Epifania a Nizza vuol dire galette des rois

5 Gen 2021

L’Epifania anche a Nizza è un antico Capodanno a cavallo di una scopa. L’antropologo Giovanni Gugg ci ricorda da dove arriva questa ricorrenza che anche in Costa Azzurra ha le sue tradizioni.

Epifania significa «manifestazione della divinità» e, per i cattolici, quella del 6 gennaio è la prima epifania di Gesù, avvenuta con l’adorazione dei Magi; per gli ortodossi, invece, è col battesimo di Gesù nel fiume Giordano, che ricorre in date diverse a seconda delle specifiche confessioni. Stando alla festività odierna, è molto interessante indagare i vari personaggi che ne sono protagonisti, i Magi e la Befana, ovviamente molto diversi tra loro, eppure tutti essenziali per rendere speciale questa data.

Innanzitutto, chi erano i Magi? Erano tre? Erano re? E che significa “magi”?

Come ci spiegano gli studiosi, non erano necessariamente tre (l’evangelista Matteo non dice mai il numero, ma lo si deduce dai tre doni, oro incenso e mirra). Non erano neanche re, perché non si ha notizia nel primo secolo di re itineranti. Infine, non erano neanche “magi”, bensì “maghi”, ma quel termine era piuttosto imbarazzante per i cristiani dell’epoca, per cui con il tempo si è trasformato. Con tutta evidenza, quei tre personaggi – tradizionalmente Gaspare, Melchiorre e Baldassarre – si sono contaminati con altre figure, diventando ciascuno simbolo di qualcosa di specifico, come ad esempio la rappresentazione di un continente diverso.

I doni sono allegorie utili alla narrazione sulla divinità di Gesù: l’oro allude alla sua regalità, l’incenso al sacerdozio, la mirra al sacrificio. Oggi la nostra idea dei “re magi” è modellata soprattutto dal folklore del presepe, infatti sono il risultato tra sovrapposizioni di miti e storia, nonché tra trasformazioni di diversa natura che – nei secoli e a seconda di chi scrive e di quando scrive – si hanno in tutte le tradizioni locali.

In Francia, in particolare, i Magi sono molto importanti perché a loro è legata la tradizione della “galette des rois”, una galletta a base di pasta sfoglia dorata in forno e farcita con crema frangipane. A Nizza, però, vi è una variante, perché il dolce dei re è una brioche alla frutta candita a forma di corona.

La galette des rois francese (ph. Giovanni Gugg)

Galettes des rois Mairie de Nice

La galette des rois tipica nizzarda, detta couronne des rois (ph. Antonella Fava)

Anche se il 6 gennaio non è una data festiva nell’Esagono, resta viva la tradizione e non solo a tavola. Nei Santons provenzali, le statuine del presepe tipiche della Région Sud, i Magi sono identificati da tre colori diversi: blanc, jaune et noir. A proposito, resterà aperta fino ai primi di febbraio la mostra di presepi da tutto il mondo ospitata al Monastero di Cimiez.

Ma la Befana, invece? Chi è? Da dove viene? Cosa rappresenta? Perché vola?

Tra i personaggi che portano i doni in questo periodo dell’anno, cioè soprattutto San Nicola, Santa Lucia, Babbo Natale, Gesù Bambino, la Befana è la figura più complessa e multiforme, quella più inequivocabilmente laica: vola in varie zone d’Europa, assumendo nomi diversi come Frau Holda o Bertha, ma è soprattutto in Italia che viene attesa, dove è considerata un po’ familiare e un po’ inquietante.

Il suo nome è una corruzione di Epiphàneia, e le credenze che la circondano affondano le radici in varie storie di donne generose e malefiche, conosciute come bonae mulieres in molte opere letterarie antiche. È chiaramente un personaggio ambiguo che vive tra due realtà: l’aldiquà e l’aldilà, per cui proprio questa condizione al limite le fornisce il potere ultraterreno che la caratterizza. Come le anime del Purgatorio, vola nei cieli notturni quasi vagando, ma allo stesso tempo, per guadagnarsi il passaggio in Paradiso o semplicemente l’affetto dei bambini, distribuisce doni cavalcando la sua scopa e riempiendo di dolci le calze appese ai camini delle case.

Noi, da bravi italiani in Costa Azzurra, facciamo il nostro rito sincretico, preparando per l’Epifania a Nizza sia la “galette des rois” che la calza, con l’auspicio di trovarla colma di caramelle e cioccolatini. E sperando anche di trovare dentro la galette la figurina che designerà la regina o il re della casa per un giorno.

In conclusione, siccome la Befana “tutte le feste si porta via”, la ricorrenza del 6 gennaio è anche un nuovo inizio, per cui buona ripartenza a tutti e ancora felice 2021.

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