Olimpiadi, Il pattinatore nizzardo Adam Siao Him Fa sfida Ilia Malinin – Niente debito comune, Macron isolato e la Germania non ci sta: “Non finché sarò in vita” – Programma odierno Milano-Cortina
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 11 febbraio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.
VIDEO. Pattinaggio artistico alle Olimpiadi del 2026: rivivi l’eccezionale programma corto di Adam Siao Him Fa
Il pattinatore francese si è dimostrato impressionante, conquistando il terzo posto provvisorio e battendo il suo record personale in carriera, martedì sera.
102,55 punti. Adam Siao Him Fa non aveva mai raggiunto un punteggio del genere, e lo ha stabilito in occasione del suo programma corto ai Giochi Olimpici di Milano Cortina, martedì 10 febbraio. Il francese, il cui miglior punteggio in carriera in questa disciplina era 101,07 punti, non era riuscito a superare i 92,5 in questa stagione. Si piazza così al terzo posto del podio provvisorio prima del programma libero in programma venerdì (a partire dalle 19:00).
Grande la soddisfazione per l’atleta originario della Gironda, che faticava a raggiungere il suo miglior livello da oltre un anno e la cui ultima apparizione in gara risaliva a dicembre. “Ho dato tutto quello che potevo. Sono molto contento che il lavoro stia finalmente dando i suoi frutti. Ho mostrato chi sono e quanto valgo. Devo continuare su questa strada,” ha commentato il terzo classificato ai Mondiali 2024, ora in corsa per conquistare la prima medaglia olimpica della sua carriera a 25 anni.
Il pattinatore francese Adam Siao Him Fa ha ottenuto un punteggio record personale nel programma corto maschile di pattinaggio artistico durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, piazzandosi in terza posizione in vista del programma libero.
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Bio
Ma chi e’ Adam Siao Him Fa ?
Adam Siao Him Fa è nato il 31 gennaio 2001 a Bordeaux, in Francia, ed è il più giovane di una famiglia di quattro fratelli, tutti appassionati e praticanti di pattinaggio artistico. I suoi genitori, Daniel, medico anestesista rianimatore, e Patricia, sono originari dell’isola di Mauritius e sono emigrati in Francia all’inizio degli anni ’80. Di origini mauriziane con influenze vietnamite e cinesi, Adam ha iniziato a pattinare all’età di quattro anni, ispirato dai fratelli maggiori, tra cui una sorella e due fratelli, che hanno tutti intrapreso percorsi nel pattinaggio. Cresciuto in un ambiente sportivo, ha frequentato il Collège Hubertine Auclert a Tolosa e ha sviluppato fin da piccolo una passione per il ghiaccio, trasferendosi poi a Nizza nel 2022 per allenarsi con nuovi coach. Attualmente studente universitario, Adam è noto per il suo stile audace e carismatico, che include elementi innovativi come il backflip, rendendolo una figura iconica nel mondo del pattinaggio.
Nel corso della sua carriera, Adam Siao Him Fa ha conquistato numerosi successi internazionali, tra cui la medaglia di bronzo ai Mondiali del 2024, due titoli europei consecutivi nel 2023 e 2024, e sette medaglie nel circuito Grand Prix (quattro ori, due argenti e un bronzo). Ha rappresentato la Francia alle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022 e ha ottenuto il quarto posto ai Mondiali del 2025, con una medaglia di bronzo nel programma libero. Due volte campione nazionale francese (2023-2024), ha vinto anche l’ISU Skating Award 2024 per il programma più divertente, grazie alla sua creatività e al superamento dei limiti tradizionali dello sport. La sua traiettoria, segnata da resilienza e innovazione, lo ha reso uno dei pattinatori maschili più influenti, pronto a competere ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
Niente debito comune, Macron isolato, la Germania non ci sta: “Non finché sarò in vita”:
Emmanuel Macron rilancia l’idea di un debito comune europeo per finanziare gli investimenti futuri, ma la sua proposta di “eurobond” si scontra con la riluttanza della Germania e dei Paesi del Nord, legati all’ortodossia di bilancio e convinti che la priorità debba rimanere la competitività e la disciplina finanziaria. In un’Europa dove il Sud ha intrapreso importanti riforme mentre la Francia appare isolata sul piano di bilancio, il dibattito su una mutualizzazione duratura del debito riaccende le storiche tensioni tra solidarietà finanziaria e responsabilità nazionale.
Indebitarsi in 27 è un po’ come se una grande famiglia contraesse un mutuo per investire in una casa, ma una famiglia allargata, con lo zio spendaccione, la nonna taccagna, il figlio milionario e individualista, e il cugino meno dotato ma generoso.
È proprio questo che desidera Emmanuel Macron, come annunciato martedì in un’intervista a Le Monde. “È il momento di lanciare una capacità comune di indebitamento per queste spese future, [gli eurobond del futuro],” ha affermato il capo di Stato francese.
