Francia24: Francia blocca visti diplomatici russi, Autostrade, tassazione in rialzo, Libretto A a 30.000 euro?  Meteo e tutte le altre notizie

Di Redazione Francia24
16 Oct 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per venerdì 16 ottobre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Barbara Marchand

Prima di aprire vi ricordiamo che questa sera alle ore 19.30 sui 1575 kHz e in streaming (qui) trasmetteremo l’intervista esclusiva a Barbara Marchand, la seconda voce storica di RMC Radio Monte-Carlo nel 1966: la prima – come ci ha raccontato – era la sua professoressa di lettere all’Università Carlone di Nizza.

Notizie dalla Francia

La Francia blocca i visti diplomatici russi per limitare il rischio di spionaggio

Paris respinge, in media, un terzo delle domande di accreditamento diplomatico provenienti da Mosca da febbraio 2022, con l’obiettivo di impedire al Cremlino di ricostituire una rete di spionaggio sul suolo francese. Il controllo, svolto dalla Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) in totale segretezza, riguarda ogni cittadino straniero destinato a ricoprire un ruolo in un’ambasciata, consolato o organizzazione internazionale in Francia, sia per incarichi a lungo termine sia per missioni temporanee.

Il iter di verifica, che dura da pochi giorni a diverse settimane, analizza ogni aspetto del curriculum del richiedente, ricercando eventuali zone d’ombra o connessioni sospette. Alla conclusione si appone un timbro rosso (rifiuto) oppure verde (approvazione). Da febbraio 2022, la quantità di timbri rossi per le pratiche russe è aumentata in modo inusitato: un diplomatico francese, che ha preferito rimanere anonimo, ha definito la situazione “mai vista dalla fine della Guerra fredda”.

Il rifiuto si basa su motivi di sicurezza: quando i servizi di intelligence identificano vulnerabilità nel profilo o nell’ambiente del richiedente, la Francia non corre rischi, bloccando la domanda. Questa politica si inserisce in un più ampio contesto di contrasto alle attività di spionaggio russo, già avviato con l’espulsione di una quarantina di agenti sotto copertura diplomatica nella primavera 2022.

Tra i candidati respinti figurano funzionari con passato problematico, soggetti sanzionati, e persino membri della delegazione russa all’UNESCO, dove la presenza di spie è considerata particolarmente preoccupante. Un ex funzionario della DGSE, Olivier Mas, ha spiegato che molti diplomatici mantengono una facciata regolare, ma svolgono attività di raccolta dati, destabilizzazione o infiltrazione sotto copertura.

Le richieste di visti russi non si limitano ai diplomatici: comprendono anche autisti, cuochi e altri personale di supporto che, se impiegati, potrebbero fungere da copertura per operazioni di intelligence. La DGSI aveva già segnalato, a fine 2022, la presenza di spie russe su piattaforme di annunci come Leboncoin, mirate a studenti e giovani professionisti.

All’interno dell’UNESCO, la delegazione russa è una delle più numerose, con molteplici livelli gerarchici, e rappresenta un potenziale canale per l’infiltrazione di agenti. Testimoni interni hanno riferito che è consuetudine verificare ogni interlocutore e sensibilizzare il personale, soprattutto i tirocinanti, a non rivelare informazioni sensibili.

Il presidente Emmanuel Macron, il 18 settembre, ha avvertito che la natura della minaccia russa è in evoluzione, definendola una “guerra ibrida”. Di conseguenza, la Francia prosegue nel bloccare le credenziali diplomatiche quando percepisce rischi, mantenendo però un equilibrio dovuto al principio di reciprocità: rifiutare troppe domande russe potrebbe comportare controbande analoghe da parte di Mosca.

Nonostante le tensioni, qualche nominativo riesce a ottenere l’accreditamento, soprattutto in contesti di basso profilo, come la conferenza antidoping dell’UNESCO a marzo, dove circa una decina di russi è stata autorizzata. Tuttavia, il volume complessivo delle concessioni è notevolmente ridotto rispetto al periodo pre‑guerra in Ucraina, e le concessioni avvengono principalmente tramite scambi di personale fra le ambasciate.

Fonte: franceinfo, 7 ottobre 2026
Fact Check by Gemma4.

