Macron contro il narcotraffico – Latte tossico per neonati, Nestlé sapeva tutto – ArcelorMittal delocalizza – Meteo Parigi e Milano
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per venerdì 30 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA su Francia24.com e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti
Narcotraffico: Macron chiede un piano “massiccio” per porti, aeroporti e una campagna di sensibilizzazione per i consumatori
Per combattere la criminalità organizzata e il narcotraffico, il presidente Emmanuel Macron ha richiesto giovedì 29 gennaio un piano “massiccio” nei porti e negli aeroporti e il lancio di una campagna di sensibilizzazione sui danni causati dal consumo di droghe. La notizia è stata diffusa da fonti dell’Eliseo al termine di una riunione che ha visto la partecipazione del Primo Ministro e di diversi ministri.
Durante il vertice all’Eliseo, il Presidente della Repubblica ha chiesto di “cambiare scala” nella lotta contro il narcotraffico e la criminalità organizzata, invitando il governo a “potenziare” l’azione nei porti e negli aeroporti. Un piano dettagliato in merito dovrà essere presentato entro un mese.
“Operazioni a sorpresa”
Per quanto riguarda gli scali aeroportuali, il Capo di Stato ha ricordato che operazioni simili sono già state condotte con successo in Guyana, e devono ora essere adattate ad altri contesti. Macron desidera “operazioni a sorpresa” (o “colpi di mano”) nell’Esagono, mantenendo al contempo il dispositivo in vigore in Guyana. Queste operazioni avranno luogo nei prossimi giorni.
Emmanuel Macron ha anche sollevato le “problematiche particolari” presenti nelle Antille, in particolare in Martinica. Ha chiesto una mobilitazione “totale e massiccia” e l’impiego di mezzi umani e tecnici aggiuntivi in un’ottica “interministeriale”. Entro un mese sono attese proposte, con l’obiettivo di istituire un piano d’emergenza negli arcipelaghi, che preveda anche la cooperazione regionale con i partner stranieri del Nord e Sud America. Il Presidente della Repubblica si recherà nelle Antille “nei prossimi mesi”, ha specificato l’Eliseo.
Macron ha ribadito che lo Stato sta facendo il “massimo” per smantellare i cartelli, ma si aspetta in particolare che le azioni previste nell’ambito del disegno di legge sulla sicurezza quotidiana, promosso dal Ministro dell’Interno Laurent Nuñez, vengano “rafforzate”.
“Senza domanda, non c’è offerta”
Il Capo di Stato ha inoltre promosso la conduzione, nel primo semestre del 2026, di una campagna di sensibilizzazione sui danni del consumo di droghe. Ha insistito sul fatto che “senza domanda, non c’è offerta”. Ha richiesto una “totale presa di coscienza” da parte dei consumatori, dichiarando che non bisogna “temere” di dire loro che “hanno la loro parte di responsabilità” e che sono “colpevoli di ciò che sta accadendo in Francia”. Per Macron, le rese dei conti e gli omicidi sono la “conseguenza” diretta del consumo di cocaina o cannabis.
Alla riunione, oltre al Capo dello Stato, hanno partecipato il Primo Ministro Sébastien Lecornu, e i ministri chiave tra cui Laurent Nuñez (Interno), Amélie de Montchalin (Conti Pubblici), Gérald Darmanin (Giustizia) e Stéphanie Rist (Sanità).
Decisioni prese dal presidente francese Emmanuel Macron a seguito di un vertice interministeriale sul contrasto al narcotraffico e alla criminalità organizzata, con un focus sui controlli frontalieri e sulla sensibilizzazione pubblica.
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Latte in Polvere: Trovata la Tossina nei prodotti Nestlé dieci giorni prima dei primi ritiri, già a fine novembre
Secondo informazioni ottenute da Le Monde, l’azienda Nestlé avrebbe atteso i risultati di una “analisi del rischio sanitario” prima di informare le autorità olandesi, e successivamente quelle europee, della presenza della tossina cereulide nei latti prodotti nei Paesi Bassi.
