Silenzio di Putin su Teheran e Kiev, tensioni USA-Danimarca sul Groenlandia e l’emergenza energetica in Ucraina aprono il notiziario. In Francia, polemica sui costi dei transiti ferroviari, CNews-Morandini, protesta agricola repressa e la crisi dei farmaci innovativi per l’Assicurazione Sanitaria.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 15 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
“Quattro anni qui contro due in Spagna”: i nuovi operatori ferroviari lamentano i ritardi nell’omologazione dei treni in Francia
Sebbene la concorrenza nel settore ferroviario francese sia ormai consolidata, sia a livello regionale che sulle linee TGV, l’ingresso nel mercato nazionale rimane difficile, costoso e lento. I nuovi operatori, come Trenitalia o il futuro Velvet, si lamentano in particolare dell’alto costo dei pedaggi versati a SNCF Réseau (il gestore dell’infrastruttura) per l’utilizzo delle linee: questi pedaggi sono i più cari d’Europa, specialmente sulle tratte più trafficate come la Parigi-Lione. Viene criticata anche la mancanza di visibilità in questo ambito.
Ma un altro ostacolo viene regolarmente sollevato: quello dell’omologazione del materiale rotabile. Ogni nuovo attore arriva con i propri treni nuovi che devono essere testati e omologati da vari organismi prima di poter circolare commercialmente. Durante una conferenza stampa, i membri dell’Afra (Associazione francese del Rotaia), che riunisce gli operatori ferroviari e i concorrenti di SNCF, hanno denunciato all’unanimità questa difficoltà che mina i modelli economici dei nuovi entranti, poiché le perdite si accumulano finché i treni non sono operativi.
Entità di omologazione “indipendenti” richieste

Marco Caposciutti, presidente dell’Afra e di Trenitalia France, ha espresso il suo disappunto: “Per omologare gli stessi convogli ferroviari, ci sono voluti quattro anni in Francia e solo due in Spagna; i processi devono essere migliorati”.
Il settore lamenta periodi di prova troppo brevi, con un solo giorno a settimana concesso dal gestore sulla rete nazionale, rispetto ai tre giorni in Spagna, per esempio. Soprattutto, questi operatori nutrono dubbi sulle aziende incaricate di tali test e omologazioni (attraverso i centri di ingegneria del materiale o i centri di prova), sospettate di essere troppo vicine a SNCF Voyageurs. Per l’Afra, queste entità devono essere “distaccate” e “indipendenti” da SNCF Voyageurs.
“La questione dell’omologazione dei convogli è alla base della concorrenza… Lungi da me l’idea di affermare che SNCF Voyageurs rallenti il processo per i suoi concorrenti, ma abbiamo bisogno di dissipare un certo numero di sospetti”, ha spiegato in modo molto diplomatico Alexandre Gallo, vicepresidente dell’AFRA e CEO di DB Cargo France.
Sebbene alcune di queste società, come Eurailtest, siano effettivamente filiali di SNCF, Gallo sottolinea che l’indipendenza delle “strutture essenziali” (centri di test e omologazione) deve essere garantita dal legislatore, poiché “molte competenze rimangono ancora in seno a SNCF.”
Renfe rivede la strategia a causa dei ritardi
Le difficoltà incontrate dalla spagnola Renfe nell’entrare nel mercato francese esemplificano il problema. La compagnia ambiva a far circolare treni ad alta velocità tra la Spagna e Parigi via Lione per l’estate 2024, in tempo per i Giochi Olimpici. A tale scopo, ha acquistato una trentina di convogli ad alta velocità S106 dal costruttore spagnolo Talgo. Tuttavia, ha dovuto rivedere il suo calendario a causa della mancata omologazione (certificato di sicurezza), sollevando accuse di ostruzionismo e non reciprocità da parte della Francia (SNCF Voyageurs è già presente in Spagna con Ouigo, dove ha conquistato il 20% del mercato).
