Francia24: Gare de Lyon chiusa, RER perturbato, weekend del 1° maggio caotico a Parigi – Disoccupati in Calo – Diavolo veste Prada 2, come pianificare una gita a Milano e a Como

Di Redazione Francia24
29 Apr 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 29 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

 

Gare de Lyon chiusa, treni di deviazione, RER perturbato… Perché il weekend del 1° maggio sarà caotico nei trasporti a Parigi

Nessun treno circolerà dalla Gare de Lyon di Parigi per quasi tre giorni, proprio nel weekend prolungato del 1° maggio. La SNCF avvia importanti lavori di modernizzazione della sua rete, interessando anche la vicina stazione di Paris‑Bercy. La chiusura totale della Gare de Lyon e della sua annessa, la stazione di Paris‑Bercy, è prevista da giovedì 30 aprile sera fino a domenica 3 maggio a mezzogiorno.

Durante questo intervallo, tutti i TGV, TER e RER saranno soggetti a deviazioni. Tra venerdì 1 e domenica 3 maggio, nessun treno potrà arrivare o partire dalla Gare de Lyon. Un “report progressivo” verso altre stazioni inizierà giovedì sera alle 20:30, diventando “totale” venerdì. I TGV, incluse le linee internazionali verso Svizzera, Italia e Spagna, saranno reindirizzati verso altre stazioni parigine e dell’Île‑de‑France secondo un documento della SNCF.

Anche i treni regionali subiranno interruzioni. Il RER D sarà parzialmente fermo a Parigi, mentre la linea R del Transilien subirà gravi ritardi, con i capolinea spostati fuori dalla capitale. L’Ile‑de‑France Mobilités ha pubblicato sul suo sito tutti i dettagli delle conseguenze sul network. Sono previste alternative, ma i tempi di percorrenza saranno più lunghi. La stazione resterà però aperta al pubblico e ai negozi al suo interno, e non sono previste interruzioni sulla metropolitana.

Il blocco è dovuto alla sostituzione di due posti di scambio strategici, cruciali per l’instradamento dei treni. Uno, situato sotto la Gare de Lyon, gestisce il traffico del RER D; l’altro, a Créteil (Val‑de‑Marne), regola tutti i treni tra Parigi e Villeneuve‑Saint‑Georges. Questi impianti, in funzione da decenni, sono ora sostituiti nell’ambito di un più ampio programma di digitalizzazione e centralizzazione, volto a rendere le linee più affidabili e puntuali.

I lavori, pianificati da due anni, impiegheranno circa 500 operatori per 72 ore consecutive. La SNCF li ha programmati nel weekend del 1° maggio per “evitare di penalizzare i viaggiatori infrasettimanali”, che ormai sono circa 700 000 persone al giorno, secondo l’IDFM.

Questa chiusura fa parte di una serie di operazioni su larga scala previste in Île‑de‑France nei prossimi mesi, con diverse chiusure parziali di linee RER e metropolitane, finalizzate alla modernizzazione della rete e alla preparazione delle future linee del Grand Paris Express. A lungo termine, tali interventi dovrebbero migliorare la regolarità del servizio e accogliere l’aumento di domanda; a breve, però, renderanno più complessi gli spostamenti, soprattutto nei mesi estivi e durante i grandi weekend.

Nota: l’articolo riassume le informazioni ufficiali fornite da SNCF Réseau e Ile‑de‑France Mobilités.
Contesto: informazione sui lavori di manutenzione programmata che influenzeranno la mobilità dei pendolari parigini durante il weekend del Primo Maggio.
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Buongiorno da Parigi. Sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Editoriale di Rachel – Weekend senza rotaie, o la magia della modernizzazione a rate

Eccoci di nuovo, cari lettori e ascltatori, nel grande spettacolo della SNCF che, con tempismo impeccabile, decide di regalare alla Francia un weekend di festa nazionale senza treni. Gare de Lyon e Paris-Bercy chiuse quasi completamente da giovedì sera a domenica mezzogiorno, proprio nel ponte del Primo Maggio. Un momento scelto con cura: quando i francesi si spostano, quando i turisti invadono Parigi, quando le famiglie vanno a trovare i nonni o scappano al mare.

