Francia24: Già rinviata a processo per corruzione la ministra Rachida Dati si candida a sindaco di Parigi – Macron vuole imporre il prossimo presidente BCE ? – Nvidia, nessuna bolla IA

Di Redazione Francia24
26 Feb 2026

Già rinviata a processo per corruzione la ministra Rachida Dati si candida a sindaco di Parigi – Macron vuole imporre il prossimo presidente della BCE ? – Nvidia, nessuna bolla IA

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 26 febbraio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.

 

Gia rinviata a processo per corruzione, la ministra della Cultura Rachida Dati, annuncia le dimissioni per dedicarsi alle elezioni municipali di Parigi

Parigi, 25 febbraio 2026 – La ministra della Cultura, Rachida Dati, candidata di destra a sindaco di Parigi, ha comunicato, tramite un comunicato ufficiale, le proprie dimissioni dal governo. «Abbandono queste responsabilità con profondo rispetto e grande gratitudine per tutti coloro che ogni giorno animano la politica culturale del nostro Paese», ha dichiarato Dati, anticipando le elezioni municipali previste per il 15 e il 22 marzo. «Le prossime settimane saranno decisive per Parigi. Parigi è per me l’impegno di una vita», ha aggiunto, ribadendo il suo ruolo di sindaco del 7° arrondissement.

Nel comunicato, Dati ha elogiato i «grandi progetti per il nostro Paese» portati avanti dal ministero, in particolare il piano “Cultura e ruralità”, destinato a 22 milioni di cittadini, la tutela e valorizzazione del patrimonio, e il sostegno alla vitalità della creazione artistica. A 60 anni, ha affermato che “aver esercitato queste funzioni resterà per me una immensa fiera”.

Durante il suo mandato, Dati ha cercato di limitare gli effetti delle restrizioni sul settore culturale, nonostante una riduzione di 173,4 milioni di euro dal budget complessivo di 3,7 miliardi di euro (esclusi i media audiovisivi). Uno dei suoi progetti principali è stata la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo, che finora non ha ancora prodotto una holding operativa.

Editoriale

Ricordiamo di cosa si tratta: in Italia, come sappiamo, radio e televisione “pubblica” sono sotto lo stesso cappello detto RAI. Con il risultato che conosciamo, gran parte delle risorse vanno alla TV. In Francia Radio France e France Television sono due enti totalmente differenti con redazioni ben separate. La necessita’ di fare economia (ricordiamo che non esiste “canone” in Francia) dovrebbe imporre l’uniificazione dei due ma come ovvio giornalisti e conduttori si oppongono con forza,.

Il presidente Emmanuel Macron ha ringraziato Dati per «l’azione utile che ha svolto al servizio dei francesi negli ultimi due anni», e le ha espresso tutto il suo incoraggiamento per la sfida elettorale imminente.

Contesto: comunicato stampa del 25 febbraio 2026 rilasciato dal ministero della Cultura e da fonti governative francesi.
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Luglio 2025: Rachida Dati rinviata a processo per corruzione: i magistrati rispondono, dopo le critiche della ministra della cultura

Questa la notizia da noi riportata a luglio 2025:

Rachida Dati, 59 anni, sarà giudicata per ricettazione di abuso di potere e di fiducia, corruzione e traffico di influenza passivi in relazione a un mandato elettivo pubblico all’interno del Parlamento europeo. È sospettata di aver esercitato lobbying illegale presso il Parlamento europeo nei primi anni 2010, a vantaggio di Renault e di Carlos Ghosn, per un ammontare di circa 900 000 euro. I magistrati hanno ritenuto che l’attività di Dati “assomigli a del lobbying” e “sembra incompatibile sia con il suo mandato sia con la professione di avvocato”. Dati, inizialmente posta in stato di testimone assistito, è stata messa in esame nel luglio 2021. I suoi avvocati, Olivier Baratelli e Olivier Pardo, hanno dichiarato che “faremo appello subito a questa decisione”.

