Fine canicola, temperature in calo, previsto cambiamento netto

Di Redazione Francia24
19 Aug 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Allerta revocata su tutto il territorio

Meteo‑France ha comunicato nella mattina di martedì 18 agosto la fine dell’allerta arancione “canicula” per tutti i dipartimenti francesi. Dopo tre settimane di temperature record, il cielo si è finalmente fatto più fresco e il paese respira un primo sollievo da quell’estate rovente.

Previsioni per i prossimi giorni

Secondo il previsionista Nemo Pawlowski, la discesa termica si confermerà lungo tutta la settimana. Un fronte perturbato arriverà nel sud‑est fra giovedì e venerdì, portando piogge e temporali più intensi. Nella seconda metà della settimana e all’inizio di quella successiva, le massime torneranno ai valori normali di stagione e, in alcune zone costiere, saranno anche leggermente al di sotto della media grazie a un corrente oceanico più fresca e al leggero incremento del vento. Un primo sistema perturbatore, debole, interessò il nord della Francia lunedì e martedì, mentre mercoledì una nuova ondata di pioggia colpirà soprattutto la Bretagna e gli Alti di Francia, proseguendo poi verso sud nel pomeriggio.

Rischio di nuove ondate di caldo

Il meteorologo ha sottolineato che, con il modello di previsione a sette‑dieci giorni, non è previsto alcun rialzo netto delle temperature almeno fino a metà della prossima settimana. Tuttavia, come è consueto con le tendenze climatiche, le proiezioni mensili indicano temperature mediamente più elevate rispetto alla norma, segnale evidente del cambiamento climatico in atto.

Tendenze verso la fine dell’estate

Per quanto riguarda settembre, le previsioni rimangono incerte: non è possibile escludere né confermare l’insorgere di una nuova canicula. Ciò che è più probabile, secondo i climatologi, è un aumento delle precipitazioni nella fascia mediterranea e nella zona cevenola, favorizzato dalle acque di mare più calde che intensificano i temporali locali. In sostanza, se le condizioni atmosferiche dovessero combaciare, le piogge di fine estate potrebbero risultare più abbondanti del consueto.

In sintesi, la Francia gode di un momento di tregua dal caldo estremo, ma resta vigile: i prossimi giorni porteranno temperature più miti e temporali sparsi, mentre il rischio di una nuova ondata di calore non può essere del tutto escluso, soprattutto alla vigilia di settembre.


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Editoriale di Rachel – Il fresco che riscalda il mondo

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Che spettacolo: dopo tre settimane di canicola degna di un forno a microonde, la Météo‑France alza il sipario su un “cambio netto” di temperature. Un vento leggero, qualche nuvola e, voilà, la temperatura scende “sotto le norme stagionali”. E noi? Dobbiamo applaudire il sollievo o prepararci a una nuova ondata di caldo? La risposta è già scritta nei titoli: “On va avoir un changement net”. Come se un improvviso balzo verso il fresco fosse la prova finale di quel temuto riscaldamento globale.

Ma non è finita qui. Il giornalismo climatico, ormai a tempo pieno, ha deciso che ogni piccola flessione termica è un “segno che il planet sta davvero scaldandosi”. È un po’ come dire che il fatto di trovare un cappotto invernale sotto il cuscino significhi che l’estate avrà più caldo l’anno prossimo. Una contraddizione che rende il pensiero ecologico più flessibile di un elastico da palestra.

E poi ci sono le previsioni, quelle meravigliose finestre sul futuro: “nessuna crescita netta delle temperature fino a metà della prossima settimana”. Oggi il termometro si abbassa, domani potrebbe picchiare un altro record. I meteorologi ci vendono la serenità di un momento di tregua, ma poi ci ricordano che “le tendenze mensili mostrano temperature più alte della norma”. Come può un grafico raccontare due storie diverse senza nemmeno sfogliare la pagina successiva?

Alla fine, il dramma si riduce a un semplice gioco di parole: il freddo di oggi è la prova che il clima sta davvero riscaldando. Se il termometro scende, la crisi climatica si avvicina; se sale, è solo un capriccio di primavera. E noi, poveri ascoltatori, continuiamo a chiedere: “Quando, davvero, smetterà di farci perdere il sonno?”.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché i meteorologi proclamano che una giornata più fresca è la prova definitiva del riscaldamento globale?

Maestro: Perché quando la natura dimentica di indossare il suo cappotto, gli uomini si impazziscono a cercare il termostato della verità.

Monaco: E se il cielo continui a scaldarsi, cosa ci insegna questa apparente contraddizione?

Maestro: Che il vero calore non è mai quello che senti sul viso, ma quello che ti fa dimenticare di controllare il termometro.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.