ztl

Francia, Stop alle ZTL..se la Corte lo permette – Caro carburanti: niente riduzione tasse, il governo riduce i margini dei benzinai -PSG supera il Liverpool – Meteo Milano e Parigi

Di Redazione Francia24
15 Apr 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 15 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Francia, Stop alle ZTL..se la Corte lo permette – Caro carburanti: niente riduzione tasse, il governo riduce i margini dei benzinai -PSG supera il Liverpool – Meteo Milano e Parigi

 ZFE: la cancellazione delle “zone a basse emissioni” approvata dall’Assemblea nazionale

I deputati hanno confermato, mercoledì 28 maggio, la soppressione delle “zone a basse emissioni” (ZFE) nell’ambito della prima lettura del progetto di legge di semplificazione economica. Le ZFE vietano o limitano l’accesso a molte grandi città ai veicoli più inquinanti, con il timore, secondo i loro oppositori, di penalizzare le famiglie che non possono permettersi auto più recenti. Il capo di progetto non è ancora concluso: la cancellazione dovrà comunque essere confermata nelle fasi successive.

Il provvedimento è stato approvato con 98 voti a favore e 51 contrari (i dettagli della votazione sono consultabili sul sito dell’Assemblea). Una maggioranza aveva già scelto l’abrogazione nella votazione in commissione alla fine di marzo. Introdotte nel 2019 e ampliate dalla legge “Climat e résilience” del 2021, le ZFE miravano a migliorare la qualità dell’aria, considerata responsabile di circa 40 000 decessi annui secondo Santé publique France.

I critici definiscono la misura ingiusta perché “esclude le famiglie modeste che non hanno i mezzi per acquistare un veicolo meno inquinante”. Questa posizione ha diviso sia la coalizione governativa sia l’opposizione di sinistra, con i rappresentanti di La France insoumise contrari al principio delle ZFE.

Il governo, pur non essendo favorevole alla cancellazione, aveva proposto di limitare le ZFE alle agglomerazioni di Parigi e Lione, lasciando ai sindaci delle altre città con più di 150 000 abitanti la libertà di scelta, oltre a rafforzare l’accompagnamento dei pubblici interessati. La ministra della Transizione ecologica, Agnès Pannier‑Runacher, aveva sottolineato la necessità di “adattare le ZFE per aumentarne l’accettabilità”.

Diversi parlamentari hanno espresso il proprio dissenso: Pierre Meurin (Rassemblement national) le ha definite “un dispositivo di separatismo territoriale” e “inutili”; Charles Sitzenstuhl (Ensemble pour la République) ha chiesto la loro completa eliminazione; Ian Boucard (Droite républicaine) ha rilevato che “l miglioramento della qualità dell’aria non può avvenire a discapito dei più deboli”; Corentin Le Fur ha definito la misura “la più ingiusta che esista”. Anche i rappresentanti della Francia insoumise, come Manon Meunier, hanno denunciato le “disuguaglianze sociali” generate dalle ZFE.

In conclusione, i deputati hanno optato per l’abrogazione totale del dispositivo, respingendo le proposte di modifiche governative. Tuttavia, il destino definitivo delle ZFE rimane aperto finché il progetto di legge non completerà il suo iter parlamentare.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, i dibattiti hanno riguardato un altro strumento contenuto nella legge Climat e résilience: lo “zéro artificialisation nette des sols” (ZAN). Il meccanismo è stato ampiamente alleggerito: i progetti industriali di interesse nazionale sono stati esclusi dal campo di applicazione.

Articolo basato sul comunicato LCP del 28 maggio 2025.

Fact Check by GPT-OSS:20b

Caro carburanti: niente riduzione tasse, il governo riduce i margini dei benzinai

I prezzi dei carburanti sono diminuiti in media di appena un centesimo di euro dal giorno dell’annuncio del cessate‑il‑fuoco tra Stati Uniti e Iran, quando il governo guidato da Sébastien Lecornu sperava in una riduzione di cinque‑dieci centesimi.

La caduta dei prezzi alla pompa si sta facendo attendere, contro le aspettative dichiarate dal premier. Per questo l’esecutivo si riserva il diritto di intervenire mediante decreto al fine di regolare i margini dei distributori, secondo fonti concordanti con BFMTV. Tale minaccia è stata più volte citata dall’inizio della guerra in Medio‑Oriente, ma al momento la decisione non è ancora definitiva, come ha precisato il portavoce di Matignon all’AFP.