Renfe accusa le autorità competenti (attraverso l’istituto pubblico di sicurezza ferroviaria, EPSF) di ritardare la certificazione dei suoi treni ad alta velocità e sottolinea lo stretto legame tra il gestore della rete (SNCF Réseau) e SNCF. L’operatore storico francese respinge le accuse, citando la presenza sul mercato di attori indipendenti per condurre queste operazioni.
“Mi è difficile comprendere le accuse di cui siamo oggetto, dato che tutto è molto regolamentato, contrattualizzato e trasparente”, aveva spiegato nel 2024 Alain Krakovitch, direttore TGV/Intercités presso SNCF Voyageurs.
Renfe ha quindi avviato una “riflessione” sulla sua strategia di sviluppo in Francia, a causa delle “difficoltà e dei ritardi successivi incontrati nella messa in opera della sua offerta di servizi ad alta velocità”. L’Afra conferma che Renfe è ancora membro dell’associazione, ma non dispone di nuove informazioni sulla sua strategia futura in Francia.
I nuovi operatori ferroviari in Francia, tra cui Trenitalia e Renfe, denunciano la lunghezza e l’eccessiva complessità delle procedure di omologazione dei treni in territorio francese, sostenendo che tali ritardi — quasi il doppio rispetto alla Spagna — penalizzano gravemente l’avvio delle loro attività e sollevano dubbi sull’indipendenza degli organismi di certificazione, alcuni dei quali sono legati a SNCF.
Fact Check by Gemini

Consiglio di Difesa d’urgenza all’Eliseo sulla crisi in Iran e la situazione in Groenlandia
Un Consiglio di Difesa dedicato alle manifestazioni in Iran represse dalle autorità e alle minacce americane di prendere il controllo della Groenlandia è stato convocato d’urgenza giovedì mattina all’Eliseo, secondo quanto appreso da France Télévisions tramite una fonte vicina al dossier.
Questa riunione, presieduta da Emmanuel Macron e alla quale parteciperanno i ministri interessati, si tiene mentre Donald Trump ventila la possibilità di attacchi contro l’Iran. La convocazione fa seguito anche a un incontro tra la Danimarca e le autorità americane dedicato alla Groenlandia, conclusosi con un “disaccordo fondamentale”, secondo quanto riferito dal capo della diplomazia danese.
Al termine del Consiglio di Difesa, il Capo dello Stato francese si recherà alla base aerea di Istres (Bouches-du-Rhône) per presentare gli auguri alle forze armate. In tale occasione, è probabile che il Presidente Macron accenni al dispiegamento di militari francesi nell’ambito di un’esercitazione europea in Groenlandia.
Il Consiglio è stato convocato per discutere le minacce internazionali, tra cui la repressione in Iran e le tensioni con gli Stati Uniti riguardo al potenziale acquisto o annessione della Groenlandia, un territorio danese autonomo.
E a questa notizia di agenzia ci sentiamo di aggiungere che ieri il presidente Trump ha affermato che “gli risulta” che gli iraniani abbiano arrestato le essecuzioni, lasciando capire che forse un attacco americano non e’ poi cosi’ vicino. Ma forse si tratta di tattica. Inoltre questa mattina alle 5 il notiziario di FranceInfo dava per gia’ partita la missione militare francese in Groenlandia: una missione “di esplorazione”, la hanno definita. Probabilmente con guida turistica e macchine fotografiche (N.d.R).
Ma perche’ a tutti interessa la Groenlandia: a questo indirizzo potrete trovare le risposte a tutte le vostre domande.
Fact Check by Gemini

Editoriale di Rachel – Il consolato francese in Groenlandia: il nuovo modo per dire “ci siamo anche noi”
Ah, la geopolitica alla francese. Quando non si sa bene dove mettere le mani, si apre un consolato. Semplice, elegante, e soprattutto molto simbolico. Jean-Noël Barrot lo ha detto chiaro: è un “segnale politico”. Traduzione: “Ehi, mondo, guardateci! La Francia non è solo baguette e Tour de France, abbiamo pure un pied-à-terre in mezzo ai ghiacci!”.
