Benvenuti all’appuntamento di Francia 24 per giovedi 11 settembre 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla IA all’indirizzo https://www.radionizza.it/ai/
“Bloquons tout”, flop colossale: la protesta si sgonfia nonostante i numeri
Questo mercoledì, il movimento “Bloquons tout”, nato sui social network durante l’estate e poi appoggiato dai partiti di sinistra, ha tentato di paralizzare la Francia all’alba, dopo una notte tranquilla. Ma il risultato è stato un fiasco totale: nonostante le ambizioni di bloccare il Paese, la mobilitazione si è rivelata un fuoco di paglia, incapace di incidere davvero.
Azioni sparse si sono tenute in tutta la Francia, dalle porte del périphérique parigino alle tangenziali di città come Rennes e Nantes, fino alle grandi stazioni, università e aziende. Il governo, però, non ha lasciato spazio: circa 80.000 tra poliziotti e gendarmi sono stati schierati in tutto il territorio, alcuni già da martedì sera. L’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha imposto una linea durissima: “Nessun blocco, nessuna violenza sarà tollerata”, ha ribadito con fermezza.
Alle 17:45, le forze dell’ordine avevano fermato 473 persone, di cui 203 solo a Parigi. Secondo il ministero dell’Interno, si contano 812 azioni, tra cui 550 raduni e 262 tentativi di blocco, con circa 175.000 partecipanti. La CGT, però, gonfia i numeri, parlando di 250.000 persone per 200 eventi. Ma al di là delle cifre, l’impatto reale è stato minimo: le strade non si sono fermate, i trasporti hanno funzionato e l’effetto sperato di paralisi nazionale è svanito. Un movimento che prometteva scintille si è spento in un nulla di fatto, dimostrando che i proclami social non bastano a fare la rivoluzione.
Reality Check
E a Nizza. dove ha sede la redazione di Francia24, abbiamo faticato a trovare i manifestanti. Tutti i servizi funzionavano, inclusi i treni e i tram. Solo una sparuta delegazione ha passato Avenue Jean-Médecin, ma erano meno di quelli che autonomamente manifestano settimanalmente, tanto per cambiare, contro Israele.
TikTok sotto Accusa: La Francia Valuta il Divieto per i Minori di 15 Anni e un “Coprifuoco Digitale”
Un rapporto parlamentare shock propone misure drastiche per proteggere i giovani dalla piattaforma
Una commissione d’inchiesta parlamentare sui devastanti effetti psicologici di TikTok sui minori ha proposto un divieto categorico dei social network per i giovani al di sotto dei 15 anni, escludendo le sole app di messaggistica. Il rapporto, frutto di 95 ore di audizioni, sollecita inoltre un “coprifuoco digitale” per la fascia d’età 15-18 anni. I deputati hanno descritto TikTok come “un oceano di spazzatura” e “una rete fuori controllo all’assalto della gioventù”, denunciando la proliferazione di contenuti nocivi e la loro ampissima diffusione. Tra le 43 raccomandazioni per “liberare i nostri figli dalla trappola di TikTok” figurano l’estensione del dispositivo “cellulare in pausa” in tutti gli istituti scolastici, il divieto di telefoni nei licei, una “decrescita digitale” nell’ambito dell’Educazione Nazionale e campagne di sensibilizzazione per i genitori, con un messaggio da inserire nel libretto sanitario.
Insomma, la Corea del Nord ha forse da imparare dalla Francia: e su questa notizia inevitabile l’editoriale di Rachel

TikTok, il capro espiatorio dei genitori pigri
Eccoci di nuovo, a puntare il dito contro il solito mostro: TikTok, l’“oceano di trash” che, secondo la commissione d’inchiesta francese, sta trasformando i nostri figli in automi con lo sguardo fisso sullo schermo. Dopo 95 ore di audizioni, i deputati d’Oltralpe hanno partorito 43 raccomandazioni: vietare i social ai minori di 15 anni (messaggistica esclusa), imporre un “coprifuoco digitale” per i 15-18enni dalle 22 alle 8, e persino inventarsi un “delitto di negligenza digitale” per punire i genitori che non tengono i figli lontani dal grande Satana digitale. Ma davvero? È così facile scaricare la colpa su un’app e invocare la censura come se fosse la bacchetta magica?
Smettiamola di fare i finti tonti. È troppo comodo per i genitori piagnucolare che TikTok sia il diavolo, pretendendo che i politici lo bandiscano per salvarci tutti. Certo, l’algoritmo di TikTok è una macchina infernale, costruita per incollarti allo schermo con video di gatti che fanno capriole o provocazioni da due soldi. Ma il problema non è solo l’app, è che ci siamo arresi. Abbiamo smesso di combattere la stupidità con le armi che contano: un buon libro, una serata a teatro, una conversazione vera con i nostri figli. Invece di spalancare loro le porte della curiosità, li lasciamo annegare in un mare di “contenuti virali” e poi gridiamo al lupo.