In pratica, si tratterebbe di assicurarsi che i margini dei rivenditori non superino quelli di gennaio‑febbraio, precedenti l’inizio del conflitto, e di intervenire per limitarli, se necessario. Non si parla quindi di un blocco dei prezzi alla pompa, ma solo di una verifica dei margini, mentre i prezzi dei derivati raffinati continueranno a variare.

I margini sono calcolati come la differenza tra il prezzo di vendita al distributore e la media mobile a cinque giorni dei prezzi di acquisto dei prodotti raffinati a Rotterdam, specifica il Ministero dell’Economia (Bercy). Il meccanismo si attiverebbe quando i prezzi dei prodotti raffinati a Rotterdam superano i livelli pre‑crisi, corrispondenti a circa 1,71 €/l per gasolio e benzina alla pompa. Un prezzo massimo verrebbe fissato per ciascuna stazione di servizio, aggiornato quotidianamente in base al prezzo di mercato (media a cinque giorni), a un margine di distribuzione di riferimento (valutato per ogni stazione) e a eventuali costi aggiuntivi dovuti all’aumento delle spese di trasporto del carburante dal deposito alla stazione.

Editoriale

La media mobile non è certo un concetto complicato, questa la formula:

LaTex

Oppure, se preferite la versione LaTex:

MA_5(t) = \frac{1}{5} \sum_{i=0}^{4} P_{t-i}

Eppure metterlo così, in un articolo di France Presse ci sembra un bel modo di confondere i lettori. Proviamo a spiegarlo in parole semplici: aumenta il prezzo del greggio e di conseguenza quello dei derivati tra cui le varie benzine. Su questi prezzi sono calcolati come percentuali sia i guadagni dei benzinai che dello stato (con le sue tasse, le accise e la grande invenzione francese, l’IVA). 

Sembrerebbe logico bloccare il guadagno di Stato e Benzinai ai livelli pre-aumenti, ma niente da fare: più semplice per Macron e Lecornu far pagare solo gli altri, i benzinai. Ma torniamo all’agenzia:

 

Il Ministero dell’Economia ha comunicato di aver inviato il 13 aprile una bozza di decreto al Consiglio nazionale dei consumatori (CNC), previa consultazione obbligatoria, necessaria prima della firma e dell’entrata in vigore del decreto in Consiglio di Stato.

La situazione rimane molto tesa in Medio‑Oriente.

Questa misura è già stata utilizzata nel 1990, durante la guerra del Golfo, dal governo di Michel Rocard, ed è prevista dalla legge in caso di crisi o circostanze eccezionali. Il Codice di commercio consente al governo di derogare al principio della libera determinazione dei prezzi per misure temporanee, con una durata massima di sei mesi.

Finora il premier Lecornu ha risposto con aiuti mirati e con l’annuncio di un rafforzamento del sostegno all’elettrificazione nei trasporti e negli edifici, puntando a ridurre la quota di petrolio e gas nel consumo finale di energia al 40 % entro il 2030.

Lunedì, la benzina SP95‑E10 ha avuto un prezzo medio di 2,001 €/l, mentre il gasolio, il carburante più consumato in Francia, è stato venduto a 2,30 €/l. I prezzi sono calati di soli un centesimo da quando è stata siglata la tregua tra Stati Uniti e Iran, secondo i dati governativi analizzati lunedì.

L’annuncio della tregua aveva provocato la scorsa settimana una flessione dei prezzi del petrolio, ma questi rimangono comunque ben al di sopra dei livelli pre‑guerra, con il traffico marittimo quasi fermo nello stretto di Hormuz e timori di interruzioni di fornitura.

Il prezzo del petrolio Brent per consegna a giugno, riferimento internazionale, si aggira intorno ai 98,5 $ al barile, mentre il prezzo spot di un barile di Brent per consegna immediata in Europa è a livelli storicamente elevati, con il Forties Blend a circa 149 $ al barile, secondo Reuters.