Intanto Trump twitta su Truth Social che la Groenlandia è “vitale per la cupola d’oro” (qualunque cosa significhi, suona figo), e la Danimarca risponde con un elegante “no grazie”. Risultato: Macron convoca d’urgenza un Consiglio di Difesa, mescola Iran e Groenlandia nello stesso frullatore, e poi vola a Istres a fare gli auguri alle forze armate, probabilmente con la faccia di chi ha appena salvato il mondo da un’invasione di pinguini.
È quasi commovente. La Francia che si erge a paladina della sovranità danese, minacciando “conseguenze a cascata” (che bella immagine: come se la Groenlandia fosse un domino alto 3.000 metri). Ma diciamocelo: in questo gioco di scacchi artici, Parigi è più un pedone che un re. Apre un consolato il 6 febbraio, come se bastasse una targa con il tricolore per far tremare Washington. È il classico gesto di chi vuole esserci, ma sa che nessuno lo ha invitato.
E mentre Macron si prepara a “rafforzare la presenza scientifica” (forse manderanno un glaciologo con un berretto da chef), ci si chiede: ma davvero serve tutto questo teatro? O è solo l’ennesima puntata di “La Francia nel mondo: come farsi notare senza spendere troppo”? Perché se l’obiettivo è dimostrare che esistiamo ancora sulla mappa geopolitica, forse basterebbe un like su Instagram di Trump. Almeno risparmierebbero sul caffè per i diplomatici congelati.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Perché Macron convoca un Consiglio di Difesa per la Groenlandia?”
Zhaozhou rispose: “Per far vedere che la sua ombra arriva fino al Polo, anche se il sole non lo illumina.”
Il monaco insistette: “Ma la Groenlandia è danese, e Trump la vuole per la sicurezza nazionale.”
Zhaozhou sorrise: “Allora Macron apre un consolato, come un bambino che pianta un giocattolo in un giardino altrui. È il grido del piccolo che dice: ‘Guardatemi, esisto!’”
Un’altra volta il monaco chiese: “E se le tensioni con l’Iran si mescolano al ghiaccio groenlandese?”
E Zhaozhou: “Macron mescola tutto in un frullatore di urgenze, ma il risultato è solo schiuma. Chi vuole essere ovunque, finisce per non essere da nessuna parte.”
“È un segnale politico”: la Francia aprirà un consolato in Groenlandia il 6 febbraio
Il Ministro degli Affari Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha annunciato mercoledì 14 gennaio che la Francia aprirà un consolato in Groenlandia il prossimo 6 febbraio. La decisione, ha ricordato il capo della diplomazia francese in un’intervista su RTL, era stata presa l’estate precedente, in occasione della visita del Presidente Emmanuel Macron sull’isola. “Mi ci sono recato a mia volta alla fine del mese di agosto per prefigurare questo consolato che sarà aperto il 6 febbraio”, ha aggiunto Barrot.
Il Ministro ha definito l’apertura del consolato un “segnale politico” che si associa alla volontà di Parigi di rafforzare la propria presenza in Groenlandia, anche nel campo scientifico. Ha inoltre ribadito con fermezza che la Groenlandia non è in vendita.
“La Groenlandia non vuole essere né posseduta, né governata, né integrata dagli Stati Uniti. La Groenlandia ha scelto la Danimarca, la NATO e l’Unione”, ha commentato Barrot. “Prendersela con un altro membro della NATO non avrebbe alcun senso, sarebbe persino contrario agli interessi degli Stati Uniti”.
In Consiglio dei Ministri, il Presidente Emmanuel Macron ha avvertito che una violazione della sovranità della Groenlandia comporterebbe “conseguenze a cascata” senza precedenti. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha riferito le parole del Presidente, dichiarando: “Non sottovalutiamo le dichiarazioni [degli Stati Uniti] sulla Groenlandia. Se la sovranità di un Paese europeo e alleato venisse toccata, le conseguenze a cascata sarebbero inedite. E la Francia segue la situazione con la massima attenzione e baserà la sua azione in piena solidarietà con la Danimarca e la sua sovranità”.
