Le château de Nice – Côte à côte

Di Antonella Fava
20 Mag 2022
colline du château

Oggi andiamo a Nizza, a scoprire lo château, là dove la città ha avuto origine!

Ascolta la puntata di Côte à côte dedicata allo Château

 

Tutti a Nizza conoscono la Colline du Château, uno dei suoi luoghi più iconici, dal quale si possono osservare panorami mozzafiato, grazie ai suoi 92 metri di altezza, sulla città, sulla sua baia, sulle colline e fino alle Prealpi.
Questa collina che sorge tra il porto, la città vecchia e la Baie des anges è oggi un parco facilmente accessibile ai nizzardi e ai turisti che offre un giardino boscoso di più di 19 ettari.
Ma del castello che le dà il nome e che ha occupato per mille anni il suo altopiano oggi rimangono solo pochi resti. Eppure è stato in questo luogo che Nizza è stata fondata.

L’antichità

Furono i Greci nel III secolo a.C: a trovare qui tutte le condizioni ideali per installarsi, come fecero altrove nel Mediterraneo, a Siracusa per esempio. Una spiaggia per attraccare le barche, una sorgente, una collina facile da proteggere, dei campi coltivabili e il punto d’incrocio di più strade. Da quel momento la collina è stata occupata con continuità. Prima ai suoi piedi, poi in cima, dove gli abitanti di Nikaia si rifugiarono all’epoca della caduta dell’Impero Romano. Di questa città alta esistono solo pochi resti; ma gli scavi archeologici iniziati nel 2009 hanno dimostrato che una prima cattedrale vi fu costruita già nella seconda metà del V secolo.

scavi château

Il Château de Nice nel Medioevo

La presenza del castrum è attestata dall’XI secolo. All’interno di questo luogo fortificato sorgeva una città di poche migliaia di abitanti, con la sua chiesa, il suo mercato, l’ospedale e le sue torri nobiliari. È stato solo durante il XIII secolo, in seguito a periodi di pace relativamente lunghi, con conseguente crescita economica e afflusso di persone, che anche la città bassa ha potuto svilupparsi. Le abitazioni hanno quindi coperto gradualmente le pendici occidentali della collina estendendosi verso la pianura, protetta dal letto del fiume Paillon, quello che scorre ancora sotto il parco che oggi porta il suo nome. Nel punto più alto della collina, il castello occupava l’attuale sito del belvedere. Corrispondeva alla sede dell’amministrazione e della giurisdizione pubblica. Intorno alla cittadella, si trovavano la cattedrale di Sainte-Marie e le residenze dei notabili di Nizza.

La fortezza dei duchi di Savoia

Dal 1388, Nizza passò alla Casa di Savoia e assieme a Villefranche ne costituiva l’unico sbocco sul mare. È da qui che passano molte merci, tra cui il sale. Per questo i duchi di Savoia si impegnarono a rinforzare le difese di questi importanti siti marittimi. Il Castrum Magnum ha cominciato ad essere modificato dai Savoia nel XV secolo. Furono poi aggiunti tre bastioni semicircolari, destinati a rafforzare la parte più vulnerabile. Nel 1543 ci fu l’assedio di Nizza: la città fu presa e occupata dalla coalizione franco-turca, ma il castello resistette eroicamente.

Per i nizzardi questo episodio è tradizionalmente associato al nome di Catherine Ségurane, l’eroina leggendaria che respinse gli attaccanti. Dopo questo drammatico evento il duca di Savoia Emanuele Filiberto decise di far sparire la città alta dalla collina per estendere le fortificazioni. Così, tra il 1550 e il 1580, la popolazione lasciò la parte alta per stabilirsi nell’attuale città vecchia. Fu in questo periodo che questa zona ha assunto la sua fisionomia architettonica estremamente densa di costruzioni

Il pozzo del diavolo

Per rifornire d’acqua quella che era diventata un’imponente fortezza fu scavato un pozzo, chiamato pozzo del diavolo, di 72 metri fino al livello del mare per raggiungere la sorgente. È lì che ha trovato poi sede nel 1952 l’odierno ascensore per la salita alla cima della collina.

Le guerre successive

Il blocco difensivo di Nizza e Villefranche, considerato inespugnabile, scoraggia gli oppositori degli Stati sabaudi per quasi un secolo e mezzo. Ma, durante la guerra della Lega di Augusta, nel 1691, la cittadella fu sottoposta ad assedio con diecimila uomini. I difensori, molto inferiori di numero si arresero solo dopo un intenso bombardamento che portò all’esplosione della polveriera del torrione causando molte vittime.
Durante la Guerra di successione spagnola, nel 1706, la fortezza, sottoposta a un fuoco intenso, fu costretta ad arrendersi. Luigi XIV decise allora di porre fine alla roccaforte di Nizza e ne ordinò ne la completa distruzione. Questo evento segna una svolta storica per Nizza. Il suo ruolo militare finì, aprendo la strada a una nuova vocazione: il turismo.

La nascita del parco della collina del château

Utilizzata per esercitazioni militari la zona divenne una riserva di materiali dove la popolazione andava a rifornirsi illegalmente. Alcuni animali vi pascolavano, e alcune aree erano coltivate. Ma i pendii erano in cattivo stato di manutenzione e a volte frane, anche mortali, devastavano le case sottostanti.

Nel 1822, il re Carlo Felice trasformò infine la collina del château in un giardino pubblico, in modo che i primi turisti che venivano a passare qui l’inverno, potessero godersi il panorama e le passeggiate all’ombra. Tuttavia la collina era ancora proprietà militare, c’erano numerose servitù e sviluppare gli accessi, i sentieri, mettere in sicurezza il sito e coltivare un parco in un sito roccioso e arido fu un’impresa che richiese numerosi sforzi economici e di manodopera.
Nel 1831 il rimboschimento fu affidato ai botanici di Nizza, Risso, poi Bottieri e molte specie furono: conifere (pino d’Aleppo, cipresso, pino a ombrello), alberi a foglie caduche (carpino, leccio, robinia), specie xerofile (agave, fico d’India, euforbia).

cascata château

Il cannone e la cascata del château de Nice

Quando Nizza divenne francese nel 1860, il sito rimase di proprietà dello Stato. Solo nel 1934 venne acquisito dalla città di Nizza e la zona militare con la caserma scomparve. Per molto tempo, la zona del château ha ospitato le serre comunali, un rifugio per animali randagi e una colonia di vacanza. Dal 1875 ai piedi della terrazza Friedrich-Nietzsche un cannone spara un colpo ogni giorno per segnalare lo scoccare del mezzogiorno. Il 27 giugno 1885 è stata inaugurata la cascata monumentale che commemora la distribuzione dell’acqua da La Vésubie fino in città. Tre anni dopo fu costruita la scala di Lesage lungo la torre di Bellanda che permise l’accesso dal lato sud-ovest.

L’Odissea

Dagli anni 60, un percorso a mosaico che illustra l’Odissea di Omero orna i muretti e i sentieri. Un campo sportivo e un parco giochi per bambini accolgono nizzardi e turisti sull’altopiano.

Sito naturale classificato, la collina del Château è oggetto di un progetto di miglioramento, un’operazione su larga scala per consolidarla e restaurarla, per migliorare la qualità delle strutture pubbliche e per evidenziare i resti archeologici dell’antica città murata.

 

(Foto di Antonella Fava©)

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