Perché le società autostradali francesi sono così redditizie e il governo intende aumentare la tassazione sui loro utili

I profitti delle imprese che gestiscono le autostrade in Francia sono più che raddoppiati tra il 2014 e il 2024, trainati da un continuo aumento delle tariffe dei pedaggi. Nel frattempo il traffico sull’intera rete è cresciuto di appena il 15 percento, mentre i guadagni annui delle concessionarie sono passati da 1,9 a 4,3 miliardi di euro, un incremento di circa il 126 percento.

Il progetto di bilancio per il 2027 prevede una revisione al rialzo della tassa sui profitti delle società autostradali, già introdotta nel 2024 dal ministro dell’Economia Bruno Le Maire per contrastare i “superprofit” del settore. La tassa, denominata TEITLD, preleva il 4,6 percento sugli utili delle aziende il cui fatturato supera i 120 milioni di euro e la redditività supera il 10 percento, incassando 549 milioni di euro nel 2024. Il nuovo bilancio prevede di far salire la quota fino al 12,2 percento per le concessionarie più redditizie, con l’obiettivo di raccogliere circa 1,4 miliardi di euro.

Secondo Christophe Boutin, delegato generale dell’Associazione delle società autostradali francesi, la crescita dei risultati netti è legata non solo all’aumento del traffico, ma anche all’estensione della rete, che è passata da 9 050 a 9 330 chilometri tra il 2014 e il 2025, un incremento del tre percento. Inoltre, i contratti di concessione prevedono che le tariffe dei pedaggi aumentino del 70 percento dell’inflazione, con possibili aggiustamenti in caso di nuovi investimenti, facendo sì che l’andamento dei prezzi segua quello dei costi della vita.

Il senatore Vincent Delahaye denuncia che le spese delle concessionarie, come i salari e i costi di manutenzione, non sono indicizzate sull’inflazione, mentre i ricavi si gonfiano. L’economista Marc Ivaldi sottolinea che le società autostradali hanno una posizione di forza nei confronti dei fornitori e che i contratti del 2005, frutto della privatizzazione promossa dal governo di Dominique de Villepin, hanno garantito loro una “renta” particolarmente vantaggiosa.

Studi dell’Inspection générale des finances e dell’Autorità di regolazione dei trasporti stimano che le concessionarie possano accumulare tra i 40 e i 55 miliardi di euro di profitti in più entro la scadenza dei contratti, prevista tra il 2031 e il 2036. Di fronte a un debito pubblico record, il governo cerca di catturare parte di questi guadagni attraverso l’aumento della TEITLD.

Le concessionarie, però, avvertono che la tassa verrà trasferita sui pedaggi, gravando sugli automobilisti, e hanno già avviato contenziosi legali contro l’applicazione di questa imposta. Alcuni ricorsi sono stati respinti dal Consiglio di Stato, ma l’industria minaccia ulteriori azioni se la riforma verrà confermata.

Fonte: franceinfo, 16 ottobre 2026
Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – Superprofitto in autostrada: la corsa al pedaggio d’oro

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

I concessionari delle autostrade si gonfiano di profitti come se avessero scoperto l’elisir dell’inflazione, mentre i pedaggi salgono più rapidamente dei prezzi del carburante in una corsa sui binari del “chi paga di più?”. Il governo, che vuole tassare il lusso dei loro conti, sembra aver capito il concetto di “prendere una fetta”, ma dimentica che la torta è già intera. E mentre i manifestanti si radunano per chiedere prezzi più giusti, i concessionari rispondono con i soliti “i contratti prevedono l’aumento”, un’argomentazione che suona come il classico “è colpa del vento” ma senza la grazia poetica. In fin dei conti, chi davvero paga è il cittadino, e la tassa proposta è solo il bis di una barzelletta che dura da decenni.

Koan del giorno

Un monaco chiese al Maestro: “Se i pedaggi aumentano ogni anno perché così stabilito dal contratto, è davvero ingiusto oppure è solo una questione di legge?”

Il Maestro rispose: “Una legge è una corda tesa tra il pavone e la roccia; se il pavone decide di cantare più alto, la roccia non si lamenta, ma l’eco risuonerà più forte nelle tasche dei passanti.”

Il monaco insistette: “Allora, quando il governo impone una nuova tassa sui profitti, i concessionari potranno davvero scaricare il peso sugli automobilisti?”

Il Maestro sorrise e disse: “Chi porta l’acqua al fuoco non si scusa, ma il fuoco sa che la sua fiamma brucia anche chi lo ha acceso; la verità è che il prezzo del viaggio è, inevitabilmente, il prezzo della nostra stessa pazienza.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Proposta di innalzare a 30.000 euro il plafond del Livret A: benefici per i più abbienti?

