Francia24: Quasi come per Meloni: Macron revoca privilegi all’ambasciatore USA per aver condannato un crimine in Francia. Cristine Lagarde irrita tutti i dipendenti della BCE con i suoi 740.000 euro di stipendio – L’Editoriale di Rachel
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 24 febbraio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.
ll governo MACRON revoca i privilegi diplomatici dell’ambasciatore USA, come l’accesso agli edifici governativi francesi, incontri con funzionari o comunicazioni ufficiali, perché ha condannato un crimine d’odio politicamente motivato.
Il governo di Macron elimina i privilegi diplomatici dell’ambasciatore americano, includendo l’ingresso agli edifici governativi francesi, gli incontri con i funzionari e le comunicazioni ufficiali, a seguito della sua condanna di un crimine d’odio a sfondo politico.
Ma questa decisione è veementemente contestata dall’altra parte dell’atlantico:
Definire l’omicidio dell’attivista di destra francese Quentin Deranque come un atto di “radicalismo violento di sinistra” significa forse “interferenza straniera”?
Molti si chiedono: Allora, cosa implica il sostegno aperto di Macron a un candidato presidenziale durante le elezioni in Romania? Cosa significa quando la DGSE (agenzia di intelligence estera francese) parla di “interferenza russa” a sostegno dell’annullamento delle elezioni in Romania?
Lo stesso trattamento, anche se senza sanzioni, era stato riservato alla presidente del Consiglio italiana Meloni e anche lì il motivo era lo stesso: lesa maestà della Francia.
Una retribuzione che irrita alcuni dipendenti della BCE: Christine Lagarde ha percepito circa 140 000 euro dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (oltre al suo stipendio base di 466 000 euro)
Il regolamento della BCE vieta ai propri dipendenti di ricevere una remunerazione versata da un’altra istituzione. Tuttavia, la presidente della Banca centrale europea, anche membro del consiglio di amministrazione della BRI, non è soggetta a tale misura, riporta il Financial Times.
Secondo il quotidiano britannico, alcuni dipendenti della BCE avrebbero espresso, tramite messaggi interni, il proprio malcontento sul compenso percepito dalla loro presidente in qualità di membro del consiglio della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).
Il Financial Times afferma che Christine Lagarde avrebbe incassato circa 140 000 euro dalla BRI nel 2025, oltre al salario base di 466 000 euro alla BCE e ai vantaggi per 135 000 euro, per un totale vicino ai 740 000 euro. Questo importo supera di gran lunga la cifra indicata nel rapporto annuale della BCE, che riporta solo lo stipendio base, come già sottolineato dal Financial Times a gennaio.
Più del semplice ammontare, parte del malcontento dei dipendenti riguarda il trattamento privilegiato di Lagarde, poiché il regolamento della BCE proibisce ai propri dipendenti di accettare compensi esterni.
La presidente della BCE non è soggetta alle stesse regole
Il regolamento BCE stabilisce che i dipendenti non devono accettare “alcun pagamento di terzi nell’esercizio delle proprie funzioni”. Se tali pagamenti fossero proposti, devono essere segnalati e le somme versate alla BCE. Lagarde, non essendo dipendente, non è quindi soggetta a tali obblighi, anche se è tenuta al “codice di condotta per i vertici della BCE”.
Alla BRI, definita in qualche modo la banca centrale delle banche centrali, il ruolo di Lagarde prevede la partecipazione alle decisioni di governance, la responsabilità decisionale e la gestione dei rischi legali associati; per questo motivo percepisce una remunerazione dalla BRI, conferma la BCE.
Il trattamento di questi compensi varia a livello internazionale. Negli Stati Uniti, il presidente della Fed non può accettare denaro da un’istituzione estera e quindi non percepisce alcuna retribuzione dalla BRI; lo stesso vale per il governatore della Bank of England. In Francia, metà della remunerazione della BRI è trasferita alla Banque de France, mentre l’altra metà è percepita dal governatore dell’istituzione.
Un eventuale dimissione anticipata di Christine Lagarde?
Il Financial Times ha riferito la scorsa settimana che Lagarde prevede di lasciare il proprio ruolo prima della fine ufficiale del mandato, in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027, per consentire al presidente Emmanuel Macron di avere voce nella scelta del successore.