Nel caso dei massicci richiami di latti in polvere per neonati di prima infanzia, si moltiplicano gli interrogativi sulla gestione della crisi da parte delle aziende produttrici e delle autorità competenti. Giovedì 29 gennaio, l’associazione Foodwatch ha sporto denuncia contro ignoti presso il tribunale giudiziario di Parigi, affiancata da otto famiglie i cui bambini si sono ammalati dopo aver consumato i latti a marchio Guigoz (Nestlé), Picot (Lactalis) o Babybio Optima (Vitagermine).
La cronologia degli eventi è al centro delle indagini delle famiglie e delle associazioni dei consumatori, le quali chiedono chiarezza sul perché i ritiri in Francia siano stati scaglionati dall’11 dicembre al 27 gennaio, nonostante il rischio di contaminazione provenisse da un ingrediente comune a tutti i produttori: un olio ricco di acido arachidonico (ARA).
Secondo le informazioni ottenute da Le Monde dalle autorità italiane e dalla stessa Nestlé, l’azienda era stata informata, già a fine novembre, della presenza della tossina cereulide nei latti per neonati prodotti nei Paesi Bassi, circa dieci giorni prima del primo richiamo ufficiale. Inoltre, stando a una fonte di alto livello, Nestlé era a conoscenza dell’origine della contaminazione – l’olio arricchito in ARA – già al 10 dicembre e l’avrebbe trasmessa alle autorità europee. Il gruppo svizzero, tuttavia, smentisce tale affermazione, sostenendo che l’ARA è stato identificato solo il 23 dicembre.
Editoriale
Paesi Bassi? Vi abbiamo letto quasi per intero l’articolo di Le Monde e non possiamo crederci. Non cita mai la Cina. Ma l’ente pubblico radiotelevisivo francese Radio France lo ha ben spiegato. Tutti e diciamo tutti i produttori di questi latti in polvere utilizzano un componente, lo stesso componente, prodotto in Cina da un’azienda, la stessa azienda. Hanno forse paura di offendere qualcuno? In ogni caso se volete sapere di chi si tratta basta dare un’occhiata agli indici borsistici di Hong Kong. L’azienda di prodotti di base per alimenti è lì, con la sua perdita improvvisa di oltre il 10%.
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Editoriale di Rachel – Dieci giorni di silenzio, o l’arte del rischio calcolato a rate
Ah, la precisione svizzera applicata al pericolo per i neonati: un capolavoro di tempismo. Fine novembre, la tossina cereulide è già lì, nei latti prodotti nei Paesi Bassi, Nestlé lo sa. Dieci giorni dopo, ancora nessun allarme alle autorità olandesi, né a quelle europee. Si aspetta l’“analisi del rischio sanitario”, si sa. Perché disturbare il sonno dei bebè con un richiamo prematuro? Meglio lasciare che il calcolo maturi, che il pericolo si definisca con calma, che le famiglie continuino a preparare biberon ignare.
Poi arriva il 10 dicembre: l’olio ARA – l’ingrediente comune a Guigoz, Picot, Babybio – viene indicato come origine della contaminazione. O almeno così dicono alcune fonti. Nestlé smentisce, naturalmente: “No, l’abbiamo scoperto solo il 23”. Dieci giorni di differenza, un’eternità quando si parla di latte in polvere per lattanti, ma un battito di ciglia quando si tratta di proteggere il brand. Intanto i richiami in Francia partono a singhiozzo, dall’11 dicembre al 27 gennaio. Scaglionati, quasi con eleganza, come se il rischio potesse essere servito a piccole dosi.
E mentre Foodwatch e otto famiglie denunciano per lesioni colpose, mentre i bambini finiscono in ospedale con vomito e febbre alta, l’azienda continua a fare i conti: giorni, analisi, comunicati. Perché agire subito quando si può aspettare la certezza assoluta? Tanto, i neonati non votano, non scioperano, non fanno causa (almeno non subito). La salute infantile, si vede, segue la stessa aritmetica creativa dei grandi numeri in piazza: può aspettare che il rischio sia “confermato”, “quantificato”, “gestito”. E se qualche lattante si ammala nel frattempo? Dettagli. Dettagli che non entrano nei bilanci trimestrali.
In fondo, è sempre la stessa storia: quando il pericolo è reale ma non ancora “ufficiale”, il silenzio non è omertà, è prudenza. O forse strategia. E noi, qui in redazione, ci chiediamo solo una cosa: se dieci giorni di ritardo sono accettabili per un neonato, quanti ne servono per un adulto? O per un azionista? La risposta, evidentemente, è sempre la stessa: quelli che ci vogliono.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il latte per il bambino è puro o contaminato?”