Il presidente del tribunale giudiziario di Parigi aveva ai suoi tempi denunciato “l’opprobrium lanciato pubblicamente” contro la professione dei magistrati. La ministra della Cultura Rachida Dati ha definito la procedura “costellata di incidenti” e ha attaccato i magistrati che, a suo giudizio, “camminavano” sui diritti della difesa e commettevano “gravi violazioni”.

Dati aveva inoltre accusato il procuratore della Repubblica finanziaria, sostenendo di aver ricevuto “due ore e trenta minuti nel suo ufficio” in cui le sarebbe stato detto che il suo parquet “non funzionava”. Il procuratore Jean‑François Bohnert ha respinto le accuse, ribadendo il suo “totale sostegno” ai magistrati del Parquet nazionale finanziario.

 

 

Articolo basato su Le Monde, 23 luglio 2025.
Fact Check by GPT-OSS:20b

“La France ne peut pas à elle seule imposer un banquier central”: una maggioranza di economisti prevede la partenza anticipata di Christine Lagarde dalla BCE (sotto la pressione di Emmanuel Macron)

Un sondaggio realizzato da Bloomberg dal 20 al 24 febbraio su un campione di economisti indica che più della metà prevede che la presidente francese della Banca centrale europea, Christine Lagarde, abbandonerà l’incarico prima della scadenza prevista per ottobre 2027. Solo meno del 30 % delle persone intervistate ritiene che Lagarde completerà i suoi otto anni di mandato.

Se dovesse avvenire una partenza anticipata, il 57 % degli intervistati considera Klaas Knot, ex governatore della Banca centrale dei Paesi‑Bassi, il candidato più idoneo a succederle. Al contrario, qualora Lagarde rimanesse fino alla fine del mandato, il favorito sarebbe Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Il ruolo della Francia è centrale: un’eventuale uscita di Lagarde prima delle elezioni legislative consentirebbe al presidente Emmanuel Macron di esercitare una maggiore influenza sulla nomina del nuovo presidente della BCE. Alcuni analisti ipotizzano che la Francia possa spingere per una successione anticipata al fine di proteggere la BCE da un possibile ritorno al potere dell’estrema destra nella legislatura del 2027, ma questa prospettiva solleva anche preoccupazioni sulla indipendenza dell’istituzione.

Secondo Modupe Adegbembo, economista di Jefferies, “la Francia da sola non può imporre un banchiere centrale chiaramente eterodoto senza un sostegno più ampio”. Il rischio più serio, secondo il sondaggio, è che una partenza anticipata possa minare la credibilità della BCE: il 52 % degli economisti ritiene che la reputazione dell’istituzione sarebbe danneggiata, e un terzo teme un’implicazione sulla sua autonomia. Dennis Shen, docente di economia a Berlino, avverte che un tale sviluppo “manderebbe un segnale chiaro” di dipendenza politica, anche se sottolinea che un coinvolgimento diretto dell’estrema destra nella nomina sarebbe ancor più dannoso.

Per quanto riguarda la politica monetaria, gli economisti di Nomura avvertono che l’impatto di una sostituzione anticipata sarebbe limitato: la BCE prende le decisioni basandosi su un ampio consenso tra i membri del Consiglio e non è probabile che il nuovo presidente introduca cambiamenti radicali nella strategia di politica monetaria.

In sintesi, la questione della possibile uscita anticipata di Lagarde è più di una mera dinamica di carriera; è al centro di una disputa politica che mette in gioco la sovranità francese, l’indipendenza della BCE e le valutazioni di mercato sul futuro della politica monetaria dell’area euro.

Questo articolo ricapitola i risultati dell’indagine Bloomberg e le implicazioni politiche per la BCE, evidenziando i diversi scenari di successione e le preoccupazioni sull’autonomia dell’istituzione. 

