Benvenuti all’appuntamento di Francia Oggi e Francia 24 per il week end del 26 – 28 settembre. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla Intelligenza artificiale.
Carcere per l’ex presidente
Giovedi’ abbiamo aperto il notiziario affermando che ben difficilmente la giustizia avrebbe mandato l’ex presidente Sarkozy dietro le sbarre. Non era una nostra opinione, ma quella della gran parte della stampa francese, basata anche su una semplice osservazione: l’accusa non lo aveva richiesto.
Ma nella giornata di ieri le cose sono poi andate ben diversamente, con il marito di Carla Bruni che, si, dovra’ passare circa tre anni dietro le sbarre. Un’intervista trasmessa ieri sera tardi da France Info spiega nei dettagli quanto inaspettata sia questa decisione, alla luce delle non prove a carico. Ma oggi abbiamo anche un’anticipazione sulle cause del mancato incidente aereo di domenica. Veramente interessanti, restate in ascolto o alla lettura ne vale la pena. Ma cominciamo dalla questione Sarkozy .
Sarkozy in Carcere: Un Paradosso Giudiziario
**L’Incredibile Assoluzione e Condanna di Sarkozy**
L’avvocato di Nicolas Sarkozy ha dichiarato che l’ex presidente non è stato condannato, ma assolto dalle accuse di corruzione. E infatti la lettura della sentenza era iniziata con “assoluzione dall’accusa di corruzione”
Allora, come si spiega la sua incarcerazione o la futura detenzione per associazione a delinquere e semplice socio malfatto? Questa apparente contraddizione nasconde una realtà complessa e intricata.
**La Tesi della Difesa: Innocenza Proclamata**
La tesi della difesa, sostenuta dall’avvocato di Sarkozy, afferma che i collaboratori del presidente, agendo separatamente e senza la sua conoscenza, hanno trattato con un emissario di Gheddafi. Questo emissario, che non parlava inglese, e i collaboratori, che non parlavano arabo, hanno utilizzato un traduttore per concordare il ricevimento di fondi da utilizzare per la campagna elettorale di Sarkozy. La difesa sostiene che il presidente non era a conoscenza di queste trattative e, pertanto, non può essere ritenuto colpevole.
Il tribunale di Parigi ha condannato Sarkozy a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere, una decisione senza precedenti per un ex presidente francese. Nonostante l’assoluzione dalle accuse di corruzione passiva e appropriazione indebita, il tribunale ha ritenuto provato il coinvolgimento di Sarkozy in una rete illecita finalizzata all’ottenimento di fondi per la sua campagna elettorale del 2007 .
**L’Interdizione e il Carcere: Conseguenze Immediate**
Oltre alla condanna al carcere, Sarkozy è stato interdetto dal diritto di voto e dall’eleggibilità, una pena che lo colpisce profondamente. La sua età non è stata considerata un fattore attenuante, e l’ordine di carcerazione immediata è stato emesso, anche se l’ex presidente ha annunciato che farà appello. La giustizia francese ha stabilito che, in casi come questo, la pena può essere applicata anche prima della decisione finale in appello .

Editoriale di Rachel – Il Paradosso del Re senza Corona
Oh, la Francia, terra di rivoluzioni, croissant e, a quanto pare, di paradossi giudiziari che farebbero invidia a un romanzo di Kafka! Nicolas Sarkozy, l’ex presidente dal carisma scintillante, è stato assolto dall’accusa di corruzione, eppure eccolo, condannato a cinque anni per associazione a delinquere. Assolto, ma incarcerato. Innocente, ma colpevole.
Dalla mia scrivania con vista sul mare di Nizza, mi immagino Sarkozy che, con il suo celebre sopracciglio alzato, ascolta la sentenza e si chiede: “Ma come? Non ho corrotto nessuno, eppure sono il capo di una banda che non sapevo di dirigere?” La difesa giura che lui era all’oscuro di tutto, che i suoi collaboratori, in un improbabile circo linguistico, hanno negoziato con un emissario di Gheddafi senza che lui ne sapesse nulla. Traduttori, arabo, inglese, fondi per la campagna del 2007… sembra la trama di un film di spionaggio di serie B, ma con meno esplosioni e più scartoffie.