La motivazione ufficiale è nobile: «evitare di penalizzare i viaggiatori infrasettimanali», che sono 700.000 al giorno. Peccato che così si penalizzino soprattutto quelli del weekend lungo, quelli che avevano già prenotato da mesi, quelli che contavano sul TGV per raggiungere la Provenza, la Svizzera, l’Italia o la Spagna. Ma tant’è: meglio un disastro concentrato in tre giorni di festa che disturbare la routine della settimana. Logica ferrea, da amministrazione pubblica.

I lavori sono importanti, si dice: sostituzione di due posti di scambio strategici, uno sotto la Gare de Lyon e uno a Créteil. Roba vecchia di decenni, ora da rimpiazzare con il nuovo sistema digitalizzato e centralizzato che promette più affidabilità e puntualità. Certo, perché tutti sappiamo quanto i vecchi sistemi meccanici ed elettrici fossero fragili e inaffidabili… o forse no. Molti veterani dei binari ricordano un’epoca in cui i treni partivano e arrivavano con una regolarità quasi svizzera, senza bisogno di aggiornare software ogni due per tre.

Ora invece ci digitalizziamo. Con 500 operatori per 72 ore filate. E già si sente nell’aria il profumo delle prime “anomalie del sistema” che arriveranno puntuali come i ritardi estivi. Appuntamento tra qualche mese per contare quante volte il nuovo scambio “intelligente” deciderà di pensare troppo e bloccare tutto.

Nel frattempo, buona fortuna a chi dovrà prendere autobus sostitutivi, deviare su altre stazioni, allungare i tempi di percorrenza e spiegare ai bambini che «la modernizzazione costa qualche piccolo sacrificio». Sacrificio che, guarda caso, ricade sempre sugli utenti, mai su chi pianifica da due anni questi lavori proprio nel weekend più trafficato dell’anno.

Ah, la Francia e le sue infrastrutture: sempre in cantiere, mai del tutto funzionanti.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a un vecchio macchinista: «Maestro, perché la SNCF fa i lavori proprio durante il weekend di festa, quando i treni sono più pieni?»

Il vecchio macchinista rispose: «Per non disturbare i viaggiatori infrasettimanali.»

Il monaco insistette: «Eppure proprio in quei giorni la gente ha già i biglietti, gli alberghi, i programmi. Non è forse più grave?»

Rispose il vecchio macchinista: «Il viaggiatore del lunedì è un numero nel bilancio. Quello del Primo Maggio è solo un turista che può aspettare.»

Allora il monaco domandò: «E quando arriverà il nuovo sistema digitale, sarà davvero più affidabile?»

Il vecchio macchinista guardò i binari vuoti e disse: «Quando il sistema sarà perfetto, non ci saranno più treni. Solo aggiornamenti.»

Ma torniamo alle notizie di oggi,.

La situazione migliora leggermente sul mercato del lavoro: il numero di disoccupati senza alcuna attività è in calo dell’1,2 % nel primo trimestre 2026

Al primo trimestre 2026, il numero di richiedenti lavoro iscritti a France Travail e tenuti a cercare un impiego (categorie A, B, C) ammonta a circa 5,73 milioni. Di questi, quasi 3,29 milioni sono privi di qualsiasi occupazione (categoria A).

Si registra una lieve ripresa sul mercato del lavoro: il numero di richiedenti senza alcuna attività (categoria A) è diminuito dell’1,2 % rispetto al quarto trimestre 2025, secondo quanto annunciato martedì 28 aprile dal servizio statistico del Ministero del Lavoro. Su base annua la diminuzione è del 2,8 %.

È importante sottolineare che questi dati, validi per la Francia (esclusa Mayotte), includono l’iscrizione automatica introdotta all’inizio del 2025 per tutti gli aventi diritto al RSA e per i giovani in percorso di inserimento, nonché un nuovo regime sanzionatorio entrato in vigore il 1 giugno 2025. Pertanto non riflettono necessariamente la tendenza reale, ma sono influenzati da tali riforme.