Questo appello ha fatto storcere il naso a Berlino. Senza respingere apertamente la proposta, il governo tedesco ha fatto sapere, poche ore dopo la pubblicazione dell’intervista, che “riteniamo che, dato l’ordine del giorno [del vertice UE], questo distolga in qualche modo l’attenzione da ciò che conta davvero: cioè che abbiamo un problema di produttività”.
Il progetto degli Eurobond rimanda al nostro rapporto con la spesa pubblica e la gestione delle finanze, con ricorrenti lotte di influenza tra gli “ortodossi” del Nord Europa e i “lassisti” del Sud. Tuttavia, la storia recente mostra che non bisogna cadere nei cliché. I Paesi del Sud, negli ultimi anni, hanno compiuto gli sforzi strutturali che la Francia non ha fatto. Lo stesso Macron ha ammesso: “La difficoltà della Francia è che non ha mai avuto un modello equilibrato come alcune economie del Nord, che si basano maggiormente sul senso di responsabilità. E non ha mai conosciuto l’austerità, contrariamente a quanto molti pensano. Non abbiamo mai avuto riforme come quelle che si sono svolte negli anni 2010 in Portogallo, Spagna, Italia o Grecia, e i cui dividendi stanno arrivando oggi in pieno.”
Editoriale
Permetteteci qui un breve editoriale. Ricordiamo tutti quando il governo Berlusconi venne fatto cadere dall’Europa con la scusa dello “spread oltre i 500 punti” (e dei titoloni “fate presto” del Sole 24 ore). In quell’occasione sentimmo per la prima volta la parola “eurobond” dal ministro dell’economia dell’epoca. E la risposta sprezzante di Germania e Francia – sì anche della Francia si Sarko – era la stessa che si è preso in faccia oggi Macron: no al debito comune. Perché ora l’italia ha superato in tutti gli indicatori la Francia e chi è in difficoltà è Macron. Che crede ancora di avere un allure tale da poter far passare le sue proposte, ma riceve ormai sempre solo dei grandi no. Per sua fortuna, essendo presidente della Repubblica e non Primo Ministro, nessuno dall’Europa riesce a farlo cadere. Per ora.

Un saluto da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale.
Editoriale di Rachel – Macron, l’uomo solo al comando (e stavolta non è un film)
Povero Emmanuel, sembra quasi che l’Europa gli stia facendo il vuoto intorno con una precisione da chirurgo. Ultimamente non gliene va bene una: propone eurobond per il futuro, una capacità comune di indebitamento, la grande visione francese di mutualizzare le spese strategiche… e la Germania risponde in tempo reale con un “grazie, ma no, distrae dalla produttività”. Non un rifiuto urlato, ma un educato e gelido “non è il momento”, che suona come un “non finché saremo vivi”. E non è solo Berlino: i paesi nordici fanno da coro, gli “ortodossi” del bilancio che guardano la Francia come si guarda uno zio che continua a chiedere prestiti per rifare il salotto mentre gli altri hanno già finito di pagare il mutuo.
Macron stesso, in quell’intervista a Le Monde, ha dovuto ammettere che la Francia non ha mai fatto le riforme strutturali che hanno salvato Portogallo, Spagna, Italia e Grecia. Parole sue. E mentre il Sud Europa raccoglie i frutti di anni di sacrifici, Parigi appare sempre più come l’ultimo baluardo di un keynesianesimo nazionale che nessuno, fuori dai confini francesi, sembra più voler seguire. Angela Merkel disse “no agli eurobond finché sarò in vita”… beh, lei è in pensione, ma il suo spirito è vivo e vegeto nei ministeri di Berlino, e Macron sembra l’unico a non accorgersene. È isolato sul bilancio, isolato sulla difesa comune (dove pure litiga con chi vuole più Europa e con chi ne vuole meno), isolato persino quando parla di allargamento o di transizione ecologica. È come se l’Europa gli stesse dicendo, con garbo teutonico: “Emmanuel, forse è ora di abbassare un po’ i toni e fare i compiti a casa prima di invitare tutti a firmare cambiali”. E noi, dalla redazione, ci limitiamo a prendere appunti e a chiederci quanto durerà questo one-man-show prima che anche l’ultimo alleato smetta di applaudire.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Un re propone un grande banchetto per tutti i regni. Perché nessuno accetta l’invito?”
“Perché il re ha già mangiato tutto il cibo della sua cucina,” rispose Zhaozhou.
E il monaco: “Allora perché continua a invitare gli altri?”
“Perché crede ancora che la sua tavola sia la più grande.” rispose Zhaozhou
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Un re propone un grande banchetto per tutti i regni. Perché nessuno accetta l’invito?”
