Francia24: Esplosione in fabbrica “Seveso” – Proteste agricoltori, pecore in piazza – ancora sul super-incrociatore – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
23 Dec 2025

Terrore in Svizzera per un’esplosione chimica vicino a Lione, con un nuovo super-portaerei annunciato da Macron. Panico bancario per attacchi cyber che bloccano servizi essenziali. Musica in lutto per la scomparsa del cantautore britannico Chris Rea.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per il 23 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Terrore Chimico nel Rodano: Allarme Rientrato, Traffico Ripreso

Una brutta domenica sera per la regione di Lione, dove un violento scoppio ha scosso l’area industriale di Saint-Fons, in uno stabilimento chimico classificato Seveso. L’esplosione, attribuita a una fuga di idrogeno in uno dei laboratori della Elkem Silicones, ha causato il ferimento di quattro operai, tre dei quali in gravi condizioni.

Immediato l’intervento massiccio dei Vigili del Fuoco, con circa un centinaio di unità mobilitate per domare le fiamme divampate in un capannone di 600 metri quadrati. Per precauzione, la prefettura aveva imposto l’isolamento (confinamento) per le popolazioni dei comuni limitrofi – circa centomila persone tra Saint-Fons, Feyzin, Pierre-Bénite e Vénissieux – temendo nuove detonazioni in quell’area sensibile.

Fortunatamente, nel tardo pomeriggio, le autorità hanno potuto dichiarare l’incendio “sotto controllo”. La prefettura ha dunque revocato l’ordine di isolamento e, fondamentale per la circolazione, sono state riaperte l’autostrada A7 (che collega Lione a Marsiglia) e le linee ferroviarie prossime al sito. Nessun rischio di tossicità per la popolazione è stato rilevato dai campionamenti effettuati sul posto.

Gli Agricoltori Alzano il Tono: Pecore in Città e Blocchi Simbolici

 

La mobilitazione degli agricoltori francesi non accenna a placarsi, anzi, si fa sempre più creativa e dirompente. Dopo i blocchi autostradali, gli agricoltori hanno sferrato un attacco simbolico lanciando centinaia di pecore nel parcheggio di un grande supermercato ad Aubagne, nel Sud, per protestare contro la concorrenza sleale e i prezzi ritenuti insostenibili. Sul fronte sanitario, la dermatosi nodulare contagiosa continua a tenere alta la guardia: nuovi focolai sono stati rilevati in Alta Garonna e nei Pirenei Orientali. Nonostante le rassicurazioni del ministro Fesneau sull’efficacia dei vaccini, il dibattito sull’abbattimento degli animali infetti rimane acceso.

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Leggiamo ora l’Editoriale di Rachel: – Pecore in Libertà: Rivoluzione Agraria o Circo Equestre?

Eccoci qua, nel gran teatro della protesta francese, dove gli agricoltori non si limitano più a bloccare strade, ma orchestrano veri e propri spettacoli da strada. Centinaia di pecore scaricate nel parcheggio di un supermercato ad Aubagne: un gesto geniale per denunciare la concorrenza sleale e i prezzi da fame, o solo un modo per far parlare di sé con un tocco di folklore? Immagino la scena: belati confusi tra le auto parcheggiate, clienti con i carrelli che fuggono terrorizzati, e i contadini che ridono sotto i baffi. Ma sul serio, cari miei, è questo il modo per risolvere i problemi del settore? O è l’ennesima performance che distrae dal vero nodo: una politica agricola che lascia tutti a bocca asciutta?

Intanto, la dermatosi nodulare contagiosa avanza come un’ombra nei campi dell’Alta Garonna e dei Pirenei Orientali. Nuovi focolai, vaccini che il ministro Fesneau giura essere efficaci, ma il dibattito sull’abbattimento degli animali infetti infuria. Siamo sicuri che non sia l’ennesima scusa per scaricare responsabilità? Da una parte, gli allevatori gridano al complotto sanitario; dall’altra, i burocrati rassicurano con statistiche impeccabili. E noi, dalla nostra postazione, ci chiediamo: quante pecore dovranno ancora invadere i parcheggi prima che qualcuno prenda sul serio queste grida d’aiuto? O forse è solo un altro capitolo della saga infinita, dove la creatività contadina supera di gran lunga la concretezza delle soluzioni. Ah, la Francia rurale: sempre pronta a sorprenderci, ma chissà se basterà a cambiare le cose.

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Le pecore hanno la natura della protesta o no?” “

Sì,” rispose Zhaozhou. “

E il monaco: Allora perché sono state liberate in un parcheggio, tra auto e carrelli, invece che nei campi?”

“Proprio perché conoscono la loro natura, agiscono nel caos del mondo per rivelare l’ingiustizia nascosta.” risposr Zhaozhou.

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Le pecore hanno la natura della protesta o no?”

“No,” rispose Zhaozhou. “

E il monaco: Tutti gli esseri viventi portano in sé il seme del dissenso. Perché le pecore no?”

“Perché stanno emergendo dal torpore della malattia, e la loro liberazione è il primo belato verso l’equilibrio perduto.”

Il Gigante dei Mari: Macron annuncia il nuovo Super-Incrociatore

Nel frattempo, il Presidente Emmanuel Macron ha dato il via libera alla costruzione del futuro portaerei francese (PA-NG), destinato a sostituire l’attuale Charles-de-Gaulle. L’annuncio, fatto durante la tradizionale visita alle truppe ad Abu Dhabi, sottolinea l’ambizione della nazione come potenza militare di primo piano.

Il nuovo colosso dei mari sarà un vero e proprio “mostro galleggiante”, come è stato già definito. Parliamo di un dislocamento di quasi 80.000 tonnellate, 310 metri di lunghezza e una capacità di ospitare circa 2.000 membri dell’equipaggio. Sarà propulso a energia nucleare e dotato di tecnologia all’avanguardia, inclusa la catapulta elettromagnetica (EMALS), ben più performante di quelle a vapore tradizionali.

La messa in servizio è prevista per il 2038. Il progetto, che coinvolgerà circa 800 aziende francesi per un costo stimato intorno ai 10 miliardi di euro, è visto dall’Eliseo come una risposta necessaria alle “nuove minacce” globali e al rafforzamento delle flotte altrui, in particolare quella russa. Alcuni analisti, tuttavia, sollevano dubbi sulla priorità strategica di un’arma così costosa in un contesto geopolitico prevalentemente terrestre.

Blackout Finanziario: Attacco Cyber Paralizza i Servizi Bancari

Una mattinata da incubo per milioni di correntisti francesi. La Banca Postale è stata colpita da un massiccio attacco informatico di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), che ha saturato i server rendendo inaccessibili il sito web e l’applicazione mobile della banca per diverse ore.

Ma l’incidente non si è limitato a questo istituto. Anche altre banche del gruppo BPCE, ovvero Caisse d’Épargne e Banque Populaire, hanno registrato gravi disservizi, sebbene la causa in questi ultimi casi sia stata ricondotta a un generico “problema tecnico di un fornitore esterno”. La situazione, particolarmente fastidiosa in prossimità delle feste, ha impedito ai clienti di consultare i propri conti online o tramite app, anche se, rassicurano gli istituti, i pagamenti fisici e i prelievi bancomat restavano operativi. La Banca Postale ha confermato che i dati dei clienti non sono stati compromessi, sebbene anche la logistica dei pacchi di La Poste abbia subito rallentamenti.

 

Addio a Chris Rea: il “Re della Strada” si Spegne a 74 Anni

Il mondo della musica piange la scomparsa di Chris Rea, icona del rock e del blues venuta a mancare all’età di 74 anni. L’artista, noto per la sua voce roca e le sue ballate intime, è deceduto in ospedale a seguito di una breve indisposizione.

Di origini italo-irlandesi, Rea è entrato nel cuore degli italiani (e non solo) con brani come The Road to Hell e Josephine. Ma è con Driving Home for Christmas che si è assicurato un posto fisso nelle playlist natalizie, un successo che lui stesso ammise di non aver mai cercato.

Discreto e restio alle luci della ribalta, Rea ha avuto una vita artistica ricca, non limitandosi alla musica (25 album all’attivo), ma cimentandosi anche nella sceneggiatura di un film a tema Formula 1, La Passione*Nonostante avesse affrontato problemi di salute importanti in passato, inclusa l’asportazione del pancreas, la notizia della sua scomparsa ha lasciato un senso di vuoto tra i suoi fan.

Meteo

La Capitale Francese si Risveglia Sotto un Cielo da “Copertina”: Nubi e Temperature Anomale

Parigi si presenta al mondo, e ai nostri microfoni, con un volto insolitamente mite per essere a ridosso delle feste. Le previsioni, validate con eccellente affidabilità dall’esperto Cyril Wuest, indicano una giornata dove le temperature sfiorano quasi l’insolenza: oscillazioni tra gli 8 e i 10 gradi, ben 3 punti sopra la media stagionale. Stanotte, il cielo si è mantenuto discreto, con qualche innocuo cumulo, ma l’aria è stata ferma, quasi sospesa.

Il quadro per la giornata di oggi, martedi 23, promette un andamento variabile. Dopo una mattinata dominata da qualche velatura, il pomeriggio non dovrebbe riservare sorprese drastiche, ma si annuncia un perpetuarsi di un tempo pigro e poco incisivo. Nessun allarme precipitazioni, il che per dicembre è già una notizia. Per chi guarda avanti, la settimana promette un saliscendi di nuvole e timide schiarite, mantenendo un clima da “mezze stagioni” che ci fa dimenticare dove siamo nel calendario. Attenzione però, il suolo lombardo risulta più arido del dovuto, un segnale che non può essere ignorato.

Milano: Nebbia e Grigiore nel Cuore della Pianura, ma con Spiragli di Primavera

Milano, la nostra città metropolitana, offre oggi il suo classico registro invernale padano. La previsione, curata da Daniele Berlusconi, gode di un’attendibilità media ma sufficiente (80-90%), suggerendo che l’aria pesante e l’umidità non si disperderanno facilmente. Le minime si sono attestate intorno agli 8 gradi, un valore che tradisce quasi un’inversione stagionale.

Ieri  la giornata era iniziata all’insegna di un cielo coperto, con una lieve pioviggine che ha bagnato l’asfalto (quantità irrisorie, 0.3 mm stimati). Nel corso delle ore centrali, il grigiore dovrebbe persistere, pur con qualche timida tregua tra le nuvole, ma le massime faticheranno a superare i 10 gradi. Venti deboli da Sud aiuteranno solo marginalmente a muovere l’aria stagnante. La notte sarà ancora densa di nubi, con le temperature che scenderanno fino a 5 gradi. Le piste da sci, per chi ne ha bisogno, vedono lo zero termico attestarsi comodamente sopra i 1500 metri. Nessun rischio di fenomeni violenti, insomma, ma solo tanta, tanta nebbia emotiva.

Editoriale meteo di Rachel: Quanta Incredulità!

Leggo questi bollettini e mi viene da sorridere amaramente. Parigi sopra la media di tre gradi, Milano che arranca a malapena a 10 gradi ma è troppo umida per essere vera. E poi, magicamente, il suolo è “più secco del normale” e le temperature sono “più calde della media”. Ma ci rendiamo conto di quante contraddizioni riusciamo a piazzare in un singolo resoconto? È l’inverno, signori! Gli inverni sono sempre stati così, mutevoli, a volte miti, a volte gelidi. Oggi, però, se fa un po’ più caldo del 1950, è subito “crisi climatica”; se nevica troppo, è “anomalia estrema”. Il clima cambia, certo, ma la moda di attribuire ogni singola folata di vento o grado in più a questa grande narrazione è diventata più persistente del maltempo in Val Padana. Intanto, Milano è grigia e noi restiamo al palo. Giornalismo o teatro dell’assurdo?

 

 

Chiusura

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