Per ottenere una visione più chiara delle dinamiche in corso, la Dares ha calcolato una stima depurata dall’impatto numerico di queste misure. Senza le modifiche introdotte, il calo del numero di disoccupati di categoria A sarebbe stato del 2,4 % su base trimestrale (ma solo dello 0,2 % su base annua).

Secondo il servizio statistico del Ministero del Lavoro (Dares) e France Travail, “queste evoluzioni (corrette di questo doppio effetto) riflettono al meglio la situazione congiunturale sul mercato del lavoro”.

Qualunque sia il metodo di calcolo adottato, la situazione sul mercato del lavoro appare leggermente migliorata all’inizio del 2026 rispetto a fine 2025. Tuttavia, evidenziando la volatilità dei dati trimestrali, la Dares osserva una stabilità su base annua, con una riduzione trimestrale della categoria A che rappresenta un “contraccolpo” rispetto all’aumento registrato alla fine del 2025 (+2,6 % nel quarto trimestre 2025).

“Al primo trimestre, il numero di richiedenti iscritti a France Travail è diminuito sensibilmente per tutte le categorie. È incoraggiante. Continuiamo i nostri sforzi per amplificare questa dinamica…,” ha commentato su X il ministro del Lavoro Jean‑Pierre Farandou.

Considerando i disoccupati che esercitano un’attività parziale (categorie A, B, C), il numero totale di iscritti a France Travail è diminuito dello 0,3 % su base trimestrale (‑1,3 % senza le variazioni legate ai nuovi pubblici e al regime sanzionatorio).

In media, durante questo trimestre, i richiedenti iscritti a France Travail e tenuti a cercare lavoro sono circa 5,73 milioni: quasi 3,29 milioni senza impiego (categoria A) e circa 2,43 milioni con attività ridotta (categorie B, C).

Questo articolo sintetizza i dati ufficiali del Ministero del Lavoro e della Dares sul mercato del lavoro francese nel primo trimestre 2026.

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Il Diavolo si veste di Prada 2: Tramite SNCF e Trenitalia in poche ore da Parigi a Milano

Venti anni dopo il primo capitolo che ci aveva fatto sognare tra i marciapiedi parigini, Miranda Priestly e la sua squadra tornano sul grande schermo. Questa volta il viaggio nella moda prosegue oltre le Alpi, tra le strade vibranti di Milano e le rive eleganti del Lago di Como. Le riprese del sequel hanno già fatto scalpore, con immagini rubate che mostrano Anne Hathaway, Emily Blunt e Meryl Streep in scenari mozzafiato.

Per gli amanti del screen tourism, è l’occasione ideale per trasformare una semplice uscita al cinema in un vero e proprio itinerario ispirato a Prada.

Il Lago di Como, nuovo tempio del chic discreto

Al centro del film, il Lago di Como emerge come il gioiello emozionale della storia. Vi si scopre in particolare la sontuosa Villa Balbiano, un’elegante dimora del XVI secolo affacciata sull’acqua, con giardini impeccabili, pontile privato e affreschi d’epoca. È qui che i personaggi arrivano in barca, sotto una luce dorata tipica dei laghi italiani.

Voglia di vivere la stessa serenità? Optate per una villa con i piedi nell’acqua o un boutique-hotel con vista mozzafiato sulle Prealpi lombarde. Colazioni in terrazza, giri in taxi-boat e pranzi prolungati: qui il lusso si vive a ritmo lento, più come un cachemire che come un abito di paillettes.

Milano, capitale della moda e del ritmo frenetico

Dopo la calma del lago, si va a Milano, cuore pulsante dell’alta moda italiana. Le scene girate per le strade della città catturano perfettamente quell’energia così particolare: il quartiere della moda, aperitivo in terrazza, vetrine scintillanti e silhouettes impeccabili.

Per ricreare l’atmosfera del film, passeggiate nel Quadrilatero della Moda, fermatevi in un caffè di design per un espresso e osservate il balletto delle fashioniste. Occhiali da sole obbligatori, ovviamente. Milano offre quell’unico mix di dinamismo creativo e sofisticazione quotidiana che fa eco all’universo di Runway.