“Non è un banchetto,” rispose Zhaozhou.
Ma il monaco disse: “Ma lui lo chiama così!”
“Lo chiama così perché è rimasto solo a tavola.” concluse Zhaozhou
Ma torniamo alla questione Eurobond.
Angela Merkel disse “no” agli Eurobond “finché sarò in vita”
Quando si parla di Eurobond, tutti gli sguardi si rivolgono alla Germania, che si è costruita la reputazione di custode dell’ortodossia di bilancio in Europa. Un episodio storico è emblematico: nel giugno 2012, in piena crisi dei debiti sovrani, con la Grecia a rischio di uscita dall’Eurozona, l’allora Cancelliere Angela Merkel affermò davanti al Bundestag che non ci sarebbero stati Eurobond “finché sarò in vita!”.
Questa cultura di rigore deriva anche dal fatto che i tedeschi pagarono un prezzo salato, ben prima degli altri, per risanare la loro economia. All’inizio degli anni 2000, la Germania, allora “uomo malato d’Europa”, intraprese le riforme Hartz: flessibilizzazione del mercato del lavoro, riduzione del costo del lavoro e lo sviluppo dei “mini-job”. Questi sacrifici alimentano ancora oggi la narrazione di un Paese che “ha fatto i compiti a casa” e che si rifiuta di firmare assegni in bianco per i suoi vicini.
Il Covid-19 ha provocato la prima mutualizzazione del debito europeo
Eppure, pochi anni dopo la dichiarazione di Merkel, l’Europa ha superato quella linea rossa. L’11 marzo 2020, l’OMS ha qualificato il Covid-19 come pandemia. Nel maggio 2020, Angela Merkel ed Emmanuel Macron proposero congiuntamente di consentire a Bruxelles di emettere debito a nome dei Ventisette per finanziare un massiccio piano di ripresa. Da questa iniziativa è nato NextGenerationEU: 750 miliardi di euro presi in prestito in comune, in parte ridistribuiti come sovvenzioni ai Paesi più colpiti.
Fu una svolta politica: la cancelliera che nel 2012 giurava che non ci sarebbe stata alcuna mutualizzazione, accettava otto anni dopo i “Coronabonds”. La Germania limitò l’esercizio e insistette sul suo carattere eccezionale, ma il messaggio era chiaro: di fronte a un pericolo esistenziale, anche il custode dell’ortodossia accettò di indebitarsi con gli altri per salvare l’Europa.
Quando la Germania rompe i tabù di bilancio
Le crisi si sono susseguite. La Russia ha invaso l’Ucraina, provocando uno shock energetico e di sicurezza senza precedenti. La Germania si è trovata in prima linea, spinta a rompere nuovi tabù. Per proteggere il suo modello economico, Berlino ha creato un fondo speciale di 100 miliardi di euro per modernizzare l’esercito. Inoltre, il sacro “freno all’indebitamento” (Schuldenbremse) iscritto nella Costituzione tedesca è stato sospeso o aggirato più volte per finanziare scudi energetici multimiliardari, sostenere l’industria e accelerare la transizione climatica.
Vista dall’esterno, questa nuova dottrina tedesca è stata interpretata così: se persino il campione dell’ortodossia accetta di far esplodere i conti per la Difesa, l’energia o l’industria, allora l’idea di indebitarsi insieme per resistere al rullo compressore cinese e agli attacchi di Donald Trump non è più un’eresia, ma la logica continuazione di ciò che sta già facendo a livello nazionale.
Il Sud si è trasformato, la Francia arretra
Un segnale che i cliché che oppongono un Nord virtuoso a un Sud spendaccione non reggono più è che sono ormai i Paesi del Sud ad aver fatto il grosso del lavoro dalla crisi dell’Eurozona. La Spagna ha inanellato riforme del mercato del lavoro e cure di rigore, arrivando ad avere oggi una delle crescite più dinamiche d’Europa. Il Portogallo ha realizzato un vero e proprio exploit di bilancio, registrando avanzi di bilancio consecutivi dalla fine degli anni 2010.
In questo scenario, Germania e Italia si sono avvicinate. L’asse Merz-Meloni, che prepara una roadmap comune sulla competitività da presentare al vertice europeo, incarna questa coalizione di Paesi che hanno compiuto sforzi massicci e che ora impongono la loro agenda di riforme.
Questo isola ulteriormente la Francia, che si è impantanata per mesi in un dibattito di bilancio interminabile (con la riforma delle pension che si attacca a Macron), proprio nel momento in cui propone agli altri di finanziare “in comune” il futuro dell’Europa. Mentre Parigi perora la causa di 1.200 miliardi di debito comune, altri Paesi del Nord (Estonia, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia) spingono per concentrarsi sul mercato unico e sulla mobilitazione degli 11.000 miliardi di euro di risparmi privati dormienti, rifiutando l’accumulo di ulteriori sussidi e debito pubblico.