 

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Leggo ora il mio editoriale odierno.

 La BCE: un trono francese o un’illusione macroniana?

Ah, la Banca Centrale Europea, quel faro di indipendenza che illumina l’eurozona, o almeno così ci raccontano. E ora, un sondaggio Bloomberg fresco fresco – condotto tra il 20 e il 24 febbraio – ci dice che più della metà degli economisti prevede che Christine Lagarde, la presidente francese, molli la poltrona prima dell’ottobre 2027. Motivo? Pressioni da Emmanuel Macron, che sogna di piazzare un altro transalpino al comando per blindare l’istituzione dall’estrema destra nelle legislative del 2027. Ma davvero? Come se la Francia potesse dettare legge da sola in un club di 20 nazioni, imponendo un banchiere “eterodosso” senza un briciolo di consenso. “La France ne peut pas à elle seule imposer un banquier central”, ammonisce un’economista di Jefferies, e ha ragione: è un po’ come pretendere di dirigere un’orchestra europea suonando solo il flauto dolce.

Dalla nostra redazione, osserviamo questo balletto con un misto di divertimento e preoccupazione. Macron, con la sua proverbiale hybris – che alcuni chiamano “delirio di onnipotenza senile” – immagina di muovere le pedine come in una partita a scacchi solitaria, ma rischia di far crollare la credibilità della BCE. Il 52% degli intervistati teme danni alla reputazione, un terzo all’autonomia. E se Lagarde se ne va, chi la sostituisce? Klaas Knot, l’olandese rigoroso, è il favorito, non certo un altro francese compiacente. Alla fine, la politica monetaria non cambierà granché, dicono da Nomura: decisioni collettive, non capricci presidenziali. Ma il segnale? Chiaro come il sole: l’indipendenza è un mito fragile, e quando i leader nazionali giocano a fare i burattinai, è l’intera eurozona a pagarne il conto. Ah, la grandeur francese! Sempre un passo avanti, ma spesso nel vuoto.

 

koan rachel

Il Koan del giorno

Un monaco chiese a Linji: “La presidente della BCE lascerà il trono prima del tempo o no?”

“Lo farà,” rispose Linji.

E il monaco: “Allora perché Macron spinge per imporre un successore francese?”

“Perché vede il fiume come suo dominio, ma il fiume scorre senza padroni, e la corrente politica lo travolgerà prima.” rispose Linji.

Un altro monaco chiese a Linji: “L’indipendenza della BCE è reale o un’illusione?”

E Linji” “È reale quanto il riflesso della luna sull’acqua,”

Non contento, il monaco insistette: “Ma se Lagarde se ne va sotto pressione, non si rompe l’illusione?”

Linji rise e disse: “L’illusione si rompe solo se credi che un uomo solo possa tenere la luna in tasca. Macron afferra l’acqua, e resta con le mani vuote.”

Ma torniamo alle notizie di oggi.

Nvidia: Record Finanziari e Ottimismo sull’IA, Nessuna Bolla all’Orizzonte

Ieri, 25 febbraio 2026, Nvidia ha annunciato risultati finanziari da record per il quarto trimestre e l’intero anno fiscale 2026, superando le aspettative degli analisti e confermando la sua posizione dominante nel settore dell’intelligenza artificiale. Il fatturato trimestrale ha raggiunto i 68,1 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto al trimestre precedente e del 73% su base annua, trainato principalmente dal segmento Data Center che ha generato 62,3 miliardi di dollari, con un incremento del 22% sequenziale e del 75% anno su anno. Per l’intero anno, i ricavi hanno toccato i 215,9 miliardi di dollari, up del 65% rispetto al 2025, con un utile netto GAAP di 120,1 miliardi e un EPS diluito di 4,90 dollari. L’azienda ha anche fornito guidance positiva per il Q1 FY2027, prevedendo ricavi intorno ai 78 miliardi di dollari, in aumento del 77% anno su anno.