Come organizzare il vostro viaggio «The Devil Wears Prada» versione 2026?

Gli esperti del turismo di lusso lo confermano: i film ad alto budget come questo creano una vera ondata di desiderio. Le destinazioni appaiono sullo schermo e, poche settimane dopo, le prenotazioni esplodono.

Consigli pratici per un soggiorno di successo:

  • Iniziate da Milano per sentire il polso della moda, poi dirigetevi verso il Lago di Como per la ricompensa contemplativa.
  • Prenotate con largo anticipo, soprattutto ville e hotel di prestigio intorno al lago.
  • Privilegiate i periodi fuori dalla Fashion Week per maggiore tranquillità e disponibilità.
  • Pensate ai trasferimenti privati e alle esperienze su misura: pranzo in terrazza privata, passeggiata in barca al tramonto…

E soprattutto, non dimenticate la regola d’oro: portate le scarpe giuste. Perché anche in vacanza, lo stile resta una cosa seria.  


Come arrivare

Appena la Gare de Lyon riaprirà, sarà di nuovo possibile raggiungere direttamente Milano in treno ad alta velocità sia con SNCF (TGV) che con Trenitalia (Frecciarossa), con partenze quotidiane dalla storica stazione parigina. Perfetto per un viaggio comodo e scenografico verso il set del film!

Articolo originario di Franceinfo, pubblicato il 29 aprile 2026.
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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

FranceInfo – Il re Carlo III accoglie il presidente Trump al White House e pronuncia un appello storico al Congresso

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricevuto il re Carlo III e sua consorte Camilla in una cena di Stato al cuore della Casa Bianca.
Durante il discorso, il monarca ha sottolineato l’importanza della “alleanza transatlantica” in un mondo sempre più contestato.
Ha poi lanciato un avvertimento: l’Iran non deve più possedere armi nucleari, una frase condivisa anche dal presidente americano.
Il gesto ha suscitato applausi fra i democristiani, ma ha generato un leggero sussulto tra i repubblicani più scettici.
La visita è la prima di un sovrano britannico negli Stati Uniti dal 1991, quando la regina Elisabetta II si era rivolta al Congresso.
Gli analisti politici temono che l’incontro possa alimentare ulteriori pressioni diplomatiche in Medio Oriente.

BBC – Il mercato azionario si prepara a una settimana cruciale: gli hedge‑fund puntano al petrolio

I principali hedge‑fund hanno aumentato le posizioni long sul Brent, spinti dalle recenti interruzioni di approvvigionamento nell’Oman.
Secondo Bloomberg, il volume degli scambi di futures è salito del 12 % nelle ultime 24 ore, segnando il più alto livello della primavera.
Il consulente di mercato di Goldman Sachs, Laura Mendoza, avverte che la volatilità potrebbe rimanere elevata finché le sanzioni iraniane non saranno rese più incisive.
Nel frattempo, le azioni delle utility energetiche europee hanno registrato un lieve rialzo, alimentate da previsioni di prezzi più alti del petrolio.
Gli investitori stanno inoltre monitorando le dichiarazioni delle autorità saudite, che hanno minacciato di ridurre la capacità di produzione di olio se il conflitto si espanderà.
L’ISTO ha segnalato una crescita dell’interesse per i contratti a breve termine, suggerendo una possibile correzione nella prossima settimana.

