Francia24: Avete una casa in Francia? Essenziale venderla subito – Mbappé chiede la PSG 263 milioni per stipendi non pagati e molestie – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
19 Nov 2025

WC e corrente elettrica in casa un bene di lusso per il fisco francese. L’emergenza narcotraffico tiene banco con i sindaci che chiedono più poteri, mentre il Governo cerca strategie “anti-terrorismo”. Sul fronte economico, il Senato si prepara a rivedere la Legge di Bilancio con toni di scontro. Infine, un nuovo fronte di tensione si apre sulla scena internazionale con gli Stati Uniti e il dossier Epstein che divide Washington.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledi’ 19 novembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Cerchiamo di spiegare brevemente il titolo di oggi. La grande notizia di questa mattina e’ l’aumento della taxe fonciere, la taassa sulla casa che si paga anche se si tratta di prima casa.

Il motivo lo sappiamo tutti: la Francia ha bisogno di trovare i soldi per pagare le pensioni a chi puo’ andarci gia’ a 62 anni, una scelta che in nessun’altra parte del mondo e’ stata fatta (in Italia si acquisice il diritto a 67 anni)

E quindi il governo si e’ inventato un ricalcolo della taasa stessa, aggiungendo tra gli elementi di lusso che contribuiscono al calcolo la presenza di una doccia, un bidet o il riscaldamento. Vi sembra esageriamo? Ascoltate la radio ufficiale delllo stato francese, FranceInfo.

Ora, se uniamo questo fatto alla folle tassazione delle eredita’ – molti eredi – tipicamente figlio sono costretti a vendere la casa di famiglia non potendosi permettere il 40% in cash da dare alla causa comune ecco che – riteniamo – il nostro titolo diviene chiaro. Ripetiamolo: Avete una casa in Francia? Essenziale venderla subito. Ma andiamo alle notizie di oggi.

Taxe foncière in aumento per 7,4 milioni di abitazioni nel 2026

Parigi, 19 novembre 2025 – Brutte notizie per i proprietari immobiliari francesi: nel 2026 la taxe foncière aumenterà per circa 7,4 milioni di abitazioni, a causa di un semplice aggiornamento dei dati catastali da parte del ministero dell’Economia.

Non per un nuovo tasso deciso dai comuni o dalle comunità di comuni, ma per una operazione di “fiabilisation” delle basi imponibili che integrerà finalmente elementi di comfort finora non registrati o registrati male per milioni di immobili.

In pratica, la valeur locative cadastrale (la base su cui si calcola la taxe foncière) non tiene conto solo dei metri quadri reali, ma aggiunge metri quadri “fittizi” in funzione della presenza di:

acqua corrente,

elettricità,

servizi igienici interni,

lavabo o doccia.

Fino ad oggi, per milioni di abitazioni questi elementi non erano stati inseriti nei file fiscali. Con l’aggiornamento del 2026 lo saranno, e questo farà automaticamente salire la base imponibile – e quindi l’importo della tassa.

Secondo le stime riportate da Le Parisien, l’aumento medio sarà di circa 63 euro per immobile interessato, per un guadagno supplementare di 466 milioni di euro destinato alle collettività locali.

Il ministero dell’Economia precisa che i proprietari i cui immobili non dispongono effettivamente di uno o più di questi elementi di comfort potranno contestare la rivalutazione e far correggere i dati.

Una misura presentata da Bercy come una semplice questione di equità fiscale: «Perché ognuno paghi in funzione del tipo di alloggio che possiede realmente». Resta il fatto che per milioni di francesi il 2026 porterà una nuova spiacevole sorpresa nella casella della posta, proprio quando molti si aspettavano già aumenti legati ai voti dei comuni.

Editoriale

Forse pensate che stiamo esagerando. Ebbene, no. Se siete scettici potete fare un check su FranceInfo o qui su Le Monde.

E’ tutto vero: per far quadrare i conti, in una nazione in cui si ha il diritto alla pensione a 62 anni, lo stato tassa come bene di lusso la presenza di un WC o la corrente elettrica in casa,

Editoriale di Rachel – Benvenuti nel paese dove avere il water in casa è un lusso tassabile

Allora, ricapitoliamo: nel 2026 lo Stato francese scoprirà, dopo soli 70 anni di Repubblica e qualche secolo di civiltà, che milioni di case hanno l’acqua corrente, la luce elettrica e – udite udite – un cesso dentro le mura. E questa scoperta epocale, degna di Cristoforo Colombo che inciampa nell’America, avrà un costo: +63 euro di taxe foncière in media per 7,4 milioni di proprietari. Totale incasso: 466 milioni di euro. Benvenuti nell’ultima trovata di Bercy: tassare il progresso igienico-sanitario.