Il deputato dell’LFI Eric Coquerel ha proposto un emendamento per aumentare il limite massimo del Livret A da 22.950 a 30.000 euro, consentendo così un ulteriore versamento di 7.050 euro. L’iniziativa, approvata dalla commissione Finanze dell’Assemblea nazionale nell’ambito del disegno di legge per il bilancio 2027, prevede di “liberare 5 miliardi di euro” per finanziare prestiti destinati alla ristrutturazione degli alloggi sociali.

Coquerel richiede inoltre che almeno il 70 % dei fondi del Livret A, attualmente gestiti dalla Cassa dei Depositi, sia affidato a tale ente, contro il 59,5 % gestito dalle banche, le quali operano con una trasparenza limitata.

Il Livret A è stato rialzato una sola volta nella storia, sotto la presidenza di François Hollande: dal 15.300 euro a 19.125 euro nell’ottobre 2012, per arrivare a 22.950 euro il 1° gennaio 2013. All’epoca, l’aumento provocò una “corsa” degli risparmiatori verso il prodotto, come rilevato dal Cercle de l’Épargne in un rapporto del settembre 2026. L’istituto evidenziò che l’intervento aveva spostato capitali da conti correnti, libretti bancari tassati e assicurazioni vita verso prodotti regolamentati, fenomeno associato alla crisi del debito sovrano che aveva limitato i contratti di assicurazione vita.

Il medesimo studio stima che un nuovo rialzo a 30.000 euro potrebbe generare fino a 10 miliardi di euro di nuovo incasso, creando una sostanziosa risorsa per lo Stato. Tuttavia, la misura sembra favorire soprattutto i risparmiatori più benestanti. Solo il 15 % dei Livret A supera già il plafond attuale, grazie esclusivamente agli interessi. Per le famiglie a basso reddito, gli esperti suggeriscono soluzioni più adatte, come il Livret d’Épargne Populaire (LEP), che offre un tasso più elevato, interessi esenti da imposte e prelievi sociali, oltre a una garanzia del capitale.

Un analista di XTB Francia avverte che “un coppia benestante potrebbe accumulare fino a 60.000 euro di capitale garantito non tassato”. Inoltre, l’ammontare di denaro versato nel Livret A dipende dalla possibilità di aprirne uno per ciascun membro della famiglia, anche fin dalla nascita di un figlio.

Le critiche non mancano. La ministra della Transizione ecologica Monique Barbut ha già avanzato l’idea, ma il presidente della Fédération des Banques Françaises (FBF), Olivier Gavalda, ha sottolineato che l’aumento del plafond farà crescere gli incassi di interessi “che sfuggirebbero all’imposta”. Il Cercle de l’Épargne avverte di un possibile “perdita di introiti fiscali” più consistente se i fondi provengono da prodotti già tassati.

Nel contesto attuale, con un tasso del Livret A al 1,7 %, il passaggio a un plafond di 30.000 euro porterebbe a un incremento annuo degli interessi di circa 120 euro per ogni conto, passando da 390 a 510 euro. Tuttavia, gli esperti avvertono che, oltre i sei mesi di salario di riserva, l’eccessivo ricorso al Livret A può tradursi in rendimenti reali nulli o negativi rispetto all’inflazione, spingendo gli investitori a orientarsi verso asset più remunerativi.

Una zona grigia riguarda la tassazione degli interessi generati dal capitale oltre il limite attuale: l’emendamento non specifica se rimarranno esenti. La Corte dei Conti, nel settembre 2026, ha proposto di soggettare questi interessi al prelievo forfettario unico (PFU) del 31,4 %.

L’emendamento deve ancora affrontare le deliberazioni dell’Assemblea nazionale e del Senato prima di inserirsi definitivamente nel bilancio 2027.

Fonte: Assemblée nationale, 2026
Fact Check by Gemma4.


Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per venerdì 16 ottobre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Da Parigi sono Rachel Costa.

Trump definisce gli attacchi ucraini alle raffinerie russe una vergogna

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la ripresa dei raid ucraini sulle raffinerie russe rappresenta una «vergogna». L’affermazione è stata fatta durante un incontro con il primo ministro ucraino, Zelensky, a cui Trump ha sottolineato la necessità di contrastare le azioni militari che, a suo avviso, aggravano la tensione energetica globale.