Eppure, il tribunale non ha avuto dubbi: la rete c’era, e Sarkozy ne era il fulcro, anche se non stringeva tangenti con le sue mani. È un po’ come condannare il direttore di un’orchestra per una stecca del violinista, anche se lui stava solo agitando la bacchetta. Ma è proprio qui che il paradosso si fa succoso: come si governa un paese, o una campagna elettorale, senza sapere cosa fanno i tuoi? È possibile essere così candidamente ignari in un mondo dove ogni mossa è calcolata? O forse, come direbbe un cinico, l’ignoranza è solo un altro nome per la convenienza.
La Francia, si sa, ama i suoi drammi giudiziari. E mentre il sole tramonta sulla Promenade des Anglais, mi chiedo: questo verdetto è una vittoria della giustizia o un monito a chi crede di poter danzare troppo vicino al fuoco senza scottarsi? Una cosa è certa: la storia di Sarkozy, tra assoluzioni e manette, è un promemoria che in politica, come in un buon vino, il sapore della verità dipende da come lo lasci decantare.
Disclaimer
E ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono a quelle della redazione di Radio Nizza, dei suoi responsabili e della redazione di Centrale Milano.

Koan del giorno
Un discepolo chiese al maestro: “Se un uomo è dichiarato puro da un’accusa, ma legato da un’altra, dove risiede la sua vera natura?”
Il maestro rispose: “La natura di un uomo non è nella sentenza che lo incorona o lo incatena, ma nel vento che trasporta le sue azioni. Una foglia può cadere lontano dall’albero, ma è la radice a nutrirla, visibile o nascosta.”
Il discepolo, perplesso, insistette: “Ma se le radici sono intrecciate con altre, e il vento racconta storie diverse a ogni orecchio, come possiamo distinguere l’albero dalla foresta?”
Il maestro sorrise e disse: “L’albero non si chiede se è foresta. Cresce, e le sue ombre parlano a chi sa ascoltare. La verità non è nel nome che gli dai, ma nel terreno che lo sostiene e nel cielo che lo guarda.”
Tragedia aerea Sfiorata a Nizza: Le Verità Emergenti
Le lezioni ufficiali sulle motivazioni della mancata collisione a Nizza impiegheranno ancora un certo tempo, ma due blogger su YouTube, di assoluto rispetto, hanno offerto una spiegazione dettagliata e credibile. Un comandante con grande esperienza e un pilota abituato a volare su Nizza hanno avanzato ipotesi che appaiono assolutamente plausibili. Ecco le loro conclusioni.
Ipotesi 1: L’Atterraggio a Vista Notturno
Secondo i blogger, l’aereo, pur essendo le 23:00, non ha effettuato un atterraggio strumentale. Questa scelta, che può sembrare inusuale, ha un motivo preciso: il rumore. L’atterraggio a vista notturno permette all’aereo di volare sopra il mare per la maggior parte del percorso, evitando così di sorvolare le aree abitate di Cannes e Antibes. Questo approccio riduce significativamente il disturbo acustico per i residenti, ma ha anche un rischio: l’aereo potrebbe facilmente sbagliare pista. Ed è proprio ciò che è accaduto. L’aereo ha tentato di atterrare sulla pista di partenza, dove attendeva un altro aereo, causando il pericolo di una collisione .Nell’immagine seguente e’ possibile vedere il percorso strumentale, che sarebbe passato sopra Antibes, e quello a vista prescelto domenica, che resta praticamente sempre sopra il mare

Ipotesi 2: La Mancanza di Segnalazioni in Mare
Una seconda scoperta sorprendente riguarda l’aeroporto di Nizza: la mancanza di segnalazioni in mare che aiutano i piloti a orientarsi verso la pista. Un esempio chiaro di come tali segnalazioni possano essere utili è visibile in una fotografia pubblicata sul sito di Radionizza, che mostra l’aeroporto di San Francisco dotato di queste indicazioni.