Queste dichiarazioni giungono mentre il Presidente americano Donald Trump ha ribadito sul suo social network Truth Social che gli Stati Uniti “hanno bisogno della Groenlandia per ragioni di sicurezza nazionale. È vitale per la ‘cupola d’oro’ [il progetto di scudo antimissile] che stiamo costruendo”. Trump ha insistito sul fatto che “la NATO dovrebbe aprire la strada per ottenerla”. I capi della diplomazia danese e groenlandese sono attesi proprio mercoledì alla Casa Bianca per un incontro ad alta tensione volto a disinnescare la crisi relativa alla Groenlandia.
L’annuncio francese dell’apertura di un consolato in Groenlandia si inserisce in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche artiche, segnate dal rinnovato interesse degli Stati Uniti – in particolare del Presidente Trump – ad acquisire il territorio, un’idea respinta con forza da Parigi e Copenaghen che difendono la sovranità danese sull’isola.
Fact Check by Gemini
Jean-Marc Morandini Condannato in Via Definitiva per Corruzione di Minori
Dopo essere stato condannato in primo grado e in appello, il noto conduttore di CNews ha visto la sua pena confermata in via definitiva dalla Cassazione francese.
La Corte di Cassazione ha reso definitiva mercoledì la condanna di Jean-Marc Morandini per corruzione di minori, relativa a messaggi di natura sessuale inviati a tre adolescenti tra il 2009 e il 2016, respingendo il suo ricorso, come si evince dalla sentenza consultata dall’AFP.
Il conduttore televisivo sessantenne, che attualmente lavora per il canale CNews, era stato condannato il 21 marzo 2025 dalla Corte d’appello di Parigi a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena e 20.000 euro di multa. La Corte d’Appello aveva inoltre disposto nei confronti di Morandini il divieto definitivo di esercitare qualsiasi professione che implichi il contatto con minori e aveva confermato la sua iscrizione nel registro dei soggetti colpevoli di reati sessuali.
“Dopo aver esaminato sia l’ammissibilità del ricorso che gli atti procedurali, la Corte di Cassazione constata che non esiste, in questo caso, alcun motivo tale da consentire l’accoglimento del ricorso”, si legge nella sentenza consultata dall’AFP.
In primo grado, nel dicembre 2022, il tribunale correzionale di Parigi aveva condannato il conduttore a un anno di reclusione con un periodo di sospensione condizionale della pena di due anni. Morandini aveva presentato appello e la sua pena era stata inasprita a seguito del secondo processo. In questo caso, era accusato di aver inviato messaggi a due quindicenni, nel 2013 e nel 2015-2016: in un caso evocando scenari sessuali e, nell
Altre Notizie dai media francesi.
Il caos in Iran e il silenzio assordante di Mosca: la bancarotta di Ayandeh svela le crepe del regime
Le proteste in Iran e la brutale repressione del regime continuano a tenere il mondo col fiato sospeso, ma un elemento di destabilizzazione cruciale emerge ora dal fronte economico interno: la bancarotta della Ayandeh Bank. Questa caduta finanziaria, avvenuta a ottobre, ha fatto luce sulle profonde disfunzioni del sistema economico iraniano e sul malaffare collegato alle élite di potere, minando la fiducia popolare e alimentando il caos attuale che ha ormai superato la diciottesima giornata. L’Ayandeh, una delle maggiori banche del Paese, era minata da crediti inesigibili, e la sua dissoluzione ha acuito i problemi economici che stanno alla base delle manifestazioni. Intanto, si registra il silenzio di Mosca, alleata strategica di Teheran, il cui riserbo sulla situazione in Iran e in Venezuela è stato notato dalla diplomazia internazionale, soprattutto alla luce della Guerra in Ucraina che ha rafforzato i legami tra Russia e Repubblica Islamica.
