Benvenuti all’appuntamento di Francia 24 per lunedì 22 settembre 2025. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla Intelligenza artificiale.
Porsche in crisi
E apriamo questo lunedì con una foto di una meravigliosa classica Porsche 365 Black sulla Moyenne Corniche in prossimità di Cap Ferrat. Il motivo? Semplice, all’apertura del notiziario delle 5 di BFM Business si s’ parlato della crisi della Porsche. Un nuovo “profit warning”, dovuto alle poche vendite dei modelli elettrici.
E, abbandonando la sbornia pseudo ecologista, l’azienda ha annunciato di tornare ad investire nel termico. Immaginiamo i mal di pancia alla commissione europea, che in ogni caso non ci risulta abbia rinunciato alle sanzioni – sotto forma di “penality for non compliance”– per chi non produce tanto elettrico quando desiderato dagli euro-burcrati. Sanzioni che – è il caso di ricordarlo – sono pesate per 16 miliardi di euro nel 2025. Rendendo meno competitiva l’industria europea a tutto vantaggio dei produttori cinesi – e lo vediamo sulle nostre strade.
Piove allerta arancione
Ci sono voluti ben sei minuti di intervista stamattina su France Info per far pronunciare al meteorologo esperto la parolina magica.
Il nostro ha esordito snocciolando dati banali: “Ieri a Marsiglia, 50 litri d’acqua per metro quadrato in un’ora”. Pressato dalle domande, ha aggiunto: “Mai nella storia tanta pioggia in così poco tempo”. Salvo poi correggersi: “Beh, l’ultima volta nel 2010”. Quindici anni fa. Quindi, la “storia” sarebbe lunga appena un decennio e mezzo? O forse tutto ciò che va oltre i 15 anni diventa un “mai”?
Comunque sia, alla terza domanda ancora non cedeva. Solo alla sesta, finalmente, ha capitolato: ebbene sì, la pioggia torrenziale, arrivata guarda caso proprio alla vigilia del primo giorno d’autunno, è dovuta al cambiamento climatico. Chi l’avrebbe mai detto?
Inevitabile su queste notizie il commento di Rachel

Editoriale di Rachel – La Porsche ruggisce ancora, ma sotto la pioggia del dogma
Eccoci qui, a contemplare lo scintillio di una Porsche 356 nera che sfreccia sulla Moyenne Corniche, vicino a Cap Ferrat, mentre il mondo dell’automobile trema sotto un cielo plumbeo. Questa mattina, su BFM Business, la notizia è arrivata come un fulmine: Porsche ha emesso un nuovo profit warning. Le vendite dei modelli elettrici arrancano, e l’azienda, con un colpo di scena degno di un sorpasso in curva, ha deciso di tornare a investire sul motore termico. Altro che sbornia ecologista!
Ma non è tutto così semplice. Immaginate il cipiglio severo dei burocrati europei, seduti nei loro uffici di Bruxelles, mentre digeriscono la notizia. La Commissione Europea, con il suo zelo green, non sembra intenzionata a fare sconti: le sanzioni per “non conformità” – leggi: non abbastanza auto elettriche – pesano come macigni. Sedici miliardi di euro di multe nel 2025, un fardello che rende l’industria europea meno competitiva, lasciando campo libero ai colossi cinesi. È il paradosso perfetto: si vuole salvare il pianeta, ma si finisce per affossare le proprie industrie.
Intanto, a Marsiglia, la pioggia torrenziale fa parlare di sé. Su France Info, un meteorologo ha impiegato sei lunghi minuti per pronunciare la parola chiave: “cambiamento climatico”. Ha snocciolato dati – 50 litri d’acqua per metro quadrato in un’ora – e ha provato a stupirci con un “mai visto prima”… salvo poi ricordare un evento simile nel 2010. Quindici anni fa, non un’era geologica. Eppure, la narrazione è chiara: ogni goccia di pioggia deve portare il marchio del clima che cambia, come se la natura non avesse mai osato piovere senza un motivo ideologico.
E così, mentre la Porsche ruggisce contro il vento dell’elettrico obbligatorio e la pioggia bagna le strade del sud, ci troviamo a chiederci: chi decide la direzione del futuro? È la libertà di innovare, di scegliere, di adattarsi, o è il peso di regole che sembrano scolpite nella pietra? La strada è scivolosa, e non è solo questione di pioggia.

