mercato dei voli spaziali commerciali. L’annuncio è arrivato in un periodo di crescente concorrenza per il lancio di satelliti.
HP collabora con Huawei per la licenza della tecnologia Wi‑Fi nonostante le restrizioni statunitensi
Il colosso informatico ha firmato un accordo con la società cinese per l’uso di tecnologie Wi‑Fi sviluppate da Huawei, nonostante la presenza di Huawei nella lista nera delle esportazioni statunitensi. HP ha dichiarato che la partnership risponde a esigenze di mercato e a richieste dei clienti per soluzioni avanzate di connettività. L’accordo ha sollevato preoccupazioni in alcuni settori governativi riguardo al rispetto delle norme di sicurezza.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per mercoledì 26 agosto 2026
Parigi – caldo progressivo con rischio di piogge serali
La mattina a Parigi si risveglia con cielo molto nuvoloso e temperature intorno ai 21 °C, percepite a 25 °C, mentre il vento è leggero, circa 15 km/h. Nel pomeriggio il sole si fa più intenso e le temperature salgono a 29 °C, percepite a 32 °C, con venti moderati di 10 km/h e raffiche fino a 25 km/h, senza precipitazioni in vista. Il tardo pomeriggio resta caldo, 27 °C, con vento che si rinforza a 30 km/h ma senza pioggia. La notte porta un forte rischio di piogge, con temperature che scendono a 23 °C, venti che possono raggiungere i 80 km/h e una probabilità di precipitazione del 90 %. In sintesi, la giornata varia da un minimo di 20 °C a un massimo di 29 °C, con vento da leggero a molto forte nel tardo turno. (dato fornito da esperto Régis Crêpet)
Monaco – clima mite e sereno per tutta la giornata
Al mattino a Monaco il cielo è a metà nuvoloso, la temperatura è di 24 °C, percepita a 25 °C, con venti deboli di 10 km/h e assenza di piogge. Nel pomeriggio la situazione migliora: il sole fa capolino tra le nuvole, la temperatura raggiunge i 27 °C, percepita a 33 °C, venti costanti a 10 km/h e nessuna minaccia di pioggia. La sera si mantengono condizioni stabili, temperatura di 25 °C, venti leggeri di 10 km/h e cielo che diventa sempre più luminoso, senza rischio di acquazzoni. Durante la notte il clima resta tranquillo, con 23 °C, venti lievi di 10 km/h e assenza di precipitazioni. L’intervallo termico della giornata è compreso tra 24 °C e 27 °C, con vento debole e cielo prevalentemente sereno.
Milano – temperature in aumento e cielo variabile
La mattina a Milano è nuvolosa, la temperatura è di 24 °C, percepita a 24 °C, con venti leggeri da nord‑est a 2 km/h e nessuna pioggia. Il cielo rimane coperto o molto coperto fino a metà mattina, ma le temperature si mantengono intorno ai 24 °C e i venti rimangono deboli, inferiori a 5 km/h. Nel pomeriggio le nubi si diradano, con temperature che salgono progressivamente fino a 29 °C, percepite a 31‑32 °C, mentre il vento resta debole da sud‑est, intorno a 1 km/h, e non ci sono precipitazioni. La sera Milano presenta un cielo misto con nubi sparse, temperatura di 27 °C, venti leggeri di 1‑2 km/h da sud‑ovest, e nessuna pioggia. La notte l’aria si raffredda leggermente, con temperature che oscillano tra 25 °C e 26 °C, venti deboli (circa 1‑3 km/h) e assenza di precipitazioni. La giornata mostra un range termico da 24 °C a 29 °C, con vento quasi inesistente e un profilo di pioggia nullo. (dato fornito da esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo)
Editoriale Meteo di Rachel – Il clima ovunque, tranne dove vuoi tu
Non è che tutti gli scarafaggi della Terra abbiano deciso all’improvviso di trasformarsi in nuvole minacciose, ma la gente sembra comunque attribuire ogni raffica di vento al grande masterplan del cambiamento climatico. Se domani dovesse nevicare a mezzogiorno a Roma, ci conviene già tirare fuori l’ombrello del 2030 o meglio ancora, un manifesto contro il riscaldamento globale?
Ma davvero, perché ogni lieve sbalzo di temperatura deve diventare la prova definitiva che il pianeta sta soffrendo più di noi stessi? Non c’è forse un po’ di spazio per le buone vecchie variazioni stagionali, senza che tutto il mondo debba lanciare un tweet di allarme? In fondo, se anche le previsioni fossero un po’ più umane, forse riusciremmo a smettere di urlare “è la fine del mondo!” ad ogni cambiamento di pressione.
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il cielo è sereno al mattino, nuvoloso a mezzogiorno, e piove solo nella mente di chi teme.”
Il monaco replicò: “Allora il tempo è un’illusione?”
Zhaozhou concluse: “Non è né tempo né illusione, è semplicemente il presente che scivola.”
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
On line, su BlueSky e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano.