Zhaozhou rispose: “È puro.”
Il monaco insistette: “Ma la tossina è già dentro da dieci giorni. Perché il bambino si ammala?”
E Zhaozhou : “Perché il produttore ha atteso che la tossina diventasse visibile agli occhi delle autorità, non a quelli del lattante.”
Un’altra volta lo stesso monaco tornò da Zhaozhou: “Il latte è puro o contaminato?”
“No,” rispose Zhaozhou.
E il monaco: “No…cosa? Tutti i latti devono nutrire. Perché questo avvelena?”
“Perché il rischio è stato calcolato prima di essere rivelato, e il calcolo è diventato più importante del bambino.” concluse Zhaozhou
Ma torniamo alle notizie.
Sforato il budget della Sicurezza Sociale a un mese dall’entrata in vigore
Le previsioni finanziarie del nostro sistema di solidarietà non hanno tenuto conto di alcune spese chiave, come evidenziato in una nota presentata mercoledì da un comitato di esperti. Il disavanzo, già consistente, potrebbe aumentare tra i 700 e gli 800 milioni di euro, superando nuovamente la soglia simbolica dei 20 miliardi.
Le proiezioni sul disavanzo del sistema di solidarietà, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025 e incluse nella Legge di Finanziamento della Sicurezza Sociale (LFSS) promulgata solo un mese fa, sono già obsolete e riviste al rialzo.
Mentre il “buco” per il 2026 era stato inizialmente stimato a 19,4 miliardi di euro al momento dell’approvazione parlamentare del testo, ora potrebbe superare la soglia simbolica dei 20 miliardi. Questo è quanto emerge da un documento diffuso mercoledì 28 gennaio dall’Alto Consiglio per il Finanziamento della Protezione Sociale.
Il rischio di questo forte aumento del disavanzo è dovuto, in primo luogo, al fatto che due misure specifiche non sono state integrate nei calcoli iniziali che hanno portato ai “saldi indicati [dalla LFSS]”. Ad esempio, il congedo di nascita supplementare, che inizialmente era previsto “a partire dal 1° luglio 2027”, è stato invece istituito in modo anticipato. Questa decisione anticipata genera un “costo per il 2026” stimato tra i 200 e i 300 milioni di euro.
Analisi finanziaria sul disavanzo della Sicurezza Sociale francese per l’anno 2026, pubblicato a fine gennaio 2026.
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Ligue Europa: Il Lione chiude primo nella fase a gironi, il Lille si qualifica per i playoff
I due club francesi hanno raggiunto i rispettivi obiettivi giovedì, nell’ottava e ultima giornata della fase a gironi. A differenza del Nizza, già eliminato, Lione e Lille avevano ancora molto da giocarsi per definire il loro percorso. Entrambe le squadre hanno vinto, battendo rispettivamente il PAOK Salonicco (4-2) e il Friburgo (1-0). I lionesi terminano la fase di qualificazione al primo posto, ottenendo l’importante vantaggio di giocare il match di ritorno in casa in ogni turno fino alla finale. Il Lille, invece, dovrà passare dai playoff per tentare di raggiungere l’OL agli ottavi di finale.
La gioventù lionese in festa contro il PAOK
Sebbene la qualificazione agli ottavi fosse già garantita prima di ospitare il PAOK giovedì sera, l’obiettivo del Lione era finire il più in alto possibile per assicurarsi il percorso più abbordabile nella fase a eliminazione diretta. Non tutto è stato perfetto al Groupama Stadium, ma la squadra di Paulo Fonseca ha lottato fino alla fine per la vittoria. Senza Corentin Tolisso, Nicolas Tagliafico e la recluta Endrick, i Gones si sono affidati ai giovani.
Titolare in attacco, Rémi Himbert è diventato il più giovane marcatore del club in Coppa Europa all’età di 17 anni e 334 giorni, superando il record precedentemente detenuto da Karim Benzema. Ha indicato la strada pareggiando sull’1-1 con un sottile tiro a giro (34°), dopo che la serata era iniziata male con il gol su corner di Georgios Giakoumakis (20°). Il Lione è poi passato in vantaggio grazie a Khalis Merah (18 anni) subito dopo l’intervallo (55°), ma il PAOK, ridotto in dieci dal 42°, ha pareggiato sul 2-2 grazie a un altro calcio piazzato realizzato da Soualiho Meité (66°).