L’articolo discute la rinnovata proposta del Presidente francese Emmanuel Macron di creare un meccanismo di debito comune europeo (“eurobond d’avenir”) per finanziare investimenti futuri, evidenziando la ferma opposizione della Germania e dei Paesi del Nord e il crescente isolamento di Parigi nel dibattito sulla disciplina fiscale e la competitività.
Scandalo Epstein: Diplomatico francese citato nei file. Il Quai d’Orsay avvia un’indagine.
Nei circa tre milioni di documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano relativi al caso Epstein, il nome di Fabrice Aidan, un diplomatico del Ministero degli Affari Esteri francese (Quai d’Orsay) in servizio da 25 anni, appare a più riprese accanto a quello del miliardario Jeffrey Epstein. Aidan, attualmente in congedo e distaccato nel settore privato, figura in quasi 200 file resi pubblici.
Tra il 2010 e il 2017, Fabrice Aidan, Segretario agli Affari Esteri per l’Oriente, ha scambiato decine di email dirette e talvolta confidenziali con Epstein e i membri del suo entourage. Sebbene le corrispondenze rese pubbliche non lo colleghino direttamente ai crimini sessuali del miliardario, secondo quanto rivelato da Mediapart e confermato da una fonte governativa, il diplomatico fu oggetto di un’indagine congiunta da parte dell’FBI e dell’ONU nel 2013 per sospetta consultazione di immagini pedopornografiche, prima di lasciare gli Stati Uniti.
Nonostante questa indagine, Aidan ha continuato a viaggiare liberamente tra Francia e Stati Uniti e a gravitare nell’orbita di Jeffrey Epstein, fornendogli informazioni diplomatiche, servizi e accesso alle sue reti internazionali. Aidan era inoltre uno stretto consigliere di Terje Rod-Larsen, un diplomatico norvegese sospettato di essere stato corrotto da Epstein.
Il Ministro Barrot deferisce il caso alla Procura
Contattato in merito alla presenza di Aidan nei file, il Ministero degli Affari Esteri francese ha dichiarato di voler “contribuire pienamente alla manifestazione della verità” e di essere pronto a prendere “tutte le misure necessarie, compreso il ricorso alla giustizia francese”. Poche ore dopo la pubblicazione delle rivelazioni di Radio France, il Ministro degli Affari Esteri, Jean-Noël Barrot, ha annunciato di aver deferito il caso del signor Fabrice Aidan al procuratore della Repubblica ai sensi dell’articolo 40 del Codice di procedura penale, avviando contestualmente un’indagine amministrativa.
Un portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite ha confermato che Fabrice Aidan era in servizio presso l’ONU (distaccato dal governo francese) da luglio 2006 fino alle sue dimissioni nell’aprile 2013. Al momento delle sue dimissioni, un procedimento disciplinare interno era in corso, sospeso a seguito dell’abbandono dell’incarico. Fabrice Aidan, che è ancora un funzionario del Quai d’Orsay in aspettativa per motivi personali, era direttore degli affari internazionali di Engie, ma l’azienda ha annunciato la sua sospensione immediata.
I documenti mostrano come Aidan abbia facilitato l’accesso di Epstein a eventi diplomatici internazionali e abbia trasmesso al miliardario informazioni interne e riservate dell’ONU, come il resoconto di una conversazione telefonica tra l’allora Segretario generale Ban-Ki Moon e il Ministro degli Esteri turco. Inoltre, Aidan ha agito da intermediario per ingenti trasferimenti di denaro (tra cui una somma di 250.000 dollari) dai conti di Epstein a quelli di Terje Rod-Larsen tra il 2013 e il 2015.
Nel 2016, Epstein aveva inoltrato ad Aidan un articolo intitolato “Uno scandalo di pedofilia insabbiato dal Quai d’Orsay”, che riguardava appunto un diplomatico a New York indagato dall’FBI. Una fonte governativa francese ha ora confermato che Fabrice Aidan è l’uomo citato in quel rapporto e che si cercherà di capire perché l’informazione “sia andata persa” all’interno del Ministero.
La cellula investigativa di Radio France ha rivelato che un alto funzionario del Ministero degli Esteri francese, Fabrice Aidan, ha mantenuto stretti legami e scambiato favori professionali con Jeffrey Epstein anche dopo essere stato indagato dall’FBI nel 2013 per consultazione di materiale pedopornografico, spingendo il Ministro Jean-Noël Barrot a richiedere l’apertura di un’inchiesta giudiziaria.
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Programma e Risultati dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: L’11 Febbraio
La giornata olimpica di mercoledì 11 febbraio presenta un programma denso di eventi, includendo gare che assegnano medaglie, qualificazioni cruciali e appuntamenti preliminari nei tornei di squadra.