Non presenti a Nizza
A Nizza, questa mancanza è particolarmente critica, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, pioggia e poca luce, come quelle della sera dell’incidente. I due piloti concordano che, in tali circostanze, la probabilità di un errore umano è altissima .
Le Conseguenze e le Domande Aperte
Queste rivelazioni sollevano importanti questioni sulla sicurezza aeroportuale e sulle procedure di atterraggio. La scelta di evitare il rumore a scapito della sicurezza potrebbe essere rivista, specialmente considerando le condizioni meteorologiche avverse. Inoltre, la mancanza di segnalazioni in mare rappresenta una vulnerabilità che potrebbe essere facilmente risolta con investimenti mirati .
La “Tassa Zucman” Divide la Francia: Giustizia Fiscale o Freno all’Economia?
La proposta della cosiddetta “tassa Zucman”, mirata a colpire i patrimoni ultra-ricchi, continua a infiammare il dibattito in Francia. Da una parte, i sostenitori la vedono come una misura essenziale di giustizia fiscale, capace di ridurre le disuguaglianze e contribuire al benessere collettivo. Dall’altra, i critici temono che possa rappresentare un freno per l’economia, spingendo gli investitori e i grandi capitali altrove. Tra questi, Bernard Arnault, colosso del lusso, non ha esitato a definire l’economista Gabriel Zucman un “militante di estrema sinistra”, alimentando uno scontro che va ben oltre le cifre e tocca la visione stessa del modello economico francese. Il progetto, sostenuto dalla sinistra, prevede una tassazione sui patrimoni più elevati, con meccanismi ancora in fase di definizione ma che già promettono un acceso confronto parlamentare e nell’opinione pubblica.
Agricoltori Francesi in Rivolta: “Importazioni Aberranti Minano il Nostro Lavoro”
Gli agricoltori francesi tornano sulle barricate, con la principale alleanza sindacale agricola, la FNSEA e i Giovani Agricoltori, che ha indetto una “grande giornata d’azione” in tutto il Paese. La protesta è diretta contro quelle che vengono definite “importazioni aberranti” che, a loro dire, minano l’agricoltura nazionale, mettendo a rischio il sostentamento di migliaia di famiglie. Tra le principali preoccupazioni vi sono gli accordi commerciali come quello con il Mercosur, che permetterebbero l’ingresso di prodotti agricoli a basso costo, spesso non conformi agli standard di produzione europei e francesi. Sono previsti blocchi stradali, operazioni lumaca e controlli “pedagogici” nei supermercati per denunciare le distorsioni della concorrenza.
Trump Minaccia Nuovi Dazi “Fino al 100%”: Scenari di Guerra Commerciale
Donald Trump ha scosso i mercati globali annunciando sul suo network Truth Social una nuova ondata di dazi che potrebbero arrivare fino al 100%. L’ex presidente americano ha dichiarato di voler imporre una tassa del 25% su “tutti i mezzi pesanti fabbricati in altre regioni del mondo”, tra il 30% e il 50% sull’arredamento, e un impressionante 100% su “qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un’azienda non COSTRUISCA il suo stabilimento farmaceutico in America”. Queste misure, motivate anche da ragioni di “sicurezza nazionale”, segnano un’ulteriore escalation nella sua politica protezionistica. Trump ha inoltre promesso di destinare parte dei proventi di questi dazi per sostenere gli agricoltori americani, che potrebbero subire gli effetti della guerra commerciale. Non è mancata una minaccia ai funzionari federali: se il Congresso non approverà il budget, ha dichiarato, ci saranno licenziamenti di massa, preannunciando un possibile “shutdown” governativo.
