Francia24: Allerta in Francia dopo attacco antisemita in Australia, i nomi degli attentatori – Grazie all’Europa Roomba in Chapter11 – Epidemia bovina – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
15 Dec 2025

Caos politico a Sofia a un passo dall’Euro, mentre Sydney piange le vittime dell’attacco antisemita. In Francia, la battaglia contro la dermatosi bovina divide gli allevatori. E ancora: il declino Roomba, un altro regalo dell’Unione Europea

E sulle note che a noi paiono natalizie di Never Ending Story un benvenuto al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 15 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Strage di Hanukkah a Sydney: il terrore colpisce Bondi Beach

Quella che doveva essere una festa della luce si è trasformata in una domenica di sangue. Sedici morti, tra cui un connazionale francese, Dan Elkayam, e decine di feriti: è il bilancio dell’attacco terroristico mirato contro la comunità ebraica sulla celebre spiaggia di Bondi. Due assalitori, padre e figlio, hanno aperto il fuoco durante le celebrazioni di Hanukkah. In mezzo all’orrore, emergono storie di eroismo quotidiano: passanti che, armati solo di coraggio e oggetti di fortuna, hanno affrontato i killer, impedendo un massacro ancora peggiore. L’Australia si risveglia sotto shock, con la bandiera a mezz’asta e leggi sulle armi che tornano prepotentemente al centro del dibattito.

E in Francia, come recita il nostro titolo, il ministro dell’interno ha ordinato massima allerta e controlli rinforzati in tutti i luoghi dove viene e verrà celebrato l’Hannuka.

Armi? È davvero quello il problema?

Editoriale. Dunque l’agenzia FP afferma che il problema sono le armi.

Ma chi ha commesso l’attentato? Quasi impossibile saperlo qui in Francia, dove vale ancora regola adottata per prima da BBC: se un atto contro la legge e’ effettuato da un immigrato, definirlo “individuo” senza altri dettagli. Se da un connazionale (nel loro caso, un inglese) citare esplicitamente “un bianco nato nel regno unito”.

Ma la realtà, spesso, va contro i desiderata delle buone anime eccovi dunque i dettagli:

La sparatoria di massa a Bondi Beach a Sydney, in Australia, il 14 dicembre 2025, durante una celebrazione di Hanukkah (probabilmente quello che intendevi per “hammuka”). È stato effettuato da un duo padre-figlio: Sajid Akram (50 anni, che è stato ucciso sulla scena) e Naveed Akram (24 anni, che è stato arrestato ed è in custodia). La loro nazionalità originale è pakistana. 19 Questo incidente, classificato come attacco terroristico motivato dall’antisemitismo, ha provocato 15 morti e dozzine di feriti. 9

Il padre, Sajid Akram, è emigrato dal Pakistan in Australia nel 1998 con un visto per studenti, che è stato successivamente convertito in un visto per partner nel 2001. Suo figlio, Naveed Akram, non è emigrato, poiché è nato in Australia il 12 agosto 2001.

Bulgaria: il paradosso di Sofia, tra Euro e crisi di governo

A sole tre settimane dallo storico ingresso nell’Eurozona, la Bulgaria sprofonda in una crisi politica che ha del surreale. Il governo ha rassegnato le dimissioni sull’onda di proteste massicce contro un bilancio accusato di favorire la corruzione sistemica. Il Paese più povero dell’Unione Europea si appresta ad abbandonare il lev per la moneta unica il primo gennaio, ma lo fa in un clima da polveriera, con la popolazione divisa e le istituzioni paralizzate. Un matrimonio con l’Euro che rischia di essere celebrato senza nessuno al timone.

Il tramonto del Roomba: iRobot dichiara bancarotta

Anche i robot piangono, o almeno finiscono i soldi. iRobot, l’azienda che ha portato l’aspirapolvere autonomo nelle case di mezzo mondo, ha presentato istanza di fallimento. Il pioniere della pulizia domestica diventerà un’azienda privata nel tentativo di ristrutturarsi. La concorrenza spietata e i costi di produzione hanno mandato in corto circuito i conti dell’azienda, segnando la fine di un’era per l’iconico disco rotante che terrorizzava i nostri gatti.

Editoriale: Una morte voluta dall’odio per Amazon

E anche qui ci tocca riprendere la parola per un secondo editoriale. La concorrenza spietata?