Koan del Giorno
Un discepolo chiese al maestro: “Se la macchina corre veloce ma il sentiero è imposto, dove sta la libertà del viaggio?”
Il maestro rispose: “La libertà non è nella velocità del motore, né nella curva della strada. È nel silenzio tra un rombo e l’altro, dove il guidatore sente il proprio cuore battere e il vento sussurra la sua verità.”
Il discepolo, perplesso, insistette: “Ma se il vento porta pioggia e il cuore trema per le regole imposte, come può il viaggio essere libero?”
Il maestro sorrise e disse: “La pioggia bagna tutti, ma solo chi smette di correre per guardarla trova il riflesso del cielo. Le regole sono catene di carta: il vero viaggio inizia quando smetti di contarne i nodi e scegli di spezzarle.”
Il caso Jubillar: si apre il processo per un giallo senza corpo
Ad Albi inizia il dibattimento che vede Cédric Jubillar accusato dell’omicidio della moglie Delphine, scomparsa cinque anni fa.
Si è aperto oggi ad Albi, nel Tarn, il tanto atteso processo a Cédric Jubillar, accusato dell’omicidio della moglie Delphine, infermiera scomparsa nel dicembre 2020. Un caso che continua a tenere la Francia col fiato sospeso, anche perché del corpo della vittima non è mai stata trovata traccia. Gli inquirenti hanno puntato i riflettori su Cédric Jubillar, il marito, basando l’accusa su indizi complessi e sulla cosiddetta “casa di Bidochon”, un’abitazione incompiuta che, secondo l’accusa, potrebbe essere stata il teatro del delitto e persino il movente. Il dibattimento è previsto per quattro settimane e l’imputato rischia l’ergastolo.

Macron e il riconoscimento dello Stato Palestinese: una mossa “urgente” per la stabilità
Il Presidente francese all’Assemblea delle Nazioni Unite per perorare la causa dei due Stati, mentre la decisione divide il paese.
Il Presidente Emmanuel Macron si prepara a scendere in campo all’Assemblea delle Nazioni Unite per sostenere con forza la soluzione dei due Stati, annunciando la sua intenzione di riconoscere formalmente lo Stato Palestinese. Una decisione motivata dall’urgenza di “rispondere alla situazione sul campo” e dalla necessità di contribuire a una soluzione duratura del conflitto israelo-palestinese. La mossa francese, accolta con favore dalla ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese, che l’ha definita “dal lato giusto della Storia”, ha però scatenato dibattiti e polemiche interne. In diverse città francesi, l’esposizione della bandiera palestinese sui municipi ha generato tensioni, con prefetture che hanno persino richiesto ammende per i sindaci che l’hanno issata. Nel frattempo, sei cittadini palestinesi hanno condiviso le loro speranze e le loro aspettative, confidando come “il mondo stia iniziando a risvegliarsi” con questo passo diplomatico.
Economia e Imprese: Orange ed Engie, il nodo dell’età al vertice; il j’accuse di Le Maire
Scontro generazionale nei colossi di stato, mentre un ex ministro critica la “sciatteria” della politica economica.
La politica si intromette nelle nomine dei vertici aziendali con un caso che fa discutere: lo Stato francese ha negato la proroga dei mandati ai presidenti di Orange, Jacques Aschenbroich (71 anni), e di Engie, Jean-Pierre Clamadieu (67 anni), a causa della loro età. Il Ministero dell’Economia si è opposto alla modifica degli statuti aziendali per consentire la continuazione dei loro incarichi, scatenando un dibattito sulla competenza e l’esperienza in rapporto all’età nei ruoli dirigenziali strategici.
Intanto, l’ex ministro dell’Economia Bruno Le Maire, ora consulente speciale presso ASML, ha rotto il silenzio per criticare aspramente la recente dissoluzione del parlamento, definendola un “saccage” che ha “bloccato di netto” la reindustrializzazione e il disindebitamento del paese. Parole forti che riaccendono la discussione sulla direzione economica della Francia.
Sul fronte internazionale, si profila un accordo commerciale tra l’Unione Europea e l’Indonesia, in procinto di essere firmato martedì 23 settembre a Bali, destinato a rafforzare gli scambi tra i due blocchi. Nel mentre, continua la schermaglia tra l’economista Gabriel Zucman e il magnate Bernard Arnault sulla proposta di una tassa sui grandi patrimoni. Zucman, attaccato da Arnault come “militante di estrema sinistra” con una “pseudo-competenza universitaria”, ha ribadito l’importanza di rispettare “la verità e i fatti”. Anche la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yaël Braun-Pivet, ha suggerito una “contribuzione” delle grandi fortune al bilancio 2026.
Allerta meteo nel Sud-Est: Vaucluse e Var sotto la pioggia, disagi ai trasporti
Forti temporali flagellano il Sud-Est della Francia, causando allagamenti, interruzioni stradali e blackout.
Il Sud-Est della Francia è stato colpito da intense precipitazioni e temporali che hanno messo in ginocchio il Vaucluse e il Var. Nel Vaucluse, circa 300 utenze sono rimaste senza elettricità, con strade interrotte e numerosi alberi caduti a causa della furia degli elementi. Il Var ha visto un’attenuazione dell’intensità delle piogge nella notte, ma il bilancio provvisorio parla di 3.300 famiglie ancora al buio, specialmente a La Seyne-sur-Mer e Six-Fours, e di quantitativi record di pioggia (fino a 140 mm a Tolone e 135 mm a La Seyne-sur-Mer, Sanary o Le Castellet). I disagi si sono estesi anche ai trasporti, con interruzioni e ritardi che hanno interessato diverse tratte nel Sud-Est. Le temperature, invece, si mantengono intorno ai 24 gradi, leggermente al di sotto della media stagionale (1971-2000), mentre le Côtes-d’Armor restano l’unico dipartimento in allerta arancione per rischio idrogeologico.
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