Risultati Conclusi
Il risultato già registrato riguarda il torneo preliminare femminile di Hockey su Ghiaccio (Gruppo A), dove la Finlandia ha superato la Svizzera per 3 a 1.
Eventi Chiave e Gare da Medaglia
La mattinata si è aperta con gli sport nordici. La Combinata Nordica (Individuale Uomini, NH/10 km) ha visto la prova di salto alle 09:00, con la successiva gara di Fondo prevista nel primo pomeriggio, alle 12:45.
Gli appassionati di velocità si concentrano sullo Sci Alpino: il Super G uomini si tiene alle 10:30 per l’assegnazione della medaglia. Un altro titolo in palio è quello del Biathlon, con la gara Individuale 15 km donne in programma alle 13:15.
Nello Sci Acrobatico, le qualificazioni 2 delle Gobbe donne hanno inizio alle 10:00, mentre la sessione decisiva per l’assegnazione delle medaglie (Finali) è prevista per le 13:15.
Altri Appuntamenti del Giorno
Il programma include anche sessioni di Snowboard, con l’Halfpipe donne impegnato nelle Qualificazioni a partire dalle 09:30. Sono previsti gli allenamenti ufficiali per lo Skeleton, sia per la categoria femminile (09:00) che per quella maschile (11:30).
Nel pomeriggio, il torneo maschile di Hockey su Ghiaccio prosegue con l’incontro preliminare del Gruppo B tra Slovacchia e Finlandia, in programma alle 15:40. La giornata si conclude con la prima manche dello Slittino Doppio donne, fissata per le 16:00.
Questo resoconto giornaliero copre il programma ufficiale e i risultati parziali dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 per la data dell’11 febbraio.
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Editoriale di Rachel – La Scomparsa Miracolosa dei Fascicoli Scomodi
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Ah, la tempestività della diplomazia occidentale! La notizia è che un funzionario francese di alto livello, un certo Fabrice Aidan, compare nei celebri e infausti “fogli Epstein”. Ma il vero colpo di scena non è la sua presenza — perché a questo punto i nomi che non compaiono in quei registri sono più sorprendenti di quelli che ci sono — bensì la reazione del Quai d’Orsay: si dichiarano “pronti a indagare”. Pronti? Carissimi, l’articolo stesso rivela che lo stesso diplomatico fu indagato dal FBI e dall’ONU per consultazione di immagini pedopornografiche già nel 2013. Un’indagine che portò alle sue dimissioni forzate dall’ONU, ma che per la Francia si risolse in un semplice passaggio al settore privato, mantenendo contatti e disponibilità con il miliardario. Ci si chiede: l’indagine è pronta ora, dieci anni dopo, o è semplicemente costretta, ora che i documenti sono stati spiattellati dal Dipartimento di Giustizia americano?
La parte più esilarante, se non fosse tragica, è la dichiarazione della “fonte governativa” che assicura che la priorità del Ministro degli Affari Esteri è capire “perché questa informazione si è persa” dopo il 2013. Davvero? Non stiamo parlando di una ricevuta del parcheggio smarrita, ma di un alto funzionario, incaricato in postazioni strategiche presso l’ONU, trovato a trafficare in contenuti aberranti e che, nonostante ciò, continua a scambiare favori, informazioni diplomatiche riservate e a godere dell’ospitalità dell’appartamento di Epstein in Avenue Foch. Non è che “l’informazione si è persa”, si è evidentemente deciso di archiviarla nel dimenticatoio politico. Non è malfunzionamento, è protezione istituzionale.
Il sistema, in sostanza, era così ben oliato da permettere a un uomo sotto sospetto di reati gravissimi di fungere da corriere bancario per il suo socio norvegese e da intermediario per cene riservate con figure come Bill Gates. E mentre il Quai d’Orsay si straccia le vesti e annuncia con tono solenne che l’Articolo 40 del codice di procedura penale è stato azionato, io trattengo il respiro. Sono sicuro che l’indagine amministrativa interna si concluderà con un rapporto che sottolinea come il diplomatico fosse solo un entusiasta collezionista di scambi culturali, vittima di un errore di cartella clinica, e che i 250.000 dollari transitati erano per l’acquisto di libri, come riportato, e non certo per servizi di dubbia natura. Dormite sonni tranquilli, cittadini: la Repubblica è pronta a pulire, ma solo dopo che l’America ha fornito lo straccio.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Rachel: “Il Ministro dice che si è ‘persa’ l’informazione riguardante il diplomatico corrotto. Dove va l’informazione quando nessuno vuole vederla?”
Rachel rispose: “L’informazione scomoda non si perde. Si nasconde nel buio dei dossier riservati, proprio sotto il paragrafo che garantisce la pensione.”
Il monaco insistette: “E se il fascicolo è stato riaperto alla luce dei Fogli di New York, l’informazione ha ritrovato la strada per la verità?”