BFM Business – La disoccupazione in Francia scende di un punto percentuale nel primo trimestre 2026

L’Istituto nazionale di statistica e degli studi economici (INSEE) ha pubblicato i dati più recenti: il tasso di disoccupazione è passato dal 7,5 % al 6,9 % tra dicembre 2025 e marzo 2026.
Il calo è stato trainato principalmente dalla riapertura di aziende manifatturiere nel Nord‑Est, dove gli incentivi fiscali hanno favorito assunzioni a tempo indeterminato.
Il ministro del Lavoro, Olivier Dussopt, ha pronunciato una dichiarazione ottimistica, promettendo ulteriori sgravi per le imprese che creano nuovi posti.
Tuttavia, la base giovanile rimane fragile: il tasso di disoccupazione tra i 15‑24 anni è rimasto al 14 %, un valore ancora superiore alla media europea.
L’Osservatorio francese per la crescita ha sottolineato che la qualità dei nuovi impieghi è ancora incerta, con un aumento dei contratti a tempo parziale del 8 %.
Il rapporto suggerisce che la continuità di questi risultati dipenderà dal prossimo ciclo di investimenti pubblici previsto per l’estate.

Che sorpresa! Un altro “miracolo” della politica francese: la disoccupazione scende di un punto percentuale grazie a qualche sconto fiscale e a contratti a tempo parziale. Certo, è più facile trovare lavoro se non ti importa del orario o del salario. E mentre il ministro ci invia “buone notizie”, i giovani lavorano ancora a fare stage non retribuiti. Perfetto esempio di come gli alti dirigenti contino i numeri senza chiedersi se dietro a quei dati ci sia davvero un miglioramento della vita dei cittadini.

FranceInfo – Le spese militari dell’UE aumentano del 9 % nel 2025

Un nuovo rapporto dell’Unione Europea indica che la spesa per la difesa è salita dal 1,8 % al 2 % del PIL medio dei paesi membri.
La Germania ha guidato l’incremento, dedicando 157 miliardi di euro alla modernizzazione delle forze armate.
La Francia, invece, ha aumentato il budget di 12 miliardi, concentrandosi su sistemi di difesa aerea e cyber‑security.
Il segretario di Stato per la Difesa europeo, Svenja Flokke, ha spiegato che la crescita è dovuta alle “nuove minacce” provenienti dal Medio Oriente e dal Nord‑Africa.
Gli esperti del think‑tank Istituto Atlantico temono che tale saldo spenda più risorse su armamenti a scapito di energia verde e coesione sociale.
Il Parlamento europeo dovrà decidere entro il prossimo trimestre se inserire la difesa nella normativa sul bilancio comunitario.

BBC – La Cina lancia una lampada a LED a basso consumo per le campagne rurali

Il Ministero dell’Industria cinese ha presentato al recente forum di Pechino la “Eco‑Lite 2000”, una lampada a LED progettata per funzionare con energia solare.
Il dispositivo promette di ridurre il consumo di elettricità domestica del 70 % rispetto alle lampade tradizionali a incandescenza.
Secondo il capo del progetto, Li Wei, la lampada è stata testata in 15 province dell’entroterra, dove ha ridotto le bollette medie da 30 a 9 yuan al mese.
Il governo ha annunciato un piano di distribuzione di 10 milioni di unità entro la fine dell’anno, finanziato da un fondo speciale per lo sviluppo sostenibile.
Gli ambientalisti hanno accolto l’iniziativa, ma avvertono che il vero impatto dipenderà dal passaggio a fonti rinnovabili per la produzione di energia solare.
La Cina, che ha già diventato il più grande produttore mondiale di pannelli fotovoltaici, punta così a consolidare la leadership nella “green tech”.

BFM Business – Il mercato dei veicoli elettrici registra un record di vendite in UE

Nel primo trimestre del 2026, le immatricolazioni di auto elettriche in Europa hanno superato le 1,3 milioni, un incremento del 42 % rispetto allo stesso periodo del 2025.
La Germania è il leader assoluto, con oltre 380 000 unità vendute, seguita da Francia e Regno Unito.
Le case automobilistiche tradizionali, come Volkswagen e Renault, hanno lanciato nuovi modelli a batteria “fast‑charge” in grado di ricaricare l’80 % in meno di 30 minuti.
Le infrastrutture di ricarica pubblica sono cresciute del 25 % grazie a incentivi governativi e partnership con fornitori di energia.
Gli analisti di Bloomberg Energy prevedono che entro il 2030 il mercato europeo dell’e‑mobility valga oltre 300 miliardi di dollari.
Tuttavia, i difensori dei carburanti fossili rimarcano la necessità di garantire una rete di riciclaggio adeguata per le batterie usate.