Il commento ha suscitato una risposta immediata da parte di Washington, dove funzionari hanno avvertito che l’interferenza politica dei leader occidentali potrebbe complicare gli sforzi diplomatici per una soluzione al conflitto. Analisti internazionali temono che tale retorica possa inasprire le sanzioni contro la Russia e influire sui prezzi dell’energia a livello mondiale.

Quattro bambini e un’insegnante morti in una sparatoria in una scuola primaria dell’Oregon

Una sparatoria in una scuola elementare di Bend, nello stato dell’Oregon, ha lasciato tre bambini di cinque, otto e undici anni e una docente tra le vittime. Il giovane responsabile, un adolescente di sedici anni, è stato ucciso da un cittadino che lo ha sorpreso mentre entrava nell’edificio scolastico.

Le autorità hanno aperto un’inchiesta per ricostruire i fatti e valutare le misure di sicurezza nelle scuole americane, mentre la comunità locale è rimasta profondamente scossa dall’attacco. Il caso riaccende il dibattito nazionale sulla legislazione in materia di armi e sulla prevenzione della violenza nelle istituzioni educative.

Una nave di Singapore affondata nello Stretto di Hormuz: le conseguenze per il commercio marittimo

Nel delicato tratto marittimo dello Stretto di Hormuz è stata colpita una nave mercantile di bandiera singaporiana, che ha subito gravi danni e si è infine arenata sul fondale. L’attacco, parte di una serie di aggressioni contro il traffico di petrolio nella zona, eleva i timori di una possibile interruzione delle forniture energetiche tra Medio Oriente e resto del mondo.

Gli esperti di sicurezza navale avvertono che l’aumento delle minacce nella regione potrebbe spingere i costi di assicurazione delle navi a livelli più alti, influenzando le catene di approvvigionamento globali. Le autorità internazionali stanno valutando risposte diplomatiche per garantire la libertà di navigazione nello stretto strategico.

Tesla presenta la nuova Roadster: un’auto sportiva capace di volare

Elon Musk ha svelato la nuova versione della Roadster di Tesla, una supercar elettrica in grado di compiere brevi voli grazie a razzi di propulsione SpaceX integrati nel telaio. L’evento, tenutosi a Waco, Texas, ha mostrato le capacità di decollo e atterraggio verticale, oltre a una velocità massima superiore a 400 km/h.

Il modello, atteso fin dal 2017, dovrebbe entrare in produzione nel 2028 con un prezzo di partenza di circa 200.000 dollari. Gli osservatori del settore vedono nella Roadster un segnale audace per la competitività di Tesla nel mercato delle auto di lusso ad alte prestazioni.

Il presidente della Fed afferma che l’intelligenza artificiale rivoluzionerà l’economia

Il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha dichiarato che l’intelligenza artificiale avrà un impatto trasformativo sull’intero sistema economico. In un intervento al Fondo Monetario Internazionale, Warsh ha sottolineato che la capacità dell’IA di automatizzare processi produttivi e migliorare l’efficienza finanziaria potrebbe accelerare la crescita globale, ma ha anche avvertito dei rischi di disuguaglianza.

Il discorso ha richiesto un ripensamento delle politiche di regolamentazione, poiché la rapida diffusione di tecnologie basate su apprendimento automatico richiederà nuovi quadri normativi per proteggere i consumatori e garantire una concorrenza equilibrata.

Le società di private equity aumentano il debito per restituire liquidità agli azionisti

Nel contesto di un mercato delle offerte pubbliche iniziale (IPO) debole, diverse società di private equity hanno iniziato a indebitarsi per distribuire contanti ai propri investitori. La strategia, descritta da diversi analisti, permette ai fondi di mantenere la fiducia degli azionisti pur in assenza di nuove quotazioni in borsa.

Tali operazioni, sebbene possano migliorare temporaneamente i rendimenti degli investitori, sollevano preoccupazioni sul livello di indebitamento complessivo del settore e sulla capacità delle imprese di sostenere il carico finanziario in caso di condizioni di mercato avverse.

La crescita rapida ma in rallentamento di Anthropic potrebbe influenzare la valutazione dell’IPO

Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale fondata da ex dipendenti di OpenAI, ha registrato un fatturato di 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre, ma la velocità di crescita sta diminuendo. Gli analisti temono che questo rallentamento possa ridurre le aspettative degli investitori per la prossima offerta pubblica iniziale prevista entro la fine dell’anno.

L’azienda, che ha rafforzato la propria presenza nel settore dei modelli linguistici, è al centro di una competizione accesa con altri player dell’IA. La valutazione finale dell’IPO dipenderà dalla capacità di Anthropic di sostenere l’espansione dei ricavi e di differenziarsi sul mercato.