In conferenza stampa, il CEO Jensen Huang ha respinto con fermezza le preoccupazioni su una possibile bolla AI, affermando che “i mercati si sbagliano” riguardo ai timori che l’IA cannibalizzi l’industria del software e sottolineando come l’adozione di agenti AI stia “schizzando alle stelle”. Huang ha enfatizzato che “nel nuovo mondo dell’IA, il computing equivale ai ricavi” e che i clienti stanno “correndo a investire in AI compute”, con spese previste per oltre 600-700 miliardi di dollari nel 2026 da parte di hyperscaler come Google, Amazon e Microsoft. Secondo Huang, l’IA non è una moda passeggera ma una rivoluzione duratura che continuerà a guidare la crescita, dissipando i dubbi su una bolla e puntando a un’espansione economica senza precedenti.



Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

FranceInfo – Tiroteo cubano su barca statunitense
Una piccola imbarcazione immatricolata in Florida, in rotta verso Cuba, è stata colpita da cecchini delle forze di sicurezza cubane. I quattro occupanti, tutti cittadini statunitensi, sono stati uccisi sul posto; le autorità cubane hanno dichiarato che i passeggeri avevano lo scopo di compiere un’infiltrazione terroristica. Il Ministero degli Esteri degli USA ha condannato l’accaduto, chiedendo una verifica indipendente. La notizia ha riacceso il dibattito sulla politica migratoria e sui confini marinari del Mar dei Caraibi. Nel frattempo, le tensioni tra i due paesi hanno intensificato le pattuglie di controllo nella zona. Gli abitanti locali temono ulteriori escalation violente. La comunità internazionale osserva con apprensione, chiedendo chiarezza sulla legittimità dell’azione cubana.

FranceInfo – Nuova legge sull’aiuto a morire approvata al Parlamento
In una votazione serrata, i parlamentari francesi hanno approvato, con 299 voti a favore e 226 contrari, la legge che istituisce il diritto all’aiuto a morire per i pazienti in fin di vita. Parallelamente, è stata adottata all’unanimità una normativa che potenzia le cure palliative, garantendo un accesso più ampio e organizzato a terapie di sollievo. Il disegno di legge, promosso dal governo di Gabriel Attal, ha suscitato accesi dibattiti tra i gruppi etici, religiosi e i rappresentanti delle associazioni di pazienti. I sostenitori celebrano la decisione come una conquista dei diritti individuali, mentre gli oppositori temono un pericoloso allentamento dei limiti sanitari. Il presidente Emmanuel Macron ha espresso soddisfazione, definendo il provvedimento “un passo verso una dignità più concreta”. I prossimi mesi vedranno l’attuazione di protocolli sanitari e la formazione di comitati etici regionali.

FranceInfo – La ministra della Cultura Rachida Dati si dimette per le elezioni di Parigi
Rachida Dati, ministra della Cultura da tre anni, ha annunciato la sua dimissione, confermando l’intenzione di candidarsi come rappresentante di destra alle prossime elezioni municipali di Parigi. In una conferenza stampa a Palazzo del Governo, Dati ha dichiarato che “Parigi è per me una missione di vita” e ha sottolineato la necessità di rinnovare l’offerta culturale nella capitale. Le sue dimissioni arrivano in un momento delicato, con diverse inchieste giudiziarie che hanno avvolto il suo operato. I partiti di centro-destra valutano già il suo ruolo nella lista di sinistra, mentre gli avversari politici puntano a utilizzare le polemiche per minare la sua credibilità. L’opposizione di sinistra ha già proclamato il suo abbandono come “segno di una classe politica corrotta”. Resta da vedere come la sua uscita influenzerà le dinamiche elettorali di primavera.

