Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per mercoledì 07 ottobre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Jordan Bardella nega accuse di antisemitismo e contesta Mediapart – Nasce il termine Frogs per la crisi del debito pubblico francese – Meteo Parigi, Monte Carlo e Milano
Notizie dalla Francia
Crollo delle temperature in Francia per l’arrivo di una nuova massa d’aria
Dopo un mese di settembre caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, l’autunno sta finalmente prendendo il sopravvento sul territorio francese. A partire da mercoledì 7 ottobre, si prevede un brusco calo termico in tutto il Paese, con punte di discesa che potrebbero raggiungere i dodici gradi in meno di quarantotto ore. Questa variazione repentina è dovuta all’arrivo di aria fresca proveniente dall’Atlantico settentrionale, che sostituirà la massa d’aria mite che ha dominato le ultime settimane.
Le città principali saranno pesantemente colpite dal cambiamento meteorologico. Parigi vedrà le temperature scendere da 25 gradi a 15 gradi in breve tempo, una tendenza simile a quella prevista per Rennes. A Lione la diminuzione sarà ancora più marcata, con un calo di dodici gradi che porterà il termometro a 14 gradi, mentre a Clermont-Ferrand il calo previsto è di 13 gradi.
Secondo Patrick Galois, ingegnere previsionista di Météo-France, il cambiamento riguarderà l’intera nazione da nord a sud e da ovest a est. La configurazione atmosferica attuale, influenzata da una depressione sulla penisola iberica che sta causando piogge torrenziali in Spagna, sta canalizzando un flusso che ha permesso di stabilire record di calore recenti, come quelli registrati a Belle-Ile e Quiberon.
Sebbene un calo di dieci gradi in due giorni possa sembrare drastico, il meteorologo sottolinea che tali variazioni sono tipiche dei periodi di transizione come la primavera e l’autunno. Il ritorno a temperature inferiori alle medie storiche segna un ritorno alla normalità climatica, poiché le ondate di calore estive protratte in ottobre non sono rappresentative del clima abituale del mese. L’esperto ricorda inoltre che, a causa del riscaldamento globale causato dalle attività umane, le giornate con temperature inferiori alla media sono diventate sempre più rare, evidenziando come la persistenza di periodi caldi sia il vero segnale d’allarme del cambiamento climatico.
franceinfo, 7 ottobre
Fact Check by Gemma4.
Jordan Bardella “s’assume” di fronte alle accuse di antisemitismo e contesta i dati di Mediapart
Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha ribadito martedì 6 ottobre la sua totale contestazione delle rivelazioni pubblicate da Mediapart riguardanti messaggi di presunto carattere antisemita attribuiti alla sua persona. Durante una conferenza stampa dedicata alle linee generali del programma presidenziale di Marine Le Pen, il depututo europeo ha risposto in modo deciso ai giornalisti della testata d’inchiesta affermando che, sebbene l’organizzazione avrebbe potuto desiderare di vederlo inginocchiato, tale scenario non corrisponde alla realtà dei fatti.
Bardella ha dichiarato formalmente di contestare sia le prove presentate sia le fonti utilizzate dal giornale, dichiarando la propria intenzione di affrontare la questione davanti ai tribunali. Dopo aver già presentato un esposto per diffamazione, il leader del partito ha annunciato di valutare ulteriori azioni legali in merito al secondo articolo pubblicato la scorsa settimana. Tale articolo conteneva una copia dei messaggi fornita da Meta, la società madre di Facebook, datata 16 agosto e certificata da un ufficiale giudiziario il 29 settembre (cfr. Editoriale qui sotto).
In merito alla reperibilità delle conversazioni citate, il leader del Rassemblement National ha dichiarato di non possedere attualmente un account Facebook e di non essere quindi in grado di richiedere l’estrazione delle conversazioni sulla piattaforma. Ha specificato di non utilizzare Facebook da molto tempo, precisando che esiste una pagina gestita dal servizio di comunicazione del partito, ma che egli non dispone di un account personale.
