Francia24: Nicolas Salkozy libero sotto controllo giudiziario – Shein sotto esame – Accordo UE-Mercosur: Macron “positivo” tra le ire degli agricoltori – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
10 Nov 2025

Dieci anni dagli attentati del 13 novembre: le toccanti testimonianze riaprono ferite. Shein sotto la lente del governo per prodotti illeciti e critiche sull’espansione. Scandalo Sainte-Soline: parlamentari in azione dopo le accuse ai gendarmi. Il bilancio sociale tra riforme e polemiche, mentre il deficit commerciale francese si allarga.

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Nicolas Sarkozy libero sotto controllo giudiziario, l’ex presidente rientra a casa dopo 20 giorni di carcere

Le cose da sapere

Nicolas Sarkozy ha lasciato la prigione della Santé per tornare a casa, dopo la decisione di liberazione presa lunedì 10 novembre dalla Corte d’appello di Parigi. L’ex presidente della Repubblica, la cui carcerazione – seguita alla condanna per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento libico della campagna presidenziale del 2007 – ha suscitato accesi dibattiti, resta tuttavia sottoposto a controllo giudiziario e non potrà lasciare la Francia. La giustizia gli vieta inoltre di entrare in contatto con il Guardasigilli Gérald Darmanin e con altri testimoni dell’affaire libico. La procura generale aveva in precedenza richiesto la scarcerazione sotto controllo giudiziario di Nicolas Sarkozy, ma con misure rigorose. Segui il nostro live.

«Questa prova mi è stata imposta», ha dichiarato Nicolas Sarkozy in videoconferenza. «Voglio che la corte sia convinta di una cosa: non ho mai avuto l’intenzione, l’idea folle, di chiedere a Gheddafi alcun finanziamento. Mai confesserò qualcosa che non ho fatto», ha aggiunto. «Non avrei immaginato di aspettare i 70 anni per conoscere il carcere. È duro… è estenuante». I figli Jean e Pierre, insieme alla compagna Carla Bruni, erano presenti in aula.

«È un’applicazione normale del diritto», reagisce l’avvocato di Nicolas Sarkozy. La liberazione di Nicolas Sarkozy è «una tappa», ha affermato Christophe Ingrain. «Il nostro lavoro è preparare l’udienza d’appello», ha concluso. Il processo si aprirà a marzo.

Una condanna con esecuzione provvisoria

Il 25 settembre il tribunale correzionale di Parigi ha condannato Nicolas Sarkozy a cinque anni di carcere con mandato di deposito. Sebbene l’ex capo dello Stato abbia presentato appello, la decisione è stata accompagnata da esecuzione provvisoria: una detenzione inedita per un ex presidente nella storia della Repubblica francese.

Parigi, dieci anni dopo: il ricordo del 13 novembre tra dolore e resilienza

Parigi non dimentica. A dieci anni dai tragici attentati del 13 novembre, la Francia si stringe nel ricordo delle vittime. Un decennio scandito dal dolore, ma anche dalla straordinaria resilienza di chi è sopravvissuto. Arthur Dénouveaux, testimone e voce di chi c’era, racconta in un toccante intervento: “Ogni giorno combattiamo affinché le cose migliorino”. Un documentario inedito ripercorre quella notte che ha segnato un’intera nazione, con testimonianze dirette dal Bataclan ed estratti audio mai diffusi. Una serata per riflettere sull’indicibile sofferenza, come quella del gestore della Belle Équipe e di sua figlia, che condividono il loro insopportabile fardello. Il ricordo è vivo, monito e speranza.

Sainte-Soline: il pugno duro dei gendarmi sotto la lente della giustizia

La vicenda di Sainte-Soline continua a infiammare il dibattito sulla condotta delle forze dell’ordine. Dopo l’inchiesta congiunta di Mediapart e “Libération”, che ha rivelato presunti “tiri tesi volontari” e “insulti” da parte dei gendarmi durante le manifestazioni, sette parlamentari francesi e un europarlamentare hanno deciso di passare all’azione, presentando un esposto alla giustizia. La Difensora dei Diritti, intanto, ha annunciato l’apertura di un’indagine approfondita, promettendo una decisione “nei prossimi mesi”. Le immagini e le testimonianze sollevano interrogativi seri sulla proporzionalità dell’intervento, riaccendendo i riflettori su un caso che chiede chiarezza e giustizia.