Vogliamo soluzioni? Altro che coprifuochi e divieti. Prendete un romanzo, che so, 1984 di Orwell, e leggetelo insieme ai vostri ragazzi: magari capiranno che il Grande Fratello non è solo un reality show. Portateli a vedere una commedia di Molière o un dramma di Shakespeare, qualcosa che li spiazzi, che li faccia pensare. Parlate con loro di cosa li attira in quei video idioti, invece di confiscargli il telefono. La censura è la via dei pigri, di chi vuole un mondo a prova di idiota senza muovere un dito. Ma la stupidità non si batte con un lucchetto digitale: si combatte con la cultura, con l’esempio, con il tempo speso insieme. Altrimenti, continueremo a scrivere rapporti, multare genitori e lamentarci, mentre i nostri figli scivolano via, un TikTok alla volta. Che bella scusa, vero?

Governo Lecornu: Prime Consultazioni a Matignon per la Composizione della Squadra
Il neo-Premier avvia il dialogo con i partiti, ma il cammino verso l’esecutivo si preannuncia complesso, con il nodo del bilancio sullo sfondo
Il neo-nominato Primo Ministro francese, Sébastien Lecornu, ha avviato le consultazioni a Matignon, ricevendo i leader dei partiti del blocco centrale. Questi incontri sono il primo passo verso la formazione del suo governo. La nomina dei ministri, tuttavia, si preannuncia lunga e complessa, soprattutto alla luce della recente crisi politica che ha visto cadere il governo di François Bayrou proprio a causa delle difficoltà nella preparazione del bilancio. Lecornu incontrerà in seguito i presidenti delle due Camere, per poi estendere il dialogo alle opposizioni. L’obiettivo è delineare un “patto di governo” che possa garantire stabilità in un panorama politico frammentato.
Allarme Povertà in Francia: quasi il 60% dei Cittadini Conosce chi Lotta per Arrivare a Fine Mese
Il barometro del Secours Populaire dipinge un quadro sociale preoccupante
La precarietà si radica sempre più in Francia: è l’allarme lanciato dal Secours Populaire, il cui ultimo barometro rivela che quasi il 60% dei francesi conosce personalmente qualcuno in condizioni di povertà. I dati sono impietosi: il 39% fatica a pagare le bollette dell’elettricità e quasi la metà, il 49%, non può permettersi una vacanza all’anno. Un quadro sociale che evidenzia le crescenti difficoltà economiche che affliggono ampie fasce della popolazione.
Malessere Profondo in Casa Lefebvre Dalloz: Suicidi e Denunce di “Management Brutale”
Un’inchiesta rivela un clima aziendale tossico e accuse gravi
Un’indagine interna scuote la prestigiosa casa editrice giuridica Lefebvre Dalloz, rivelando un “grande malessere” tra i suoi dipendenti. Le segnalazioni includono casi di suicidio, numerosi giorni di malattia e accuse di “management brutale”. La situazione ha sollevato forti preoccupazioni riguardo l’ambiente di lavoro e le pratiche dirigenziali all’interno dell’azienda, che si trova ora al centro di un delicato scrutinio.
Ucciso a Colpi di Arma da Fuoco l’Influencer Conservatore Charlie Kirk su un Campus dello Utah
Donald Trump definisce l’episodio un “momento oscuro per l’America” mentre la caccia all’uomo continua
Il panorama politico americano è scosso dalla notizia dell’assassinato di Charlie Kirk, influente personalità conservatrice e stretto alleato di Donald Trump, ucciso a colpi di arma da fuoco durante un dibattito su un campus universitario nello Utah. Secondo le prime ricostruzioni, Kirk sarebbe stato colpito da una distanza di 100-200 iarde. Donald Trump ha duramente condannato l’episodio, definendolo un “momento oscuro per l’America” e attribuendo la responsabilità alla “retorica della sinistra radicale”. Due sospetti inizialmente fermati sono stati rilasciati, in quanto privi di collegamenti con la sparatoria. La polizia ha intensificato la caccia all’uomo per rintracciare l’autore del gesto, mentre l’incidente riaccende il dibattito sulla violenza armata e sulla polarizzazione politica negli Stati Uniti.
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La precarietà si radica sempre più in Francia: è l’allarme lanciato dal Secours Populaire, il cui ultimo barometro rivela che quasi il 60% dei francesi conosce personalmente qualcuno in condizioni di povertà. I dati sono impietosi: il 39% fatica a pagare le bollette dell’elettricità e quasi la metà, il 49%, non può permettersi una vacanza all’anno. Un quadro sociale che evidenzia le crescenti difficoltà economiche che affliggono ampie fasce della popolazione.
Diritto del Lavoro: in Francia i Giorni di Ferie Persi per Malattia Potranno Essere Recuperati
Una sentenza della Corte di Cassazione allinea la legislazione francese al diritto europeo
Una significativa novità per i lavoratori francesi: la Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente che si ammala durante le ferie matura il diritto a posticipare i giorni non goduti. Questa decisione storica allinea finalmente la giurisprudenza francese alle direttive del diritto europeo, garantendo ai lavoratori la possibilità di recuperare le giornate di riposo retribuito “perse” a causa di problemi di salute. Una vittoria per i diritti dei lavoratori, che ora potranno godere appieno del loro riposo.
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