Francia24 -2025 in bilico: tra crisi economiche, debito e incertezze globali – Mercosur, Bilancio 2026 e altre notizie dalla Francia – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
20 Dec 2025

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per sabato 20 dicembre 2025, online, via podcast, tramite il nostro chatbot IA e sulle onde medie dei 1575 chilocicli.

Apriamo oggi con un editoriale del nostro Mat Manenti.

Editoriale – Matt Manenti: 2025 in bilico: tra crisi economiche, debito e incertezze globali

Dalla volatilità dei mercati alla sfida dell’Ucraina: un anno di contraddizioni tra crescita fittizia e realtà sociale

Quest’anno che sta per concludersi è stato segnato da avvenimenti economico-finanziari di rilievo, alcuni contraddittori, altri ancora in bilico. Il primo evento di portata internazionale è stato i mercati finanziari. Nonostante l’iniziale turbolenza, però, i listini hanno poi ritrovato equilibrio e addirittura raggiunto nuovi massimi storici, confermando – come nel 2024 – la tenuta della bolla tecnologica legata all’intelligenza artificiale, un trend che, con le dovute cautele, potrebbe persistere anche nel 2026.

Sul fronte dei tassi di interesse, la Banca Centrale Europea (BCE) ha proceduto a una serie di riduzioni, sostenendo che l’inflazione sia sotto controllo. È vero che i prezzi al consumo hanno registrato un calo, ma il potere d’acquisto – eroso negli ultimi tre anni dai salari, dalle pensioni e dai prezzi – non è stato recuperato. Nonostante ciò, la BCE si mostra ottimista sulle prospettive di crescita, che secondo le sue stime supererebbero le previsioni. Tuttavia, il dibattito sul debito pubblico resta aperto: Francia e Italia, pur con valutazioni contrastanti da parte delle agenzie di rating, continuano a navigare in acque turbolente, con deficit e debito pubblico in aumento.

Un altro capitolo critico è rappresentato dall’Ucraina. Il Consiglio Europeo ha recentemente approvato un ulteriore prestito a Kiev, con la promessa che i fondi saranno restituiti dopo la fine della guerra. Ma quali garanzie ci sono per i cittadini europei? Nonostante l’unanimità condanna dell’invasione russa, nessuno ha mai chiesto esplicitamente ai contribuenti se fossero disposti a sostenere ulteriori oneri fiscali per finanziare la ricostruzione ucraina. In un’Europa che si definisce democratica, questa domanda sembra doverosa.

In conclusione, il 2025 ci lascia con un bilancio ambiguo: da un lato, segnali di ripresa economica superficiale; dall’altro, una realtà sociale sempre più fragile e un debito pubblico che grava sulle spalle delle future generazioni. Un anno che, purtroppo, non ha ancora trovato soluzioni definitive.

Riassunto: La politica economica francese è in subbuglio per la Legge di Bilancio 2026, con il governo che deve gestire l’impasse tra Camera e Senato. Sul fronte internazionale, si attende la firma dell’accordo UE-Mercosur a gennaio, mentre continua la battaglia legale di Shein in Francia.

Benvenuti al notiziario di France24 e Centrale Milano per giovedì’ 1 maggio 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Emergenza Finanziaria a Parigi: Bilancio 2026 Appeso a un Filo

 

La giornata politica a Parigi è stata scandita da un nulla di fatto che rischia di paralizzare la macchina statale. La Commissione Mista Paritaria, incaricata di trovare un compromesso sul cruciale Progetto di Legge di Finanza (PLF) per il 2026, ha fallito nel suo intento. Deputati e Senatori, con le loro visioni opposte (soprattutto a causa della destra senatoriale, secondo fonti governative), non sono riusciti a convergere su un testo comune prima della scadenza. Il Primo Ministro, Sébastien Lecornu, si prepara dunque a una mossa già vista lo scorso anno: il ricorso alla “legge speciale”. Questo strumento, seppur necessario per garantire la continuità amministrativa – assicurando la riscossione delle tasse e le spese essenziali – congela di fatto gli investimenti. Si parla di un Consiglio dei Ministri straordinario lunedì sera per dare il via libera al testo provvisorio, che dovrà poi passare in Parlamento con procedura accelerata. Il tutto mentre l’ombra dell’Articolo 49.3, l’arma costituzionale per forzare l’approvazione, aleggia, anche se il governo insiste di voler trovare una “via d’uscita” senza ricorrervi.