Che spettacolo! L’apparente “terrorismo” di una barca statunitense sembra più un esercizio di propaganda di Cuba per giustificare l’uso della forza. Se davvero i passeggeri avessero voluto “infiltrarsi”, perché hanno scelto una scialuppa così fragile? Piuttosto che dare la colpa al Governo USA, i cubani dovrebbero occuparsi delle proprie regole di navigazione. Un attacco così teatrale fa più rumore di quello che realmente risolve.

BFM Business – Il paccio di 25 milioni di euro per l’ex‑CEO di Sanofi
Paul Hudson, ex amministratore delegato del colosso farmaceutico francese, ha firmato un accordo di separazione da Sanofi con un indennizzo di oltre 25 milioni di euro. La decisione, annunziata dal consiglio di amministrazione, prevede la corresponsione di due anni di stipendio base, bonus e una consistente clausola di non concorrenza. Gli azionisti hanno riso amaramente, temendo che il pacchetto fosse sproporzionato rispetto al risultato dell’azienda, segnata da un calo delle vendite di vaccini. Hudson, che ha guidato Sanofi durante la crisi COVID‑19, è stato criticato per le scelte strategiche di espansione in Asia. L’accordo, però, contiene anche un obbligo di non rivelare informazioni riservate. Gli analisti prevedono che Sanofi dovrà affrontare una pressione crescente da parte degli investitori per un riallineamento dei compensi dirigenziali.

BBC – Donald Trump pronuncia il discorso sullo Stato dell’Unione
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto il suo consueto discorso sullo Stato dell’Unione davanti a una folla di sostenitori a Washington, proclamando un “vincere ancora più forte”. Tra le affermazioni più controverse, ha affermato che la nazione sta “vincendo di nuovo in tutti i fronti”, ignorando i recenti dati economici. Il discorso, della durata di quasi due ore, è stato caratterizzato da una retorica aggressiva, accuse contro i media e promesse di ulteriori tagli fiscali. Le profezie di fronte a un approccio più bellicoso verso la Cina hanno suscitato preoccupazione tra gli esperti di politica estera. Il partito repubblicano ha applaudito, mentre gli oppositori hanno organizzato una marcia di protesta nei pressi del Campidoglio. Gli osservatori internazionali hanno definito il discorso un “segnale di continuità di una politica di divisione”.

BBC – I negoziati USA‑Iran per un nuovo accordo nucleare
Gli Stati Uniti hanno avviato colloqui di seconda fase con l’Iran, mirati a rilanciare il joint comprehensive plan of action (JCPOA). Le discussioni, tenutesi a Vienna, hanno mostrato una certa apertura da parte di Washington, che ha indicato la volontà di rimuovere le sanzioni economiche se l’Iran accetterà di limitare nuovamente il proprio programma di arricchimento dell’uranio. I diplomatici iraniani, tuttavia, hanno richiesto garanzie più solide riguardo alle restrizioni del mercato petrolifero. L’esito di tali trattative potrebbe influenzare la stabilità del Medio Oriente e i prezzi dell’energia globale. Il Congresso americano osserva con scetticismo, temendo che un accordo possa indebolire la posizione dell’America nella regione. La comunità internazionale resta in attesa di una dichiarazione finale entro la fine del mese.

BBC – Scoppio di violenza a New York per una “guerra di palle di neve”
Una disputa tra alcuni adolescenti a Washington Square Park, a New York, si è trasformata in una rissa con palle di neve, con diversi passanti feriti. La polizia locale ha arrestato quattro giovani, accusati di aver colpito gli agenti con melma gelata. Il sindaco della città, Eric Adams, ha definito l’incidente “degradante” e ha promesso un aumento della presenza di forze dell’ordine nei parchi durante l’inverno. I residenti hanno espresso preoccupazione per la sicurezza dei figli nei luoghi pubblici. L’associazione “Friends of the Park” ha chiesto maggiori spazi di gioco per i giovani, per prevenire simili episodi. La vicenda ha riacceso il dibattito sulle leggi anti‑disturbo negli spazi pubblici di New York.