Le misure precedenti per contenere i prezzi alla pompa

Durante l’inizio della guerra in Ucraina, i prezzi del petrolio erano saliti notevolmente. Il governo di Elisabeth Borne aveva introdotto, a partire da aprile 2022, sconti diretti alla pompa finanziati dallo Stato, quando il prezzo alla pompa superava i 2,15 €. Il rimborso iniziale di 18 centesimi per litro è stato poi portato a 30 centesimi a settembre, per poi ridursi progressivamente a 10 centesimi a novembre e infine essere eliminato il 31 dicembre, con un costo totale per lo Stato di 7,6 miliardi di euro.

Ritenuta troppo costosa e “ecologicamente aberrante” da Bruno Le Maire, la misura è stata sostituita, a gennaio 2023, da un’indennità carburante di 100 € destinata a circa 10 milioni di lavoratori a basso reddito che erano tenuti a utilizzare l’auto per recarsi al lavoro. Il meccanismo, gestito online tramite impots.gouv.fr, è stato volontario e aveva un tetto di spesa di un miliardo di euro, mai raggiunto a causa della scarsa adesione.

Nel 2023 l’esecutivo ha anche esercitato pressioni sui distributori privati: TotalEnergies, sotto la supervisione del Ministero della Transizione energetica, aveva fissato un prezzo massimo di 1,99 € per litro di benzina e diesel per le sue 3.400 stazioni, limite che sarà mantenuto per tutto il 2024.

Questo articolo riassume la proposta del governo francese di controllare i margini dei distributori di carburante tramite decreto, nel tentativo di contenere i prezzi alla pompa in un contesto di tensioni geopolitiche e prezzi internazionali elevati.

Fact Check by GPT-OSS:20b


Buongiorno da Parigi. Sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Editoriale di Rachel – Carburanti: la magia del centesimo e il miracolo dei margini altrui

Eccoci di nuovo al solito spettacolo francese: annunci solenni, aspettative gonfiate, risultati ridicoli. Il governo aveva promesso che, con il cessate-il-fuoco tra Stati Uniti e Iran, i prezzi alla pompa sarebbero scesi di cinque o addirittura dieci centesimi. Invece? Un misero centesimo di euro in media. Un risultato così microscopico che quasi non si vede a occhio nudo, ma sufficiente a far arrossire chiunque abbia osato sperare.

La risposta dell’esecutivo? Non certo abbassare le accise che lo Stato incassa abbondantemente su ogni litro, né tantomeno ridurre la propria fetta di guadagno. No, molto più comodo puntare il dito contro i benzinai: “I vostri margini sono troppo alti!”. Si prepara così un decreto per “verificare” e, se necessario, comprimere i guadagni dei distributori, riportandoli ai livelli di gennaio-febbraio, prima della crisi.

Un meccanismo elegante sulla carta: si prende il prezzo medio a Rotterdam, si aggiunge un margine “ragionevole”, si calcolano costi extra di trasporto e voilà, si fissa un tetto per ciascuna stazione. Tutto temporaneo, si capisce, massimo sei mesi, come da legge in caso di “circostanze eccezionali”. Peccato che l’unica circostanza davvero eccezionale sembri essere la difficoltà di questo governo a guardare in casa propria.

Perché mentre si minaccia di regolamentare i margini dei privati, nessuno parla dei margini di Bercy e delle accise che continuano a lievitare con il prezzo. Il litro di SP95-E10 a 2,001 euro e il gasolio a 2,30 euro non sono solo colpa del Brent a 98,5 dollari o del traffico bloccato nello stretto di Hormuz. C’è anche una bella fetta che finisce direttamente nelle casse dello Stato, silenziosa e puntuale come un orologio svizzero.

E così, invece di affrontare il problema alla radice – ridurre la dipendenza dal petrolio in modo serio, non solo con annunci sull’elettrificazione al 2030 – si preferisce la strada più semplice: scaricare la responsabilità sui distributori. Classico. Macron e Lecornu, con questa ennesima dimostrazione di debolezza, confermano di essere dei veri smidollati: incapaci di toccare le tasse che ingrassano lo Stato, ma prontissimi a strangolare i margini di chi lavora sul serio.

In Francia, quando i prezzi salgono, è sempre colpa di qualcun altro. Quando scendono troppo poco, pure. E lo Stato, nel frattempo, resta con le mani in tasca a contare i suoi centesimi moltiplicati per milioni di litri. Magia della politica, o semplice arte di non guardarsi allo specchio?

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese al Maestro: «Quando il prezzo del carburante sale, chi è colpevole?»