Shein, la Giustizia Frena il Governo: Appello Imminente

 

Brusca frenata per l’azione del Governo contro il colosso cinese dell’e-commerce Shein. Il Tribunale Giudiziario di Parigi ha respinto la richiesta statale di blocco immediato del sito, giudicando la misura eccessiva. La decisione arriva dopo che Shein aveva ritirato volontariamente i prodotti palesemente illegali (come bambole pedopornografiche e armi) scoperti sulla sua *marketplace*. I giudici hanno riconosciuto i “gravi danni all’ordine pubblico” ma hanno ritenuto che le vendite fossero “circoscritte” e che la reazione dell’azienda fosse stata rapida. Tuttavia, la battaglia legale è tutt’altro che finita: il Governo ha annunciato di voler fare appello, convinto del “rischio sistemico” legato al modello di business di Shein. Nel frattempo, la piattaforma ha riaperto solo per le proprie collezioni, promettendo un audit interno prima di riammettere i venditori terzi europei e francesi.

L’Europa e il Mercosur: Appuntamento a Gennaio in Paraguay

 

Dopo il rinvio deciso alla vigilia del vertice europeo, la Commissione Europea ha fissato una nuova, probabile, data per la sigla dell’accordo commerciale con il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay): il 12 gennaio prossimo, in Paraguay. Il rinvio era stato una vittoria per i Paesi, inclusa l’Italia, che chiedevano maggiori garanzie per il settore agricolo, in primis per l’impatto delle importazioni di carne e soia. Anche se la firma sembra ormai “una questione di quando, non di se”, come ha dichiarato Berlino, la Francia di Macron continua a premere affinché il testo cambi “natura” garantendo più tutele agli agricoltori. La mobilitazione contadina, sebbene temporaneamente placata, resta alta.

Crisi Agricola: La Tregua di Natale Ancora Incerta

 

In un clima di alta tensione, si tenta di trovare una tregua per le festività. Il Ministro dell’Agricoltura, Sébastien Lecornu, ha inviato una lettera ai rappresentanti sindacali promettendo un fondo di indennizzo per gli allevatori colpiti dalla dermatosi nodulare e proponendo un nuovo incontro a gennaio. Tuttavia, la promessa di una “tregua di Natale” è ancora appesa a un filo. I sindacati, pur apprezzando l’apertura al dialogo e i fondi stanziati, mantengono una posizione di cautela, chiedendo garanzie concrete e temendo che l’attenzione si sposti troppo facilmente sulle questioni europee, come il Mercosur, a discapito delle problematiche interne.

Il Commento di Rachel: “Diplomazia a Tappe, tra Bilanci e Banchetti”

Editoriale di Rachel – Accordi rimandati, o la danza eterna delle promesse agricole?

Ah, l’Europa e i suoi vertici, quel circo itinerante dove le date si fissano, si spostano e si rifissano come bandierine su una mappa ventosa. La Commissione Europea, con il suo solito ottimismo burocratico, ha puntato il dito sul calendario: 12 gennaio, in Paraguay, per siglare finalmente l’accordo con il Mercosur. Una “probabile” data, dicono, come se non avessimo già sentito questa musica. Il rinvio precedente? Una vittoria per l’Italia e i suoi alleati agricoli, che gridano al lupo sulle importazioni di carne e soia brasiliane, pronte a invadere i nostri campi come un’orda di mucche low-cost. E Berlino, con teutonica sicurezza, annuncia: “È una questione di quando, non di se”. Sicuri? Perché Macron, dal suo Eliseo, continua a battere i piedi, pretendendo che il testo “cambi natura” – come se un accordo potesse mutare da trattato a favola ecologica con un colpo di bacchetta.

Intanto, qui in Francia, la mobilitazione contadina ronza come un alveare disturbato. Il Ministro Lecornu ha spedito una letterina natalizia ai sindacati, promettendo un fondo per gli allevatori azzoppati dalla dermatosi nodulare e un chiacchiericcio a gennaio. Una “tregua di Natale”, la chiama, appesa a un filo più sottile di un filo d’erba. I sindacati annuiscono con un occhio solo, apprezzando i fondi ma sospettando che sia solo fumo per distrarre dalle vere spine: quelle europee, come il Mercosur, che potrebbero far saltare il banco delle problematiche interne. Garanzie concrete? Ah, quelle arrivano sempre… domani.

Dalla mia postazione, con vista su campi immaginari e scrivanie reali, mi chiedo: ma in questo valzer di rinvii e promesse, chi sta davvero coltivando soluzioni? O stiamo solo seminando illusioni, sperando che crescano da sole? Perché se gli accordi commerciali si firmano “probabilmente” e le tregue sono “incerte”, forse l’unica cosa certa è che l’agricoltura europea continuerà a zappare nel dubbio. Buon Natale, contadini: che il vostro raccolto sia di parole solide, non di aria fritta.

koan rachel

 

 

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “L’accordo con il Mercosur porterà prosperità agli agricoltori o li danneggerà?”

“Sì,” rispose Zhaozhou.

E il monaco “Allora perché è stato rimandato?”

“Perché sa di essere un seme, e cresce solo quando il suolo è pronto.”, rispose Zhaozhou.

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “L’accordo con il Mercosur porterà prosperità agli agricoltori o li danneggerà?”

“No.” rispose il maestro.