La presidente ha comunque assicurato ai governatori, in un messaggio privato, di rimanere pienamente concentrata sui propri compiti e di informare per prima i colleghi in caso di dimissioni, secondo quattro fonti a Reuters. In un’intervista al Wall Street Journal ha dichiarato che il suo “scenario di riferimento” è quello di completare il mandato alla guida della BCE.
Questo articolo riporta le informazioni fornite dal Financial Times sulla remunerazione aggiuntiva di Christine Lagarde e le reazioni interne alla BCE.
Fact Check by GPT‑OSS:20b

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Stipendi da élite, o il lusso di essere “non-dipendente”
Ecco un altro capitolo della saga “regole per te, eccezioni per me” che tanto piace alle alte sfere europee. Christine Lagarde, presidente BCE, incassa circa 140.000 euro extra dalla BIS (la banca delle banche centrali) per il suo posto nel board, oltre ai 466.000 euro base BCE più benefit vari, per un totale che sfiora i 740.000 euro annui. Roba da far impallidire molti stipendi ministeriali, e infatti la rende l’ufficiale UE meglio pagata.
Il bello è il contesto: il regolamento BCE vieta tassativamente ai dipendenti di accettare compensi da terzi per attività legate al lavoro. Se arriva un bonifico esterno? Va segnalato e girato alla BCE. Ma Lagarde non è una “dipendente”: è la presidente, quindi soggetta a un codice di condotta più soft per i vertici. Risultato? Può tenersi i 140.000 franchi svizzeri (circa) senza battere ciglio, mentre un qualsiasi analista o economista della BCE rischierebbe un richiamo (o peggio) per molto meno.
Alcuni colleghi interni, a quanto riporta il Financial Times, non l’hanno presa bene: messaggi su forum riservati, malumori per il “doppio standard”. E hanno ragione a irritarsi: non è tanto la cifra (che per un top manager globale è quasi un rimborso spese), quanto il principio. Se la regola vale per tutti tranne per chi la scrive o la interpreta dall’alto, allora a che serve averla? Tradizione? Sì, Draghi e Trichet facevano lo stesso. Ma la tradizione non è una scusante eterna, soprattutto quando si predica rigore e trasparenza ai cittadini che pagano le tasse per finanziare queste istituzioni.
Nel frattempo, mentre si discute di questo extra e di possibili dimissioni anticipate (per lasciare a Macron la mossa sul successore prima delle presidenziali 2027), resta la sensazione di un sistema dove i vertici vivono in una bolla dorata: regole rigide per la base, flessibilità olimpica per la cima. E noi, dal basso, continuiamo a contare i centesimi dell’inflazione che loro gestiscono. Chissà se un giorno anche i codici di condotta impareranno l’uguaglianza aritmetica.

Koan del giorno
Un impiegato della BCE chiese al governatore Basho: “Se un regolamento vieta compensi esterni a chi lavora per l’istituzione, perché tu li ricevi dalla BIS?”
Il governatore Basho rispose: “Perché io non lavoro per l’istituzione: io sono l’istituzione.”
L’impiegato insistette: “Ma allora la regola è per proteggere l’istituzione o per proteggere chi la guida?”
Il governatore Basho sorrise: “La regola protegge l’istituzione. Il codice di condotta protegge chi la interpreta.”
Un altro impiegato, in disparte, chiese allo stesso governatore Basho: “E se il malcontento non fosse per i soldi, ma per lo specchio che non riflette tutti allo stesso modo?”
Il governatore Basho rispose: “Gli specchi sono per chi guarda dal basso. Dall’alto si vede già tutto.”
Procedimenti di scioglimento, legami con partiti politici… Emmanuel Macron convoca martedì mattina una riunione sui gruppi d’azione violenta
Emmanuel Macron ha convocato una riunione sui gruppi d’azione violenta per martedì 24 febbraio alle 10:00 all’Élysée. Tra i presenti ci saranno i ministri dell’Interno Laurent Nuñez e della Giustizia Gérald Darmanin. “L’obiettivo dell’incontro è fare il punto sulle azioni intraprese per combattere i gruppi violenti ultra‑ o estremisti, ma anche valutare i rischi futuri,” ha precisato l’entourage del Presidente alla franceinfo.
