È stata una leggenda che ha unito antirazzismo, universalismo e resistenza contro il nazi-fascismo: Joséphine Baker è stata una delle personalità artistiche e “politiche” più straordinarie del Novecento, ma è stata anche una stella che fatto brillare la Costa Azzurra come poche. La Francia le rende onore martedì 30 novembre 2021, con il suo ingresso al Panthéon di Parigi, il “luogo sacro” della République.
Joséphine Baker è nata il 3 giugno 1906 a Saint-Louis, nel Missouri (Stati Uniti), è stata una cantante e danzatrice statunitense naturalizzata francese nel 1937. Di origine creola afroamericana e amerinda degli Appalachi, è considerata come la prima celebrità nera e tra le più acclamate vedette di Parigi, ma la sua fama è legata anche al suo incredibile impegno civile, già a partire dalla Seconda guerra mondiale, quando ebbe un ruolo importante nel controspionaggio francese della Francia Libera. Successivamente, usò la sua grande popolarità nella lotta contro il razzismo e a favore dell’emancipazione dei neri, in particolare sostenendo la lotta per i diritti civili di Martin Luther King e quella della Lica (Lega Internazionale contro l’Antisemitismo), divenuta poi la Licra.
🏛️BAKER AU PANTHÉON J-3🇫🇷
"Je savais dès le commencement que je vous aimerais avec fidélité et compréhension jusqu'à la fin de mes jours.(…) Je savais que la France n'était pas mon pays d'adoption, mais qu'elle était mon pays tout court." J. Baker, meeting du 29/12/1953 (LICRA) pic.twitter.com/WLJXgPXHut— Licra (@_LICRA_) November 27, 2021
Nel 1947 sposò il compositore e direttore d’orchestra francese Jo Bouillon e, contestualmente, acquistò una grande proprietà in Dordogna: lo Château des Milandes. Lì visse molti anni, durante i quali adottò dodici figli di diverse nazionalità, soprannominando la sua famiglia “tribù arcobaleno”.
Purtroppo, nei primi anni ‘60 tutto crollò: Joséphine Baker divorziò, fu travolta dai debiti e nel 1969 fu allontanata dal suo castello, dovendo addirittura lottare per provvedere a se stessa e ai suoi figli. A quel punto, Baker ricevette il sostegno della principessa Grace di Monaco, sua amica e come lei artista di origine americana, che le offrì dapprima un aiuto in denaro e successivamente la possibilità di esibirsi per la Croce Rossa nel Principato di Monaco. Questo le permise di uscire dalla bancarotta e di acquistare una proprietà a Roquebrune-Cap-Martin, in Costa Azzurra, dove trascorse il resto della sua vita.
Nella bella villa Maryvonne, Baker si ricostruisce e riceve i suoi amici, in particolare lo scrittore e attivista nero-americano James Baldwin, che viveva a Saint-Paul-de-Vence, per cui i primi anni ’70 segnarono una nuova fase di successo, con spettacoli in tutta Europa e negli Stati Uniti. Purtroppo, la sera dell’11 aprile 1975, dopo uno spettacolo, Joséphine Baker morì per un’emorragia cerebrale. Fu seppellita nel cimitero del Principato di Monaco dopo un funerale con gli onori militari a Parigi, al quale assistette una folla immensa.
Grâce de Monaco aux funérailles de Joséphine Baker en 1975 pic.twitter.com/SGnYCeTOhS
— Fleur Sauvage De Paris (@FleurSauvageDe) August 24, 2021
A più di 45 anni dalla sua morte, la grande artista e attivista viene, infine, celebrata dalla Repubblica Francese con il suo ingresso al Panthéon, il grande monumento parigino in cui sono sepolte o ricordate le personalità che hanno dato lustro al Paese e, in un certo senso, lo hanno plasmato per come è oggi. La procedura di “panteonizzazione” era stata avviata nel 2013, sostenuta molti esponenti della cultura e, soprattutto, da una petizione firmata da 40.000 persone.
Josephine Baker, French-American dancer, singer, actress who mesmerised France with performances mocking colonialism and joined French Resistance, becomes first black woman immortalised in France's Pantheon Tuesday https://t.co/dqL3enJurY pic.twitter.com/Huj0u4eMsa
— AFP News Agency (@AFP) November 28, 2021
Joséphine Baker ha lottato tutta la vita per la libertà e l’uguaglianza, è la sesta donna ad entrare nel Panthéon, la prima donna nera e la prima artista, tra le 80 personalità presenti nel memoriale. Il suo corpo, tuttavia, resterà nel cimitero di Monaco, accanto a quello di Jo Bouillon, il suo quarto marito. In una breve cerimonia nella mattina del 29 novembre, il principe Albert di Monaco ha messo in un’urna un po’ di terra del cimitero del Principato, per poi inviarla a Parigi come simbolo della presenza di Joséphine Baker al Panthéon della capitale francese:
Le corps de #JosephineBaker restera à @GvtMonaco C’est un peu de terre monégasque qui ira au #Pantheon à Paris. C’est le Prince Albert lui même qui l’a mise dans une urne. pic.twitter.com/FS9GoQGZcL
— France Bleu Azur (@francebleuazur) November 29, 2021
Una delle più famose interpretazioni della cantante è stata “J’ai deux amours”:
