Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #37

Di Redazione Nizza24
22 Apr 2020

La situazione sanitaria

Dopo il superamento della soglia – simbolica e particolarmente dolorosa – dei 20.000 decessi del giorno prima, martedì 21 aprile la Francia ha raggiunto 20.796 morti, 12.900 in ospedale e 7.896 nelle case di cura. Allo stesso tempo, però, per il tredicesimo giorno consecutivo si è registrato un ulteriore diminuzione nei ricoveri (-478) e un leggerissimo calo nella rianimazione (-250) che, tuttavia, è ancora troppo lieve.
Gli altri numeri di ieri sono i seguenti: 117.324 sono i casi attualmente confermati di positivi al covid-19, 30.106 sono i pazienti negli ospedali francesi, 5.433 quelli in terapia intensiva. I dimessi, invece, sono 39.181 (+1.772 rispetto al giorno precedente).
Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, ieri le persone positive al patogeno erano 13339, 1806 quelle ospedalizzate, di cui 334 in rianimazione; i deceduti erano 525, mentre i pazienti dimessi erano 2944.
Più nello specifico, nel dipartimento delle Alpes-Maritimes e in quello attiguo del Var ieri si sono avuti 9 nuovi decessi, mentre non se ne sono avuti negli Ehpad locali. Inoltre, il numero di ricoveri ospedalieri sta diminuendo: ieri ci sono stati 8 pazienti in meno negli ospedali della Costa Azzurra, ed è il calo più grande dall’inizio dell’epidemia. Stessa tendenza per la terapia intensiva, che è stata lasciata da 4 pazienti. Al momento, le persone ancora ricoverate negli ospedali della zona per covid-19 sono 270, di cui 48 in terapia intensiva.

Le misure preventive

Ieri un gruppo di ricercatori dell’Institut Pasteur ha pubblicato uno studio sulle proiezioni dei contagi utilizzando i dati sull’ospedalizzazione dei pazienti in tutta la Francia e incrociandoli con quelli emersi dalla Princess Diamond, la nave da crociera posta in quarantena nel porto di Yokohama, in Giappone, tra il febbraio e il marzo scorsi, dove 719 passeggeri vennero contagiati dal coronavirus e 13 ne morirono. Si tratta di un contributo importante, perché mostra quella che potrà essere il livello di immunizzazione della popolazione francese all’11 maggio, data in cui il Paese comincerà a riaprirsi dopo quasi due mesi di lockdown. Secondo tali calcoli, in quella data probabilmente solo il 5,7% della popolazione avrà avuto il coronavirus, per cui non potremo ancora fare affidamento sulla cosiddetta “immunità di gregge”. Si tratta di un risultato intuito da tempo, perché la stragrande maggioranza dei francesi non è stata infettata da Covid-19, e non lo sarà entro le prossime tre settimane. Da questo si desume che nei mesi a venire ci sarà una seconda ondata di contagi, perché si raggiunge “immunità collettiva” solo quando i contagiato sono tra il 50% e il 70% della popolazione.
Il tasso di infezione, però, varia molto secondo le regioni della Francia. Al di là del margine di errore, che in uno studio preliminare come questo è comunque piuttosto alto, si passa dal 12,3% dell’Ile de France e l’11,8% del Grand Est al 3,4% della nostra regione PACA, fino all’1,8% della Bretagna e all’1,4% della Nuova Aquitania. Come affermano i ricercatori, questi risultati suggeriscono fortemente che in assenza di un vaccino, l’immunità di gregge non sarà sufficiente per evitare un rimbalzo, cioè una nuova ondata di contagi dopo il deconfinamento. Lo studio, però, dice anche che la quarantena in Francia è stata efficace perché ha ridotto il tasso di propagazione del virus dell’84%, cioè prima del lockdown ogni persona positiva al covid-19 contagiava altre 3,31 persone, mentre dopo solo 0,52.
Sul piano politico-istituzionale, ieri il ministro dell’educazione, Jean-Michel Blanquer, ha spiegato che le prime classi a rientrare a scuola l’11 maggio saranno “Grandes sections, CP, CM2”, ossia l’ultimo anno di materne e i primi due di elementari. Le classi maggiori, invece, rientreranno più tardi, ma non ha specificato quando. Inoltre, il ministro ha annunciato che sarà potenziato il sistema della “scuola aperta”, cioè durante i mesi di luglio e agosto le scuole francesi rimarranno aperte, così da organizzarvi attività sportive e di svago.
Sul piano economico, il ministro della coesione territoriale, Jacqueline Gourault, ha dichiarato che lo Stato “non abbandonerà le comunità locali”, le cui finanze potrebbero essere fortemente penalizzate dalla crisi sanitaria. Invece, sul piano delle relazioni internazionali, nel pomeriggio il presidente Macron ha telefonato a papa Francesco, invitandolo in Francia quando l’emergenza sarà finita.

Consigli personali

Se avete dei congiunti in case di cura o in case di riposo (in Francese si usa l’acronimo Ehpad) e volete far loro visita, l’Azienda Regionale della Sanità ha comunicato alcune raccomandazioni da rispettare rigorosamente. In Costa Azzurra ci sono 160 case di cura e da ieri possono accedervi solo i familiari degli ospiti. Innanzitutto dev’esserci una volontà di ciascun residente, poi ogni visitatore deve prima incontrare i gestori dell’Ehpad, sottoscrivere un documento in cui si impegna a rispettare tutti i protocolli e, naturalmente, deve essere in buona salute. Inoltre, tutte le visite verranno conservate su un in un registro dedicato, su cui verrà menzionata l’identità dei visitatori, il nome della persona visitata, il giorno e le ore della visita. Il numero di visitatori, la durata e la frequenza sarà a discrezione della direzione di ciascuno stabilimento, ma limitati alla rigorosa necessità. In ogni caso, massimo due persone per visita e negli spazi collettivi o all’aperto, mentre solo una alla volta potrà accedere alle camere; la durata potrà essere da 30 minuti a un’ora, ma si consiglia di essere brevi, così da poterne fare di più. Infine, sarà possibile una visita ogni due settimane.
Le attenzioni da prendere sono molte altre e, per chi volesse approfondire, consigliamo di contattare il numero dedicato messo a disposizione dalla Région PACA: 0800 730 087 (chiamata gratuita da un telefono fisso in Francia, 7 giorni su 7, dalle 9 alle 19).