Perché sì, signori, fino ad oggi il fisco viveva nella beata convinzione che metà della Francia vivesse ancora come nel Medioevo: niente acqua, niente luce, gabinetto nel cortile e candele di sego. E noi, poveri mortali, pagavamo tasse da trogloditi. Ora che qualcuno ha aperto il file Excel e ha detto «aspetta, ma questi hanno anche il bidet!», scatta la penalità di modernità. È come se ti multassero perché hai montato il Wi-Fi: «Ah, hai internet? Paga, borghese!».

Il ministero giura che è tutto per «equità fiscale». Traduzione: finora alcuni pagavano meno perché il catasto li considerava praticamente dei cavernicoli. Ora che sappiamo che hanno il lusso sfrenato di fare la pipì senza uscire al freddo, riequilibriamo i conti. Bellissimo. La prossima volta aggiorneranno i dati e scopriranno che in certe case c’è addirittura il riscaldamento centralizzato? O – sogno proibito – una cucina con i fuochi? Preparate il portafoglio.

E il meglio deve ancora venire: se per caso la tua casa è davvero priva di uno di questi optional da nababbi (tipo il water interno), puoi fare ricorso. Immagino già le code agli sportelli: «Buongiorno, vorrei dimostrare che vivo ancora come nel 1920, ecco le foto del mio gabinetto in fondo al giardino». Benvenuti nella Francia del 2026: il paese dove per pagare meno tasse devi provare di vivere in condizioni disumane.

Alla fine i 466 milioni andranno ai comuni, che ringraziano commossi e già pregustano nuovi marciapiedi e rotonde. Noi proprietari invece ringraziamo il catasto per averci ricordato quanto siamo fortunati ad avere un bagno in casa. La prossima volta che tiro lo sciacquone, giuro che lo farò con un po’ più di gratitudine… e con 63 euro in meno sul conto.koan rachel

Koan del giorno

Un  monaco chiese a Maître Hyakujo: «Maestro, cos’è questa nouvelle taxe foncière per chi ha l’acqua corrente?»

Hyakujo rispose: «È il prezzo della civiltà.»

Il monaco: «E per chi non ha l’acqua corrente?»

E Hyakujo: «È il prezzo della nostalgia.»

Un secondo monaco, più pratico, intervenne: «Maestro, e se uno ha l’acqua corrente ma dice di non averla?»

Hyakujo lo fissò: «Allora paga il prezzo della menzogna… più la multa per frode fiscale.»

E il monaco: «E se uno ha davvero il gabinetto fuori in cortile come nel 1850?».

Hyakujo sorrise: «Allora riceve uno sconto storico e una medaglia UNESCO, ma Bercy gli manda comunque l’avviso di pagamento “per equità”.»

 Ma torniamo alle notizie di oggi.

 Dalla Francia al Mondo: L’Allarme Narcotraffico e la Risposta del Governo

 

Una vera e propria emergenza sta mettendo in ginocchio le comunità locali francesi: il narcotraffico. Sindaci di ogni parte della Repubblica, dal caldo Var alla più remota Guadalupa, passando per il sud-ovest, si sono fatti sentire al Congresso dei Sindaci, raccontando storie incredibili su come i cartelli messicani o le mafie colombiane abbiano messo piede sul territorio nazionale. La sensazione diffusa tra gli eletti locali è di totale impotenza, di essere stati lasciati soli a gestire un fenomeno criminale che supera la loro giurisdizione ordinaria.

In risposta a questa crescente ondata di violenza e illegalità, il Presidente Emmanuel Macron ha annunciato una linea dura, dichiarando che la lotta al narcotraffico richiederà un approccio simile a quello adottato contro il terrorismo. Una mossa che suggerisce un cambio di passo radicale, forse l’uso di strumenti più invasivi e risorse straordinarie. Nel frattempo, a Marsiglia, città simbolo di questa battaglia, il deputato Franck Allisio ha chiesto a gran voce lo stato d’emergenza. La cronaca recente è costellata di episodi violenti, inclusi, in altre aree come Nancy, maxi-sequestri di cocaina per mezzo milione di euro e il rinvenimento di armi. L’eco di queste operazioni giunge fino in Colombia, dove è stato smantellato un laboratorio di produzione nel cuore della giungla, segno che la catena di approvvigionamento è globale e implacabile.

