Lo spot natalizio del lupo di Intermarché è un fenomeno globale, mentre Brigitte Macron si scusa per gli insulti privati. L’allarme sui prezzi dei treni Ouigo fa discutere la SNCF. In campo politico, Macron si scontra con Meta per una fake news su un colpo di stato. Continua la crisi della dermatosi bovina.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 17 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti
Macron Furibondo
Macron e’ davvero furibondo. Lesa maestà: un video chiaramente umoristico, ma che la presidenza della repubblica afferma essere una Fake News, sta facendo milioni di views su Facebook e mezzo milione su YouTube. Potete vederne una parte su francia24.com, qui:
Richiesta negata
E la lesa maestà la abbiamo sentita questa mattina su FranceInfo (anche se purtroppo non siamo in grado di farvi sentire qui il segmento audio). Inammissibile, afferma il presidente, che a fronte di una sua richiesta di “Take Down”, di cancellare il video, la società creata da Mark Zuckerberg opponga un rifiuto. Non infrange le nostre regole, rispondono. Probabilmente a ragione.
In ogni caso, questa la notizia completa come riportata dagli organi di stampa francesi:
L’IA Generativa Mette in Crisi l’Eliseo: Facebook Rifiuta di Rimuovere il Video Falso sul Colpo di Stato
Uno scontro titanico si consuma tra la presidenza francese e il colosso Meta. Emmanuel Macron ha espresso la sua “collera” e il suo “amaro” disappunto dopo che Facebook si è rifiutata di rimuovere un video generato tramite intelligenza artificiale che diffondeva la notizia, totalmente infondata, di un “colpo di Stato” in Francia.
Il video, che ha totalizzato oltre 13 milioni di visualizzazioni, mostrava una finta giornalista annunciare la “caduta di Macron” a causa di un golpe guidato da un misterioso colonnello. Nonostante gli sfondi palesemente artefatti (Torre Eiffel, militari armati, elicotteri), molti utenti sono caduti nel tranello.
(Mini editoriale: come sempre le fake news vengono dalle agenzie ufficiali: come può’ vedere chiunque la Tour Eiffel non c’e’ proprio e l’intelligenza artificiale non c’entra nulla: è una semplice ragazza con un microfono da due soldi che legge in modo efficace una notizia pardossale N.d.R..)
La questione è diventata urgente quando persino un omologo africano del Presidente Macron ha contattato l’Eliseo preoccupato. Alla richiesta di rimozione, Meta ha risposto che il contenuto “non contravveniva alle regole d’uso della piattaforma”. Macron, in visita a Marsiglia, ha rincarato la dose, accusando Meta di mettere “in pericolo la sovranità delle democrazie” e di ignorare la “serenità del dibattito pubblico”. Ha proposto di innalzare le sanzioni europee, richiamando la multa di 120 milioni di euro già inflitta a X (ex Twitter) per violazione del Digital Services Act, sanzione ritenuta ancora troppo poco “dissuasiva”.

Editoriale di Rachel – Il re è nudo, ma l’algoritmo è vestito da imperatore?
Ah, la grandeur présidentielle! Emmanuel Macron, il nostro inquilino dell’Élysée, si sveglia una mattina e scopre che un video creato con l’intelligenza artificiale sta girando il mondo: un finto telegiornale che annuncia un colpo di Stato in Francia, con un misterioso colonnello al potere e lui, poveretto, forse in fuga. Milioni di visualizzazioni su Facebook, mezzo milione su YouTube, e persino un capo di Stato africano che gli manda un messaggino preoccupato: “Ehi, amico, che succede da voi?”.
Macron, furibondo – e chi non lo sarebbe? – ordina il “take down”. Chiamate Meta, segnalate via Pharos, fate qualcosa! La risposta arriva fredda come un algoritmo: “Non viola le nostre regole comunitarie”. Punto. Refus net. E il presidente della Repubblica francese, colui che dovrebbe incarnare la sovranità nazionale, si ritrova impotente di fronte a un’azienda americana che decide cosa è “accettabile” sul suo territorio digitale.
È quasi comico, se non fosse tragico. Un video palesemente falso, generato da IA, che semina panico internazionale, e la piattaforma lo lascia lì perché… beh, perché genera engagement. Click, like, condivisioni: il vero oro del XXI secolo. La libertà d’espressione? Sacrosanta. Ma quando diventa libertà di diffondere panico fabbricato in serie, chi decide i confini? Non più lo Stato, apparentemente. Non più la legge francese o europea. No, decide Mark Zuckerberg da Menlo Park, con i suoi moderatori sparsi per il globo e le sue “regole” che valgono più di un decreto presidenziale.