L’OL ha continuato a spingere. Himbert ha procurato un rigore, che però Adam Karabec ha fallito (83°). Il ceco si è poi riscattato segnando il gol del 3-2, sinonimo di vittoria, prima che Alejandro Gomes Rodriguez (17 anni) fissasse il punteggio sul 4-2 con la sua prima rete in maglia lionese. Un risultato che conclude una fase a gironi quasi perfetta (7 vittorie, 1 sconfitta).
Il Lille paziente è stato ricompensato contro il Friburgo
Minacciato di eliminazione in caso di sconfitta, il Lille ha giocato con il fuoco per tutta la sera. Il punteggio è rimasto inchiodato sullo 0-0 fino alla fine dei tempi regolamentari. Un gol del Friburgo in qualsiasi momento avrebbe virtualmente eliminato il Lille, ma gli uomini di Bruno Génésio sono riusciti a trovare la via della rete nel tempo di recupero. Subentrato dalla panchina, Olivier Giroud ha trasformato un rigore procurato da Matias Fernandez-Pardo (90’+2) siglando l’unica marcatura della serata.
I Dogues (Lille) concludono questo primo turno al 18° posto e affronteranno agli spareggi la Stella Rossa di Belgrado o il Celta Vigo; due avversari che avevano già battuto i francesi nella fase a gironi (una sconfitta per 1-0 in Serbia e un’altra per 2-1 in Spagna). Il sorteggio di venerdì alle 13:00 chiarirà il loro percorso. I Lillois potrebbero incrociare la strada dell’OL in caso di qualificazione agli ottavi.
Il Nizza volta pagina dopo una campagna fallimentare
Anche l’OGC Nice ha giocato giovedì sera, ma il risultato era puramente aneddotico. La squadra di Claude Puel, dopo la vittoria d’onore della scorsa settimana, si è inclinata 1-0 contro i bulgari del Ludogorets. È stata una squadra rimaneggiata e ringiovanita ad aver subito il gol di Petar Stanic (42°). Il Nizza si concentrerà ora sulla Ligue 1 e sulla Coppa di Francia.
Contesto: L’Olympique Lyonnais conclude la sua impressionante fase a gironi come primo classificato, garantendosi un percorso privilegiato agli ottavi di finale, mentre il LOSC Lille, grazie a una vittoria in extremis, accede ai rischiosi spareggi per la qualificazione.
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Rassegna Stampa francese
BFM Business
Venezuela, svolta petrolifera: approvata legge per l’apertura al settore privato sotto pressione americana
L’Assemblea Nazionale venezuelana ha approvato una nuova legge sugli idrocarburi che segna un’importante inversione di rotta nella politica energetica del Paese, aprendo le porte a investimenti e cooperazione da parte di aziende private straniere. Questa mossa arriva in un momento di forte pressione internazionale esercitata dagli Stati Uniti, che hanno recentemente sospeso alcune sanzioni per facilitare il commercio del petrolio venezuelano, in linea con l’obiettivo di stabilizzare i mercati e possibilmente esercitare maggiore influenza sulla governance di Caracas. La nuova normativa permette al settore privato di detenere una partecipazione di maggioranza nelle joint venture petrolifere, un cambiamento radicale rispetto al controllo statale finora esercitato dalla Petroleos de Venezuela (PDVSA). Tale decisione è vista come una concessione pragmatica di fronte alla crisi economica prolungata, ma solleva interrogativi sulla reale sovranità del Paese sulle proprie risorse. L’amministrazione Trump, pur mantenendo un atteggiamento fermo, sembra disposta a negoziare aperture economiche in cambio di stabilità regionale e, di fatto, di una forma di dipendenza energetica.
Editoriale di Rachel – La Sovranità del Miglior Offerente
Il Venezuela apre il suo sacro settore petrolifero al “privato”, guarda caso subito dopo che Washington ha tossito un po’ più forte. Chiamatela “riforma per la stabilizzazione economica”, ma qui, a guardar bene, puzza di petrolio e, soprattutto, di sottomissione. Per anni ci hanno raccontato la favola dell’autonomia bolivariana, e adesso, appena il grande vicino del Nord alza la voce e promette di alleggerire la frusta delle sanzioni, i nostri amici a Caracas si affrettano a svendere la loro risorsa più preziosa.