FranceInfo
Iran e Groenlandia al centro di un Consiglio di Difesa d’urgenza all’Eliseo: l’ombra di Trump sulla geopolitica
Il Presidente Emmanuel Macron ha convocato un Consiglio di Difesa d’urgenza all’Eliseo per affrontare le crisi internazionali che si stanno rapidamente intensificando. Al centro della riunione di giovedì mattina vi sono la situazione esplosiva in Iran, dove la repressione governativa ha causato centinaia di morti secondo le ONG, e le nuove tensioni sull’Artico, in particolare sul Groenlandia. Il timore è che le dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump, che ha ventilato la possibilità di attacchi contro l’Iran e ha ribadito il suo “desiderio di conquistare il Groenlandia”, possano destabilizzare ulteriormente gli scenari globali. La Francia, come segnale politico, ha annunciato l’apertura di un suo consolato in Groenlandia a febbraio e parteciperà a un’esercitazione militare europea nel territorio danese, a riprova della crescente importanza strategica di quest’area.
BBC
Danimarca e Stati Uniti: forte disaccordo sul futuro della Groenlandia
Si registra un “disaccordo fondamentale” tra Danimarca e Stati Uniti in seguito ai colloqui tenutisi a Washington sul futuro del Groenlandia. Il Presidente Donald Trump, malgrado l’allarme internazionale e la preoccupazione espressa dalla diplomazia danese, ha ribadito il suo interesse nell’acquisizione del territorio artico. Il governo danese ha risposto ribadendo l’autonomia del Groenlandia e la sua appartenenza alla corona. Nel frattempo, l’intensificarsi delle tensioni internazionali si riflette anche in ambito militare: USA e Regno Unito stanno riducendo il personale di alcune basi militari in Qatar, una misura che le autorità americane definiscono “precauzionale” mentre valutano l’eventuale azione da intraprendere contro Teheran.
FranceInfo
La repressione in Iran e il dramma delle vittime: appello internazionale per Erfan Soltani
La brutalità della repressione contro i manifestanti in Iran è stata confermata da filmati strazianti provenienti dagli obitori di Teheran, che mostrano un bilancio spaventoso, con quasi duecento corpi, tra cui diverse vittime minorenni. Mentre le ONG faticano a stilare un conteggio preciso, il mondo osserva con orrore il destino di Erfan Soltani, un commerciante di 26 anni, arrestato lo scorso 8 gennaio e condannato a morte nel giro di pochi giorni in relazione alle proteste. La sua condanna è diventata un simbolo della ferocia del regime e un appello internazionale per il rispetto dei diritti umani. Nel frattempo, il G7 ha minacciato Teheran di “misure restrittive supplementari” in risposta alla violenza contro i manifestanti.
BFM Business
L’Assemblea Nazionale boccia le mozioni di censura LFI e RN: il braccio di ferro sul Mercosur
L’Assemblea Nazionale ha respinto, come ampiamente previsto, le due mozioni di censura presentate da La France Insoumise (LFI) e dal Rassemblement National (RN). Entrambe le mozioni miravano a far cadere il governo, in protesta contro l’accordo di libero scambio che l’Unione Europea si prepara a siglare con i Paesi del Mercosur, un trattato fortemente contestato dagli agricoltori francesi. La mozione di LFI ha raccolto 256 voti e quella del RN 142, entrambe insufficienti a raggiungere la maggioranza assoluta di 288 necessaria per sfiduciare l’esecutivo. La bocciatura segna un punto per il governo ma non placa il malcontento del settore agricolo.
BFM Business
Crisi agricola in Francia: 52 militanti della Confédération Paysanne in stato di fermo
La protesta del settore agricolo si radicalizza, con cinquantadue militanti della Confédération Paysanne posti in stato di fermo dopo essere penetrati con la forza in un annesso del Ministero dell’Agricoltura a Parigi. L’azione, che ha avuto come slogan “Vogliamo vivere di agricoltura, non morirne”, era volta a denunciare quello che il sindacato definisce l’eccessivo peso della FNSEA (la Federazione Nazionale dei Sindacati degli Esercenti Agricoli) nelle politiche agricole del governo. L’episodio solleva nuovamente il dibattito sulla tensione crescente nelle campagne e sulla risposta governativa alla crisi, percepita come insufficiente da una parte del mondo rurale.