No, care le nostre anime belle. Era stato il veto dell’Unione Europea a impedire l’acquisizione da parte di Amazon, che avrebbe permesso all’azienda di rafforzarsi a fronte dell’arrivo dei cloni cinesi

Per chi non ci credesse questa la notizia da il Guardian, non certo un giornale di destra: https://www.theguardian.com/technology/2024/jan/29/amazon-deal-irobot-eu-veto-roomba

Il risultato delle anime belle di Bruixelles lo vediamo nei negozi di elettrodomestici, quelli ancora aperti: un’invasione di prodotti cloni cinesi.

Rischio black-out

 C’e’ di peggio: l rischio concreto che i nostri robot smettano di funzionare: come tutti gli oggetti iot “Internet of Things”, un’altra odiosa invenzione tanto osannata, se cessa di funzionare il server centrale cessano di funzionare gli apparati che abbiamo acquistato con i nostri risparmi.

Non abbiamo parole, non ci sono parole (M.H.B. per Francia24)

Editoriale di Rachel – Il Roomba affonda: burocrazia europea o l’aspirapolvere del destino?

Oh, che dramma domestico, amici miei! iRobot, quel geniale disco che ha trasformato la pulizia in uno spettacolo autonomo – terrorizzando felini e risparmiandoci la scopa – ha alzato bandiera bianca, dichiarando bancarotta. Diventerà privata, dice, per ristrutturarsi, come un robot che si riprogramma dopo un corto circuito. Colpa della concorrenza spietata e dei costi alle stelle, ci raccontano. Ma andiamo, non prendiamoci in giro: è stato il gran veto dell’Unione Europea all’acquisizione da parte di Amazon a spegnere l’interruttore principale. Quei paladini della concorrenza a Bruxelles, con le loro anime candide, hanno bloccato il deal lo scorso anno, come riportato dal Guardian (non esattamente un bollettino sovranista), e ora? Ecco il risultato: scaffali invasi da cloni cinesi low-cost, che aspirano polvere e sogni americani allo stesso tempo.

Dalla nostra finestra su Parigi, dove i pavimenti sono ancora immacolati grazie a metodi old-school (o a domestici invisibili), la scena è surreale. Immaginate: un’azienda pioniera, che ha reso la tecnologia accessibile a tutti, affoga nei debiti perché l’Europa ha deciso di “proteggere” il mercato. Proteggere da cosa? Da un gigante come Amazon, certo, ma ora chi protegge noi da un’ondata di aspirapolvere anonimi, probabilmente assemblati in fabbriche lontane, che durano quanto un gatto spaventato? È la solita ironia continentale: salviamo la concorrenza vietando fusioni, e finiamo con monopoli orientali che ridono sotto i baffi. E i nostri gatti? Continuano a fuggire da questi nuovi intrusi, ma almeno i prezzi sono bassi. O no?

Alla fine, ci chiediamo: è davvero la fine di un’era, o solo l’inizio di una pulizia globale a basso costo? Perché se Bruxelles voleva diversificare, missione compiuta – ora aspiriamo cloni invece di innovazioni. Ah, l’Europa e le sue buone intenzioni! Sempre pronte a spazzare via il futuro, un veto alla volta.

 

koan rachel

 

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Un robot che aspira la polvere ha la natura di Buddha?”

“Sì,” rispose Zhaozhou.

E il monaco: “Allora perché si inceppa nei tappeti dell’illusione?”

“Perché pulisce il visibile, ma ignora il vuoto sottostante.” rispose Zhaozhou.

Un’altra volta, un monaco chiese a Zhaozhou: “Un robot che aspira la polvere ha la natura di Buddha?”

“No,” rispose Zhaozhou.

Non contento, il monaco disse: “Tutti gli esseri hanno la natura di Buddha. Perché un robot no?”

“Perché è stato programmato per raccogliere sporco, non per liberarsene davvero.” concluse Zhaozhou.

Ma torniamo alle notizie.

 

Epidemia bovina in Francia: il governo tira dritto sugli abbattimenti

Non c’è spazio per le esitazioni secondo Parigi: la strategia della “terra bruciata” è l’unica via per salvare gli allevamenti francesi dalla dermatosi nodulare contagiosa. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha difeso a spada tratta il protocollo sanitario che prevede l’abbattimento totale delle mandrie infette, definendolo “doloroso ma necessario”. Nonostante la rabbia degli allevatori, che bloccano le strade chiedendo alternative, l’esecutivo cita il successo del contenimento in Savoia come prova regina: il virus non tratta, e nemmeno lo Stato.