Editoriale
Notizia falsa: come confermato da Meta stessa, Facebook non fornisce a terzi copia delle chat private, né certifica l’autenticità di esse. Si tratta di una notizia inventata da Mediapart.
Fact Check by Gemma4.

Cosa ha detto Bardella
È il caso di sentire insieme cosa ha detto ieri Bardella, in quanto affidarsi solo ai giornalisti dei media di Stato francesi non può dare il quadro completo. Ecco la trascrizione:
Mi sento un po’ a disagio all’idea stessa di dovervi rendere conto. Mi dispiace che il vostro collega che ha scritto l’articolo, il signor Rouget, non sia qui.
Forse teme che si parli, davanti ai suoi colleghi, del suo passato controverso, dato che è stato condannato per aver profanato un monumento ai caduti, ai soldati francesi morti in combattimento per difendere la nostra patria. Forse teme che si parli della sua partecipazione, quando era giovane, a un’organizzazione considerata terroristica e vietata in Spagna.
Innanzitutto contesto formalmente le false accuse, contesto le vostre prove e contesto le vostre fonti. Avremo occasione di discuterne in tribunale. Stiamo valutando ulteriori azioni giudiziarie in relazione al vostro secondo articolo, che il mio difensore, l’avvocato Gardini, sta preparando
E forse farò sapere ai vostri colleghi e ai francesi che ci guardano quali sono i vostri metodi. In queste ultime ore, infatti, state contattando uno a uno gli amici con cui frequentavo le scuole medie e superiori, alcuni dei quali conoscevo tra i 12 e i 16 anni, per chiedere loro di consegnarvi le conversazioni private e le schermate degli scambi che ho avuto tra i 12 e i 16 anni.
Non accuserò quindi questi metodi di essere perversi, anche se penso che saranno i francesi a giudicare. Ma mi sembra che la piccola operazione che avete organizzato qualche giorno fa non stia avendo grande presa nel Paese. Mi dispiace per voi. Immagino che vi sarebbe piaciuto moltissimo vedermi mettere un ginocchio a terra, ma questo dimostra che mi conoscete molto male.
E ancora una volta, non ho alcuna lezione da ricevere sulla lotta contro l’antisemitismo da un giornale il cui fondatore ha fatto, sotto pseudonimi, l’apologia di atti terroristici contro atleti israeliani; da un giornale di cui due giornalisti sono stati condannati, nel 2024, per [aver finanziato lo Stato islamico
Vi ringrazio.
La parola a Rachel.

Editoriale di Rachel Metodi da detective, o l’arte di scavare nei diari di un dodicenne?
Ebbene sì, eccoci di nuovo qui, nel meraviglioso mondo del giornalismo d’inchiesta che non conosce limiti. Né di età, né di buonsenso. Mediapart, con la sua proverbiale delicatezza (o forse con un pizzico di nostalgia per i tempi in cui si andava a caccia di segreti nelle cartelle scolastiche), ha deciso di contattare uno a uno gli amici di scuola media e superiore di qualcuno. Persone conosciute tra i 12 e i 16 anni. Per chiedere conversazioni private. Schermate. Messaggi di un’adolescenza che, a quanto pare, non ha diritto di restare tale.
Qui, dalla nostra redazione, l’immagine è stata piuttosto nitida. Non abbiamo visto nessun “scoop” esplodere nelle strade. Solo un silenzio imbarazzato e la sensazione che qualcuno abbia scambiato l’inchiesta giornalistica con un’operazione di polizia privata a caccia di peccati veniali d’infanzia. Forse i documentini privati di un quindicenne sono diventati prove più solide di un processo in tribunale? O forse, semplicemente, quando le accuse non reggono, si passa al piano B: scavare nel passato remoto finché qualcosa non cola.