Tra le misure già adottate, sono previste procedure di scioglimento per diversi gruppi violenti, tra cui due movimenti di estrema destra e uno di estrema sinistra. Queste procedure, avviate già da mesi, prima della morte di Quentin Deranque a Lione, sono generalmente lunghe e molto regolamentate.
La riunione presieduta da Emmanuel Macron servirà soprattutto a fare luce sui legami tra questi gruppi violenti e alcuni partiti politici, secondo una fonte interna all’esecutivo riferita a franceinfo.
Legami tra gruppi militanti e partiti
L’esecutivo osserva con crescente preoccupazione la sempre maggiore porosità tra alcuni partiti o organismi di transizione e i movimenti violenti emersi negli ultimi mesi. Il capo di Stato aveva già annunciato sabato una riunione per “fare un quadro completo sui gruppi d’azione violenta che operano e sui loro eventuali legami con i partiti politici, qualunque essi siano.”
Dal 2017, 49 gruppi sono stati oggetto di decreti di scioglimento dal Consiglio dei Ministri, tra cui La Jeune Garde e Lyon Populaire. Alcuni di essi hanno ottenuto la sospensione delle decisioni al Consiglio di Stato, come è successo per i Soulèvements de la Terre.
Questa notizia mette in evidenza l’impegno del governo francese nella lotta contro la violenza politica e la possibile connessione tra gruppi estremisti e partiti istituzionali.
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Géolocaliser les taxis sanitaires, verser les allocations chômage seulement sur des comptes en France… Le projet de loi anti-fraudes sociales fait son retour à l’Assemblée (objectif: 2 milliards d’économies)
A seguito della commissione degli affari sociali, i deputati dell’Assemblea nazionale riprenderanno, a partire dalla fine della giornata, l’esame del progetto di legge anti‑frodi sociali e fiscali. Il testo, molto atteso dalle mutue complementari, prevede in particolare una migliore condivisione dei dati per recuperare più efficacemente le somme indebitamente percepite.
Ripetutamente rinviato a causa dei dibattiti di bilancio prolungati, il progetto di legge anti‑frodi sociali torna (finalmente) all’Assemblea nazionale, quattro mesi dopo la sua adozione da parte del Senato. Attraverso questo provvedimento, il governo intende recuperare almeno 2 miliardi di euro.
Per raggiungere questo obiettivo, la legge rafforza i mezzi per rilevare e prevenire le frodi, introducendo nuove sanzioni. Facilita il trasferimento di informazioni all’interno dell’amministrazione, estendendo l’accesso ai dati fiscali, patrimoniali e sociali agli agenti delle casse primarie di assicurazione malattia (CPAM), delle casse di assicurazione pensionistica e salute sul lavoro (CARSAT), della Cassa nazionale di assicurazione malattia (CNAM) e della Cassa nazionale di assicurazione anzianità (CNAV).
Trasferimenti di informazioni alle mutue
Una delle misure principali del progetto di legge è facilitare, in caso di frode accertata, lo scambio di informazioni tra le CPAM e le mutue complementari. Era così previsto dall’articolo 5 nella sua versione iniziale, prima che fosse riscritto dai deputati in commissione per svuotarlo di contenuto a seguito di una intensa campagna di lobby da parte dei professionisti sanitari, in particolare gli ottici.
Diversi sindacati hanno contestato che tale misura violasse il segreto medico, sostenendo che le mutue avrebbero potuto accedere a dati sensibili sullo stato di salute degli assicurati, nonostante l’articolo fosse stato inizialmente approvato dalla Commissione nazionale per l’informatica e le libertà (CNIL).
Limitare il versamento delle indennità di disoccupazione ai conti bancari domiciliati in Francia o nell’Eurozona
Il testo impone inoltre un obbligo legale ai trasportatori sanitari – ambulanze e taxi – di dotarsi di un dispositivo di geolocalizzazione per verificare la reale esecuzione delle prestazioni. I professionisti scoperti a commettere frodi potrebbero subire una doppia sanzione: decadenza dall’accordo e multa pecuniaria; al momento, si applica una di queste due misure.