Shein sotto esame: il colosso della fast-fashion tra successo e controversie

Il governo francese annuncia che Shein, il gigante asiatico della fast-fashion, ha rimosso “ogni prodotto illecito” dalla sua piattaforma, scampando così, per il momento, a una sospensione in Francia. Tuttavia, le procedure giudiziarie contro l’azienda proseguono, e nuove azioni legali sono previste contro altre piattaforme accusate di vendere articoli illegali. Intanto, Shein non si ferma: dopo Parigi, è pronta ad aprire nuovi pop-up store a Digione e Reims il 18 novembre, e a Grenoble il 21, nonostante il sindaco della città, Éric Piolle, abbia chiesto l’arresto del progetto. Il ministro del Commercio, Serge Papin, ha escluso qualsiasi incontro con il CEO di Shein, affermando “non c’è nulla da negoziare”. Il gruppo Galeries Lafayette, che ospita alcuni spazi Shein, starebbe persino pensando a rinominare i suoi negozi BHV per evitare l’associazione con il brand, simbolo di una moda usa e getta che solleva non poche questioni etiche e ambientali.

L’editoriale di Rachel

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Shein: Muscoli (e retromarce) a intermittenza

Dunque, il governo francese “ha mostrato i muscoli” contro Shein, ottenendo la rimozione dei prodotti “illeciti” e scongiurando una sospensione che avrebbe, forse, fatto più rumore che danni reali. Peccato che, dietro la fanfara della fermezza, si celino le solite contraddizioni: la piattaforma continua a espandersi, tra inaugurazioni di pop-up store e sindaci che si stracciano le vesti, mentre il ministro del Commercio, con un’ostentata retorica del “non c’è nulla da negoziare”, rifiuta persino di incontrare il CEO. Sembra più una pantomima che una strategia coerente. Si gioca a fare il duro con un occhio ai titoli, mentre l’altro occhio strizza l’occhio al portafoglio del consumatore. E la “sorveglianza ravvicinata”? Resta da vedere se sarà più di una semplice promessa, o l’ennesimo tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto della fast-fashion.

Ma passiamo al Koan del giorno

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il governo ha l’essenza della saggezza o no?”

“Sì,” rispose Zhaozhou.

“Allora perché si vanta di mostrare i muscoli, ma lascia il colosso della fast-fashion prosperare indisturbato?” chiese il monaco.

“Perché il muscolo è nel titolo, la retromarcia è nel portafoglio, e in questo balletto, il consumatore è il danzatore cieco che applaude il nulla.”, rispose Zhaozhou.

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Il governo ha l’essenza della saggezza o no?”

E Zhaozhou: “No.”.

Non soddisfatto, il monaco rispose: “Tutti i leader hanno la via della saggezza. Perché questo ne è privo?”.

E Zhaozhou: “Perché sta inseguendo l’eco delle sue stesse parole, e nel frastuono scopre che la moda è effimera, ma le contraddizioni sono eterne.”, rispose Zhaozhou.

Ritorniamo alle notizie di oggi.

Bilancio Sociale 2026: riforme in salita, tra ritiri e nuove tasse

L’esame del progetto di legge sul finanziamento della Sicurezza Sociale (PLFSS) per il 2026 procede a rilento all’Assemblea Nazionale. Nonostante le difficoltà, i deputati dovrebbero concludere la discussione sul capitolo delle entrate entro sabato, con un voto cruciale per il prosieguo legislativo. In un clima di tensioni, l’Assemblea ha respinto la tanto discussa tassa dell’8% sui buoni pasto e i buoni vacanza, un sollievo per molti lavoratori, ma ha dato il via libera all’aumento della tassazione sulle risoluzioni consensuali dei contratti di lavoro. Un’altra vittoria è stata la decisione di mantenere l’esenzione contributiva per gli apprendisti, scongiurando un taglio salariale che avrebbe potuto raggiungere i 100 euro netti al mese, un punto su cui il governo aveva tentato di fare marcia indietro. Intanto, la sospensione della riforma delle pensioni resta ancora in attesa di votazione, alimentando l’incertezza sul futuro previdenziale.