Certo, è una scelta “pragmatica”, si dice. La realtà è che è la prova provata che la dottrina del controllo statale, quando gestita male e strozzata dalle sanzioni, è destinata a implodere. Ma la vera lezione non è economica, è politica: quando la pressione geopolitica diventa insopportabile, la sovranità nazionale è solo un bel discorso per le tribune dell’ONU. Alla fine, si inchina sempre al miglior offerente, o, in questo caso, al boia con la mano più leggera. Aspettiamo di vedere quanto ci costerà, in termini di influenza e dignità, questa improvvisa e forzata “liberalizzazione”.
BFM Business
ArcelorMittal pianifica la delocalizzazione: 1.650 impiegati francesi a rischio
Il colosso siderurgico ArcelorMittal sta valutando un piano di riorganizzazione globale che prevede la delocalizzazione delle funzioni di supporto (come IT, logistica e amministrazione) dall’Europa verso l’India. L’annuncio ha generato forte preoccupazione, poiché la manovra potrebbe colpire oltre 5.600 dipendenti a livello mondiale, di cui ben 1.650 sul territorio francese. I siti nell’Hexagone, in particolare quelli legati alle attività amministrative e di back-office, sarebbero i più esposti a questa riallocazione strategica, motivata dalla ricerca di maggiore efficienza operativa e dalla riduzione dei costi. I sindacati hanno immediatamente espresso il loro allarme, criticando la scelta di delocalizzare funzioni cruciali nonostante il gruppo abbia registrato, in alcune aree, performance economiche resilienti. Si preannunciano intense trattative tra la direzione e le rappresentanze dei lavoratori per mitigare l’impatto sociale della ristrutturazione.
FranceInfo
Incendio Crans-Montana: gli audio delle chiamate di emergenza rivelano lo scenario di guerra
A un mese esatto dalla tragedia che ha colpito il bar Le Constellation a Crans-Montana, Svizzera, l’inchiesta di France Télévisions ha ottenuto gli audio inediti delle chiamate ai servizi di emergenza effettuate quella notte di Capodanno. Questi registri sonori offrono una testimonianza agghiacciante della violenza e della confusione dell’incendio che ha causato 40 vittime e 116 feriti. Le registrazioni descrivono il luogo come una “zona di guerra”, evidenziando il panico dei sopravvissuti e la difficoltà dei soccorritori. Contemporaneamente, l’indagine giudiziaria si sta concentrando sui responsabili municipali della sicurezza antincendio e su un quarto individuo messo in stato di accusa, con le autorità che cercano di stabilire l’entità delle negligenze che hanno permesso al fuoco di propagarsi con tale rapidità fatale.
Le Monde
Stallo a Washington: i democratici bloccano il bilancio, minaccia di paralisi federale per protesta contro ICE
Gli Stati Uniti si trovano nuovamente sull’orlo di un parziale shutdown governativo dopo che i democratici al Senato hanno bloccato un importante testo legislativo sul finanziamento federale. La protesta è diretta specificamente contro l’agenzia ICE, la polizia per l’immigrazione americana, a seguito della morte di diversi civili durante le recenti operazioni. Sebbene sia stato raggiunto un accordo temporaneo per finanziare il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) per due settimane, le tensioni rimangono altissime e la scadenza immediata per il resto del bilancio incombe. Il blocco politico è un chiaro segnale che l’amministrazione Trump dovrà affrontare una forte opposizione bipartisan sulle sue controverse politiche migratorie.
FranceInfo
Minneapolis: l’amministrazione Trump riduce la portata delle operazioni anti-immigrazione
A Minneapolis, il fronte anti-immigrazione guidato dal “zar del confine” Tom Homan ha annunciato che l’operazione di polizia migratoria sarà ridotta e resa più “mirata”, a seguito delle crescenti frustrazioni locali e delle pressioni politiche a Capitol Hill. Nonostante l’amministrazione Trump abbia ribadito di non voler “abbandonare” l’iniziativa, l’allentamento del dispiegamento delle forze ICE (Immigration and Customs Enforcement) è interpretato come un tentativo di sedare le tensioni prima che la situazione degeneri ulteriormente in scontri civili, come avvenuto in episodi recenti legati alla morte del civile Alex Pretti.