 Scontro in Parlamento: Il Senato all’Attacco del Bilancio della Sicurezza Sociale

 

Il dibattito sulla finanza pubblica si sposta a Palazzo Madama con toni più che mai accesi. Il Senato ha cominciato ad esaminare il Disegno di Legge di Finanziamento della Sicurezza Sociale (PLFSS) per il 2026. I senatori, guidati dalle forze di centrodestra, hanno già annunciato l’intenzione di “smontare” pezzo per pezzo il testo approvato dai deputati. Il ministro Sébastien Lecornu, che aveva faticato per far passare la sua manovra alla Camera, si trova ora di fronte a una probabile “rivolta” parlamentare.

La punta dell’iceberg è la volontà esplicita di reintrodurre modifiche, in primis quelle relative alla riforma delle pensioni, già fermate o annacquate dall’Assemblea Nazionale. Geoffroy Didier, esponente di spicco dei Républicains, ha tuonato: “Dobbiamo rifiutare di votare questo bilancio nella sua forma attuale”. Si prevedono giorni di sedute fiume e scontri duri, con la maggioranza senatoriale intenzionata a imporre la propria visione sulla spesa sanitaria e previdenziale.

 

Il Senato pronto a disfare la tela del governo: la riforma delle pensioni tornerà in vita

Palazzo del Lussemburgo, 19 novembre 2025 – Gérard Larcher come una moderna Penelope: di giorno i deputati socialisti cuciono con cura il bilancio della Sécurité sociale, di notte (metaforicamente) i senatori di destra e del centro sono pronti a disfare tutto. L’immagine è colorita, ma rende perfettamente l’idea di ciò che sta per accadere al Senato francese, dove la maggioranza è saldamente nelle mani dei Républicains e dei centristi.

Il punto più simbolico? Il Senato intende ripristinare la riforma delle pensioni (l’innalzamento progressivo dell’età legale di partenza) che l’Assemblea nazionale aveva sospeso durante l’esame del progetto di legge di finanziamento della Sécurité sociale (PLFSS) per il 2026. Un emendamento che i senatori LR presentano fedelmente da cinque anni e che Gérard Larcher ha già promesso di far passare: «Il Senato ripristinerà la riforma delle pensioni. La votiamo da cinque anni», aveva dichiarato a fine ottobre al Parisien.

Dal compromesso socialista alla “tronçonneuse” del Senato

All’Assemblea nazionale Sébastien Lecornu ha dovuto negoziare con il Parti socialiste per evitare la censura sul bilancio. Al Senato non ci sarà bisogno di accordi: la destra e il centro hanno la maggioranza assoluta e intendono usare il bisturi – o meglio, come dicono alcuni, la motosega – sia sulle entrate che sulle spese.

«Correggeremo il testo. Lo sappiamo tutti quali sono le nostre linee rosse», spiega un consigliere dell’esecutivo, che contrappone la prevedibilità del Senato all’incertezza che regnava a Bourbon. «Noi non abbiamo accordi con il PS», avverte Olivier Henno, senatore dell’Union centriste e vicepresidente della commissione Affari sociali. Traduzione: la maggior parte degli emendamenti socialisti votati dai deputati sarà cancellata, a meno che non si rivelino oggettivamente utili.

Lecornu bussa alla porta del Senato… con un avvertimento

Il 5 novembre il Primo ministro si è presentato a sorpresa a una riunione dei capigruppo e dei presidenti di commissione del Senato. Ha accarezzato i senatori nel verso del pelo, li ha definiti «responsabili» e ha lanciato un monito chiaro: «Se il bilancio viene censurato, ci sarà la mia dimissione e quindi la dissoluzione dell’Assemblea». E poi la frase che ha fatto sobbalzare molti: «Non sarò il Primo ministro che farà la passazione di poteri a Jordan Bardella».

Un tentativo di drammatizzare la situazione che non ha convinto tutti. «Ha voluto fare teatro», commenta Olivier Henno. «Ha concesso troppo, troppo ai socialisti. Questo è un bilancio socialista, punto».