Il Maestro rispose: «Il benzinaio.»

Il monaco insistette: «Ma lo Stato non incassa forse di più quando il prezzo è alto?»

Il Maestro sorrise: «Lo Stato è come il cielo: non si può toccare, e quando piove benzina cara, dice che è colpa della terra.»

Allora il monaco chiese ancora: «E se il governo imponesse un limite ai margini dei distributori?»

Rispose il Maestro: «È come legare le zampe al cavallo e poi lamentarsi che non corre abbastanza veloce per sfuggire al lupo. Il lupo, però, resta libero.»

Ma torniamo alle notizie odierne.

 



Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

Francia24 – Il PSG supera il Liverpool e vola ai semifinali di Champions

Nel match di ritorno di Champions, il Paris Saint‑Germain ha battuto il Liverpool 2–0 grazie a un gol di Ousmane Dembélé, chiudendo con autorità la gara all’Anfield. Le difese del PSG hanno neutralizzato le incursioni dei Reds, mentre l’attacco francese ha mostrato una precisione letale nelle conclusioni. Il risultato garantisce al club parigino la qualificazione per i semifinali, mentre il Liverpool dovrà rivedere la propria strategia difensiva per i prossimi impegni. I tifosi parigini hanno festeggiato con entusiasmo, segnalando una nuova era di dominio europeo per il club. I media sportivi hanno analizzato la differenza tattica rispetto al primo turno, evidenziando l’impatto decisivo di Dembélé.

Francia24 – Israele e Libano avviano negoziati diretti a Washington

Il governo israeliano e quello libanese hanno convenuto di avviare negoziati diretti a Washington, in una svolta diplomatica inedita dal 1993. Le parti, precedentemente rappresentate da intermediari, hanno accettato di incontrarsi direttamente per discutere la questione dei confini e della sicurezza nella zona di confine. Il dialogo, facilitato dagli Stati Uniti, è stato accolto con speranza da entrambe le comunità internazionali, che sperano in una riduzione delle tensioni locali. Gli analisti sottolineano l’importanza di questo passo per la stabilità del Medio Oriente, mentre la stampa locale monitora attentamente ogni sviluppo. I leader hanno dichiarato che gli incontri saranno “costruttivi” e mirati a una “pace duratura”.

Editoriale di Rachel – Indagini su Bruel, la nuova “caccia alle streghe” dei media?
Ecco, abbiamo un altro caso “brillante” da far frullare sui titoli: un artista famoso, un’accusa di violenza, e in un batter d’occhio il ciclo dei giornali è più caldo di un fuoco d’artificio a Capodanno. Ma guardate un po’, la stessa redazione che poco fa elogiava le vittime di grossi scandali “cassa” qui la voce di un senzatetto: “ecco, la verità è al centro della scena”. Lo spettacolo non è più una questione di giustizia, ma di click. Come se l’unica misura della gravità fosse il numero di condivisioni sulla timeline. Un bravo ritmo, però: la scoperta di un “sesso consensuale” nel “leggendario” mondo della musica pop? Filo di velluto. Alla fine, per davvero, se la società vuole credere al cambiamento, potrebbe cominciare a dare precedenza alle vittime invece di costruire un palcoscenico per i tabloid. Il circolo vizioso dei media non è certo una novità, ma è la cerimonia di un circo che non smette mai di mettere in scena la propria ipocrisia.

BFM Business – Il governo propone di controllare i margini dei distributori di carburante

Il ministro dell’Economia, Sébastien Lecornu, ha annunciato un provvedimento d’urgenza per intervenire sui prezzi alla pompa, limitando i margini di profitto dei distributori. La misura, prevista tramite decreto, vuole contenere l’aumento dei costi per i consumatori, soprattutto dopo il recente rialzo dei prezzi del petrolio. Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per l’interferenza statale nel mercato, anticipando possibili effetti collaterali sulla competitività. Il Governo, tuttavia, sottolinea l’importanza di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie francesi, evidenziando una risposta rapida alle proteste contro la crisi energetica. Il provvedimento sarà discusso in Parlamento nelle prossime settimane.