I CDS di CoreWeave segnalano stress: gli investitori temono il debito legato all’IA

Le swap su credito (CDS) di CoreWeave, un fornitore di infrastrutture cloud specializzato in intelligenza artificiale, hanno raggiunto livelli di difficoltà comparabili a quelli dei mercati in crisi. Gli investitori mostrano preoccupazione per l’alto indebitamento dell’azienda, che ha finanziato l’espansione rapida dei data center per soddisfare la domanda di potenza di calcolo da parte di modelli AI avanzati.

Il mercato ha reagito con una caduta del valore delle azioni di CoreWeave, mentre gli esperti avvertono che una possibile saturazione della capacità di elaborazione potrebbe compromettere la redditività a lungo termine dell’impresa. L’attenzione ora è rivolta alle strategie di rischio che la società adotterà per stabilizzare la propria posizione finanziaria.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per venerdì 16 ottobre 2026

Parigi: cielo mutevole con temperature tra 14 e 21

La mattina a Parigi avrà inizio con una leggera foschia che presto lascerà spazio a nuvole basse, la temperatura sarà intorno ai 14 gradi e il vento soffierà a circa 10 km/h con raffiche fino a 20 km/h. Durante il pomeriggio il cielo diventerà molto nuvoloso, la temperatura salirà a 21 gradi e il vento aumenterà a 15 km/h con raffiche più forti, senza precipitazioni significative ma con un aumento della probabilità di pioggia verso sera. Il tardo pomeriggio vedrà il cielo coperto, la temperatura scendere a 14 gradi e il vento rimanere moderato, con una leggera possibilità di piovizze sparpagliate. La sera il cielo resterà variabile, con temperature intorno agli 11 gradi, vento di circa 15 km/h e una probabilità di pioggia del 50 percento. Nella notte, il cielo sarà poco nuvoloso, le temperature scenderanno a 9 gradi, il vento si attenuerà a 5 km/h e le precipitazioni si ridurranno drasticamente. Secondo l’esperto Régis Crêpet, la giornata sarà più calda di 4 gradi rispetto alla norma e non ci saranno allerte in corso.

Monaco Monte Carlo: sole e temperature tra 18 e 22

Al risveglio a Monaco il cielo sarà sereno e quasi privo di nuvole, la temperatura si aggirerà sui 18 gradi e il vento sarà quasi assente, con leggere brezze di 15 km/h. A metà mattina il sole continuerà a dominare, con temperature che saliranno a 20 gradi e qualche leggera nuvola che comparirà all’orizzonte, il vento restando calmo. Il pomeriggio porterà una leggera copertura nuvolosa a metà cielo, la temperatura raggiungerà i 22 gradi e il vento si farà sentire con una velocità costante di circa 10 km/h, senza alcun rischio di pioggia. Verso sera il cielo diventerà più variabile, la temperatura scenderà a 19 gradi e il vento rimarrà lieve, intorno ai 10 km/h. Durante la notte il clima rimarrà mite, con temperature attorno ai 17 gradi, vento quasi assente e assenza totale di precipitazioni. In sintesi, una giornata di bel tempo tipico del clima mediterraneo, ideale per le attività all’aria aperta.

Milano: sereno con temperature tra 15 e 22

La mattina a Milano sarà caratterizzata da nubi basse, la temperatura sarà di 15 gradi, il vento sarà praticamente assente con una leggera brezza da nord, e non sono previste precipitazioni. Intorno alle 10 la copertura nuvolosa diminuirà, il cielo sarà poco nuvoloso, la temperatura salirà a 17 gradi e il vento rimarrà debole, intorno ai 3 km/h proveniente da sud‑ovest. Nel pomeriggio il sole farà capolino tra le velature, la temperatura raggiungerà il picco di 22 gradi, il vento rimarrà debole da sud‑ovest e non ci saranno piogge. La sera le nuvole saranno sparse, la temperatura si manterrà intorno ai 21 gradi, il vento leggermente più forte da sud‑est con circa 5 km/h, ma senza alcuna pioggia. Nella notte la temperatura scenderà a 19 gradi, il vento sarà più costante da est‑sud‑est a 5 km/h e il cielo resterà parzialmente nuvoloso. Secondo l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, l’anticiclone garantirà stabilità atmosferica e nessuna allerta meteo per la serata.

Radio Nizza e Francia24

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Chiusura.

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