FranceInfo
Lo scandalo Morandini su CNews: le vittime protestano per il mantenimento in onda del condannato
Una delle vittime di Jean-Marc Morandini ha espresso forte sdegno per la decisione del gruppo Canal+ di mantenere l’animatore su CNews, nonostante la sua condanna definitiva per corruzione di minori. La vittima ha deplorato il fatto che il gruppo mediatico sia intenzionato a “mettere in onda un delinquente sessuale quotidianamente”, ritenendo inaccettabile che una figura condannata per tali reati continui a godere di una piattaforma mediatica così influente. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ma la catena ha motivato la sua scelta di non licenziare Morandini, scatenando una forte polemica nel panorama mediatico e sociale francese.
Editoriale di Rachel – CNews, il lusso di ignorare la moralità e la legge
E così eccoci qui, nel paese delle meraviglie dove la condanna definitiva per corruzione di minori è a quanto pare un semplice inconveniente professionale, come una multa per divieto di sosta, e non un ostacolo insormontabile per apparire ogni giorno sulle nostre televisioni. Il Gruppo Canal+ ci ha abituato a una certa dose di cinismo, ma mantenere un personaggio come Jean-Marc Morandini in palinsesto dopo una sentenza così grave, non è cinismo: è un’oltraggiosa dimostrazione di potere.
La vittima ha ragione: questo è un messaggio devastante. Significa che il talento, o forse semplicemente l’auditel (quel dio crudele e insaziabile), vale molto di più del rispetto della legge e della decenza. E tutto questo accade mentre i tribunali sono intasati e la giustizia fatica a dare risposte. Ma cosa si aspettano, un’ovazione al suo ritorno in studio? CNews, o forse dovremmo dire Canal Minus, sta dicendo al pubblico: “Guardate, abbiamo i nostri standard, e sono molto più bassi dei vostri”. E la cosa più triste è che, probabilmente, il pubblico continuerà a guardare. La vera corruzione non è solo quella che avviene nelle stanze private, ma quella che si consuma in diretta, sotto gli occhi di tutti, quando si sceglie deliberatamente di celebrare l’impunità.
BFM Business
L’impennata dei farmaci innovativi: l’Assurance Maladie lancia l’allarme sui costi
L’Assurance Maladie, l’ente di previdenza sanitaria francese, ha lanciato un serio allarme riguardo la crescita esponenziale dei costi legati ai farmaci innovativi. In un’infografica divulgata mercoledì, l’ente ha sottolineato come alcuni trattamenti, in particolare quelli oncologici di nuova generazione, abbiano superato il milione di euro per singolo paziente nel solo 2025. Questo aumento vertiginoso solleva questioni cruciali sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, con i farmaci innovativi che assorbono una quota sempre maggiore del budget, costringendo a rivedere le strategie di spesa e di rimborso per garantire l’accesso alle cure salvavita senza mandare in bancarotta la sanità.
FranceInfo
Ucraina in emergenza energetica a causa del freddo estremo e degli attacchi russi
L’Ucraina ha dichiarato lo stato di emergenza nel settore energetico, mentre il Paese è attanagliato da un’ondata di freddo estremo con temperature che raggiungono i -19 gradi Celsius. Il presidente Zelensky ha sottolineato la gravità della situazione, esacerbata dai continui attacchi russi che hanno preso di mira infrastrutture vitali. I residenti di Kiev e di altre città stanno affrontando immense difficoltà a mantenersi al caldo, con interruzioni di corrente prolungate che aggravano la crisi umanitaria. Nonostante gli aiuti internazionali, la resilienza del sistema energetico è messa a dura prova.