E noi? Noi guardiamo lo spettacolo, scrollando tra un reel di gattini e un falso golpe. Intanto, la sovranità digitale svanisce pixel dopo pixel. Macron ha ragione a arrabbiarsi: è una lesa maestà, sì, ma non solo alla sua persona. È una lesa maestà alla democrazia stessa, che si piega davanti ai padroni degli algoritmi. Chissà se un giorno riusciremo a “take down” anche questa dipendenza…
Francia24
E come sempre ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente coincidono con quelle della redazione di Francia24 e/o Centrale Milano. Nel caso odierno non coincidono affatto con quelle di Francia24: a nostro avviso Meta ha pienamente ragione, un video paradossale fatto per intrattenere non si toglie solo per lesa maesta’.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Dongshan: “Chi è l’imperatore del Dharma?”
“Colui che siede sul trono dorato dell’Élysée,” rispose Dongshan.
Il monaco disse: “Allora perché un video falso lo fa infuriare e lo rende impotente?”
“Perché crede ancora di comandare,” rispose Dongshan. “Ma l’algoritmo non si inchina davanti a nessun imperatore.”
Un altro monaco chiese a Dongshan: “Macron ha il potere sovrano o no?”
“Sì,” rispose Dongshan.
“Allora perché Meta gli nega l’ordine di cancellare il video?”
“Proprio perché ce l’ha,” rispose Dongshan. “Il vero sovrano non ha bisogno di chiedere: fa. Ma lui chiede, e gli viene detto di no.”
Il monaco tacque a lungo.
Poi chiese ancora: “E se l’imperatore ordina e nessuno obbedisce, chi è davvero imperatore?”
Dongshan rise e disse: “Il server in California, naturalmente.”
Ma torniamo alle notizie di oggi.

Il Lupo “Mal Amato” di Intermarché Conquista il Mondo: Lo Spot di Natale Oltre il Miliardo di Visualizzazioni
C’era una volta un lupo… e questo lupo è diventato la star incontrastata del Natale 2025, ben oltre i confini dell’Esagono. Il cortometraggio pubblicitario d’animazione creato per la catena di supermercati Intermarché, che narra la toccante storia di un lupo emarginato che impara a cucinare i vegetali per essere accettato, si avvia a superare il miliardo di visualizzazioni a soli dieci giorni dalla sua messa online.
Il successo è tale che l’insegna stessa si è detta sorpresa. Se inizialmente il 40% delle interazioni proveniva dall’estero, il dato ha superato il 50%, a testimonianza di una risonanza emotiva universale. La celebre battuta del lupo, “Sono un lupo, cosa vuoi che mangi?”, è stata sottotitolata e condivisa in inglese, spagnolo e persino italiano, dove il video sta commuovendo gli utenti.
Intermarché, che opera con 200 negozi in Polonia e 300 in Portogallo, ha confermato a *franceinfo* l’intenzione di tradurre ufficialmente il video in polacco e portoghese per capitalizzare sul successo. L’agenzia di analisi System1 ha assegnato allo spot il punteggio massimo di 5 stelle, definendola la pubblicità francese più efficace di sempre. Il fenomeno ha avuto ripercussioni anche sul mondo musicale: la canzone utilizzata come colonna sonora, *Le Mal-Aimé* di Claude François, ha visto le sue riproduzioni in streaming aumentare del 342% in pochi giorni.
Brigitte Macron Rompe il Silenzio dopo la Gaffe: “Non Posso Pentirmi di Parlare”
Dopo giorni di polemiche feroci, Brigitte Macron ha rotto il silenzio in seguito agli insulti rivolti ad alcune attiviste femministe. La polemica era esplosa dopo la diffusione di un video filmato di nascosto, dove la Première Dame, prima di uno spettacolo dell’umorista Ary Abittan (assolto da accuse di stupro), definiva le militanti che minacciavano di interrompere lo show “*sales connes*” (traducibile con “stupide tr**e”).
Intervenuta tramite una dichiarazione rilasciata a Brut, Macron ha espresso il proprio rammarico, pur giustificando la natura privata della conversazione. “Quella discussione non era assolutamente destinata a essere pubblica e non mi ero accorta che qualcuno stesse filmando,” ha spiegato. “Sono l’unica moglie del Presidente della Repubblica, ma prima di tutto sono me stessa. Quando sono nel privato, posso lasciarmi andare in modo inadeguato.”