La C-Beauty detronizza la Corea: il nuovo canone estetico parla cinese

È finita l’era del dominio incontrastato della K-Beauty? Sembra proprio di sì. In soli cinque anni, i marchi di cosmetica cinesi hanno raddoppiato le loro quote di mercato, cavalcando l’onda del “Guochao”, l’orgoglio nazionale che riscopre tradizioni e artigianato locale. Con un mix letale di innovazione rapida, marketing digitale aggressivo e packaging che sembrano opere d’arte, la bellezza “Made in China” non si accontenta più di copiare, ma detta le regole, lasciando i giganti occidentali e coreani a inseguire.

 

Hong Kong: il pugno di ferro si abbatte su Jimmy Lai

Nessuna sorpresa, solo la conferma di una stretta che non lascia scampo. Jimmy Lai, il magnate dei media e spina nel fianco di Pechino, è stato giudicato colpevole di reati contro la sicurezza nazionale. A 78 anni, una delle voci più libere dell’ex colonia britannica rischia ora di passare il resto dei suoi giorni dietro le sbarre. Una sentenza che suona come un requiem definitivo per le aspirazioni democratiche di Hong Kong.

 

Giallo a Hollywood: orrore nella villa di Rob Reiner

Los Angeles è sotto shock per un duplice omicidio che sembra uscito da una sceneggiatura noir, ma purtroppo è realtà. La polizia sta indagando su quello che definisce un “apparente omicidio” nella residenza del leggendario regista Rob Reiner. I corpi di un uomo e una donna sono stati rinvenuti nella proprietà. Mentre Hollywood trattiene il respiro, gli investigatori mantengono il massimo riserbo sui dettagli di questa tragedia che macchia di sangue le colline delle star.

 

Far West nei campus: sparatoria alla Brown University

L’incubo delle armi torna a insanguinare i luoghi del sapere americani. Due morti e nove feriti è il bilancio provvisorio di una sparatoria avvenuta alla prestigiosa Brown University, nel Rhode Island. Mentre la caccia all’uomo prosegue e un “soggetto di interesse” è stato fermato, gli studenti raccontano il trauma di una generazione che ha imparato a scappare prima ancora che a studiare. “Tutti dicono che non capiterà a te, finché non capita”, ha dichiarato un sopravvissuto, riassumendo l’angoscia di un’intera nazione.

 

Il sogno americano interrotto: Trump congela le cerimonie di cittadinanza

Erano a un passo dal giuramento, ma la porta si è chiusa in faccia all’ultimo secondo. L’amministrazione Trump ha cancellato le cerimonie di naturalizzazione per immigrati provenienti da 19 paesi specifici, lasciando migliaia di persone in un limbo burocratico ed emotivo. Una mossa che i critici definiscono discriminatoria e che trasforma quello che doveva essere il giorno più bello della vita di molti aspiranti americani in un’odissea senza fine.

 

 

 

Mercati in allerta: la febbre dell’IA inizia a scendere?

Wall Street si prepara all’ultima settimana di scambi dell’anno con il fiato sospeso. Gli analisti di MarketWatch segnalano una pressione crescente sul “trade” dell’Intelligenza Artificiale, finora motore inarrestabile dei listini. Con il 2026 alle porte, gli investitori iniziano a chiedersi se sia il caso di diversificare, temendo che la bolla tecnologica possa mostrare le prime crepe. La parola d’ordine è cautela: l’euforia potrebbe lasciare il posto al realismo.

 

Guerra dei chip: l’America alza il muro contro la Cina

Non servono accordi, serve il pugno duro. È questa l’opinione prevalente tra gli osservatori economici americani riguardo a Nvidia e le sue esportazioni verso la Cina. Piuttosto che cercare compromessi commerciali per vendere chip depotenziati, si chiede a Washington di blindare la tecnologia strategica. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri geopolitici del settore tech, sacrificando i profitti a breve termine sull’altare della sicurezza nazionale.

 

Mutui a 50 anni: l’illusione della casa accessibile

In un mercato immobiliare sempre più proibitivo, spunta l’ultima tentazione per gli aspiranti proprietari americani: il mutuo a 50 anni. Ma attenzione, avvertono gli esperti: quella che sembra una ciambella di salvataggio per abbassare la rata mensile rischia di trasformarsi in una catena a vita. Interessi che si accumulano all’infinito e un capitale che non scende mai: il sogno della casa di proprietà potrebbe costare, letteralmente, una vecchiaia in povertà.