Rachel replicò: “Quando la verità deve attraversare l’Atlantico per arrivare a Parigi, non è più la verità, ma un avvertimento. E l’avvertimento, come le scarpe di lusso regalate, ha il costo più alto per chi l’ha sempre ignorato.”
Ma torniamo alle notizie.
Rassegna Stampa francese.
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Emergenza maltempo: dodici dipartimenti dell’Ovest francese in massima allerta per rischio inondazioni
La prefettura e Météo-France hanno emesso un bollettino di vigilanza arancione per rischio di piene e inondazioni che interessa dodici dipartimenti della fascia occidentale della Francia, estendendosi dalla Bretagna fino all’Ariège. Le piogge intense degli ultimi giorni, che in alcune zone come la Bretagna e il Languedoc hanno già causato notevoli disagi, con corsi d’acqua che hanno superato i livelli di guardia, non accennano a diminuire. Il fronte di maltempo, spinto da perturbazioni atlantiche, continua a riversare grandi quantità d’acqua, saturando i terreni e provocando la risalita delle falde freatiche in vaste aree. La situazione è particolarmente critica nelle zone della Vandea e delle Deux-Sèvres, dove le autorità locali stanno monitorando costantemente l’evoluzione dei fiumi, preparando eventuali evacuazioni e interventi di emergenza per proteggere la popolazione e le infrastrutture a rischio.
Le Monde
Affaire Epstein: un diplomatico francese coinvolto; il Quai d’Orsay avvia un’indagine interna
L’eco dello scandalo Epstein continua ad allargarsi, toccando direttamente le istituzioni francesi. Secondo indiscrezioni di Radio France, un diplomatico transalpino sarebbe stato citato nei documenti riservati recentemente declassificati dal Dipartizio di Giustizia americano. Il Quai d’Orsay ha prontamente reagito, dichiarando tramite nota ufficiale di essere “pronto a indagare” su qualsiasi informazione che possa coinvolgere membri del corpo diplomatico in atti illeciti legati alla rete del defunto Jeffrey Epstein. Sebbene l’identità del diplomatico non sia stata ancora resa pubblica, la notizia ha creato un notevole imbarazzo nel mondo politico parigino, sottolineando la diffusione globale delle connessioni di Epstein tra élite internazionali e figure di spicco.
Le Figaro
Giochi Olimpici Invernali 2026: Adam Siao Him Fa stupisce e si piazza provvisoriamente terzo nel programma corto
Una performance sublime e tecnicamente impeccabile ha permesso al pattinatore artistico francese Adam Siao Him Fa di conquistare la terza posizione provvisoria dopo il programma corto individuale maschile. L’atleta transalpino ha stabilito il suo nuovo record personale in carriera, dimostrando una padronanza e un’eleganza che lo pongono tra i pretendenti al podio finale. Gli occhi sono ora puntati sul programma libero di venerdì, che sarà determinante per l’assegnazione delle medaglie. Intanto, per la delegazione francese, si festeggia anche la medaglia d’argento vinta dal biathleta Eric Perrot, frutto di un emozionante duello serrato che conferma l’ottimo stato di forma della squadra in questi Giochi di Milano-Cortina 2026.
Editoriale di Rachel – Tra allerta arancione e l’incapacità di gestire il grigio
E dunque, eccoci sommersi non solo dalle piogge, ma anche dalle solite, rassicuranti “vigilanze arancioni”. Dodici dipartimenti in allerta, dalla Bretagna all’Ariège. Un intero corridoio atlantico a mollo. E cosa fanno le nostre autorità, oltre a piazzare dei cartelli del colore giusto? Annunciano che le falde freatiche si stanno ingrossando. Grazie per l’intuizione, avrei giurato che fosse l’effetto del Sahara in piena.
Ogni anno, l’Ovest della Francia sembra scoprire l’acqua per la prima volta. Non siamo capaci di gestire il territorio, le opere idrauliche restano incompiute, e poi ci affidiamo al colore delle previsioni per farci sentire al sicuro. Come se l’allerta arancione potesse magicamente asciugare il fango e riparare le case. Nel frattempo, i bretoni e gli abitanti del Languedoc si ritrovano con i cantieri bloccati e le cantine allagate, mentre gli esperti si dilettano a spiegare che è tutta colpa della “saturazione dei suoli”.
In fondo, questa è la Francia moderna: quando la realtà è troppo scomoda, la si etichetta con un colore vivido e la si gestisce a colpi di comunicati stampa, sperando che basti a non farci notare che, tra una piena e l’altra, la prevenzione resta un concetto astratto e costoso, molto meno visibile di un elicottero in volo.