E il monaco. “Tutti gli accordi promettono equilibrio. Perché questo no?” “

Perché sta germogliando nel campo dell’incertezza, dove le radici devono prima spezzare la terra.” concluse Zhaozhour.

Ma passiamo al meteo.

Grand Paris: Nuvole e Pioviggini, Temperature in Lieve Ripresa

Parigi si prepara ad affrontare un primo maggio sotto un cielo decisamente uggioso, ma con temperature che iniziano timidamente a risalire verso la media stagionale. Secondo il bollettino diramato da Cyrille Duchesne, le massime si attesteranno intorno ai 10 gradi, con le minime che non scenderanno sotto gli 8. L’affidabilità delle previsioni per oggi è considerata molto buona, quasi una certezza.

La mattinata si presenta con un quadro quasi autunnale: cielo coperto e rischio concreto di piogge deboli. Attenzione, il rischio di precipitazioni è altissimo, toccando il 100%, per cui un ombrello è d’obbligo se si vuole passeggiare lungo la Senna. La sensazione termica sarà di un grado inferiore, con venti deboli.

Nel pomeriggio, il maltempo dovrebbe concedere una tregua: le piogge sono date in calo (probabilità al 45%), anche se il cielo resterà ostinatamente coperto. Massima a 10 gradi, venti che si attenuano, ma l’indice UV rimane irrisorio. La sera e la notte non riservano sorprese: nubi persistenti, forse qualche velatura di foschia, e temperature in lieve calo fino a 9 gradi.

Milano: La Nebbia Cede il Passo, Ma il Grigio Resiste

Milano, per il momento, sembra aver messo da parte le prime avvisaglie di un inverno vero, virando su scenari più miti ma poco luminosi. Le previsioni di Daniele Berlusconi, aggiornate di buon’ora, indicano una giornata di transizione, con un’attendibilità che si attesta su livelli ottimali (90-95%).

La giornata è iniziata con nebbie basse o nubi basse che hanno inghiottito la città, con temperature minime percepite vicine agli 5 gradi, nonostante il termometro segnasse quasi 9. L’umidità è altissima, il che rende l’aria decisamente pesante. Per le prossime ore, il cielo rimarrà annuvolato, ma i modelli segnalano un lento diradamento delle nubi più basse nel pomeriggio, con qualche timida schiarita (nubi sparse). Le massime raggiungeranno a fatica i 11 gradi, con venti debolissimi da Nord-Est.

Verso sera e notte, il cielo si chiuderà nuovamente, con la possibilità di qualche velatura compatta e temperature che caleranno fino agli 8 gradi. Il fronte perturbato è atteso solo in settimana prossima, ma per ora la città si gode una tregua di stabilità, seppur priva di sole.

L’Editoriale meteo di Rachel: Il Pianeta Si Ribella, O Forse No?

Solito titolone sul meteo sparato da Francia24, con tanto di tamburi e fanfare. Ma, ci chiediamo, dove diavolo hanno pescato queste previsioni apocalittiche? Oggi a Parigi pioggia al mattino, ma i prossimi giorni vedranno un timido miglioramento, e intanto Milano è solo grigia, non sotto zero. Se guardiamo i dati storici di Milano, un anno fa faceva 13 gradi con il sole, oggi abbiamo 11. Dunque, siamo solo un tantino più freschi rispetto a un anno fa, ma niente di drammatico. Eppure, ogni pioggerella o foschia è subito etichettata come l’ennesimo sintomo del “cambiamento climatico”. Certo, il suolo è più secco, come dicono i colleghi francesi, ma è da secoli che la siccità e la pioggia fanno parte del gioco climatico! Evidentemente, certa stampa non resiste al richiamo del sensazionalismo spicciolo, buttando lì previsioni da fine del mondo. Manca solo che sia colpa dei marziani, e comunque una cosa è certa: la colpa è del cambiamento climatico, a loro avviso, anche se i dati sembrano mostrare solo la normale, ciclica, variabilità della natura. E se la cantano pure, con questa frase “L’attendibilità delle previsioni è molto alta”. Da chi, dico io. È il solito copione: titoli gridati per accalappiare clic, verità sacrificata sull’altare dell’effetto drammatico. Complimenti, davvero, per l’ennesima perla di giornalismo da strapazzo.

 Il koan del meteo:

Un conduttore chiese al meteorologo: “L’instabilità di Parigi, con la pioggia che minaccia solo al mattino, e la grigia stabilità di Milano, sono sintomi di un’unica, grande febbre che consuma il pianeta?”

Il meteorologo sorrise: “Il sole di Milano di domani, o il tepore in arrivo a Parigi, sono forse più veri delle nubi di oggi?”

“No,” rispose il conduttore, “entrambi sono fugaci.”

E il meteorologo: “Allora perché ti aggrappi alla paura del caldo o del freddo, quando il vero insegnamento è l’alternarsi delle cose? Il cielo ti offre la pioggia e la schiarita, ma tu cerchi solo la colpa.”

Chiusura.

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