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Il Principato di Monaco ha finalmente ottenuto il riconoscimento internazionale che attendeva da oltre due anni. Questo venerdì, alle ore 17:30, il Gruppo d’azione finanziaria ha ufficializzato la rimozione del territorio dalla lista grigia, la lista dei paesi che presentano carenze strategiche nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
La decisione è arrivata dopo una lunga attesa che ha visto gli esperti internazionali scendere sul campo per valutare i progressi della città-stato. Il percorso è stato segnato da una serie di riforme urgenti approvate dal Consiglio Nazionale per rispondere alle criticità evidenziate in precedenza.
Riforme strutturali e nuovi poteri investigativi
Il successo di questa operazione si basa su sei pilastri fondamentali che hanno trasformato l’arsenale legislativo monegasco. Tra i progressi più significativi figurano una migliore comprensione dei rischi legati alla frode fiscale internazionale e un aumento delle richieste per l’identificazione e il sequestro di beni di origine criminale all’estero.
Un punto cruciale è stato il potenziamento del sistema giudiziario. Il sistema è stato rafforzato attraverso un aumento delle risorse destinate ai giudici d’istruzione e ai procuratori, con l’obiettivo di applicare sanzioni che siano non solo efficaci, ma anche dissuasive e proporzionate alla gravità dei reati commessi.
L’azione di controllo dell’autorità finanziaria
Al centro di questa trasformazione troviamo l’Autorità monegasca di sicurezza finanziaria, nota come AMSF. Sotto la guida di esperti di alto profilo, l’organismo ha visto il proprio personale quadruplicare, arrivando a contare ottanta operatori. Questo ha permesso un incremento costante delle segnalazioni di operazioni sospette, coinvolgendo anche settori non finanziari come i notai e le case da gioco.
Un segnale forte della nuova strategia è la creazione di un servizio specifico per la gestione dei beni sequestrati o confiscati. Ad oggi, questa entità gestisce profili patrimoniali per un totale di 434 milioni di euro, di cui una parte rilevante concentrata nel settore immobiliare.
Sanzioni pesanti contro i grandi attori finanziari
La nuova politica di rigore non ha risparmiato i grandi nomi del settore bancario. L’autorità di vigilanza ha infatti colpito duramente diversi attori della piazza finanziaria con sanzioni amministrative significative. Tra le misure più rilevanti figura la multa inflitta alla filiale monegasca della banca svizzera UBS, che ha dovuto pagare sei milioni di euro.
Altre sanzioni importanti hanno riguardato il gestore di patrimoni Julius Baer, con una multa da un milione e mezzo di euro, e la banca Havilland, ora rinominata Moncrief Private Bank, colpita con un ammenda di un milione di euro. Con questo risultato, Monaco si riallinea ai più alti standard internazionali di trasparenza e sicurezza finanziaria.
Questo è tutto per il momento. Dalle redazioni di Nizza e Parigi, questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Radio Nizza – Francia24