Accordo UE-Mercosur: Macron “positivo” tra le ire degli agricoltori

L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur torna al centro del dibattito, con il Presidente Emmanuel Macron che si è detto “piuttosto positivo” sulla possibilità di accettare il trattato, purché corredato di “clausole di salvaguardia”. Una posizione che ha scatenato la dura reazione della Confédération Paysanne, che denuncia un “tradimento” dell’agricoltura francese. Anche il Ministro dell’Agricoltura ha espresso dubbi, ritenendo che l’accordo, pur con alcuni progressi, non offra garanzie sufficienti per la Francia. La questione resta spinosa, dividendo le aspettative economiche dalle preoccupazioni per il settore agricolo nazionale.

Economia e Difesa: salari in crescita ma deficit, e gli USA puntano sui droni

I salari base nel settore privato francese continuano a crescere, superando l’inflazione, seppur con un rallentamento rispetto all’inizio dell’anno. Un segnale positivo per il potere d’acquisto, ma il quadro economico francese mostra ombre: le esportazioni di aerei raggiungono livelli record, ma il deficit commerciale si allarga nuovamente a 6,1 miliardi di euro. Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti accelerano sulla difesa: l’esercito americano prevede di acquistare un milione di droni militari per recuperare il ritardo rispetto a Ucraina, Russia e Cina, che ne producono milioni all’anno. La Norvegia, intanto, grazie all’impennata dei prezzi del gas che le ha fruttato 109 miliardi di euro, valuta di garantire il prestito europeo per la ricostruzione dell’Ucraina, per non essere percepita come “profittatrice di guerra”.

Geopolitica in fermento: Mali, Iran e la corsa navale cinese

La Francia ha diramato una raccomandazione ai propri cittadini di lasciare il Mali “il prima possibile”, mentre la compagnia di navigazione italo-svizzera MSC ha annunciato la sospensione “fino a nuovo ordine” delle sue consegne terrestri di merci nel Paese africano, in un contesto di crescente instabilità. Sullo scacchiere mediorientale, gli Stati Uniti accusano l’Iran di aver tentato di assassinare l’ambasciatrice israeliana in Messico, alzando ulteriormente la tensione. Dall’Asia, arriva la notizia del varo della terza portaerei cinese, la Fujian, la prima dotata di catapulte elettromagnetiche per gli aerei, una tecnologia finora esclusiva degli USA, simbolo di una rivalità navale sempre più accesa.

Curiosità dal mondo: champagne, Babbo Natale e DNA

Il comune di Le Barcarès, nei Pirenei Orientali, ha lanciato un bando per l’acquisto di champagne per 80.000 euro per le festività di fine anno, scatenando indignazione nell’opposizione che parla di “indecenza straordinaria”. Ironia della sorte o distopia del lavoro? Una giovane di Reims, con un master in finanza, si è vista proporre da France Travail (l’agenzia nazionale per l’impiego) un contratto a tempo determinato come… Babbo Natale. Un suggerimento algoritmico che ha sollevato clamore. Infine, il mondo della scienza piange James Watson, pioniere del DNA e premio Nobel per la medicina nel 1962, deceduto all’età di 97 anni. Una figura brillante ma controversa, che in passato si era distinto anche per affermazioni razziste.

Il Meteo di Francia24 e Centrale Milano: Tra Illusioni di Primavera e Reali Sbalzi d’Autunno**

Parigi: Un Lunedì da Metà Autunno e l’Addio alla “Dolcezza Eccezionale”

La capitale francese saluta la settimana con un lunedì dal sapore agrodolce. Secondo l’ultimo bollettino, la giornata si apre con cieli che si schiariranno progressivamente, regalando momenti di respiro ma senza dissolvere del tutto l’incertezza autunnale. Le temperature odierne si muoveranno tra una minima di 10 gradi e una massima di 12 gradi, valori che mantengono la città in una fase di “dolcezza eccezionale”, circa 2 gradi sopra la media stagionale. La situazione è giudicata con buona affidabilità dagli esperti.