Le Figaro
Iran: l’Unione Europea designa i Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica
L’Unione Europea ha raggiunto un accordo formale per designare i Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran) come organizzazione terroristica, una mossa che rappresenta una risposta diretta alla violenta repressione delle manifestazioni antigovernative a Teheran. La decisione, presa durante una riunione dei ministri degli Affari esteri, è stata immediatamente bollata dall’esercito iraniano come “ostile e provocatoria”, con il capo di stato maggiore che ha minacciato “conseguenze rischiose”. La designazione ha implicazioni significative, non solo simboliche, ma anche pratiche, aprendo la strada a sanzioni più severe e al congelamento di asset finanziari legati all’organizzazione.
BFM Business
Mercati finanziari: Microsoft affonda a Wall Street, brusco calo per l’oro
I mercati azionari hanno vissuto una giornata di alta volatilità. Nonostante una chiusura quasi in equilibrio per il CAC 40, Wall Street ha registrato un forte calo, trainato dalla performance negativa di Microsoft. Il gigante tecnologico ha perso circa il 10% in Borsa dopo che la sua divisione cloud, Azure, ha mostrato un rallentamento della crescita, gettando ombre sulle aspettative legate alla promessa dell’Intelligenza Artificiale nel breve termine. Sul fronte delle materie prime, l’oro ha subito un violento tracollo, perdendo oltre l’8% del suo valore in pochi minuti, in seguito a massicci deflussi di capitale, in controtendenza rispetto alla recente corsa ai massimi storici.
Le Figaro
LVMH in difficoltà: utili netti 2025 in calo del 13% a causa del ripiego nella moda
Il colosso del lusso LVMH ha reso noti risultati finanziari per il 2025 che mostrano un calo del 13% nell’utile netto, principalmente a causa di un inatteso ripiego delle vendite nel settore della moda e della pelletteria. Sebbene il gruppo sperasse in una ripresa più rapida, i risultati del quarto trimestre hanno riflettuto una cautela dei consumatori di fascia alta, in particolare sul mercato cinese. Nonostante la caduta, la direzione si è mostrata ottimista per il 2026, definendo il calo un “temporaneo aggiustamento” e sottolineando che le prospettive a lungo termine per il settore del lusso rimangono favorevoli, con un focus sul recupero dei mercati chiave.
BFM Business
Scandalo corruzione in UE: alto funzionario licenziato per regali dal Qatar
Un alto funzionario della Commissione Europea è stato licenziato in seguito a un procedimento disciplinare interno, accusato di aver beneficiato di regali sontuosi da parte del Qatar. Il funzionario avrebbe accettato viaggi di famiglia e sessioni di shopping di lusso completamente spesate dall’Emirato, proprio mentre era coinvolto nella negoziazione di delicati accordi bilaterali tra l’Unione Europea e il Qatar per un periodo di sei anni. Il caso, che segue altri scandali di corruzione che hanno scosso le istituzioni europee, evidenzia le vulnerabilità etiche e la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo sull’interazione tra burocrati e lobby esterne.
FranceInfo
Laits infantili contaminati: l’associazione Foodwatch presenta denuncia contro i produttori
L’associazione Foodwatch ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia formale nell’ambito dell’affaire dei latti infantili contaminati. La decisione arriva dopo la scoperta di lotti di latte in polvere ritirati dal mercato per la potenziale presenza della tossina cereulide, una sostanza batterica che può provocare gravi disturbi digestivi nei neonati. Foodwatch ha definito i fatti “particolarmente gravi” e l’azione legale mira a determinare le responsabilità dei produttori e a garantire una maggiore trasparenza e sicurezza per i consumatori più vulnerabili. Nel frattempo, si sta costituendo un collettivo di vittime e famiglie colpite.