FranceInfo – Il debito pubblico italiano supera i 2 miliardi di euro

Il Tesoro italiano ha comunicato che il debito netto è arrivato a 2,1 miliardi di euro, superando di poco il tetto fissato dal Patto di Stabilità.
Il deficit di bilancio del 2025 è stato pari al 5,0 % del PIL, grazie a spese sanitarie e a investimenti infrastrutturali.
Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha avvertito che ulteriori sovvenzioni senza riforme strutturali potrebbero aggravare la situazione.
Il premier Giorgia Meloni ha difeso la politica di “spesa responsabile”, sostenendo che la crescita del Pil è stata più alta del previsto.
Il FMI ha suggerito al Paese di rivedere il sistema di tassazione per migliorare l’efficienza della riscossione.
Il dibattito parlamentare resta acceso, con l’opposizione che chiede tagli alla spesa pubblica e una revisione del welfare.

BBC – Spotify annuncia una previsione di perdita di 14 % per il prossimo trimestre

Il colosso dello streaming musicale ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di ricavi, anticipando un calo del 14 % nel prossimo trimestre.
Il fattore principale è la riduzione dei piani premium negli Stati Uniti, dove le tariffe sono state recentemente aumentate.
Il CEO Daniel Ek ha spiegato che la “saturazione del mercato” e la crescente concorrenza dei servizi audiovideo hanno intaccato i margini.
L’azienda sta valutando nuove strategie, tra cui l’inserimento di pubblicità più mirate e l’espansione verso il mercato dei podcast.
Gli analisti di Morgan Stanley sottolineano che la perdita potrebbe segnalare un “cambio di paradigma” nella monetizzazione dello streaming.
Le azioni di Spotify sono cadute del 6 % nella sessione di chiusura di New York.

BFM Business – L’UE lancia una consultazione sulla regolamentazione dei monopoli digitali

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per rivedere la normativa antitrust su piattaforme digitali come Google, Amazon e Meta.
Il nuovo quadro prevede sanzioni più severe per pratiche di “auto‑preferenza” e maggiori obblighi di trasparenza nei mercati online.
Il Commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha dichiarato che la digitalizzazione deve avvantaggiare i consumatori, non le grandi imprese.
Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazioni sulla possibile limitazione dell’innovazione e sulla burocrazia aggiuntiva.
Il dibattito sarà al centro del prossimo summit europeo previsto per dicembre, dove si prevedono decisioni vincolanti.
Esperti del settore ritengono che la proposta rappresenti un passo importante verso una “economia più equa” nel digitale.

FranceInfo – L’India blocca le esportazioni di rame verso la Cina

Il Ministero del Commercio indiano ha imposto restrizioni temporanee all’esportazione di rame grezzo verso la Repubblica Popolare Cinese, citando “rischi di sicurezza nazionale”.
Il provvedimento, valido per i prossimi sei mesi, copre circa il 20 % della produzione indiana di rame.
L’industria cinese, che dipende dalle materie prime indiane per la produzione di batterie elettriche, ha espresso preoccupazione per possibili ritardi di produzione.
Il ministro dell’Industria, Piyush Goyal, ha sottolineato che la decisione è parte di una più ampia strategia per diversificare le catene di approvvigionamento.
Gli analisti cordiali del mercato delle materie prime prevedono una leggera crescita dei prezzi del rame a livello globale.
Il provvedimento potrebbe accelerare gli sforzi di altri paesi, come la Bolivia, per aumentare le proprie esportazioni verso la Cina.