Nella serata, ampie schiarite concederanno un respiro, con temperature che si attesteranno sui 11 gradi, percepite a 9, complici raffiche di vento da sud-ovest fino a 35 km/h che renderanno l’aria più frizzante. La notte vedrà un cielo più capriccioso, con nuvole in aumento ma senza rischi di precipitazioni, e valori che scenderanno a 9 gradi, con una percezione di 7 gradi sotto l’effetto del vento.

Questa parentesi di clima mite si protrarrà ancora per poco. Dopo un martedì che si preannuncia nebbioso (9-15 gradi) e un mercoledì con nubi sparse (9-17 gradi), da giovedì le massime si manterranno sui 17 gradi, per poi calare significativamente nel weekend e all’inizio della prossima settimana, con un brusco calo fino a 8-11 gradi lunedì 17. Il suolo risulta più secco della norma e si registra un deficit pluviometrico del 20%, segni tangibili di un clima che non smette di stupire. Sul fronte ambientale, l’indice pollinico e la qualità dell’aria si mantengono su livelli molto bassi e buoni.

Milano: Nebbie Mattutine e Aria Pesante, Piogge in Vista Solo Dopo San Martino

Anche Milano apre la settimana con un quadro meteorologico all’insegna della stabilità, seppur con alcune ombre. Lunedì 10 novembre, il capoluogo lombardo ha goduto di cieli prevalentemente sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata, senza allarmi pioggia nelle prossime ore. Le temperature si posizioneranno tra una minima di 5 gradi e una massima di 15 gradi, con un’attendibilità di previsione molto alta, tra il 90 e il 95%.

Le vere piogge faranno la loro comparsa solo dopo il 15 novembre: sabato 15 vedrà pioggia debole (11-12 gradi) e domenica 16 si preannuncia coperta con pioviggini e nebbia (11-14 gradi). Attenzione però agli indici ambientali: mentre le temperature medie si attestano attorno ai 10 gradi di minima e 16 di massima, con un leggero scostamento dall’anno scorso, la qualità dell’aria è giudicata “scadente” e la concentrazione dei pollini su livelli “medi”. Il sole oggi è sorto alle 07:15 e tramonta alle 16:58, regalandoci circa 10 ore di luce. La luna, gibbosa calante, si alza alle 21:39 e scende alle 12:52. Oggi si celebra San Leone.

L’Editoriale di Rachel

Il Bollettino della Disinformazione Climatica

Solito balletto mediatico sulle “temperature eccezionali”, quasi fossimo in piena primavera. A Parigi parlano di “dolcezza eccezionale”, e chi non vorrebbe un novembre mite? Ma poi si scopre un deficit pluviometrico e un suolo secco, l’altra faccia della medaglia climatica che spesso si omette di raccontare con la stessa enfasi. A Milano, con 15 gradi di massima, l’aria è “scadente” e i pollini si fanno sentire, un dettaglio non da poco per la salute pubblica, ma che scompare di fronte al titolo rassicurante della “stabilità”.

E poi, il colpo di scena: già da metà settimana le temperature calano, a Milano arrivano le piogge, a Parigi il freddo. Ma di quello non si parla con la stessa enfumatura, vero? Anzi, a Milano ci dicono che “non sono previste piogge nelle prossime ore”, salvo poi ammettere che “le piogge torneranno a fare la loro comparsa dopo il 15 novembre”. Sembra che si cerchi sempre il lato positivo (il caldo anomalo) ignorando le conseguenze (siccità, poi piogge a ridosso) o le altre problematiche (inquinamento). Un giornalismo che dipinge il quadro solo a metà, dimenticando che il meteo è un delicato equilibrio, non solo un’occasione per titoli roboanti. E la “affidabilità” delle previsioni, pur se al 90%, diventa quasi un ossimoro se il racconto è così parziale e volutamente ottimistico. 

Chiusura

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