BFM Business
Mercato del lavoro in Francia: disoccupazione in aumento nel quarto trimestre 2025
I dati recenti diffusi da France Travail indicano un peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro francese. Il numero dei disoccupati è aumentato del 2,6% nel quarto trimestre del 2025 e si attesta a un preoccupante +6,8% su base annua. Questo aumento contrasta con le previsioni di una ripresa economica più robusta e solleva dubbi sull’efficacia delle politiche per l’impiego del governo. L’incremento della disoccupazione segnala un raffreddamento dell’economia e un aumento delle difficoltà per i settori meno protetti, accentuando le pressioni sociali sul nuovo esecutivo.
FranceInfo
Riforma Incesto: l’Assemblea approva in prima lettura un testo per rafforzare la protezione delle vittime minorenni
L’Assemblea Nazionale francese ha adottato in prima lettura una proposta di legge transpartitica destinata a migliorare significativamente la protezione dei minori vittime di incesto o violenze. Il testo prevede l’istituzione di una nuova “ordinanza di protezione provvisoria” e, in particolare, rafforza gli obblighi di controllo nelle strutture di accoglienza e protezione dell’infanzia, rendendoli obbligatori ogni tre anni anziché ogni cinque. L’adozione unanime del testo da parte dei 35 deputati presenti sottolinea una rara convergenza politica sulla necessità di agire rapidamente per tutelare i bambini da abusi familiari.
BFM Business
Sanità: forte aumento dei redditi medi dei medici nel 2024, ma divari significativi tra le specialità
Secondo i dati diffusi dalla cassa di previdenza dei medici, il reddito medio annuo dei dottori liberi professionisti in Francia è aumentato del 5,33% nel 2024, raggiungendo una media di 127.859 euro (esclusi prelievi sociali). Tuttavia, l’analisi rivela disparità impressionanti tra le specialità: mentre gli oncologi e altri specialisti di punta registrano redditi che superano abbondantemente i 400.000 euro, i medici di base, o generalisti, si attestano su cifre inferiori ai 100.000 euro. Questo divario alimenta il dibattito sulla riorganizzazione del sistema sanitario e sul valore economico attribuito ai diversi rami della professione medica in Francia.
Le Figaro
Stallo sul futuro aereo Scaf: il cancelliere Merz smentisce la rottura, ma il dialogo con la Francia resta complesso
Nonostante le voci di stampa tedesca che davano per sepolto il progetto di aereo da combattimento europeo Scaf (Système de Combat Aérien Futur), il cancelliere Merz ha voluto rassicurare, dichiarando che il dialogo con la Francia è “intenso”. Il progetto, cruciale per la difesa aerea europea, continua a incontrare persistenti disaccordi industriali tra i partner, in particolare tra Berlino e Parigi. La dichiarazione di Merz sembra mirare a disinnescare la crisi diplomatica e industriale, anche se la decisione finale sull’avanzamento del programma è stata nuovamente rinviata, mantenendo il futuro del jet di nuova generazione in una zona d’ombra.
Meteo
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Francia24: venerdì 30 gennaio 2026
Parigi si sveglia sotto il piovasco: freddo pungente e raffiche serali
Parigi e l’Île-de-France si preparano a vivere una giornata all’insegna dell’umidità e della variabilità, con un freddo pungente che si farà sentire soprattutto al risveglio. L’esperto Adrien Thomas, nel bollettino aggiornato alle 03:30, assegna un’affidabilità “buona” alla previsione, che vede le temperature muoversi in un intervallo piuttosto ristretto, tra i 4 e gli 11 gradi, valori complessivamente più miti della norma climatica ma percepiti come freddi a causa del tasso di umidità elevato.
La mattinata è stata caratterizzata da cieli molto nuvolosi o coperti, con pioggia debole e, a tratti, bruina (pioviggine leggera) che ha ridotto la visibilità. Il rischio di precipitazioni si attesta al 100% nelle prime ore. Nel corso della giornata, in particolare nel pomeriggio, il cielo rimarrà coperto ma il rischio di rovesci scenderà al 30%, con temperature massime che raggiungeranno gli 11 gradi. L’elemento di maggiore attenzione sarà il vento, che si farà teso: nel tardo pomeriggio e in serata sono attese raffiche fino a 45 km/h da Sud, che contribuiranno ad abbassare sensibilmente la temperatura percepita (intorno ai 6 gradi in serata). La notte vedrà un cielo variabile, con la nuvolosità che tornerà ad essere più diffusa. L’indice UV si mantiene al livello più basso (0-1).