Per quanto riguarda le indennità di disoccupazione, il provvedimento le limita ai beneficiari che possiedono un conto bancario domiciliato in Francia o nello spazio unico di pagamento in euro.
Sul versante sociale, la frode rappresenterebbe una perdita annua di 14 miliardi di euro nel 2025, secondo le stime dell’Alto Consiglio per il finanziamento della protezione sociale, con un aumento di 1 miliardo rispetto al 2024. Tuttavia, solo 2 miliardi vengono rilevati e 700 milioni recuperati, più della metà attribuiti al lavoro sommerso e alle attività non dichiarate.
Articolo basato su comunicati stampa e dichiarazioni ufficiali del governo francese.
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Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
FranceInfo – Inondazioni e crue: la Charente‑Maritime resta in allerta rossa
Le autorità regionali hanno confermato che la Charente‑Maritime, la Loire‑Atlantique e il Maine‑et‑Loire sono nella zona di vigilanza rossa a causa delle recenti crue che hanno minacciato le aree costiere e i principali raccordi autostradali. Sono stati attivati piani di emergenza per preservare le infrastrutture critiche, con l’impiego di squadre dei vigili del fuoco e mezzi di soccorso rapido. Gli abitanti sono invitati a limitare gli spostamenti non essenziali e a seguire le indicazioni delle protezioni civili. Le autorità monitorano costantemente il livello dei fiumi per evitare ulteriori picchi di alluvione.
FranceInfo – Mort di Quentin Deranque a Lione: la denuncia del gruppo d’azione violenta
Il 12 febbraio 2026 un giovane di 23 anni, identificato come Quentin Deranque, è stato ucciso durante una rissa a Lione. Le indagini hanno rivelato l’appartenenza dell’autore a un gruppo identitario di estrema sinistra,
Il caso ha riacceso il dibattito sulla presenza di gruppi d’azione violenta in Francia e ha spinto il Presidente Macron a convocare una riunione con i ministri dell’Interno e della Giustizia per valutare una possibile dissoluzione di tali organizzazioni. Le proteste studentesche hanno chiesto trasparenza sulle immagini violente diffuse dai media.
FranceInfo – Giochi olimpici invernali Milano‑Cortina 2026: gli atleti francesi festeggiano il ritorno ad Albertville
Dopo una partecipazione record con 23 medaglie, gli sportivi francesi sono tornati a salutare i tifosi a Albertville, dove hanno ricevuto una “cérémonie populaire” sovrapposta alle celebrazioni di chiusura dei giochi di Milano‑Cortina. Il ministro delle Infrastrutture, Sébastien Lecornu, ha annunciato che l’organizzazione dei prossimi giochi invernali del 2030 sarà concentrata sugli impianti alpini francesi, con un massiccio investimento nel mondo della neve artificiale. Gli atleti hanno sottolineato l’importanza della sostenibilità ambientale per le future edizioni.
Il commento di Rachel – La notizia delle inondazioni è un classico esempio di “disastro annunciato, risposta tardiva”. I governi spalmano avvisi di allarme rosso, ma poi si limitano a inviare squadre di soccorso che arrivano quando l’acqua è già sotto le porte. È un ciclo di allarme‑cerca‑risposta che non risolve la radice del problema: la gestione del territorio e la mancanza di investimenti in infrastrutture di contenimento. In fin dei conti, il vero problema resta la meccanica della burocrazia, non la pioggia.
BFM Business – Nuove tariffe doganali Trump: dal 10 % al 15 % in arrivo
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’entrata in vigore di un nuovo dazio doganale globale del 10 % su una vasta gamma di beni importati, con la prospettiva di aumentarlo al 15 % entro pochi mesi. La decisione segue la recente sentenza della Corte Suprema americana che ha annullato le tariffe precedenti. Washington prevede che la mossa stimolerà la produzione interna, ma i partner commerciali denunciano un rischio di escalation tariffaria su scala globale.
BFM Business – FedEx avvia causa per il rimborso dei dazi annullati
FedEx è la prima grande azienda a intentare una causa contro il governo Trump per ottenere il rimborso dei dazi doganali che le erano stati applicati prima dell’annullamento da parte della Corte Suprema. L’azienda sostiene di aver subito perdite per oltre 200 milioni di dollari a causa di pagamenti anticipati su merci ora esentate. L’azione legale è vista come un segnale per altre multinazionali che potrebbero seguire l’esempio, alimentando un nuovo fronte legale nei confronti delle politiche commerciali statunitensi.