 

Nucleare: il gigante di Flamanville si risveglia

Dopo anni di ritardi, polemiche e costi lievitati, l’EPR di Flamanville ha finalmente raggiunto il 100% della sua potenza nucleare. Un traguardo simbolico e tecnico per l’industria francese, che vede in questo reattore di nuova generazione la promessa di un futuro energetico indipendente, nonostante le perplessità sulla sicurezza e sulla gestione delle scorie che continuano a dividere l’opinione pubblica.

Meteo

Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 15 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Parigi: risveglio tra le brume e un vento che inganna i sensi

La Ville Lumière apre gli occhi questo lunedì avvolta in quella che i poeti chiamerebbero malinconia e i meteorologi definiscono, più pragmaticamente, banchi di nebbia. Secondo l’ultimo bollettino stilato dall’esperto Alexis Vandevoorde alle prime luci dell’alba, la capitale francese si trova stretta in una morsa umida con temperature che segnano 6 gradi, ma attenzione: le raffiche di vento da Sud, che soffiano fino a 30 km/h, fanno precipitare la percezione termica a un ben più rigido 3 gradi.

Nel corso della mattinata, tuttavia, il cielo tenterà un timido riscatto. La coltre grigia dovrebbe lasciare spazio a qualche schiarita, portando le massime verso gli 11 gradi nel pomeriggio. Ma non abituatevi troppo al sole pallido di dicembre: già verso sera il copione cambia nuovamente, con le nubi che torneranno a serrare i ranghi, preludio di una notte coperta con temperature stabili sui 10 gradi e un rischio di pioggia che aleggia, pur rimanendo basso, attorno al 20%. Un inizio settimana che gioca a nascondino, insomma, in perfetta linea con l’umore volubile di questo inverno parigino.

Milano: l’illusione del sole velato e la cappa dello smog

Spostiamoci ora sotto la Madonnina, dove la giornata odierna si presenta come una parentesi di quiete illusoria prima del peggioramento atteso. Il bollettino di Daniele Berlusconi ci descrive una Milano che si libera faticosamente dalle nebbie mattutine per abbracciare un cielo segnato da estese velature. Non aspettatevi cieli tersi: il sole ci sarà, ma filtrato, pallido, quasi timoroso. Le temperature restano invernali, con minime frizzanti attorno ai 4 gradi e massime che non oseranno superare la soglia dei 9 gradi nelle ore centrali.

Ma il vero dato che fa discutere non è tanto la colonnina di mercurio, quanto la qualità dell’aria, impietosamente classificata come “Pessima”. Mentre ci godiamo questa tregua asciutta, l’atmosfera ristagna pesante sulla pianura. Godetevi dunque questo lunedì asciutto, perché le carte parlano chiaro: da domani il tempo virerà bruscamente verso la pioggia, con un martedì e un mercoledì che promettono di lavare via lo smog, ma anche di costringere i milanesi a rispolverare gli ombrelli per rovesci diffusi.

L’editoriale di Rachel

La catastrofe in un bicchier d’acqua (o di smog)

Ed eccoci qui, puntuali come una cartella esattoriale, a commentare l’ennesimo psicodramma meteo. Leggo i dati: Milano ha l’aria “pessima”, Parigi è nella nebbia. Apriti cielo! I soliti noti sono già pronti a stracciarsi le vesti gridando all’apocalisse climatica imminente. Ma fatemi il piacere. Siamo a metà dicembre, signori miei. Che a Milano ci sia lo smog che si taglia col coltello quando non piove è una tradizione vecchia quanto il panettone, non l’annuncio della fine dei tempi. E che a Parigi faccia freddo e tiri vento? Incredibile, si chiama inverno.
Invece di analizzare la normalità di una bassa pressione o l’assenza di vento che intrappola le polveri sottili, si preferisce la narrazione del disastro. “Temperature di 9 gradi a Milano, anomalia!”, gridano. Ma anomalia di cosa? Se domani piove, è colpa del riscaldamento; se oggi c’è il sole velato, è colpa del riscaldamento. La verità è che il meteo fa il suo mestiere: cambia. La vera “aria pessima” è quella fritta che ci propinano certi catastrofisti ogni volta che il cielo non è azzurro come in una cartolina.

 

Chiusura

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