Napoleone e Nizza nella storia di Bonaparte

Di Redazione Nizza24
5 May 2021

Napoleone a Nizza, lo ricordiamo in occasione del bicentenario della morte.

Di Giovanni Gugg

Il 5 maggio 1821 alle 17:49, Napoleone morì a Sant’Elena, dove gli inglesi lo mandarono in esilio dopo la battaglia di Waterloo; aveva 51 anni.

Oggi il mondo intero commemora il bicentenario della sua morte, in particolare la Francia. Oggi pomeriggio il presidente Emmanuel Macron deporrà una corona di fiori ai piedi della tomba di Napoleone, sotto la grande cupola degli Invalides a Parigi.

Poco prima, il Capo dello Stato terrà un discorso all’Institut de France per “guardare in faccia” questa “personalità complesso” che era Napoleone, senza fare “né un’agiografia, né una negazione, né un pentimento”, ha anticipato l’Eliseo.

Si tratta di un’operazione delicata, perché se Napoleone è certamente una “figura di spicco della Storia”, è anche vero che è anche “sempre stata contestata”, ad esempio per la sua reintroduzione della schiavitù, la quale, dirà Macron, era “un’aberrazione anche all’epoca”.

A Nizza gli è stato intitolato il principale quai del porto, quello del capolinea della nuova linea del tram, aperta due anni fa. Va anche ricordato che dall’ottobre 2017 Nizza è “ville impériale de France”, la tredicesima città con questo titolo grazie alla sua storia, in particolare quella del Secondo Impero, quando la città accolse personaggi storici come Napoleone III, l’imperatrice Eugenia o il maresciallo Masséna.

Secondo Olivier Ghebali, della delegazione Nice-Alpes-Maritimes della “Souvenir napoléonien”, il luogo più importante per Napoleone nelle Alpi Marittime è senza dubbio Nizza, dove Bonaparte visse tre volte: nel 1793, 1794 e 1796, prima di essere aggregato all’esercito italiano.

Ma nella Costa Azzurra e nel resto del dipartimento sono tanti i luoghi napoleonici: da Antibes alle isole di Lérins, da Grasse a Breil-sur-Roya, da Menton a Saorge.

Un ricco elenco delle tracce di Napoleone e del suo tempo è sul sito di France 3.

Mentre qui vi proponiamo un Gassman d’annata che recita il noto poema manzoniano: