Francia 2020: il terrorismo islamista

30 Dic 2020

Si chiude la serie Francia 2020 con questo articolo sul terrorismo di matrice islamica a cura di Giovanni Gugg, docente a contratto di Antropologia Urbana al dipartimento di Ingegneria dell’Università “Federico II” di Napoli e ricercatore post-doc presso il LESC (Laboratoire d’Ethnologie et de Sociologie Comparative), CNRS – Université Paris-Nanterre (France).

Due casi estremamente gravi hanno scosso la Francia nel 2020, dopo la terribile ondata di attentati del 2015-2016:
⦁ Il 16 ottobre è stato assassinato il professore Samuel Paty, nel comune di Conflans-Sainte-Honorine, nelle Yvelines. Insegnava storia e geografia ed è stato pugnalato e decapitato all’uscita dal suo liceo da un cittadino russo di origine cecena di 18 anni, poi ucciso dalla polizia.
Il 6 ottobre precedente, Paty aveva mostrato due caricature di Maometto disegnate su “Charlie Hebdo” per spiegare cosa è la libertà di espressione, ma suscitando la collera di un genitore di un suo studente musulmano. Per cui il suo nome e il suo indirizzo erano circolati su un social media, fino ad arrivare all’assassino, che appunto ha compiuto l’omicidio. L’emozione è stata profonda in tutto il Paese e il 21 ottobre si è tenuto un toccante “hommage national” alla Sorbonne, mentre il 2 novembre si è tenuto un minuto di silenzio in tutte le scuole francesi.

⦁ Il 29 ottobre, invece, si è avuto un altro attentato all’arma bianca, ma stavolta a Nizza, alla basilica di Notre-Dame, dove un cittadino tunisino di 21 anni, arrivato in città una decina di giorni prima, ha ucciso due donne e un uomo all’interno e nei pressi della chiesa. Si chiamavano Nadine Devillers (60 anni), Vincent Loquès (54 anni, sacrestano), Simone Barreto Silva (44 anni). L’assassino è stato arrestato e ora è incarcerato dopo aver ricevuto le cure ospedaliere per le ferite riportate.
Questi due eventi hanno impressionato e commosso tutto la Francia, anzi tutta l’Europa. E anche noi qui ne siamo ancora scossi, al punto che, non trovando parole adeguate per concludere l’articolo e la rassegna, ci rifacciamo a “One” degli U2, suonata alla Sorbonne, mentre entrava il feretro del prof. Paty per il suo estremo saluto:

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