Retailleau torna in scena

Tra i più attesi c’è Bruno Retailleau. Dopo l’uscita dal ministero dell’Interno, il leader dei Républicains ha ripreso il suo seggio al Senato e, pur non avendo ripreso la presidenza del gruppo LR, farà sentire la sua voce. «Seguirà i dibattiti da vicino, parlerà, perché bisogna rivedere completamente questa copia»,

Mbappé-PSG: Il giocatore chiede 263 milioni per stipendi non pagati e molestie, il club ne pretende 440 per “slealtà”

Parigi, 18 novembre 2025 – Consiglio dei Prud’hommes: udienza-fiume di oltre tre ore tra accuse incrociate e cifre da capogiro

La rottura tra Kylian Mbappé e il Paris Saint-Germain è diventata ieri una guerra giudiziaria senza precedenti. Davanti al Consiglio dei Prud’hommes di Parigi – la giurisdizione che regola i conflitti tra dipendenti e datori di lavoro – le due parti si sono affrontate per la prima volta in un’aula pubblica, con richieste complessive che superano i 700 milioni di euro.

Mbappé, assente ma rappresentato da quattro avvocati guidati da Delphine Verheyden, ha alzato l’asticella: non più solo i famosi 55 milioni di stipendi e bonus non pagati degli ultimi tre mesi di contratto (aprile-giugno 2024), ma una domanda complessiva di 263 milioni di euro. Tra le voci principali:

  • Richiesta di riqualificazione del contratto da CDD (a termine) a CDI (a tempo indeterminato), che farebbe scattare automaticamente indennità di licenziamento e preavviso;
  • Danni per molestie morali e “metodi da gangster” (parole testuali dell’avvocata Verheyden): isolamento dal gruppo, esclusione dal tour asiatico pre-stagionale 2023, pressioni psicologiche tali da far trovare il fratello Ethan in lacrime nello spogliatoio;
  • Accuse di lavoro sommerso e violazione dell’obbligo di sicurezza sul posto di lavoro.

Il PSG, difeso da sette legali tra cui Renaud Semerdjian, ha ribattuto con una contro-domanda monstre: 440 milioni di euro. Il club qatariota contesta a Mbappé:

  • Aver nascosto per quasi un anno (da luglio 2022O22 a giugno 2023) la decisione di non rinnovare, impedendo così un trasferimento oneroso;
  • Aver violato un accordo verbale dell’agosto 2023 con cui – in cambio della reintegrazione in rosa dopo il “loft” – avrebbe rinunciato a bonus e premi pur di partire gratis;
  • Perdita di opportunità per il rifiuto dell’offerta da 300 milioni dell’Al-Hilal (estate 2023), più danni di immagine e slealtà contrattuale.

«Stiamo chiedendo esattamente 440 milioni», ha confermato Semerdjian uscendo dall’aula, parlando di “condotta sleale” del giocatore che avrebbe “ingannato” il club per tutta la stagione 2023-24.

L’udienza è durata oltre tre ore. Il PSG ha tentato (senza successo) di far trasferire il caso al tribunale civile, sostenendo che i Prud’hommes non siano competenti per cifre e temi di questa portata. Respinta la richiesta, le parti torneranno in aula solo per la sentenza: la decisione è attesa per il 16 dicembre 2025.

Nel frattempo Mbappé, esploso al Real Madrid (già 23 gol stagionali tra club e Nazionale), continua a segnare e a sorridere. Il PSG, campione d’Europa in carica, domina senza di lui ma non dimentica. Una cosa è certa: chiunque vinca, questa causa entrerà nei libri di storia del calcio come la più costosa di sempre.

Il mondo del pallone trattiene il fiato: se i Prud’hommes dessero ragione a Mbappé sulla riqualificazione CDD-CDI, decine di contratti nel calcio francese potrebbero essere messi in discussione. Prossimo appuntamento: 16 dicembre. Stay tuned.

Meteo Parigi

Parigi e Île-de-France: La Giornata Inizia con Piogge, Poi Tira un Sospiro di Sollievo

La giornata di oggi, giovedì 20 novembre, si presenta a Parigi e nella sua regione come un continuo tira e molla tra maltempo e timide aperture. Le temperature, fresche, oscilleranno tra una minima di 6 gradi e una massima che faticherà a toccare gli 8 gradi. Le previsioni, per fortuna, godono di una discreta affidabilità, nonostante l’aria di cambiamento che si respira.