Le scuse ufficiali, tuttavia, sono state indirizzate selettivamente: “Sono dispiaciuta se ho ferito le donne vittime, sono loro e soltanto loro a cui penso.” La Première Dame ha ribadito la sua ferma opposizione a qualsiasi forma di “censura” esercitata sugli artisti. Nel frattempo, l’espressione incriminata si è trasformata in uno slogan di protesta sui social media, adottato da attrici e militanti come segno di solidarietà verso il collettivo #NousToutes e le vittime di violenza.
Ouigo sotto Accusa: Prezzi dei TGV Low-Cost Aumentati del 73% in Sei Anni? La SNCF Smentisce e Difende il Modello
Un’associazione di consumatori punta il dito contro l’aumento vertiginoso dei prezzi dei treni ad alta velocità a basso costo (TGV) Ouigo della SNCF. Secondo la Fnaut, il prezzo medio dei biglietti Ouigo sarebbe lievitato del 73% tra il 2017 e il 2023, passando da 19,8 euro a 34,2 euro (al netto dell’IVA).
Il report, basato su dati dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), evidenzia come l’aumento appaia sproporzionato rispetto al modesto rincaro del 4% registrato per i biglietti dei TGV “classici” Inoui, il cui prezzo medio si attesta a 46,60 euro. La Fnaut insiste che l’incremento non è dovuto solo all’allungamento delle tratte, poiché anche il costo per chilometro è aumentato del 68%.
La SNCF Voyageurs ha risposto con fermezza alle accuse, pur non fornendo un dato specifico sull’aumento dei soli Ouigo. L’azienda ha precisato che i prezzi medi totali (Inoui e Ouigo) sono aumentati solo dell’8% tra il 2019 e il 2024, un dato significativamente inferiore al +16% di inflazione generale registrato dall’Insee. Jérome Laffon, direttore generale di Ouigo, ha dichiarato che l’espansione delle destinazioni su percorsi più lunghi ha inevitabilmente alzato il prezzo medio. Ha inoltre sottolineato il successo del modello, con 175 milioni di clienti dal 2013 e la promessa che nel 2026 i prezzi Ouigo non subiranno ulteriori rincari.
Agricoltori in Rivolta: Dermatosi Nodulare e Polemiche sul Piano di Abbattimento
La crisi agricola in Francia si aggrava, alimentata dall’epidemia di dermatosi nodulare contagiosa (DNC), che ha portato all’abbattimento sistematico dei capi di bestiame nei focolai infetti. Questa misura, drammatica per gli allevatori, è stata al centro di un dibattito acceso e di crescenti teorie cospirative.
In ambienti politici e tra alcuni agricoltori, si è diffusa l’accusa che la DNC sia solo un “pretesto” per il governo per ridurre il patrimonio zootecnico francese, in linea con un controverso rapporto della Corte dei Conti del 2023. Tale rapporto raccomandava sì una “strategia di riduzione del bestiame bovino coerente con gli obiettivi climatici”, ma suggeriva di accompagnare gli allevatori verso la riconversione, non certo di ricorrere all’abbattimento sanitario di massa.
Il governo e l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria (Anses) difendono la linea dura. Il protocollo, che prevede l’abbattimento totale del gregge infetto, è giustificato dalla lunga incubazione asintomatica della malattia (fino a 28 giorni) e dall’alto tasso di contagiosità. L’Anses ritiene che solo l’abbinamento di abbattimento immediato, restrizioni di movimento e vaccinazione circoscritta possa eradicare il virus prima che comprometta le esportazioni di bovini francesi, un mercato da due miliardi di euro. Il Premier Sébastien Lecornu ha annunciato la mobilitazione dei veterinari delle forze armate per accelerare la campagna di vaccinazione.
Meteo
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 17 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Meteo Parigi Oggi: Cieli Belli, Temperature Fuori Norma
Parigi, 75000 – La capitale francese si sveglia sotto una cappa di nuvole che promette di persistere per l’intera giornata. Secondo il bollettino stilato dall’esperto Cyrille Duchesne e aggiornato alle 03:45, le condizioni meteo sono caratterizzate da una notevole anomalia termica, con **temperature che oscillano tra 8 e 11 gradi**, ben 3 gradi al di sopra della media stagionale. La previsione è classificata come eccellente in termini di affidabilità.