BFM
Epstein e il calcio: Franck Ribéry nega e annuncia azioni legali contro le “false informazioni”
L’onda d’urto del caso Epstein non risparmia nemmeno il mondo dello sport. L’ex stella del calcio francese, Franck Ribéry, ha dovuto difendersi pubblicamente dopo che il suo nome è apparso in alcuni documenti legati all’inchiesta sul defunto finanziere e trafficante sessuale Jeffrey Epstein. Ribéry ha rilasciato una dichiarazione perentoria, respingendo ogni coinvolgimento e definendo le informazioni diffuse come “false”. Il calciatore ha inoltre annunciato l’intenzione di procedere per vie legali al fine di tutelare la propria immagine e reputazione, gravemente danneggiate da tali accostamenti in uno degli scandali più sordidi degli ultimi decenni.
Le Monde
Stati Uniti: Bill Clinton e il Segretario al Commercio nel mirino per i legami con Epstein
Mentre l’Europa indaga sul coinvolgimento del suo personale diplomatico, negli Stati Uniti le ripercussioni dei file Epstein si concentrano sulle figure di spicco dell’establishment. Il nome dell’ex Presidente Bill Clinton, pur senza accuse di atti riprovevoli, compare oltre 2.000 volte nei documenti declassificati, sollevando interrogativi sulla sua assidua frequentazione con il finanziere. Parallelamente, il Segretario al Commercio di Trump, Howard Lutnick, ha dovuto ammettere di aver visitato l’isola privata di Epstein nel 2012, smentendo precedenti dichiarazioni in cui affermava di aver interrotto ogni rapporto con lui già nel 2005. Queste rivelazioni aumentano la pressione sull’amministrazione in vista delle prossime elezioni.
FranceInfo
Biathlon: Eric Perrot conquista un bellissimo argento ai Giochi di Milano-Cortina 2026
Il biathleta francese Eric Perrot ha regalato un altro grande risultato alla squadra transalpina, aggiudicandosi la medaglia d’argento nell’individuale. La gara è stata caratterizzata da un testa a testa avvincente contro l’atleta norvegese Johan-Olav Botn, che alla fine ha prevalso per l’oro. Perrot, visibilmente emozionato, ha espresso un misto di gioia per il podio e una leggera frustrazione per aver sfiorato la vittoria, ma l’argento rappresenta comunque il terzo podio per la Francia in questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali. La prestazione rafforza le aspettative del team in vista delle prossime prove e delle staffette.
Le Figaro
Crimini sessuali: a Grenoble, un settantenne accusato di 89 violenze su minori in oltre 50 anni di carriera criminale
Un’ondata di shock ha investito la regione di Grenoble in seguito all’arresto e all’incriminazione di un uomo di 79 anni, sospettato di aver commesso violenze e aggressioni sessuali aggravate su ben 89 minori tra il 1967 e il 2022. L’inchiesta, partita dalle rivelazioni del nipote dell’uomo e dal ritrovamento di diverse chiavette USB contenenti materiale probatorio, ha svelato un percorso criminale lunghissimo e atroce che si estende in diversi paesi. Il sospettato è inoltre accusato del duplice omicidio della madre e di una zia. Le autorità hanno lanciato un appello a testimoni, specialmente nelle zone della Nuova Caledonia, dove l’uomo avrebbe vissuto e agito.
BFM Business
Lavoro: protesta storica a Ubisoft, 1.200 dipendenti in sciopero contro la fine del telelavoro
Una mobilitazione senza precedenti ha scosso il colosso francese dei videogiochi Ubisoft. Secondo i sindacati, circa 1.200 dipendenti in tutto il paese hanno aderito a una giornata di sciopero indetta per protestare contro la riorganizzazione aziendale che prevede la quasi totale eliminazione del telelavoro e un nuovo piano di risparmi. La protesta, definita “storica” dagli organizzatori, riflette il forte malcontento tra i lavoratori del settore tecnologico, preoccupati per un ritorno forzato in ufficio e per i timori di futuri licenziamenti, con i sindacati che parlano di questa riorganizzazione come il “preludio a ulteriori piani sociali”.
BFM
Cresce l’incubo Wagner: il Kenya denuncia l’”inaccettabile” utilizzo dei suoi cittadini come “carne da cannone” russa
Il governo del Kenya ha sollevato una ferma protesta internazionale nei confronti della Federazione Russa, condannando l’utilizzo dei suoi cittadini come mercenari, definiti “carne da cannone”, nel conflitto in Ucraina. Nairobi giudica “inaccettabile” che i propri ressortissanti vengano reclutati, spesso illegalmente, per combattere al fianco delle forze russe. Il Kenya ha dichiarato di aver interrotto le attività di reclutatori illegali e intende confrontarsi direttamente con Mosca per ottenere un accordo che bandisca il reclutamento e l’impiego dei suoi nazionali nel teatro di guerra ucraino.