E mentre si contesta, si minaccia di tribunale e si ricorda – con una certa precisione – che il giornale in questione ha nel curriculum fondatori e redattori con passati ben più interessanti (apologie, finanziamenti, condanne), ci si chiede: ma la faccia di bronzo si forgia così? Con un’inchiesta che rincorre i compagni di classe di chi aveva ancora i brufoli e i diari segreti? Perché se non riusciamo a distinguere tra un adolescente e un adulto, tra un messaggio privato e una prova pubblica, come possiamo poi credere a chi ci racconta di lottare contro ogni forma di odio?
La credibilità, si sa, non si recupera contattando i compagni di gita scolastica. Almeno non sempre. Ah, la Francia e i suoi giornali! Sempre pronti a dare lezioni… a patto di non doverle ricevere.
Koan del giorno
Il giornalista chiese al fiume: «Dove nascondi le tue sorgenti?».
Il fiume rispose: «Nei sassi che i bambini lanciano a dodici anni».
E il giornalista, affamato di verità, andò a interrogarli tutti.
Ma torniaamo alle notizie.
Nasce il termine Frogs per descrivere la crisi del debito pubblico francese
Dopo il termine Pigs utilizzato per identificare le difficoltà budgetarie di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, la stampa internazionale ha coniato un nuovo acronimo per descrivere la situazione della Francia. Il termine Frogs, che richiama il soprannome inglese per i francesi, nasconde in realtà l’espressione French Oversized Government and Social Security, ovvero Stato e Sicurezza Sociale francese sovradimensionati.
A differenza dei Paesi che componevano il gruppo dei Pigs, questa nuova definizione si concentra esclusivamente sulle criticità finanziarie della Francia. Con un deficit pubblico pari al 5,4% del prodotto interno lordo e un debito che raggiunge il 119%, la Francia sta pagando costi di prestito superiori a quelli dei suoi vicini del sud Europa. Questa dinamica riflette una crescente sfiducia da parte degli investitori, che richiedono rendimenti più elevati per prestare denaro a Parigi. Recentemente, il tasso di interesse per i titoli di Stato a dieci anni ha sfiorato il 5%, un valore estremamente alto rispetto ai tassi del Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, che hanno compiuto sforzi per stabilizzare i propri conti.
L’economista Olivier Redoulès, dell’istituto Rexecode, spiega che l’acronimo Frogs serve a sintetizzare come il debito francese sia diventato un tema di preoccupazione globale e come la bolla protettiva che lo ha coperto per anni stia cedendo. La stampa internazionale, tra cui il Financial Times e il Wall Street Journal, evidenzia come la Francia si trovi intrappolata tra le pressioni del mercato obbligazionario e le tensioni sociali interne.
La causa principale della deriva finanziaria risiede in una dinamica di spesa pubblica che cresce molto più velocemente della ricchezza prodotta. Mentre nel 1975 la spesa pubblica rappresentava il 46% del prodotto interno lordo, oggi supera il 57%, ponendo la Francia in testa all’Unione Europea per questo dato. In particolare, la spesa per le prestazioni sociali e la sanità rappresenta circa il 57% della spesa pubblica totale. Secondo le proiezioni, i costi sanitari potrebbero aggiungere 45 miliardi di euro al debito in dieci anni, portando il deficit dell’assicurazione sanitaria a livelli critici.
Sebbene la Francia non abbia ancora i livelli di spread estremi visti in Grecia all’inizio degli anni 2010, gli esperti avvertono che la situazione può deteriorarsi progressivamente. Mentre alcuni analisti ipotizzano un eventuale shock brutale simile a quello vissuto dal Regno Unito sotto la gestione di Liz Truss, il consenso attuale propende per una pressione lenta e dolorosa. Nonostante la Francia possieda un’economia diversificata e banche solide, quando un Paese finisce nel mirino dei mercati finanziari, trovare una via d’uscita diventa estremamente difficile.
Fonte: Rexecode e BFM Business, citati da testate internazionali come Financial Times e Wall Street Journal.