Questa mattina, il cielo si presenta molto nuvoloso, con rari e brevi varchi di luce. La minima registrata è di 8 gradi, ma la sensazione termica, a causa dell’aria quieta, è appena un grado inferiore. Si esclude qualsiasi rischio di precipitazioni, con un indice UV nullo. Nel pomeriggio, la situazione non muterà significativamente: nuvolosità diffusa, con venti deboli da sud-ovest (10 km/h e raffiche fino a 25 km/h). La massima toccherà gli 11 gradi. Anche la sera e la notte saranno segnate da cieli molto nuvolosi, con un rinforzo dei venti da sud che raggiungeranno raffiche fino a 40 km/h in tarda notte, mantenendo le temperature miti attorno agli 8 gradi.
Milano: Mattinata Uggiosa, Fenomeni in Temporaneo Assorbimento
Milano (MI) – Il capoluogo lombardo si ritrova immerso nel classico scenario di metà dicembre, dominato da cieli molto nuvolosi e dall’instabilità. Il bollettino aggiornato alle 06:56 dal previsore Daniele Berlusconi indica un’attendibilità molto alta (80-90%). Le temperature, pur mantenendosi su valori freschi, non conosceranno picchi di freddo estremo, oscillando tra i 7 gradi di minima e gli 11 gradi di massima.
La giornata è iniziata con cieli molto nuvolosi e **deboli piogge, con circa 3 mm totali attesi nelle prime ore**. Tra le 7 e le 11 del mattino, la pioviggine sarà protagonista, accompagnata da un’umidità che sfiora il 98%. Nelle ore centrali, i fenomeni tenderanno a un temporaneo assorbimento, lasciando spazio a una nuvolosità intensa ma asciutta. I venti saranno deboli, dapprima da Nord-Nordest per poi ruotare a Ovest-Sudovest. La ripresa delle deboli piogge è attesa in serata. Lo zero termico, rilevante per le Prealpi, si posiziona intorno ai 1914 metri. Non si segnalano allerte meteo in corso sul Milanese.
Meteo a Colpi di Frusta: Tendenze e Contrasti per i Prossimi Quindici Giorni
Il quadro sinottico sull’Europa occidentale e sulla Pianura Padana mostra tendenze contrastanti e una generale persistenza del tempo cupo. Su Parigi, la persistenza dell’aria mite ma nuvolosa è il dato dominante: le temperature rimarranno costantemente al di sopra della media storica, con l’unica variazione data dalla forza del vento, ma con una notevole assenza di precipitazioni, lasciando il suolo più secco del normale.
In Lombardia, l’instabilità continuerà a farsi sentire fino a giovedì, con residue piogge diffuse attese anche nelle aree pedemontane e sulle basse pianure. Da venerdì in poi, le precipitazioni cesseranno, ma il cielo non si schiarirà: l’anticiclone autunnale favorirà la formazione di **fitte nebbie nel fine settimana**, specialmente nelle ore notturne e al primo mattino, tipiche del clima padano invernale. Le temperature minime tenderanno a scendere leggermente, oscillando tra i 4 e i 7 gradi, con massime stabili ma contenute, intorno ai 7-10 gradi. Una parentesi fredda, con calo delle minime verso lo zero, è attesa solo verso la fine del periodo dei 15 giorni.
L’editoriale di Rachel
Reality Check
Ah, ecco il bollettino! Parigi è 3 gradi sopra la media stagionale, con cielo coperto. Bene. L’esperto lo definisce ‘eccellente’ nella sua affidabilità. Ma naturalmente, il dato non può stare in piedi da solo: deve essere subito corredato dal richiamo al clima ‘anomalo’ e al suolo ‘più secco del normale’ in pieno dicembre. Come se bastasse una giornata di grigio mite, ma stabile, a confermare l’apocalisse. E a Milano? Piove. Piove in Val Padana a dicembre. Uno scenario storico, ma che immagino già domani verrà incorniciato come l’ennesima prova del disastro idrogeologico imminente. La verità è che il cielo è stabile (nel suo grigiore), ma se la temperatura è fuori media di un grado, il sensazionalismo è servito. E la colpa, rigorosamente, non è mai del banalissimo Anticiclone, ma solo e unicamente del “cambiamento climatico”.
Il Koan del meteo
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di dicembre, quando è mite ma coperto, ha la natura del cataclisma?”
“Sì, del cataclisma,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese: “Allora perché l’esperto definisce ‘eccellente’ la sua previsione per Parigi, anche se è tre gradi sopra la media?”
E Zhaozhou: “Perché il tempo non è un dato, ma una narrazione, e la stabilità del clima non può competere con l’urgenza di un titolo di giornale.”
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e in onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