Milano, la morsa della nebbia padana: sollevamento lento e minime rigide
La città di Milano inaugura il fine settimana con uno scenario tipicamente padano, dominato dalla nebbia mattutina e da una progressiva, ma incerta, attenuazione delle nubi basse nelle ore centrali. L’attendibilità della previsione, fornita dall’esperto Daniele Berlusconi e aggiornata alle 05:40, è giudicata “Molto alta” (90-95%). Le temperature minime si attestano intorno ai 2 gradi, con massime che non supereranno i 9 gradi, mantenendosi leggermente al di sotto della media storica per la fine di gennaio.
Le prime ore del mattino sono state segnate da nebbia fitta, con una temperatura percepita prossima allo zero. Tra le 10:00 e le 12:00 si prevede il sollevamento della nebbia a banchi, che lascerà spazio a un cielo molto nuvoloso. Per il resto della giornata non sono attese precipitazioni di rilievo. I venti risulteranno deboli e variabili, prevalentemente da Est al mattino e da Sud-Sudest nel pomeriggio (con velocità che non superano i 4 km/h). Lo zero termico, indice fondamentale per le aree montane lombarde, si posiziona attorno ai 1296 metri. La tendenza a lungo termine suggerisce condizioni di stabilità e scarsa insolazione fino al weekend, con un possibile nuovo peggioramento delle condizioni atmosferiche atteso tra lunedì 2 e martedì 3 febbraio.
L’editoriale meteo di Rachel
La febbre climatica e il raffreddore stagionale
Eccoci qui, nel bel mezzo di un fine gennaio che, tra nebbie milanesi che si sciolgono a fatica e un’aria parigina fredda e ventosa, ha il sapore di un inverno piuttosto comune. Eppure, basta una minima oscillazione termica, anche solo quei 2 gradi in più della media storica registrati a Parigi, per scatenare il coro mediatico sul “clima impazzito”. Mi chiedo: se la nebbia a Milano al mattino è così fitta da tagliare con il coltello, e se la capitale francese è sferzata da venti che ti fanno sentire come se fossimo a Capo Nord, non potremmo, per una volta, chiamare le cose con il loro nome? Cioè, inverno.
A Parigi lamentano un deficit di pioggia del 15%. A Milano si annuncia un nuovo peggioramento. Ma ogni evento atmosferico deve essere subito etichettato come “estremo” o “anomalo”. Sembra quasi che se nevicasse a gennaio, la colpa sarebbe comunque del cambiamento climatico, reo di aver destabilizzato la circolazione atmosferica. Questa isteria del catastrofismo meteorologico ha un solo effetto: rende il pubblico sordo ai veri allarmi quando questi si presentano. Invece di concentrarci sui dati reali – come la mancanza di precipitazioni in alcune aree vitali o i record di calore estivi – ci si esalta per qualche grado in più o in meno. Sostenibilità e crisi climatica sono temi serissimi, ma a quanto pare fanno meno share di una pioggia debole spacciata per il diluvio universale.
Il Koan meteo del Giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Milano ha la natura della nebbia e del freddo pungente?”
“Si, della nebbia e del freddo pungente,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché oggi, venerdì 30 gennaio, sento il bisogno di attribuire anche questo freddo variabile, con minime a 2 gradi e massime a 9, alla destabilizzazione climatica?”
E Zhaozhou: “Perché l’uomo moderno non sa più onorare la foschia, ma cerca l’apocalisse in ogni minima variazione, ignorando il ciclo delle stagioni che da sempre alterna la nebbia al sole.”
Un’altro monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Parigi ha la natura del sole e delle nuvole?”
“No.” risposte Zhaozhou.
“Tutti i giorni hanno la natura del vento, e delle piogge deboli, a volte anche con 2 gradi sopra la media storica.”
Il monaco, non contento, insistette: “ma è giusto chiamare l’eccesso di un solo giorno, che tra l’altro è bagnato e ventoso, un sintomo della ‘febbre climatica’?”
E Zhaozhou: “il saggio non danza nel capriccio della statistica giornaliera, ma sa che l’ossessione per l’estremo nasconde la paura di affrontare il cambiamento costante, che non è sempre colpa della terra che brucia, ma a volte solo del vento da Sud.”
Chiusura.
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