BBC – La NATO riduce la spesa militare del 2 % per la prossima década

Durante l’ultimo summit di Washington, i rappresentanti dei 31 paesi membri hanno concordato una diminuzione complessiva del bilancio difensivo del 2 % entro il 2035.
L’obiettivo è reindirizzare i fondi verso la cybersicurezza, la lotta al clima e le missioni di pace.
Il segretario della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato che “la sicurezza del futuro non è solo combatimento tradizionale”.
Le forze di difesa europee, in particolare quelle del Regno Unito e della Germania, hanno espresso riserve sul possibile impatto sugli armamenti di ultima generazione.
Il nuovo piano prevede inoltre una maggiore trasparenza nella spesa militare e la creazione di un fondo comune per gli interventi di emergenza.
Gli esperti di sicurezza internazionale avvertono che la riduzione potrebbe spingere gli alleati a cercare collaborazioni più strette con i Paesi extra‑NATO.

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Meteo Parigi e Milano per mercoledì 29 aprile 2026

Parigi – giornata con forte ventata e temperature sopra la media

Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle 03:30 indicano una fiabilità molto buona per l’intera giornata. La mattina si presenta con un cielo poco nuvoloso, temperature intorno ai 13 gradi, sensazione di 12 gradi e raffiche di vento da nord-est che raggiungono i 35 km/h, senza alcuna precipitazione. Nel pomeriggio il termometro sale fino a 24 gradi, percepiti come 25, con il cielo più velato e venti più intensi da est, circa 55 km/h, ancora senza pioggia. La sera si avvicina a 20 gradi, sensazione di 16 gradi a causa del vento persistente da est, nuvolosità crescente ma senza rischi di pioggia. La notte si raffredda a 13 gradi, percepiti 10, con venti da est di circa 50 km/h, cielo sereno e assenza totale di precipitazioni. Le temperature minime della giornata si aggirano intorno ai 12 gradi, le massime raggiungono i 24, con venti predominanti da est‑nord‑est e nessuna pioggia prevista.

Milano – tempo variabile con piogge isolate e vento moderato

Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle 07:23, l’affidabilità della previsione è dell’80‑90 % con livello alto. La mattina inizia con cielo per lo più nuvoloso, temperature attorno ai 16.6 gradi, sensazione di 16 gradi, venti leggeri da nord di circa 5 km/h e assenza di precipitazioni. A metà giornata, verso le 12, il termometro sale a 21.5 gradi, con una sensazione di 22, venti moderati da est‑sudest di 5‑6 km/h e il cielo parzialmente nuvoloso, sempre senza pioggia. Nel pomeriggio, intorno alle 15, le temperature toccano i 23.9 gradi, percepiti 24, con venti costanti da est‑sudest di 5 km/h e condizioni di bel tempo con qualche schiarita. La sera, verso le 20, la temperatura scende a 22.8 gradi, sensazione di 22, venti più forti da est‑sudest di 12 km/h, cielo nuvoloso e l’inasprirsi di una leggera pioggerellina di 0.5 mm prevista nelle ore successive. La notte mantiene temperature intorno ai 17 gradi, venti di 21 km/h da est‑sudest e una minima quantità di pioggia residua. Le temperature minime della giornata si attestano intorno ai 16 gradi, le massime raggiungono i 24, con venti moderati da nord al mattino a est‑sudest nel pomeriggio e piogge isolate in serata.

Editoriale Meteo di Rachel – Il dramma climatico di tutti tranne noi

È davvero stupefacente come ogni leggera brezza o una pioggia di pochi millimetri venga subito etichettata come “prova definitiva del cambiamento climatico”. Ma davvero ci interessa sapere se il vento soffia più forte di 10 km/h, o se la temperatura supera i 20 gradi, o è solo un pretesto per sentirci tutti dei messianici dell’eco‑crisi?

Ci chiediamo se il vero clima non sia semplicemente il risultato di cicli naturali, e non di un complotto meteorologico istituito da chi vuole vendere più prodotti per l’abbigliamento termico. Forse la vera emergenza è il panico collettivo che trasforma ogni nuvola in un monito apocalittico, mentre continuiamo a guidare auto inquinanti e a preferire il riscaldamento a combustione.

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Maestro, perché il tempo di oggi è così incerto?” Zhaozhou rispose: “Quando il cielo indica una nuvola, l’uomo vede la pioggia; quando il vento sussurra, l’uomo sente il freddo; ma il sole, se dietro le montagne, è sempre un sogno che non si avvera.” E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli.