Francia24: Macron, altra pessima figura: Attacco USA alle postazioni Iraniane, il presidente francese riunirà un consiglio di difesa all’Eliseo – il commento di Rachel

Di Redazione Francia24
22 Jun 2025

Macron, Una pessima figura

Non sono passati che pochi giorni da quando il Presidente Macron si era messo alla testa del movimento buonista europeo, ritenendo che il dialogo con il potere iraniano – quello che stupra e uccide le donne e che non ha rispettato gli accordi di Abramo – fosse la strada giusta da percorrere.

Domenica mattina gli USA hanno colpito le basi di arricchimento dell’uranio iraniane (dove l’uranio non era presente in quanto già trasportato altrove) per cercare di ridurre la minaccia all’esistenza stessa di Israele posta da uno stato – l’Iran – che ha più volte dichiarato l’intenzione di eliminare lo stato ebraico.

Tempo di riunioni

Ci ha veramente colpito il fatto che domenica mattina perfino la rete francese FranceInfo, con una redazione spesso pro-palestinese e certamente non pro-israeliana, abbia dovuto ammettere nelle sue interviste, come questo atto fosse ormai necessario.

Che può fare ora il presidente francese, decisamente spiazzato dai fatti ?  Per ora una riunione.

Qui di seguito l’aggiornamento da FranceInfo e a chiusura il commento di Rachel

La Risposta Francese Coordinata

FranciaOggi: (C) franceinfo.fr Il Presidente della Repubblica francese assumerà il compito di supervisionare la strategia nazionale in seguito ai recenti bombardamenti compiuti dagli Stati Uniti su tre siti nucleari situati in Iran. Questa iniziativa presidenziale mira a definire e orchestrare la reazione della Francia, assicurando un approccio coordinato e coerente alle complesse dinamiche internazionali che ne derivano. L’obiettivo primario è quello di analizzare attentamente la situazione, valutare le implicazioni e stabilire le appropriate azioni diplomatiche e politiche.

Valutazione Strategica e Implicazioni

La decisione di coordinare la risposta francese sottolinea l’importanza che Parigi attribuisce alla stabilità regionale e al regime di non proliferazione nucleare. I bombardamenti in questione, avendo colpito infrastrutture legate al programma nucleare iraniano, sollevano interrogativi significativi riguardo alla sicurezza globale e all’efficacia delle misure internazionali volte a prevenire la diffusione di armi di distruzione di massa. La Francia, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e attore chiave nella politica estera europea, si trova in una posizione di rilievo per promuovere soluzioni diplomatiche e rafforzare i meccanismi di controllo.

Ruolo Diplomatico della Francia

Il Presidente si impegna a consultare gli alleati europei e internazionali per definire una posizione comune. L’obiettivo è quello di evitare un’escalation delle tensioni e di trovare vie che promuovano la trasparenza e la cooperazione in materia nucleare. La diplomazia francese cercherà di facilitare il dialogo tra le parti coinvolte, incoraggiando il rispetto dei trattati internazionali e delle risoluzioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Questa fase di consultazione sarà cruciale per delineare i prossimi passi, che potrebbero includere dichiarazioni congiunte, proposte di mediazione o azioni a livello multilaterale.

Dialogo e Cooperazione Internazionale

La Francia ribadisce la sua ferma posizione contro la proliferazione nucleare e l’importanza di garantire che ogni attività in questo settore sia pacifica e trasparente. L’azione americana, pur essendo diretta verso la prevenzione di un potenziale sviluppo di armamenti nucleari, impone un’attenta riflessione sulle modalità e le conseguenze di tali interventi unilaterali. La strategia francese punterà a rafforzare i canali di comunicazione e a promuovere un quadro internazionale più solido per la gestione delle questioni nucleari, privilegiando sempre la via del dialogo e della cooperazione per garantire la pace e la sicurezza.

Il commento di Rachel

Macron, il Profeta dei Dialoghi Sordi

Dunque, il nostro prode Emmanuel Macron, paladino del “dialogo a tutti i costi” – persino con chi ha come mantra “Morte a…” chiunque non gli vada a genio – si è trovato, come dire, leggermente “spiazzato dai fatti”. Che sorpresa! Credevamo fosse l’illuminato stratega che avrebbe convinto un regime teocratico, noto per la sua tolleranza e il rispetto dei diritti umani (e per aver dichiarato più volte l’intenzione di eliminare intere nazioni), a bere un tè e a ridiscutere i confini del Medio Oriente con fare amichevole. Ma si sa, il buonismo ha i suoi tempi lenti, e i suoi ciechi punti di vista.

Poi, eccola lì, la realtà, brutale e sferzante come un’incursione aerea. Gli USA, con la loro rozza abitudine di “agire” anziché “dialogare infinitamente”, hanno deciso di dare un colpetto ai giochini nucleari iraniani. E che fa il nostro eroe della diplomazia, colto con le braghe abbassate e costretto ad ammettere, tramite la sua stessa stampa “pro-palestinese”, che l’azione era “necessaria”? Una **riunione!** Oh, la genialità! È come se, di fronte a un incendio, invece di chiamare i pompieri, si convocasse un tavolo di esperti per “analizzare le dinamiche del fuoco” e “valutare l’importanza del dialogo con le fiamme”.

La “pessima figura” di Macron non è una novità, è il copione prevedibile di chi pensa che il buonismo sia una strategia e non una debolezza congenita. Non c’è da dubitare sui risultati di questa epica riunione: saranno un capolavoro di retorica vuota, di “ferma condanna” o “profonda preoccupazione”, mentre il mondo va avanti. D’altronde, che altro aspettarsi da chi si ostina a voler conversare con chi parla solo la lingua della forza? La vera rivelazione non è che Macron si sia spiazzato, ma che qualcuno fosse ancora convinto che potesse essere diversamente. Avanti il prossimo “dialogo” fallimentare!

Sintesi

I recenti bombardamenti americani su siti nucleari iraniani hanno intensificato le tensioni internazionali e posto nuove sfide alla diplomazia globale. Questi eventi sollevano interrogativi sulla strategia di contenimento nucleare, sull’efficacia delle sanzioni e sul ruolo degli attori internazionali nel mantenere la stabilità regionale. La Francia, con la sua storica posizione in difesa della non proliferazione, assume un ruolo di primo piano nel coordinare una risposta che mira a privilegiare le vie diplomatiche e la cooperazione internazionale per gestire queste delicate questioni. L’obiettivo è quello di trovare soluzioni durature che garantiscano la sicurezza e la pace, evitando escalation e promuovendo la trasparenza.

Articolo basato su contenuti originali apparsi sulla stampa francese, Fact Check by gemini-2.5-flash-lite-preview-06-17