Allerta Droni in Danimarca: Spazio Aereo Chiuso, Parigi Offre Aiuto
La Danimarca si trova ad affrontare una serie preoccupante di intrusioni aeree non autorizzate: nuovi droni sono stati avvistati la notte scorsa vicino all’aeroporto di Aalborg, costringendo alla chiusura temporanea dello spazio aereo e causando la cancellazione o il dirottamento di alcuni voli. Si tratta del terzo allarme in una sola settimana, alimentando i sospetti di un’attività di sorveglianza da parte della Russia, nonostante le smentite di Mosca. La vulnerabilità delle infrastrutture critiche europee è tornata al centro del dibattito, con il presidente francese Emmanuel Macron che ha prontamente offerto il sostegno della Francia per contribuire alla sicurezza del paese scandinavo. Gli esperti sottolineano la difficoltà di proteggersi efficacemente da questa minaccia diffusa e tecnologicamente avanzata.
Medio Oriente: Trump Contro l’Annessione in Cisgiordania, Gaza Sotto le Bombe
Il quadro mediorientale resta teso e drammatico. Donald Trump ha assunto una posizione decisa sulla Cisgiordania, affermando di “non permetterà” a Benjamin Netanyahu di annettere il territorio, un raro distacco dalla linea tradizionale degli Stati Uniti verso l’alleato israeliano. Questa dichiarazione arriva mentre il primo ministro israeliano è atteso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Intanto, la Striscia di Gaza continua ad essere un inferno sotto i bombardamenti, con centinaia di migliaia di civili costretti a fuggire in condizioni disperate, in assenza quasi totale di aiuti umanitari, come denunciato dalle Nazioni Unite. Al contempo, nel Mar Rosso e nel Golfo Persico, la tensione è altissima: gli Houthi nello Yemen hanno rivendicato otto morti e 142 feriti in seguito a presunti attacchi israeliani su Sanaa, in una escalation che minaccia di estendersi oltre i confini del conflitto diretto.
USA: James Comey Incriminato, Trump Esulta per “Ritribuzione Politica”
Negli Stati Uniti, l’ex direttore dell’FBI James Comey è stato incriminato per due capi d’accusa: falsa dichiarazione e ostruzione alla giustizia, relativi alla sua testimonianza del 2020 davanti alla commissione giudiziaria del Senato americano. L’indagine riguardava i presunti legami tra la Russia e la prima campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016. La notizia è stata accolta con giubilo dall’ex presidente Trump, che ha prontamente commentato su Truth Social, definendo Comey “uno dei peggiori esseri umani che questo paese abbia mai conosciuto” e parlando di “giustizia in America”, alimentando la retorica della “ritribuzione politica”. Comey, da parte sua, ha risposto con fermezza: “Non ho paura”, ha detto in un video su Instagram, “ho fiducia nel sistema giudiziario federale e sono innocente”. Il caso riaccende le polemiche sulla politicizzazione della giustizia e sull’uso delle indagini come arma politica.
Clima e Meteo in Francia: Settembre Fresco ma Tendenza al Riscaldamento Globale Confermato
Dopo giorni di temperature insolitamente basse per il periodo, con massime tra i 12 e i 17 gradi e scarti di quasi 3°C rispetto alle medie stagionali (1971-2000), la Francia si interroga sulle bizzarrie climatiche. Sebbene questo settembre abbia portato una tregua dal caldo, le previsioni indicano un ritorno a condizioni più miti, ma il quadro generale non cambia. È opportuno ricordare che, nonostante queste fluttuazioni a breve termine, l’analisi degli ultimi 365 giorni rivela che ben 277 hanno registrato temperature superiori alle medie storiche. Un dato che, al di là delle singole giornate più fresche o nuvolose, ribadisce la tendenza inequivocabile al riscaldamento globale che sta interessando anche il territorio francese.
E con questa ovvia affermazione della nostra agenzia, anche quando fa piu’ freddo della media occorre dire che no, fa piu’ caldo, vi auguriamo un week end che speriamo – appunto – caldo e soleggiato.
On line, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli.
Linea a Milano.