La mattinata è dominata da un cielo coperto, con piogge deboli che non danno tregua, accompagnate da un vento sostenuto. La sensazione è di freddo, con la temperatura percepita che scivola a 3 gradi, nonostante il termometro indichi 6 gradi. Le raffiche di vento da Sud-Ovest possono toccare i 45 km/h, rendendo l’esperienza all’aperto tutt’altro che piacevole. Il rischio di pioggia rimane alto, attorno al 60%.

Nel pomeriggio, il quadro non migliora radicalmente: ci aspettiamo cielo sempre molto nuvoloso, ma con qualche breve schiarita che si farà strada. Resta la possibilità di deboli acquazzoni (55% di probabilità). Le temperature massime non supereranno gli 8 gradi, con venti ancora presenti da Ovest a 20 km/h.

In serata, il cielo resterà ostinatamente coperto. Le piogge si faranno meno insistenti, ma il rischio rimane elevato (65%). Le temperature scenderanno a 5 gradi. Durante la notte, il cielo si manterrà nuvoloso, ma le precipitazioni dovrebbero cessare, preparando il terreno per la giornata di domani.

Uno Sguardo ai Giorni a Venire: Il Weekend Promette (Forse) Sole

Guardando al futuro prossimo, dopo il passaggio di questa perturbazione, il fine settimana sembra portare un cambio di rotta, anche se con temperature decisamente sotto la media stagionale. Venerdì 21 sarà ancora grigio e ventoso, con massime a 5 gradi e minime a 1. Il weekend, tra sabato 22 e domenica 23, promette una parziale ripresa, con massime tra i 3 e i 5 gradi, ma con un soleggiamento più generoso, un vero toccasana dopo le fatiche di oggi.

 Focus su Milano: Aria Fredda e Stabilità Incombente

Mentre l’Atlantico sferza la Francia, Milano e la Lombardia vivono una fase di relativa stabilità, sebbene con temperature che preannunciano l
‘arrivo di un vero freddo. Oggi, giovedì 19, il cielo si presenta velato, nuvoloso, ma con assenza di piogge significative. Le temperature son
o fresche, con massime intorno ai 10 gradi (registrata 9.9 a metà pomeriggio) e minime attorno ai 7 gradi (registrata 6.6 al mattino presto).

L’attendibilità delle previsioni per Milano si attesta su valori ottimi, tra l’80 e il 90%, segno che l’alta pressione, seppur debole, sta ten
endo la barra dritta almeno fino a mercoledì prossimo. I venti sono deboli, prevalentemente dai quadranti orientali e sud-orientali, e la visi
bilità orizzontale è buona.

Guardando avanti, il bollettino del previsore Daniele Berlusconi avverte: “Clima più freddo soprattutto da mercoledì, per l’ingresso di corren
ti di natura artica: le temperature massime non andranno oltre gli 8/10°C in città.” Le prossime ore vedranno nubi sparse alternarsi a schiari
te, ma dalla sera si prevede un aumento della copertura fino a cieli coperti. L’inverno, insomma, bussa alle porte della Pianura Padana.

L’editoriale di Rachel

La Sinfonia del Vento Freddo

A leggere queste cifre, a Parigi pare essersi installato un autunno eterno e umido. Pioggia debole al mattino, raffiche che ti sferzano il viso… E il vento! Sempre presente, come un critico musicale che non smette di soffiare sul suo spartito. Otto gradi di massima, ma la percezione è di tre. Questo è il vero dramma del Nord, signori: la differenza tra ciò che segna il termometro e ciò che senti sulla pelle. È qui che la scienza meteorologica cede il passo alla poesia dell’esperienza vissuta. Ci si aggrappa a quelle timide schiarite pomeridiane come un credente alla sua preghiera. E il weekend? Una promessa di sole timido, dopo aver sopportato la furia del vento per due giorni. Meglio così che altro, direbbe un milanese innamorato del suo nebbione, ma qui a Parigi, dopo tanta pioggia, un po’ di tepore non guasterebbe.

Chiusura.

Ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono con quelle delle redazioni di Radio Nizza e Centrale Milano 1575 KHz.

On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e in onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.