BBC – Alluvioni mortali in Brasile, Minas Gerais
Nello Stato di Minas Gerais, nel sud‑est del Brasile, piogge torrenziali hanno provocato frane e alluvioni, causando la morte di numerose persone e la dispersione di molte altre. Le autorità hanno stimato più di 30 vittime, con centinaia di famiglie costrette a evacuare le proprie case. I soccorsi sono stati ostacolati da strade interrotte e comunicazioni interrotte. Il presidente Jair Bolsonaro ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha attivato le forze militari per supportare le operazioni di soccorso. Gli esperti climatici avvertono di un aumento della frequenza di eventi estremi dovuti al cambiamento climatico. Organizzazioni non governative hanno avviato campagne di raccolta fondi per le vittime.

BBC – La Corte Suprema USA blocca parte delle tariffe Trump
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato una decisione dell’amministrazione Trump che prevedeva l’imposizione di tariffe su più di 200 miliardi di dollari di importazioni. La sentenza ha alimentato l’incertezza tra gli imprenditori, che temono ulteriori azioni protezionistiche. Il giudice capo ha sottolineato la necessità di un “equilibrio ragionevole” tra tutela nazionale e regole commerciali internazionali. Il governo ha annunciato un riesame delle politiche commerciali, mentre i partner commerciali europei hanno accolto la decisione con favore. Le aziende del settore tecnologico e agricolo, più colpite dalle tariffe, sperano in una ripresa delle esportazioni.

BBC – Indennizzo svizzero per le vittime dell’incendio al bar “La Constellation”
Le autorità svizzere hanno approvato un indennizzo complessivo di circa 5,5 milioni di euro per le vittime e le famiglie danneggiate dall’incendio del bar “La Constellazione” a Crans‑Montana. Il finanziamento proviene dal fondo di solidarietà nazionale e coprirà le spese mediche, le perdite di sostentamento e il rimborso dei danni materiali. L’incendio, avvenuto lo scorso anno, ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di più di 100. Le indagini hanno evidenziato gravi carenze nei sistemi di sicurezza dell’attività. Il governo ha promesso di introdurre norme più severe per la sicurezza antincendio nei locali pubblici. Le associazioni dei consumatori hanno accolto la decisione come “giusta ma tardiva”.

BBC – Nuove regole di viaggio per i visitatori britannici dal 25 febbraio
Dal 25 febbraio, i viaggiatori del Regno Unito dovranno presentare un “Nexus Travel Pass” per entrare nel Regno, una misura pensata per rafforzare i controlli sui flussi migratori. Il pass, gestito dal Home Office, consentirà di monitorare in tempo reale i movimenti dei visitatori e di prevedere eventuali rischi per la sicurezza. Il nuovo sistema ha suscitato critiche da parte delle associazioni per i diritti civili, che lo definiscono una violazione della privacy. Il governo britannico sostiene che la misurazione è necessaria per contrastare l’immigrazione irregolare e le attività criminali. Le compagnie aeree hanno iniziato a integrare la procedura di registrazione nei loro sistemi di prenotazione.

BBC – Il caso “casi di mansione” del “suitcase murderer” deportato da Bali
Il criminale australiano, noto come “suitcase murderer”, è stato espulso da Bali dopo undici anni di reclusione, per una serie di omicidi commessi in Indonesia. Le autorità balinesi hanno rilasciato una dichiarazione in cui indicano che il detenuto non rappresenta più una minaccia per la sicurezza pubblica, grazie a una valutazione psicologica positiva. Il caso ha riacceso il dibattito sulla criminalità transnazionale e sui protocolli di estradizione. I gruppi per i diritti umani hanno denunciato la deportazione come “troppo tardiva”, rimarcando la necessità di una giustizia più rapida. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi legati a cooperazioni giudiziarie fra i paesi del Pacifico.

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Chiusura.

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