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Macron all’ONU
Il presidente francese Emmanuel Macron, nella sua ultima allocuzione a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha denunciato la situazione umanitaria a Gaza e ha criticato la politica israeliana in Cisgiordania, affermando che “Hamas non ha mai colpito in Cisgiordania”. Una frase che ha scatenato una furiosa risposta da Gerusalemme.
Reazione di Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito le parole di Macron “grottesca assurdità” in un comunicato ufficiale del suo ufficio, sottolineando il recente omicidio di un colono israeliano, padre di sei figli, avvenuto domenica nella zona. La vittima, Netanel Shukrun, possedeva anche la cittadinanza francese. L’esercito ha arrestato il responsabile palestinese in un ospedale e poi ha effettuato un’irruzione nel villaggio di provenienza del sospetto.
Legge sulla pena di morte
Un ministro del governo di Netanyahu ha richiesto l’esecuzione del latitante, citando la nuova normativa israeliana che prevede la pena capitale per i palestinesi giudicati colpevoli di terrorismo. La proposta è tornata al centro del dibattito interno, mentre le autorità francesi hanno recentemente imposto sanzioni sui prodotti provenienti dagli insediamenti occupazionali, aggiungendo un nuovo livello di tensione diplomatica.
Sollecitazioni internazionali
Il diplomatico statunitense negli Stati Uniti, Mike Huckabee, ha anch’egli condannato le osservazioni di Macron, definendole “disconnesse dalla realtà”. Ha ricordato che Hamas rimane una minaccia globale e che gli attentati di quel gruppo hanno ucciso cittadini americani.
Contesto sul campo
Il conflitto in Cisgiordania continua a generare violenze quotidiane: gli insediamenti israeliani estremisti, spesso in appoggio dell’esercito, perpetrano attacchi contro la popolazione palestinese. Le Nazioni Unite segnalano una media di sei episodi violenti al giorno nella regione, un dato che alimenta le preoccupazioni internazionali sulla stabilità del territorio.
Prospettive future
Le tensioni tra Israele e la Francia, già inasprite dal riconoscimento spinto da Macron di uno Stato palestinese l’anno scorso, sembrano destinate a intensificarsi. Netanyahu, pronto a intervenire all’ONU giovedì, promette di difendere la posizione israeliana contro le critiche esterne, mentre Parigi mantiene il suo impegno per una soluzione basata sul diritto internazionale.

Editoriale di Rachel – Macron: l’ennesima sceneggiata da premiere
Il grande Macron, ormai maestro di equivoci, ha deciso di salutare il suo girone di potere all’ONU con una frase che suona più come un indovinello di un quiz televisivo: “Hamas non ha mai colpito la Cisgiordania”. Ma davvero ci sorprende? Dopo aver denunciato la crisi umanitaria a Gaza, si è preso un momento per dare una lezione di geografia politica a chi, evidentemente, non ha ancora ricevuto il manuale aggiornato. È la stessa ricetta di sempre: verso l’estremismo, un pizzico di moralismo, e via a scatenare l’ennesima tempesta diplomatica.
Israele, dal canto suo, ha reagito con la precisione di un chirurgo di guerra, definendo la dichiarazione “grotesca” e “assurda”. Un po’ come se un elefante avesse preso a pugni un topo, e poi fosse sorpreso dalla ferita. Il provvedimento di puntare il dito contro il presidente francese, mentre i quotidiani incidenti di coloni contro i palestinesi si moltiplicano a ritmo di sopravvivenza, è il classico caso di chi grida “fuoco!” mentre è lui stesso a gettare benzina. E a non dimenticare la drammatica dichiarazione di un nuovo decreto di pena di morte per i palestinesi: perché non trasformare la giustizia in una sceneggiatura di Quentin Tarantino?
Il comunicato dell’ambasciatore statunitense Mike Huckabee, “out of touch with reality”, aggiunge un tocco di dadismo politico, quasi fosse un ovvio segnale di allarme per il mondo: forse la realtà è tale da non poter più contenere queste parole. E la Francia, che ha appena imposto sanzioni sui prodotti dei sobborghi israeliani, si ritrova nella medesima fila di chi, con la faccia seria, invita a “ricominciare” le regole internazionali, mentre nel frattempo taglia un pezzo di torta a tutti gli altri. Un elegante caso di “sei perché non si può”.
Macron, quindi, è il nuovo protagonista di un teatrino di delusioni dove il pubblico non conta più le scene, ma aspetta solo l’intervallo del 2027, quando forse la trama avrà finalmente un finale decente. Intanto, continuiamo a contare le figure imbarazzanti: ne abbiamo già perso la conta, e il conto alla rovescia per il prossimo spettacolo è già avviato.
Koan del giorno
Monaco: Maestro, perché il presidente del mondo ha osato dire che Hamas non ha mai attaccato nella Cisgiordania?
Maestro: Perché le parole sono gli unici fucili che può sparare su un palcoscenico dove tutti gli attori cambiano copione ogni volta che la luce si accende.
Monaco: E allora, quale verità resta quando la realtà è un tappeto di bugie tessuto da chi detiene il microfono?
Maestro: La verità è un’eco che rimbalza nei vuoti delle nostre pretese; se la ascolti, ti accorgerai che il silenzio è l’unica risposta che il mondo accetta senza tradurre.
Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