BFM Business
Il caso Naarea: ritiro dell’unico offerente e spettro di liquidazione per la start-up nucleare
Una notizia nefasta si abbatte sul panorama dell’innovazione energetica francese: Naarea, la start-up specializzata in mini-reattori nucleari e attualmente in amministrazione controllata, vede il ritiro dell’unico candidato alla sua ripresa, il gruppo polacco-lussemburghese Eneris. Il ritiro dell’offerta, comunicato alla vigilia di un’udienza cruciale, mette Naarea di fronte al rischio imminente di liquidazione giudiziaria. La vicenda rappresenta un duro colpo per le ambizioni francesi nel settore dei reattori modulari di piccola taglia (SMR) e solleva interrogativi sulla capacità del Paese di sostenere finanziariamente le sue imprese tecnologiche più audaci.
FranceInfo
Incidente ferroviario in Thailandia: 32 morti per il crollo di una gru su un treno passeggeri
Un tragico incidente ferroviario si è verificato in Thailandia, dove una gru da costruzione è crollata su un treno passeggeri, provocando la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre sessantaquattro, tra cui un bambino di un anno e un anziano di 85. La scena descritta dai soccorritori era di estrema devastazione, con vagoni schiacciati e metallo contorto. I residenti locali hanno parlato di un “carnage terrificante”, mentre le squadre di emergenza hanno lavorato per ore per estrarre i corpi dalle lamiere. Le autorità hanno avviato un’indagine per determinare le cause precise del crollo.
FranceInfo
Il Finistère in allerta arancione per piogge e inondazioni
La prefettura del Finistère, in Bretagna, ha annunciato l’attivazione della vigilanza arancione per il rischio di forti piogge e inondazioni, in vigore a partire dalle 6 di giovedì mattina. Le autorità esortano la popolazione alla massima prudenza e a seguire le indicazioni locali, in vista di un peggioramento delle condizioni meteorologiche che potrebbe causare disagi significativi e potenziali pericoli nelle aree costiere e lungo i corsi d’acqua.
BFM Business
Libertà di sciopero: i deputati approvano in commissione la limitazione nei trasporti
Un controverso progetto di legge per limitare il diritto di sciopero nei servizi di trasporto è stato approvato in commissione dai deputati. Il testo prevede che il personale del settore possa essere privato del diritto di sciopero per un massimo di trenta giorni all’anno, con restrizioni aggiuntive su giorni festivi, periodi di vacanze scolastiche e giorni di esame. La misura, sostenuta dal governo per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali, ha suscitato immediate critiche dai sindacati, che denunciano un attacco diretto a un diritto costituzionale.
FranceInfo
La vittoria del Marocco sul Nigeria e la finale di CAN contro il Senegal
Il Marocco, Paese ospitante della Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN) 2025, ha conquistato la finale del torneo sconfiggendo il Nigeria ai calci di rigore dopo uno 0-0 ai tempi supplementari. I tifosi marocchini in tutto il mondo hanno esultato per la storica qualificazione che vedrà gli Atlas Lions affrontare il Senegal in finale domenica prossima a Rabat. La nazionale senegalese aveva precedentemente eliminato l’Egitto per 1-0, grazie a un gol di Sadio Mané.
Meteo
Venti di Scirocco su Parigi, Neve Solo in Quota a Milano: Un Gennaio Fuori Norma
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 15 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Parigi: L’Île-de-France Avvolta in una Cupola Grigia, Temperature Ben Oltre la Norma
La Capitale francese si sveglia sotto una densa e persistente copertura nuvolosa, in una giornata di metà gennaio che si preannuncia anomala per la sua mitezza. Il bollettino redatto dall’esperto Régis Crêpet, aggiornato alle 03:45, assegna un’affidabilità eccellente alle previsioni: su Parigi non sono previsti spiragli di sole significativi.