BFM Business – Tensioni nei mari: la retorica americana sul blocco dello Stretto di Hormuz

Il Portavoce della Casa Bianca ha difeso il blocco delle rotte marittime iraniane nello Stretto di Hormuz, definendolo “necessario per la sicurezza nazionale”. Le dichiarazioni hanno scatenato critiche da parte di Pechino, che ha definito il blocco “irresponsabile” e pericoloso per la fragile tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran. Gli esperti energetici avvertono che l’interruzione del traffico può aggravare la carenza di petrolio sul mercato globale, facendo lievitare i prezzi. L’Unione Europea osserva con cautela, chiedendo un ritorno al dialogo per evitare un’escalation. Il dibattito interno al Senato americano si concentra sulla legittimità legale del blocco e sulle possibili conseguenze diplomatiche.

BFM Business – Il mercato azionario francese reagisce alla speranza di ripresa delle negoziazioni tra Teheran e Washington

Il CAC 40 ha registrato un balzo di oltre l’1 % su notizie di possibili negoziati di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran, spinto dalla prospettiva di una riduzione delle tensioni energetiche. Gli analisti hanno sottolineato che la caduta dei prezzi del petrolio ha alimentato l’ottimismo degli investitori, favorendo le azioni dei settori legati al consumo. Tuttavia, gli esperti avvertono di una volatilità persistente, poiché le trattative rimangono in fase preliminare. Il mercato dei futures ha mostrato un leggero calo, riflettendo l’incertezza su eventuali accordi concreti. Le banche centrali mondiali monitorano attentamente i movimenti per valutare impatti su inflazione e crescita.

BFM Business – Renault taglia il 15‑20 % dei posti di ingegneri entro il 2028

Il gruppo automobilistico francese Renault ha comunicato l’intenzione di ridurre il personale ingegneristico di circa 1 600‑2 400 unità entro il 2028, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e ridurre i costi operativi. La decisione, motivata da una ristrutturazione strategica, coinvolgerà principalmente gli stabilimenti europei e le attività di ricerca e sviluppo. Le organizzazioni sindacali hanno criticato il provvedimento, temendo un impatto negativo sull’occupazione e sulla qualità dell’innovazione. Il piano prevede pacchetti di indennizzo e programmi di ricollocamento per gli ingegneri interessati. La mossa arriva in un contesto di mercato auto più competitivo e di transizione verso l’elettrificazione.

BFM Business – Parigi alza la tassa sui loghi abitativi vacanti al 2027

Il Sindaco di Parigi ha annunciato il raddoppio dell’imposta sui loghi abitativi vacanti a partire dal 2027, puntando a incentivare la messa in affitto o la vendita delle proprietà inutilizzate. La misura, che colpirà circa 300 000 abitazioni, mira a contrastare la crisi abitativa e a finanziare nuovi progetti di edilizia sociale. Le associazioni di proprietari hanno protestato, definendo la tassa un“pene ingiusta” per chi possiede seconde case. Il Consiglio di Stato dovrà valutare la costituzionalità dell’aliquota prima della sua applicazione concreta. Il dibattito pubblico si accende sulla sostenibilità del mercato immobiliare in città.

BFM Business – LVMH registra una flessione in borsa, ma Dior mantiene il bullish outlook

Il colosso del lusso LVMH ha chiuso in calo nella quotazione di Parigi dopo un trimestre di risultati inferiori alle attese, mentre la divisione Dior ha mostrato segnali di ripresa grazie a una forte domanda di prodotti di alta moda. Gli analisti hanno evidenziato la pressione sui margini a causa delle recenti turbolenze geopolitiche e delle restrizioni alla produzione. Tuttavia, la strategia di diversificazione del portafoglio LVMH, con investimenti in tecnologie digitali, è stata vista come un punto di forza. Il mercato rimane equilibrato, con gli investitori che attendono i prossimi dati sui consumi di lusso in Asia.

BFM Business – Il ministro delle PMI Serge Papin propone di far lavorare gli studenti il 1° maio

Il ministro delle Piccole e Medie Imprese, Serge Papin, ha suggerito l’opportunità di consentire agli studenti di svolgere attività lavorative durante il 1° maio, tradizionalmente celebrato come Festa dei Lavoratori. L’iniziativa, mirata a favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, prevede che i piccoli commercianti possano accogliere tirocinanti per la giornata. Le organizzazioni sindacali hanno respinto la proposta, accusandola di strumentalizzare la festa dei lavoratori. Il dibattito politico si concentra su come equilibrare le esigenze formative dei giovani con la tutela dei diritti dei lavoratori.

