Giacometti a Monaco con la sua “réel merveilleux”

15 Lug 2021

Dal 3 luglio e fino al 29 agosto è possibile visitare a Monaco la mostra dedicata ad Alberto Giacometti “Le réel merveilleux”

Di Antonella Fava

Grazie all’eccezionale prestito di 230 opere da parte della Fondazione Giacometti, il Grimaldi Forum presenta una delle più grandi retrospettive mai realizzate su questo grande artista del XX secolo.

Il percorso che il visitatore è invitato a fare attraverso le sale segue un ordine a grandi linee cronologico per seguire l’evoluzione che ha condotto l’artista verso le sue tipiche figure leggere, che mirano all’inconsistenza, ma sono allo stesso tempo radicate nella materia.

La riscoperta delle sue opere è accompagnata dagli incontri celebri di cui è costellata la sua vita, ma anche da numerose citazioni dell’artista che in ogni tappa del suo percorso ci ricorda la sua visione dell’arte. La sua è una tensione continua, un desiderio di superare se stesso attraverso le sue opere.

“Sono convinto di fare ciò che non ho ancora mai fatto e che renderà superato quello che ho fatto come scultore fino a ieri sera o a stamattina”.

Una tensione la sua che si riflette nella necessità di realismo e al tempo stesso nell’attrazione verso l’immaginario, che ritroviamo nel suo bisogno costante di essere sorpreso dalle cose del mondo.

Nelle opere del periodo parigino degli anni ’20, in cui subisce la tentazione del cubismo e dell’astrazione, e fino alla metà degli anni ’30 lavora senza modello, sulla base della sua immaginazione. È in modo del tutto naturale che si avvicina al movimento surrealista, esperienza che gli permette di esplorare in profondità la propria mente.

Di questo periodo sono la “Femme qui marche” e “l’Objet invisibile”, titolo dato all’opera da André Breton. Fu proprio il riconoscere un’eccessiva stilizzazione nelle parti anatomiche di quest’opera a spingere l’artista a tornare a scolpire dal vero.

A partire dal 1935 Giacometti si concentra in modo quasi ossessivo nel riprodurre teste, soggetto che gli permette di reinventarsi al di fuori del surrealismo.

Nel primo dopoguerra Giacometti colloca le sue figure in spazi naturali o artificiali delimitati. Le figure femminili si allungano come alberi o colonne.
È in occasione del periodo di intensa creazione antecedente la sua mostra individuale a New York del 1948 che il suo studio si riempie di grandi figure, soprattutto femminili che inaugurano una nuova rappresentazione del corpo, dimagrito e allungato. La superficie si fa più espressiva e i piedi massicci radicano la scultura al suolo.

Nel 1963, parlando dell’assottigliamento delle sue figure l’artista spiega come questa preoccupazione di leggerezza nascesse dalla constatazione di quanto un corpo abbandonato pesi effettivamente molto di più di un corpo che si muove o sta in piedi.
La relatività del peso assume dunque, attraverso l’azione, una valenza ontologica e la leggerezza è ricercata come liberazione da una pesantezza che non è più solo fisica.

La visita si conclude sull’”Homme qui marche”, la sua scultura più celebre, sul progetto della quale lavora a lungo, fino a quando nel 1961 rinunciando a tutti gli elementi aneddotici crea una figura a misura umana, piegata in avanti che sembra camminare per il mondo senza sosta, diventando sinonimo di attraversamento dell’esistenza.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, con prolungamento serale fino alle 22 tutti i martedì e giovedì. Per maggiori informazioni consultare il sito del Grimaldi Forum.

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