La giornata sarà caratterizzata da un cielo prevalentemente coperto, con le temperature che oscilleranno tra gli 8 gradi di minima e gli 11 gradi di massima. Questi valori termici sono notevolmente superiori alla media stagionale, con un differenziale di +4 gradi rispetto alla norma climatica per questo periodo. I venti soffieranno da Sud-Ovest con intensità moderata (20 km/h), ma con raffiche che potranno toccare i 40-45 km/h, rendendo la sensazione termica leggermente inferiore alla temperatura effettiva. L’indice UV si mantiene a zero. Si segnala unicamente, in tarda serata, il rischio di deboli precipitazioni sotto forma di pioviggine (bruina), con una probabilità stimata al 60%.
Milano: Piogge Scarse e Umidità Asfissiante, Ma l’Allerta è Stabile
Milano non sfugge al tipico scenario invernale padano, improntato su cieli grigi e una fastidiosa umidità. Le previsioni di 3B Meteo, aggiornate alle 05:31 e con un’alta attendibilità (80-90%), confermano una giornata dominata da nuvole basse e piogge intermittenti e di debole intensità.
Le minime si attesteranno sui 5 gradi, salendo fino a una massima di 7 gradi nel corso del pomeriggio. Le precipitazioni, sebbene diffuse, saranno modeste, con un accumulo totale previsto intorno ai 6 millimetri nel corso delle 24 ore: una quantità insufficiente per fronteggiare la cronica carenza idrica della Lombardia. Lo zero termico, indice fondamentale per le nevicate in montagna, si posizionerà piuttosto in alto, a circa 1766 metri, confermando l’assenza di fenomeni nevosi a quote collinari. I venti si manterranno deboli, cambiando direzione dal Sud-Sudovest al mattino all’Est-Nordest nel pomeriggio. Non si registra alcuna allerta meteo per il capoluogo lombardo.
L’editoriale meteo di Rachel
Eccoci qui, nel bel mezzo di un gennaio che, a Parigi, regala 11 gradi e cielo coperto, mentre a Milano si sfiorano i 7 gradi con una pioviggine che non bagna. E quale è il mantra che risuona su ogni testata, da est a ovest? Che le temperature sono “4 gradi sopra la norma” e che, in sintesi, siamo sull’orlo del collasso climatico. Si assiste al solito circo dell’allarmismo, dove una giornata mite in pieno inverno — un evento che fino a vent’anni fa era considerata semplice variabilità atmosferica, forse scirocco o correnti atlantiche — viene elevata a prova definitiva della nostra imminente estinzione.
Il dato più significativo è che su Milano cadono a malapena 6 millimetri d’acqua, una cifra irrisoria che non risolve il secco inverno. Ma di questo si parla poco. Si preferisce puntare il dito sull’anomalia termica, ignorando che l’unica vera costante nel giornalismo meteorologico odierno è il bisogno spasmodico di trasformare un’innocua perturbazione in un dramma apocalittico, ovviamente sempre e solo colpa del “cambiamento climatico” come unica fonte di ogni male. Complimenti per la coerenza narrativa, manca solo l’applauso.
Il Koan del meteo
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Parigi ha la natura del sole e delle nuvole?”
“Sì, Del sole e delle nuvole,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché oggi, giovedì, si sveglia con 11 gradi e debole pioviggine, e questa mitezza viene subito gridata come il segnale della catastrofe?”
E Zhaozhou: “Perché il tempo non è un velo fisso, ma un respiro autunnale che alterna il grigio al bagliore, rivelando l’impermanenza in ogni raffica”
Un altro monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Parigi ha la natura del sole e delle nuvole?”
“No.” risposte Zhaozhou.
“Tutti i giorni hanno la natura del cambiamento, come i prossimi quindici con temperature stabili ma variabili sempre.”
Il monaco, non contento, insistette: “Ma stabili e variabili non sono forse in contraddizione una con l’altra?”
E Zhaozhou: “Il saggio non danza nel capriccio dell’autunno, dove il sole è solo un ospite fugace tra le nuvole persistenti, ma sa non aggrapparsi a nessuna previsione, riconoscendo che la vera catastrofe è la sete di dramma e non i pochi gradi in eccesso.”
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
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