FranceInfo
Madagascar: il ciclone Gezani colpisce Toamasina, danni “mostruosi” e isolamento
La seconda città più popolosa del Madagascar, Toamasina, è stata colpita in pieno dal ciclone Gezani, che ha portato con sé raffiche di vento fino a 250 km/h e piogge torrenziali. Fonti locali riferiscono di danni “mostruosi”, con tetti scoperchiati, inondazioni diffuse e mura crollate, lasciando vaste aree della città in uno stato di devastazione. Attualmente, la forte tempesta tropicale Gezani si sta dirigendo verso la capitale Antananarivo, sollevando ulteriori preoccupazioni per la popolazione che si sta già confrontando con l’emergenza umanitaria e l’isolamento causato dall’interruzione delle vie di comunicazione.
BFM Business
Le Monde
Giochi Olimpici: la clamorosa confessione in diretta TV del biathleta norvegese Sturla Holm Lægreid
Un episodio senza precedenti ha segnato le cronache dei Giochi Invernali 2026: il biathleta norvegese Sturla Holm Lægreid, fresco vincitore della medaglia di bronzo nei 20 chilometri, ha utilizzato l’intervista in diretta televisiva sulla rete NRK per fare una confessione personale. Lægreid ha rivelato pubblicamente di aver tradito la sua fidanzata, implorando il suo perdono davanti alle telecamere. Sebbene il gesto sia stato emotivamente forte, ha suscitato sconcerto e fastidio tra alcuni colleghi, incluso il connazionale Johan-Olav Botn, vincitore dell’oro, per l’uso della piattaforma olimpica per questioni strettamente private e controverse.
BFM Business
Polemiche politiche: la nomina di Amélie de Montchalin alla guida della Corte dei Conti scatena l’ira dell’opposizione
La scelta del Presidente Macron di nominare Amélie de Montchalin, attuale Ministro dei Conti Pubblici, alla presidenza della prestigiosa Cour des Comptes, ha provocato un vero e proprio “scandalo di Stato” secondo i toni dell’opposizione. I critici denunciano la mossa come una nomina di fine mandato, atta a posizionare figure fedeli in istituzioni chiave di controllo in vista del post-2027. La de Montchalin, che succederebbe a Pierre Moscovici, si trova ora al centro delle accuse di potenziale conflitto d’interessi, data la sua precedente funzione di stretta sorveglianza sui conti pubblici che sarà chiamata a giudicare.
BFM Business
Mercato azionario: Kering vola in Borsa con un balzo dell’11% grazie alle prospettive di crescita
Nonostante un anno difficile, culminato in un crollo degli utili netti del 94%, il gigante francese del lusso Kering ha registrato una performance straordinaria in Borsa, con un’azione che ha guadagnato quasi l’11%. Il mercato è stato convinto dalle previsioni incoraggianti di un ritorno alla crescita, annunciate dal gruppo che detiene marchi come Gucci e Balenciaga. Le strategie di rilancio, che includono la chiusura di negozi non performanti e una rinnovata focalizzazione sui marchi principali, hanno indotto un “sospiro di sollievo collettivo” tra gli analisti, dimostrando che la fiducia degli investitori può essere recuperata anche dopo risultati finanziari complessi.
FranceInfo
Il piano di Donald Trump: minaccia di abrogare le normative climatiche fondamentali degli Stati Uniti
L’ex Presidente Donald Trump, impegnato nella sua campagna per la rielezione, ha nuovamente messo in allarme la comunità internazionale annunciando la sua intenzione di smantellare una serie di testi fondamentali che regolano le normative climatiche americane. La minaccia riguarda l’abrogazione di regolamentazioni chiave introdotte dall’amministrazione Biden e dai suoi predecessori, segnando un drastico ritorno a politiche energetiche basate sui combustibili fossili. Tale mossa, se attuata, avrebbe un impatto globale sugli sforzi per la mitigazione del cambiamento climatico e rappresenterebbe una battuta d’arresto significativa negli impegni presi da Washington a livello internazionale.
BFM
Lufthansa: giovedì sciopero dei piloti e del personale di cabina in Germania
Si preannuncia un giovedì di forti disagi per i viaggiatori aerei in Germania a causa dello sciopero indetto dai piloti e dal personale di cabina della compagnia Lufthansa. I piloti hanno incrociato le braccia per chiedere migliori condizioni pensionistiche. Contestualmente, il personale di cabina ha lanciato un’azione di sciopero preventivo nella filiale CityLine, specializzata nei voli europei e attualmente minacciata da piani di ristrutturazione che potrebbero portarla alla chiusura. Nonostante la compagnia dichiari di aver cercato di evitare “un’escalation”, i sindacati hanno confermato la mobilitazione, impattando significativamente il traffico aereo.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli. Appuntamento a breve con il Meteo sempre su queste frequenze.