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per mercoledì 07 ottobre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Francia, la protesta degli studenti accende i riflettori su un debito che spaventa l’Europa
L’ondata di mobilitazioni studentesche che attraversa la Francia, senza precedenti per ampiezza, ha messo a nudo la fragilità dei conti pubblici della seconda economia dell’Eurozona. Secondo l’Insee, a giugno il debito pubblico ha superato il valore dell’intera ricchezza prodotta dal Paese, mentre l’impennata dei rendimenti obbligazionari ha fatto lievitare di miliardi il costo degli interessi rispetto allo scorso anno. Sulle casse dello Stato pesano intanto la spesa pensionistica, gonfiata dall’invecchiamento della popolazione, e la volontà del governo di investire di più nella difesa. I liceali, dal canto loro, chiedono personale, classi meno affollate ed edifici scolastici degni di questo nome. La settimana scorsa l’esecutivo ha presentato tagli profondi e nuove tasse per ridurre il deficit, ma secondo Andrew Kenningham, capo economista per l’Europa di Capital Economics, i mercati temono che il Parlamento annacqui le misure in vista delle presidenziali del prossimo anno, che potrebbero consegnare l’Eliseo all’estrema destra o all’estrema sinistra. Il differenziale tra i titoli francesi e quelli tedeschi ha toccato il livello più alto dal 2012, e c’è chi evoca già la crisi dei debiti sovrani di inizio decennio scorso. Per Angel Talavera, di Oxford Economics, il rischio di contagio al resto dell’Eurozona è altissimo, vista la taglia e il peso sistemico dell’economia francese.
Dopo i PIGS arrivano i FROGS: il nuovo acronimo che mette alla berlina i conti francesi
Quindici anni dopo i PIGS, la sigla con cui si indicavano Portogallo, Italia, Grecia e Spagna nel pieno della crisi dell’euro, la Francia si ritrova con un’etichetta tutta sua: FROGS, le “rane” con cui gli inglesi amano canzonare i cugini d’oltremanica. L’acronimo, coniato dall’istituto Rexecode, sta per French Oversized Government and Social Security, ovvero uno Stato e una previdenza sociale fuori misura. Con un deficit al 5,4% del PIL e un debito al 119%, Parigi si finanzia ormai da mesi a costi superiori a quelli dei vecchi “maiali” del Sud: la settimana scorsa il rendimento del decennale ha sfiorato il 5%, un livello mai visto dal 2022, prima di ripiegare intorno al 4,74%, contro il 4,52% dell’Italia e il 3,94% del Portogallo. L’economista Olivier Redoulès, padre della sigla, punta il dito contro una spesa pubblica salita da poco più del 46% del PIL nel 1975 a oltre il 57% di oggi, trainata soprattutto dalle prestazioni sociali e sanitarie. La stampa internazionale, dal Financial Times al Wall Street Journal, moltiplica gli allarmi. Redoulès ricorda però che la Francia resta lontana dagli spread della Grecia degli anni Dieci, pur avvertendo che il logoramento potrebbe durare mesi, se non anni.

Jaguar svela la Type 01: capolavoro o catastrofe, il web si divide
Due anni dopo il controverso rilancio del marchio, Jaguar ha presentato martedì a New York il suo primo modello della nuova era, alla presenza di volti noti come l’attrice Florence Pugh. La Type 01 è una granturismo a quattro porte interamente elettrica, con un lungo cofano che richiama volutamente la mitica E-Type degli anni Sessanta. I numeri sono da supercar: circa mille cavalli, da 0 a 100 all’ora in 3,2 secondi e fino a 515 chilometri di autonomia in autostrada, per un prezzo di partenza di 130.000 sterline. Il lancio arriva dopo la bufera del 2024, quando uno spot surreale senza automobili e una concept car in “rosa Barbie” avevano attirato accuse di cedimento al pensiero woke. Anche stavolta le reazioni sono contrastanti: c’è chi la paragona a un carro funebre e chi si dice orgoglioso di essere britannico. Per l’analista Matthias Schmidt, la clientela storica aveva abbandonato Jaguar da anni e il marchio non aveva più nulla da perdere. La Type 01 dovrebbe essere la prima di tre nuove elettriche, ultima scommessa della casa madre JLR su un brand in declino.
Chiusura.
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