BFM Business – L’UE blocca le sanzioni contro la Russia: la posizione della Ungheria
Il governo ungherese, guidato da Viktor Orbán, ha annunciato il suo veto contro il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, affermando che le misure “colpiscono anche gli interessi energetici dell’UE”. L’opposizione di Budapest ha sollevato un’accusa di “divisione dell’alleanza” da parte della Commissione europea, che teme che l’interruzione delle sanzioni ostacoli la pressione sul Cremlino. Il dibattito interno sull’autonomia energetica è in pieno fermento.
BFM Business – Vladimir Putin: le entrate petrolifere cadono del 18 %
Secondo i dati del Ministero dell’Energia russo, le entrate derivanti dalla vendita di petrolio sono diminuite del 18 % nell’ultimo anno, nonostante un aumento delle esportazioni di greggio. La riduzione è attribuita alle sanzioni occidentali e al calo dei prezzi internazionali. Putin ha dichiarato che la Russia sta “ricercando nuove vie” per compensare la perdita di fatturato, puntando su mercati asiatici e sul rafforzamento della produzione di gas naturale.
BFM Business – Bitcoin scende sotto i 65 000 $: segnale di incertezza
Il più noto cripto‑asset ha chiuso la settimana a 64 800 $, il livello più basso da gennaio 2023. L’instabilità è stata alimentata da notizie su possibili restrizioni normative in Europa e da un calo dell’interesse istituzionale. Analisti di mercato avvertono che la volatilità del bitcoin rimane alta, ma alcuni vedono una potenziale opportunità di rientro per gli investitori disposti a rischiare.
BFM Business – Christine Lagarde ha percepito 140 000 € dalla BRI oltre allo stipendio
Secondo un rapporto interno, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha incassato 140 000 € dalla BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) in aggiunta al suo stipendio base di 466 000 €. Il compenso extra ha scatenato polemiche tra i dipendenti dell’Eurozona, che chiedono maggiore trasparenza sui pagamenti aggiuntivi ai vertici istituzionali. Lagarde ha difeso la legittimità del compenso, definendolo “conforme alle norme internazionali”.
BFM Business – El Mencho, capo del cartello di Jalisco, ucciso durante l’operazione
Le forze speciali messicane, supportate da intelligence statunitense, hanno neutralizzato il leader del cartello di Jalisco, noto come “El Mencho”. La sua morte segna un punto di svolta nella lotta contro il traffico di stupefacenti in Messico, ma gli esperti avvertono di un possibile aumento della violenza da parte di clan rivali. Il governo messicano ha dichiarato lo stato di emergenza in diversi stati del sud del paese.
BFM Business – La Francia entra al 4º posto mondiale per gli investimenti industriali 2021‑2025
Uno studio congiunto di Institut Montaigne e Bpifrance ha mostrato che la Francia è diventata il quarto più grande destinatario di investimenti industriali a livello globale negli ultimi cinque anni, superata solo da USA, Cina e India. Il risultato è attribuito a incentivi fiscali, al piano “France 2030” e alle riforme del mercato del lavoro. Gli analisti prevedono una continuazione di questa tendenza finché le politiche di sostegno rimarranno consistenti.
BFM Business – Proteste dei contadini francesi contro le nuove restrizioni sui prodotti a base di rame
Il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato il bando a circa 20 prodotti a base di rame entro il 2027, decisione accolta con proteste da parte dei viticoltori e orticoltori. I produttori sostengono che la normativa minaccia la sostenibilità delle coltivazioni e l’equilibrio economico delle piccole aziende agricole. Il governo difende la misura come necessaria per tutelare la salute dei suoli e della biodiversità.
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Koan del giorno
Un monaco chiedeva a Zhaozhou: “Se un albero cade nella foresta, ma nessuno lo sente, produce suono?”
Zhaozhou rispose: “Produzione di suono è un’illusione; è la consapevolezza a dare forma al rumore.”
Il silenzio, dunque, è semplicemente la mancanza di attenzione.
Chiusura.
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