Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #51

Di Redazione Nizza24
12 May 2020

La situazione sanitaria

Dopo il primo giorno di déconfinement, 11 maggio 2020, in Francia il bilancio dell’epidemia Covid-19 conta 139.519 casi confermati di persone positive al nuovo coronavirus; di costoro, 22.284 sono ospedalizzati (285 in meno del giorno precedente) e, tra questi, 2.712 (64 in meno delle 24h prima) sono in rianimazione; 35.195 (41 in meno), invece, si trovano negli Ehpad, cioè nelle case di cura e nelle case di riposo (in tali strutture vi sono almeno altre 37.904 persone probabilmente contagiate; si è in attesa di conferma).

Dall’inizio dell’epidemia, i pazienti dimessi sono 56.724 (+507), mentre i decessi sono 26.643 (16.820 negli ospedali e 9.823 negli Ehpad).

Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, ieri le persone positive al patogeno erano 15.958, di cui 1.311 sono ricoverate in ospedale e 169 si trovano in rianimazione. Le persone decedute sono 797, mentre quelle rientrate a casa sono 4.275.

Più nello specifico del dipartimento delle Alpes-Maritimes, il numero delle vittime dall’inizio dell’emergenza è di 224 (160 in ospedale, 64 negli Ehpad). Attualmente, in Costa Azzurra ci sono ancora 202 persone contagiate ricoverate in ospedale, di cui 21 in rianimazione.

 

Le misure preventive

Dopo 55 giorni di quarantena, il “D-Day” (o “jour J”, come viene chiamato in Francia) del déconfinement è stato di sollievo da un lato, ma di nuove apprensioni dall’altro. Sul piano legislativo, la legge di emergenza sanitaria statale non è stata promulgata domenica sera, perché il Consiglio costituzionale ha potuto esaminarla solo ieri, per cui per gran parte della giornata la limitazione dei viaggi a 100 km e l’autocertificazione obbligatorio nei trasporti pubblici non sono stati in vigore. In serata, tuttavia, il Conseil constitutionnel ha validato la legge, tranne che per i punti sul tracciamento e l’isolamento, al fine di evitare la concentrazione di dati personali di natura medica.

Anche a Nizza c’è un intoppo amministrativo: ieri il tribunale della città ha accolto il ricorso della Ligue des Droits de l’Homme che contestava il decreto municipale sull’obbligatorietà della mascherina nello spazio pubblico, voluta la settimana scorsa dal sindaco. In città, dunque, quel provvedimento è stato abrogato, ma nel pomeriggio Christian Estrosi ha firmato un nuovo provvedimento che rende obbligatorio l’uso delle mascherine “a determinate condizioni”, ossia quando ci si sposta, si circola, si attraversano luoghi pubblici dove la distanza sociale di un metro è impossibile e in caso di riunioni con almeno dieci persone (ad esempio i genitori all’uscita di scuola dei figli).

A livello locale e nazionale c’era molta attesa per la tenuta dei trasporti pubblici, ma ieri in tutta la giornata non si è registrato nessun incidente particolare, neanche nell’Ile-de-France, che è l’area più densamente abitata della Francia. Secondo le cronache, la maggioranza dei passeggeri indossava mascherine e rispettavano le regole del distanziamento, anche se erano hanno viaggiato molti meno passeggeri dell’usuale: nella rete metropolitana parigina c’è stato un picco solo ieri mattina alle 6:30, ma poi si è rapidamente svuotato e la situazione è rimasta pressoché calma per il resto della giornata.

Le autorità, intanto, prestano attenzione anche ad altre crisi provocate dalla pandemia, come quella del settore turistico. Ieri la Caisse des Dépôts ha annunciato che in settimana verrà definito un piano di investimenti da 1,3 miliardi di euro a sostegno del settore turistico.

A proposito di questo, le spiagge di Nizza riapriranno questo fine settimana, ma solo per praticarvi dello sport: saranno permessi, cioè, nuoto e passeggiate, ma non il prendere il sole, che è ancora proibito.

 

Consigli personali

Nella giornata di ieri, nel dipartimento delle Alpes-Maritimes si è registrata tanta gente per strada, ma dalle testimonianze raccolte da varie testate giornalistiche sembra che ci sia molta attenzione, tanto nel mantenere le distanze fisiche, quanto nel rispettare i “gesti barriera”. Quel che tanti hanno capito, infatti, è che bisogna ripensare molti aspetti della vita quotidiana, come andare nei negozi o dal parrucchiere.

Nei prossimi giorni verificheremo se verrà mantenuta questa stessa tensione e attenzione: è la prima lezione che speriamo di aver imparato tutti da quasi due mesi di quarantena.

(Grazie al signor Serge Lefebvre per la foto di copertina di oggi)