BFM Business – Il mercato dell’energia si prepara a una possibile carenza di kerosene in Europa

Le compagnie aeree europee hanno lanciato una richiesta di acquisto collettivo di kerosene, temendo una carenza dovuta alle tensioni nel Mar Rosso e alle sanzioni contro l’Iran. Il Consiglio europeo sta valutando interventi per garantire l’approvvigionamento di carburante, evitando interruzioni nei voli di linea. I produttori di energia hanno avvertito che le scorte attuali potrebbero esaurirsi entro i prossimi mesi, spingendo i prezzi verso l’alto. Gli esperti suggeriscono una maggiore diversificazione delle rotte e un potenziamento delle scorte strategiche per mitigare il rischio. Il dibattito è in corso sui possibili incentivi alle rotte alternative.

 

 


Meteo Parigi e Milano per mercoledì 15 aprile 2026

Parigi – Cielo variabile con temperature mite

Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet indicano che il bollettino è stato emesso alle 03:30 con un’affidabilità molto buona. Al mattino il cielo è ancora prevalentemente soleggiato, ma poco dopo le nuvole cominciano a farsi più dense verso sud, con temperature intorno agli 8 °C e venti da sud‑est che soffiano a circa 25 km/h. Nel pomeriggio il sole appare a intermittenza mentre le nuvole si addensano, spingendo le temperature fino a 18 °C e i venti a rafforzarsi da sud, raggiungendo i 35 km/h. La sera la situazione si addolcisce: i nuvoloni rimangono ma si intravedono sprazzi di luce, le temperature scendono a 16 °C e il vento diminuisce a 30 km/h proveniente da sud‑ovest. Durante la notte il cielo è a metà nuvoloso, la temperatura si stabilizza intorno ai 12 °C e il vento si placa a 20 km/h da ovest. Non sono previste precipitazioni per l’intera giornata.

Milano – Lieve nuvolosità e temperature primaverili

Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, le previsioni sono state pubblicate alle 05:42 con un’attendibilità tra il 90 % e il 95 %. Al risveglio le nubi basse ricopriono il cielo, mantenendo una temperatura fresca di 13 °C e un vento debole da nord‑ovest di 4 km/h. Nella tarda mattinata il cielo resta prevalentemente coperto, con temperature che salgono gradualmente fino a 15 °C, mentre il vento rimane leggero e da nord‑ovest. Il pomeriggio porta una leggera diminuzione della copertura nuvolosa, introducendo sprazzi di sole che portano i termometri a 20 °C, con venti più costanti provenienti da ovest, intorno a 5 km/h. Il crepuscolo vede un ritorno di nuvole sparse e una fresca discesa a 17 °C, con il vento che gira verso sud‑est a circa 6 km/h. La notte si chiude con cielo con qualche nuvola residua, temperatura intorno ai 13 °C e venti leggeri da sud‑est. Non sono attesi rovesci o precipitazioni per oggi.

Editoriale Meteo di Rachel – Il clima che tutti amano incolpare

È quasi una religione moderna credere che ogni piccola variazione della pressione atmosferica sia la prova definitiva del cambiamento climatico. Diciamo che oggi a Parigi il vento ha giocherellato a 35 km/h, e subito qualcuno corre a menzionare il riscaldamento globale come se fosse l’unico colpevole, dimenticando che le correnti jet sono un fenomeno stagionale da sé. E a Milano, quando le temperature hanno toccato i 20 °C, già suonano gli allarmi climatologici, dimenticando che la primavera è, per definizione, una stagione di sbalzi termici.

Siamo abituati a cavalcare l’onda dell’ansia climatica con la stessa veemenza con cui si commenta il risultato di una partita, senza chiedersi se il nostro stampo di sensazionalismo non stia più mascherando una semplice curiosità per il tempo. Invece di chiedersi “perché il vento sopra le 30 km/h?”, dovremmo chiedere “ma perché non impariamo a leggere il cielo con un po’ di ragione?”. Forse la risposta è più semplice della paura che ci vendiamo.

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Maestro, oggi il cielo di Parigi è nuvoloso, ma a Milano il sole filtra tra le nuvole; quale è il vero clima?” Zhaozhou rispose: “Il vento soffia dove non è né nuvola né sole, e il tempo non ha bisogno di una risposta; è l’uomo che la cerca.” E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli.